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Livro   Codice Civile Italiano

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Cod. civ. va liniitata ai prodotti della caccia, della pesca; 
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d tesoro o dcllo cose mobili abbandonate. Qaando piū. _J 
non si cara la cosa cho" ci appartiene c si lascia a pro-fltto 
di chi la vuolo, si ritione abbaurionata: atatim no-ātram 
esse desivere. rcm, qvam drrflinguimus. L. 43. D. de furtis. 
E cio tanto se ii propriotario lo t'a direttamento, tanto se la 
cosa si sottrae da se ai d< minio dol propriotario 0 ri torņa 
res nulli u*. In quest' nltima Ipotesi, ad evitare lo difflcolta 
cho potrebbero prosentaro la inienziona ed ii fatto 
deli'abbondono, si ha la precunzione iuris de-sunta dal 
tcmpo , ch' 6 ntisnra d' ogni esistenza : -desi-stisse videtur, 
qui intra tempus non peregit. Art. 713, 457 Codice civilo. 
Bisogna poi non confondere lo cose abbandonate oon le 
cose smarrite; giacche se l'abbandono importa rinancia dl 
proprieta, lo smarrimento ai contrario presuppone la vo-
lonta di conservarle. Art. 715 e seg. 
L'occupazione adnnqne non riguarda pnnto gl' immobili, 
sia perche immobili non occupati nello stāto presente non 
ve no sono; sia percbe solo per le cose mobili l'intenzione 
pn6 essore esplicita e manifesta nell" abbandono; mentre 
per gl' immobili l'abbandono tntto ai pift potrehce essore 
presunto ed in materia siffatta non c' ē presunzione cho 
tenga, potondo benissimo avvenire cho io abbandono oggi 
por posisodero domani, bastando ii solo anirao a conser-
vare ii possosso degli stabili. E dato un tcrzo ne acqni-1 sti 
ii dominio, ci6 pu6 dipondere per effetto dell' usuca-pione, 
non gia per ii fatto dell'occupazione. 
l.a proprieta o gli altri dritti sulla cosa possono anche 
acquistarsi oon la prescrizione, la quale si distingue in 
estintiva od acqnisitiva, secondo cho importi perdita o 
acquisto di dritti; e questa nltima va detta propriamente 
osncapiono, quod per usum aliguis capit aut aufert. 
La vecchia dottrina amraise che, in soguito alla decor-
renza d' un certo tcmpo si fosso o acqnistato o perduto nn 
dritto Cid e poco osatto; lo stesse leggi roroane dis-sevo o 
con ragione : tempus non est modus costituendi vel 
dissolvendi iuris. Egli e nel possesso dol dotentore, nol si-
lenzio, nell' acconsentimento dol creditore o dol proprio-
tario, cho si rinvieno ii princi 'io della prescrizione. Ed e 
 
 
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perci6 che, fra gli offetti giuridici dcl possesso logittinio, 
ii piū rilevante ē l'usucapione, cioe l'acquisto del donii-nio 
dopo una certa durata di possesso non interrotto : sine 
possessione usucapio contingere non potest. D. de usurp. 
Questo istituto non e un infame presidio croato dal dritto 
positivo per por terniine ai litigi; ina e giustificato dalla 
presunzione che nna cosa lasciata dal padrone apertasnonte 
e senza interruzione nel possesso altrui, sia da lui ab- 
bandonata; nel qnal časo e conforme alla dos dei 
beni, ch' essa riraanga deflnitivaniente nel patrimonio di 
colui alla citi attivita Lnnganiente ha servito. Inoltre, ed e 
qnesta la ragione prevalento, la prescrizione, nell'in-
teresse sociale, mantione dēsta la vigilanza del proprie-
tario e conferisce alla sicurezza ed alla stabilita dei pa-
trimonii, onde Gaio : bono publico usucapio introducta estT 
ne scilicet quarundam rerum diu et fere semper incerta do-
minia essent, guum sufficeret dominis ad ingiiirendas res 
suas statūti temporis spatium. L. 1, D. de usurp. 
E stāto osservato e eon ragione, che la prescrizione e 
bensl un niodo originario d'acquisto, ma mi generis, eioe 
non assolutamente indipendente. Essa serve infatti a sup-
plire ad un possesso viziato o alla mancanza di titolo nel 
possessore. Onde l'antico adagio, in difetto di titolo :pos-
ļiideo quia possideo; in quanto che gli effetti principāli del 
possesso sono : 1." non potersi togliere ii possesso a colui 
che lo ha, prima di avere legalmente provato appartenere 
la cosa a colui ohe la rodama; 2.° nel dubbio, betti pos-
sidentes; 3.° ii possessore ha ii dritto di mantenersi eon la 
forza nel suo possesso contro Finvasore: 4.° ii possessore e 
dispensato di provare ii suo possesso; in quanto: olim 
possessor hodie possessor praesumitur. Se non che, contro 
auest'ultimo risultato, a tutto rlgore, pud dirsi che nē ii 
possesso antico, ne ii possesso attuale danno luogo a 
presunzioni reciproche. Innanzi tntto, ogni presunzione 
legale deve avere un tosto di legge che la stabilisca, e qui 
ne avremmo uno conti'ario, art. 692 Cod. civ.; in se-condo 
luogo, la presunzione ē introdotta dalla legge per vincero lo 
difflcolta della prova, eho dolle volte riesce assolutamente 
nnpossibilo; od ii possesso a^tualo_6_un fatto 
 
facilo a provarsi, e qu indi mancherebbe la ragione ģiu-
ridica di questa presunzione. So non che per ii possesso 
attualc a difforenza dcll' antico, che non e mai prosu mi -
bilc, vi e un'occezione, qoando cioe si trova sostonuto da 
un titolo; perche in questo caso ii titolo lo spiega, gl'im-
prirao ii suo carattore e la?cia presnmere che ii possesso 
sia contemporaneo ai titolo. Di qui la massima d'Azone: 
praesumptio dc praesenti ad praeteritum indueitur. 
E qni e da notare che se alcuno possegga attualmenie la 
co.ja e provi averla posseduta in altro tempo precedenta, 
senza che riesca a dimostrare ii possesso interme-dlo. si 
presumo che abbia posseduto di continuo : probatis extrew 
is, pi-iiesunnmtar medin; ineno non si provi in con-trario U 
fatto deH'interruziono, art, 691 Cod. eiv. 
In ordinē alla qnantita dolla cosn posseduta, valc l'altro 
adagio : tantum praescriptum quantum posnessum; giacche 
ai di lā di cio che si ē posseduto, non si da proscrizione: 
rpraescriptis non operatur ultra id quod possessum est. An-
che in fatto di servitū. e d'nopo aver rignardo ai possesso 
che »o n' ebbe per dedurne ii modo della medesima stabi I 
ito in virtu di preserizione. Di maniera che ove si tratti di 
scivitu usucapibile e di cui si abbia anehe ii titolo, ii modo 
dell'esercizio eho si 6 protratto per ii tempo fissato dalla 
Icgge, la preserizione la vince sul titolo, art. 686, ■2137 
Cod. civile. 
In rapporto ai titolo, se per la preserizione trentenaria 
basta ii solo pjsscsso, art, 2106,2135; per la preserizione 
dereniale non solo e riehiesto ii titolo, ma anehe la buona 
fedo, iirt. 2137 Cod. civile. 
In (ļuesto articolo non si parla di giusto titolo, conie per 
ii Codice Napoleonico, intoso per esso una cansa abile a 
trafferiro ii dominio, come pro soluto, pro emptore, pro 
do>wt>. pro dotē, pro legālo eec; ma vuole nn titolo tra-
seritto e non nullo per difetto di formē. Nel qual caso : 
melim est non habere tituhim, quam habere vitiosum. 
DuJ principalmente possono essero i vizii di un titolo, 
la nu'lita e l'insufflcienza. 
Distinta come e la nullita in assoluta e relatīva, e riteņu 
to eho l'atto colpito da nullita assoluta in cērti casi 
 
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si considera eome inesistente, giuridicamente parlar.do un 
titolo di questa natūra, nullo ipso facto non dovrebb» 
neppnro collocarsi fra i titoli viziosi. Phittosto fra (jiiesti 
andrebbe collocato ii titolo che contiene un difetto an-
nnllabile; giacche gli atti infctti di nullita relativi *pe-
cialmonto trasferiscono ii dorainio accompagnato dnl pos-
sesso, formando ossi per lo meno un titolo putat vo cd 
apparente tāle da jngenerare credenza di proprleta. Sotto 
questo rapporto ii titolo nullo non e titolo, ed ii possesso 
che ne deriva e un possesso senza titolo. Tāle sa-rebbe 
qnello che nno dei coniugi ha di una cosa, di cut l'altro 
durante ii matrimonio gli avesse fatto donnziono. Questo 
possesso sarcbbo puramento naturale, cioč civil-mente 
vizioso. 
Ē insufflciente ii titolo quando, tuttoehe valido in s& 
stcsso, non lo e egualmente a trasferire ii doruinio, ad 
indnrre ii dritto di propriota mediante Ja prescrizione: 
onde: iusto titulo postulēt qui ex causa ad trasfertidunP 
dominium habili possidet.