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1 CHARTULARIUM STUDII MUTINENSIS (REGESTA) – SPECIMEN (1069-1200) [Edito a stampa in Università e società nel XII secolo: Pillio da Medicina e lo studio di Modena. Tradizione e innovazione nella scuola dei Glossatori. CHARTULARIUM STUDII MUTINENSIS (Regesta) (SPECIMEN 1069 – 1200) e in collaborazione con F. Valenti, CHARTULARIUM PILII MEDICINENSIS (1169 – 1207 …), Giovanni Santini, Modena, S.T.E.M. – MUCCHI, 1979, pp. 290-315. © Giovanni Santini. Distribuito in formato digitale da Itinerari Medievali] 1 1069, gennaio 9, Modena. « In camera palacii episcopi ». Gualberto figlio del fu Orseverto « de civitate Mutina » e la di lui moglie Teuza rilasciano una « cartula oblations proprietario nomine » al vescovo di Modena Eriberto « pro mercede et remedio anime nostre », riguardante detta « cartula » cinque « iugera de terra iuris nostri, in Villola et in Macregnano seu in Runco Scalii vel infra comitatum Mutinensem, et si plus nostri iuris inveniri potuerit, ibidem permaneat, anteposito quicquid nostri iuris invenitur esse in monte Castanarii a pede montis usque ad verticem eius »; nella quale a proposito della « stipulatio »stipulata tra le partiti onded rafforzare la donazione stessa, è contenuto un riferimento esplicito a « Iustinanus summus iuris emendator »: « ... Et omnia quemadmodum perscripta sunt sepedictus pontifex Heribertus ut firmius undique iuris vinculum vallatum esse videatur, propria voce stipulatus fuit ab ipsis Gualberto et Teuza iugalibus et ipsi simpliciter respondendo spoponderunt, cum non est necesse in respondendo eadem omnia repeti que stipulator expresserit ». (Arch. Cap. Modena, C. 21, CLXXXVI, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., II, n. 228. Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 256. « Scriptor » della carta è « Albertus notarius sacri palacii », che usa lettere allungate cancelleresche nella datazione e talora nell« actum » e nella « complectio », come vedremo in altre carte. 2 1074, maggio 16, Modena. Eriberto vescovo di Modena fa una concessione « precario atque emphiteocario 2 iure » ad « Albertus causid(ic)o de villa Saliceti » e alla di lui moglie Maria, nonchè ai loro figli e nipoti riguardante « quintam portionem ex omnibus illis rebus territoriis que fuerunt detente per qd. Natulem et modo fiant per Leonem presbiterum ex parte episcopatus S. Geminiani », poste « in villa Saleceti ». (Arch. Cap. Modena, C. 22, CXCIV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 265. 3 1075, giugno 15, Marzaglia. Alla presenza della contessa Matilde, che presiede un giudizio in Marzaglia, accanto a tre « giudici del sacro palazzo », Rotchildo (de Balucola), Alberto del fu Ingelberto e Madelberto e a quattro « legis doctores », « Nordilo (de Castello Vetere) et Ubaldo de Carpeneta et Everardus filius Rotecherii et Rodulfus de Sicco », Guiberto del fu Giovanni e Fredaldo del fu Gernone da Correggio promettono ai fratelli Alberico e Ariberto figli di Domenico « qui Senioripto vocatur de loco qui dicitur Coregia » di restituire loro tutte le case e terre poste nello stesso luogo di proprietà del vescovado di Reggio e che erano tenute « per prechariam » da Domenico padre di Alberico e di Ariberto, nonchè dai fratelli Giovanni ed Alberto, loro parenti, per concessione dello stesso vescovado. (Arc. Cap. Reggio Emilia, Cass. VI, n. 924, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., II, n. 241; A. FALCE, Documenti inediti dei duchi e marchesi di Tuscia, « Arch. st. ital. » Serie VIII, vol. X (1928), n. 22; C. MANARESI, I placiti del « Regnum Italiae », (Istituto storico italiano per il Medio Evo, Fonti per la storia d’Italia, n. 97++), III, 2 (1085-1100), Roma, 1960, compositiones n. 7, pp. 491-495. Regesti: A. OVERMANN, Gräfin Mathilde von Tuszien. Innsbruck, 1895, Reg. 27 (1076, giugno 15). 4 1076, marzo 1-24, « Martuli ». Nel placito tenuto da Nordilo (de Castellovetere), nella sua qualità di « missus » della duchessa e marchesa Beatrice e da Giovanni visconte, « cum eis residentibus Guillelmo iudice et Pepone legis doctore », viene decisa a favore di Giovanni avvocato del monastero di S. Michele di Martuli (Poggibonsi) e di Gerardo preposto dello stesso monastero la lite che essi vevano con Sigezone da Firenze a proposito di alcune terre e della chiesa di S. Andrea di piano, che 3 erano state cedute al monastero dal marchese Ugo, al quale a sua volta erano state cedute da Vuinizo figlio di Ugo di buona memoria. La decisione è fondata su un passo del Digesto: « lege Digestorum libris inserts considerata ». (Arch. Stato Firenze, Diplomatico, Spedale di S. Bonifacio originale). Edizioni: DELLA RENA-CAMICI, Serie cronologico-diplomatica degli antichi duchi e marchesi di Toscana, Firenze, 1789, ed CESARETTI, III, n. 1, p. 78, n. XIX; M. MACCIONI, Congetture di un socio etrusco sopra una carta papiracea dell’archivio diplomatico di S.A.R. il Serenissimo Pietro Leopoldo arciduca d’Austria, Firenze, 1781, p. XXXIII; SAVIOLI, Annali Bolognesi, Bassano, 1784-1789, 1, 2, n. 73 (a. 1075); J. FIC R, Forschungen zur Reichs-und Rechtsgeschichte Italien, Innsbruck, 1868-1874, IV, n. 73; C. RICCA, I primordi dello Studio di Bologna, 20, Bologna 1888, n. III; C. MANARESI, I placiti del « Regnum Italiae », III, 1, (1025-1084), Roma, 1960, n. 437. Regesti: HÜBNER, Gerichtsurkunden der Fränkischen Zeit, Zweite Abtheilung, Die Gerichtsurkunden aus Italien bis zum Jahre 1150, in « Zeitschrift der Savigny-Stiltung für Rechtsgeschichte », XIV, Germ. Abth., (1893), n. 1454 (il precedente placito manca nello HÜBNER e questo manca in Overmann). 5 1079, novembre 23, Ferrara. Nel placito tenuto della duchessa e contessa Matilde, dopo l’escussione di tre testimoni, si stabilisce che il fondo di Francolino spetti all’episcopio di Ferrara contro le pretese di Girolamo abate del monastero di Pomposa. Partecipano al placito tra gli « advocati » delle parti « Addegerius (de Nonantula) », « Bono (de Nonantula) » e « Pepo legis doctor) ». (Archivio arcivescovile di Ferrara, copia autentica del XIV secolo). Edizioni: C. MANARESI, Un placito inedito della contessa Matilde, in « Rend. Ist. Lomb. di scienze e lettere, Lettere », vol. LXXXIII (1950), p. 5; Id. I placiti del « Regnum Italiae », III, 1, n. 453. II regesto manca nello HÜBNER e in Overmann. 6 1081 maggio 20, Bagno (Reggio Emilia) Placito del giudice Arderico, nonchè « Ubaldi, Nordili, Rodulfi, Alberti et item Alberti et alii Ubaldi causidicorum, aliorum etiam bonorum hominem », nella lite tra Andrea e Giovanni « de Fracta » e Sigezone « de Mallagallo », i quali « 4 dicebant se habere ius per libellum ad quartum et aliam condidonem, ut colonorum mos est, in quadam terra iuris monasterii S. Petri de Mutina que est in loco Mallagallo, quam Sigezo de Mallagallo per precariam tenet ». Gli stessi non erano però più in possesso del relativo « libellus » perché esso era andato distrutto nell’incendio del castello di Fredo né avevano testimoni che l’avessero letto, onde « negocio diligenter investigato et nulla ratione ex parte eorum inventa », per ordine del giudice Arderico la lite viene transatta col riconoscimento da parte degli attori del diritto del convenuto « de ipsis rebus que per precariam tenet » e con la stipulazione di una penale per la eventuale inosservanza della transazione. (Arch. Stato Modena, fondo del monastero di S.Pietro, Cart. I, n. 36, originale) Edizioni: J. FICKER, Forschungen, IV, 84. Regesti: HÜBNER, n. 1485 (1082), manca in Overmann. Caratteristiche grafiche del notaio « Albertus » scrittore della carta 9 genn. 1069 (=Chart. Studii Mut., n. 1) e suo S.T. 7 1088, novembre 14, Mantova. La duchessa e contessa Matilde stipula una « cartula vendicionis » e riceve da Ubaldo vescovo di Mantova, per conto della chiesa di S. Pietro della stessa città, una certa somma « pro curte Burbassio, in comitatu Mantuanense cum castro et burgo, casisi et villis » (Carzetolo,Roncoferrario, villa S. Martino e Governolo), da lei venduta al vescovo Ubaldo e ai suoi successori. Assiste tra i testimoni « Sigefredus legis doctor ». (Arch. Stato Mantova, B. XX. 2, b. 19, copia autentica di poco posteriore all’originale). Regesti: P. TORELLI, Regesto Mantovano. Le carte carte degli archivi Gonzaga e di Stato in Mantova e dei monasteri mantovani soppressi, I, (« Regesta Chartarum Italiae », XII) Roma, 1914, n. 108. 8 1088, novembre 14, Mantova. « In domo episcopii S. Petri ». « Conventio » tra Matilde contessa e Ubaldo vescovo di Mantova, dalla quale risulta che se Matilde o suo marito o un di lei figlio o nipote, entro termine di anni dieci, avrà pagato CC lire di denari Milanesi alla chiesa di S. Pietro di Mantova, il vescovo Ubaldo o qualsiasi suo successore dovrà rendere « cassatam et tagliatam » la « cartula vendicionis » rilasciata questo stesso giorno 5 da Matilde al vescovo Ubaldo Se ciò non avverrà la carta continuerà ad avere il suo vigore « perempnis temporibus ». Assistono tra i testimoni il giudice Arderico, Azo, Deodata e Bono, giudici, Azo figlio di Azone avvocato della suddetta chiesa, Baldo e « Sigefredus causidicus ». (Arch. Stato Mantova, B. XX. 2, b. 19, copia aut di poco posteriore all’orig.). Regesti: P. TORELLI, Regesto Mantovano, I, n. 109. 9 1096, maggio 18, Modena. Benedetto vescovo di Modena fa donazione della chiesa di S. Maria di Ambiliano al monastero di S. Pietro di Modena alla presenza « Alberti archidiaconi Mutinensis ecclesie et Guidonis prepositi, Rolandi archipresbiteri, Aimonis magistri scholarum et Mauricii presbiteri et aliorum canonicorum, et in testimonio Alberti causdici et Gotifredi causidici et Alberti advocati et Rolandi di Azonis de Chonrado et Tetelmi et Grasulfi de Civitate Nova et aliorum quamplurium: Actum est hoc in palatio domnicato feliciter ». (Arch. Stato Modena, fondo monastero di S. Pietro, Cart. I, n. 41, originale). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., V, 663. S.T. e caratteristiche grafiche di « Albertus notarius s. palacii », scrittore delle carte 9 gennaio 1069 e 20 maggio 1081 (=Chart. Studii Mutin., n. 1 e 6). 10 1098, luglio 5, Garfagnolo (Reggio Emilia). Nella lite vertente tra il monastero di S. Prospero di Reggio Emilia e gli uomini di Valli per certi beni illegalmente detenuti da questi nella corte di Nasseta, dopo che gli stessi eranogià rimasti soccombenti nel giudizio tenuto da Ubaldo da Carpineti, per cui essi avevano fatto ricorso alla contessa Matilde, questa demandò a Bono giudice di Nonantola e al predetto Ubaldo giudice di ricercare la verità anche invitando le parti alla « pugna ». I « causidici » presenti allegano in giudizio la « lex serenissimi imperatoris Iustiniani ». (Arch. Stato di Reggio Emilia, fondo del monastero di S. Prospero ora S. Pietro, A. 24, originale). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., III, 647; AFFAROSI, Notizie storiche della città di Reggio di Lombardia, Padova, 1755, App. doc., p. VII; J. FICKER, Forschungen, IV, n. 91; Ricci, I primordi dello Studio di Bologna, 2°, Bologna, 6 1888, n. X; MANARESI, I placiti del « Regnum Italiae », III, 2, n. 478. Regesti: HÜBNER, n. 1513, manca in Overmann. 11 1104 settembre. « In comitato Mutinensi ». Nella lite tra gli uomini di Sambuca Pistoiese e la Chiesa di Pistoia la contessa Matilde, assistita dal cardinale Bernardo Uberti, legato papale in Lombardia e dal vescovo Dodone di Modena, nonchè da vari « causidici » e « legisperiti », tra i quali Adigerio di Nonantola e Sigefredo di Panzano, viene proferita la sentenza a favore della Chiesa di Pistoia, che ottiene la « restitutio in pristina possessione ». (Arch. Stato Firenze, vescovado di Pistoia, 1100 circa, originale). Edizioni: F. SCHNEIDER, Toskanische Studien, Teil. I-II, in Q.F.IA.B., XI (1908), n. XII. Regesti: OVERMANN, n. 86, manca in HÜBNER. 12-13 1055, giugno 22, S. Cesario. Donazione della contessa Matilde al monastero di Montecassino della terza parte della corte di Pastorino, pervenutale da parte di Gerardo di Corviatico. La donazione viene convalidata subito dopo in sede giudiziale. Si tratta sostanzialmente di due atti collegati, al primo dei quali assistono « Bonus index sacri palatii », « Odaldus causidicus » « Dominicus sacri palatii notarius », che è lo scrittore della carta. Al secondo presenziano « Aggerius regie aule iudex », Bono di Nonantola, (il quale ultimo si sottoscrive con la caratteristica sottoscrizione metrica usata nel placito di Ferrara del 23 novembre 1079: « Ego nomininii hoc signo (monografi signo) iudex Bonus haec ita firmo » « Adaldus causidicus », « Ubaldus index » e lo scrittore « Dominicus ». (Archivio del monastero di Montecassino, originale). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., V, 611-612 e 613-614; FIORENTINI, Memorie della contessa Matilde ...; Lucca, 1756, II, 202-203; TACCOLI, Memorie istoriche della città di Reggio, Reggio Emilia, 1742, II. 626. Regesti: OVERMANN, n. 88 e 89, manca in HÜBNER. 14 1107, settembre 25-30, Baggiovara. Placito di Matilde « ducatrix et comitissa », essendo « cum ea Bono iudice de 7 Nonantula » a altri « boni homines », tra i quali « Rotechildus (de Balugola) advocatus (episcopi) » nella lite tra Alfredo e Pietro da Savignano figli del fu Alberto da Savignano e altri « consortes », che cedono a Dodone vescovo di Modena « omnes actiones et querimonias et omne ius petendi » che essi vantavano contro Ardizzone da Bagno « de omnibus illis res mobilibus quas violenter et iniuste eis abstulerat ». Questi infatti che aveva tolto alcuni loro beni, si era presentato uan prima volta avanti la contessa, promettendo, con la garanzia del vescovo, la restituzione dei medesimi, che non era poi avvenuta, onde aveva dovuto risponderne al vescovo di Modena « studio et vi cometissae Mathildis coactus », al quale pertanto i predetti cedono ogni loro azione contro il medesimo Ardizzone di Bagno. (Arch. Cap. Modena, D.4XVI, originale). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., IV, 729. Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 308; TIRABOSCHI. II, 293; OVERMANN, n. 107, manca in HÜBNER. 15 1108, giugno, Montebaranzone. Placito della contessa Matilde, in cui la decisione viene emanata « una cum consilio sapientium, qui ibi aderant », in favore degli « homines curtis Roche S. Marie de Castello », che erano ingiustamente gravati dell’onere dell’« albergaria » da parte dei ministeriali comitali, presente tra gli altri vassalli e testimoni « Bernardus Beneventanus ». (Arch. Cap. Modena, D.4.XVIII, copia autentica della metà del sec. XII). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., 1, 737; FIORENTINI, Mem. contessa Matilde, II, 249; DELLA RENA, Serie degli antichi duchi, V, 62. Regesti: TIRABOSCHI, C.D.M. II, 298; VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 310; HÜBNER, n. 1543. OVERMANN, n. 110. 16 1113, giugno 7, Baggiovara. Ubaldo « iudex de Carpeneta et advocatus domine comitisse Mathilde ibique cum eo alius Ubaldus iudex » e i giudici « Bolonus, Lambertus causidicus de Bononia, Iohannes causidicus de Fredo, Albertus gramaticus de Sancto Marino » e altri, decidono la lite che si agitava tra Atinulfo abate del monastero di S. 8 Prospero di Reggio Fmilia e il prete Pietro quale messo della chiesa di S. Pietro « de castro Limide ». (Arch. Stato Reggio Emilia. Archivi corpor. relig. soppresse, fondo monastero dei SS. Pietro e Prospero, Pergamene, Cass. n. 6, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., II, 312; C. RICCI, I primordi dello Studio di Bologna. 2°, Bologna, 1888, n. XVIII. Regesti: HÜBNER, n. 1551 (1113, giugno 9), manca in Overman. 17 1127, novembre 17, Modena. Fredolfo « prepositus » del capitolo della Chiesa cattedrale di Modena, « consilio et consensu ceterorum fratrum canonicorum », alla presenza di « Iohannis causidici (de Freto) » e di altri testimoni, « dedit atque investivit » la chiesa di Colombaro di « pecias quatuor de terra... in casale Sichimari ». (Arch.Cap. Modena, Lib. H., cc. 106, copia del sec. XIII). Regesto: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 362. 18 1131, maggio 24, Modena. Il vescovo di Modena Dodone fa una concessione « in perpetuum » al monastero di S. Pietro di Modena della « silva de Ula », il che avviene « una cum consilio Mutinensium fratrum canonicorum, similiter per consilium et consensum Uberti advocati et Rainerii et Guizardini fratres (de Balugola) et Aigonis et Aldradi fratres in quorum territorio predilla ecclesia est edificata ». Tra i « testes » figurano « Bernardus medicos ... Rol(andus) caudidicus et filius Athelardus ». (Arch. Stato Modena, fondo monastero di S. Pietro, Cart. I (24 maggio 1131) originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 345. Egli leggeva: « Beb(...) causidicus », mentre la lettura alla lampada di Wood permette di leggere: « Bel..., Bal..., « meglio » Rol(andus »). 19 1132, gennaio 29, Modena. 9 Giovanni, priore del monastero di Marola, promette obbedienza al vescovo di Modena Dodone « pro ecclesia consecranda in honorem S. Iacobi in Columbario », alla presenza dell’arcivescovo di Ravenna, del preposito Fredolfo, « ... una cum suis confratribus », di « Lanfrancus de Gandaceto et capitaneus eiusdem Mutinensis ecclesiae et vavassores eiusdem ecclesiae » tra i quali « Albertus de Bononia » e « Iohannes causidicus et alii quamplures ». Sottoscrivono tra gli altri « Sigezo magister scolarum ». (Arch. Stato Modena, fondo monastero di Marola, Cart. I, n. 15, originale). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., V, 982. 20 1133, giugno 3, Modena. « Actum in claustro canonicorum ». Fredolfo, preposito del capitolo della Chiesa cattedrale di Modena, col consenso degli altri canonici « dedit atque investivit » Alberto Storto « de urbe Mutina » di una casa sita in città e precisamente « de casa una cum area de terra in qua estat, quam Azo notarius reliquid prefate ecclesie et est in dicta urbe Mutina iuxta mumm castelli episcopi », il che avviene in presenza di « Iohannis sacri palacii et Iohannis causidici (de Fredo) et testimonio Petri de Papia » e altri. La investitura è concessa in modo che « ipse Albertus et eius heredes perpetualiter habeant licenciam utenti, vendendi, salvo iure et dominio ipsius ecclesie et canonice ». (Arch. Cap. Modena, D. 16, LXXVII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 373). 21 1141, maggio 11, Modena. Ribaldo vescovo di Modena « concessit ... usumfructum diebus vite sue » ad Aigone e ad Alberto suo figlio « de urbe Mutina » e ai loro figli e nipoti su una « peda de terra arativa et buscaliva » posta in « Fratta » di Porcile « precario atque enphiteocario iure », alla presenza di « Rainerius (de Balugola) advocatus et Ubertus eius frater » ... « Ubaldus causidicus » e altri. (Arch. Cap. Modena, D. 23. CXI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 411. 10 22 1141, novembre 18, Modena. Ribaldo vescovo di Modena fa una concessione « precario atque enphiteocario iure » a Rodolfo del fu Giovanni Guiraldi « de loco Curio » e ai suoi figli e nipoti concernente « peciam unam de terra paludiva iuris predicte ecclesie, que iacet non longe a prefata urbe in palude de porta Baioana », presenti « Athelardus causidicus », « magister Peliciarius » e altri. (Arch. Cap. Modena, D. 22, 2, CX, Modena, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 413. 23 1141, novembre 18, Modena. Ribaldo vescovo di Modena fa una concessione « precario atque enphiteocario iure » a Giovanni e Martino fratelli, figli del fu Domenico e a Giovanni del fu Martino Malthreverti « de loco Baioaria » e loro figli e nipoti, presenti « Athelardus causidicus » e altri testimoni. Beni situati in Baggiovara. (Arch. Mod Reg. Dh 2 C IIIIÌ, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 413. 24 1142, maggio, Modena. « In palatio domnicato (episcopi) ». Ribaldo vescovo di Modena, alla presenza dei sette consoli di Modena « cum eo assidentibus et cum illis Ubaldus causidicus », concede all’abate Placido del monastero di S. Pietro « locum unum cum aquario in quo molendinum construatur ». Sottoscrive anche « Sigezo magister scolarum ». (Arch. Stato Modena, fondo monastero di S. Pietro, Cart. II, n. 27, originale). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., IV, 51. 25 1146, aprile, Modena. Ubaldo preposito del capitolo di Modena concede a Guiberto e Useverto figli di Uberto « de urbe Mutina » e ai loro figli e nipoti « prechario atque emphiteochario iure » varie terre e precisamente « res territorias cum casis et edificiis et vineis, pratis et boscho et frascareis, montibus, vallibus ... iuris 11 ecclesie sive canonica S. Geminiani », situate « in Motexello et in Silviaço et in Rastellioli et in Mugnano et in Cornaleto et sunt iuges VII » et in Saliceto, in Çese et Sorbara ... », da loro detenute per anteriore « precaria »; alla presenza di « Guido causidicus » ... « Ubaldus causidicus » e di altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, Lib. H., cc. 103, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 434. 26 1154, febbraio 28, Modena. Ildebrando S.R.E. cardinale diacono e « rector et procurator » della Chiesa di S. Geminiano di Modena fa una concessione « per cartulam precarie atque emphiteocharie iuris nomine » ad Azone e Bonizo, che ricevono per sè e per i loro nipoti Teodorico, Guido e Tedaldo figli del fu Ingezone, loro fratello e per i figli del fu Andrea « de Vixignano » e per i loro figli e nipoti di « acquarium unum ad edificandum molendinum et faciendum et tenendum in braids Noceti iuxta flumen Plumbarini »; alla presenza tra gli altri di « Adelardus iudex ». (Arch. Cap. Modena, E. 3. CXXXXV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 451. 27 1156, ottobre 28, Modena. Ildebrando cardinale diacono, rettore e procuratore della Chiesa di S. Geminano di Modena concede « precario atque emphjteocario iure » a « Blanco f.q. Redulfi + +de loco Purcile » e ai suoi figli e nipoti « peciam unam de terra buscaliva in loco Fracta », presente « Guido causidicus », « Rainerius (de Balugola) avocatus » e altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, E. 6. CLVII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 466. 28 1157, dicembre 24, Modena. II vescovo di Modena Enrico concede « precario atque emphyteocario iure » a « Widone iudex » e a Sigifredo di lui fratello del fu « Guido de Gajo » e ai loro figli e nipoti « omnes res illas territorias quas nunc habent per anteriorem 12 precariam et sunt pecias sex ..., in Brajda ..., in Mazadizio ..., in curse Masse ... », presente « magister Aldricus » e altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, E. 7. CLXIIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 475. 29 1159, agosto 18, Modena. II vescovo di Modena Enrico « per cartula precharie atque emphiteocharie iuris nomine » concede a Raimondo, che riceve, che riceve per sè e fratelli e ad Alberto figlio di Giovanni Bonzo, che riceve per sè e Pietro suo fratello ed entrambi per sè i loro figli e nipoti « peciam unam terre iuris S. Geminiani » posta in « Massaricie », alla presenza di « Guillelmus causidicus de Medioelano » e di altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, E. 15. CCII, originale; E. 13. CLXXXXV, secondo originale privo della firma del vescovo). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, I, n. 502. 30 1160, marzo 16, Modena. Enrico vescovo di Modena concede « per cartulam precharie atque emphiteocario iure » a Martino de Fontana « habitator in civitate Mutine » e ai suoi figli e nipoti « duas petias terre » poste « in Runchis de Vacilio », alla presenza di « Guillielmus causidicus », di « Albertus de Sancto Marino » e di altri testi. (Arch. Cap. Modena, E. 18, CCXVII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 514. 31 1160, agosto 27, Modena Enrico vescovo di Modena fa una concessione allo stesso titolo a Pietro « de Caxolo », pure « habitator in civitate Motine »e ai suoi figlie nipoti concernente « petiam unam terre iuris S. Geminiani » posta « in Runchis de Vacilio », presente « dominus Jacobus » e altri testimoni. 13 (Arch. Cap. Modena, E. 18, CCXVIII, originale) Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 524. 32 1161, febbraio 18, Savignano. Enrico vescovo di Modena concede a Lanfranco, Iantolino e Sicherio, che ricevono per sè « et pro toto comuni de Savignano » quattro iugeri di terra in « Valle dei Tre Cerri », il tutto « ad utilitatem comunis Savignani, salva temen iustitia domini Henrici episcopi » alla presenza di « magister Aldricus » « dominus Iacobus » e di altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, E. 19, CCXXV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 531. 33 1163, marzo 11, Modena. Decreto di Ermanno « Verdensis episcopus et imperialis legatus » nella lite tra le monache di S. Tommaso di Reggio e Corrado figlio di re Enrico, presente tra gli altri testimoni « Ugo causidicus ». « Actum est hoc in palacio Mutinensi, in praesentia domini Henrici Mutinensis ecclesiae episcopi ed domini Ugonis eiusdem ecclesiae archipresbiteri ... domini Ugonis causidici « ... » e altri. (Arch. Stato di Reggio Emilia, Archivi delle corporaz. relig. soppresse, fondo del monastero di S. Tommaso, Pergamene, Cass. I, n. 57, originale). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., I, 477-478. 34 1163, aprile 5, Modena. Ubaldo preposito della canonica modenese fa una concessione « prechario atque emphiteocario iure » a Rodolfo figlio del fu Marchello « habitator civitate Mutine » e ai suoi fi e nipoti « prechario atque emphiteoticario iure » riguardante undici « pecias » di terra lavorativa, vineata, prativa e boschiva poste in Cese e in Albareto; tra i confinanti risulta un « Martinus Dotorii ». (Arch. Cap. Modena, Lib. H, cc. 100, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 551. 14 35 1165, agosto 11, Chiagnano. I1 vescovo di Modena Enrico con uno strumento di rinnovazione d’enfiteusi concede a Onesto, Beatrice e Gisla, figlie del fu Girardin « da Paçano » e ai loro figli e nipoti vari beni situati « in loco Legorzano », « in Griciano », in « Paciano » e in altri luoghi, già detenuti dai suddetti fratelli e dai loro padri, « per anteriorem precariam », alla presenza di « magister Guiotus » tra altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, E. 25. CCLV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 566. 36 1166, gennaio 13, Modena. Ubaldo preposito della canonica modenese concede « iure locations et conductions in perpetuum » a Stefano del fu Pietro Dunbelli, che riceve per sé e per il « patrus suus » Teodorico e loro eredi, « quoddam casamentum » posto in Modena; « et si vendere voluerint, primum prepositum vel successores appellent; et si emere voluerint, vendant eis pro. xii. denarios Lucenses minus quam alteri ». Sono presenti come testimoni « Gandulfus imperialis aule iudex ordinarius » ... « Geminianus de Ita et filius dus magiscola ». (Arch. Cap. Modena, Lib. H. cc. 110, copia del sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 570. 37 1168, maggio 17, Modena. Alberto de Godo e suo fratello Dux concedono ai consoli di Modena, « Guidoni causidico ». Ugoni de Tado, « Martellus (iudex) », Bernardo Malvezo, Rainuccino de Gomola e Ugone di Gorzano, tutto quello che possiedono nel vescovado di Reggio « ad tutelam et defensionem comunis Mutine, ut presentes consules et eorum sueccessores qui pro tempore fuerint, habeant omnes dationes et omnes factiones et districtum et placitum pro comuni civitatis et ad eius uti(li) tatem ». La stessa promessa fa « Iohannes de Bonefado », a nome suo e di suo fratello « de suis hominibus et possessionibus constitutis in episcopatu regino ». 15 (Arch. com. Modena, Registrum Privilegiorum, n. 37, copia del sec. XIII). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 436; SIMEONI-VICINI, Registrum Privilegiorum comunis Mutinae, I (Bibl. Dep. storia patria Emilia-Romagna, Sezione di Modena, n. 31), Modena, 1940, n. 10. 38 1168, maggio 19, Modena. Gli « homines » di Pigneto giurano la cittadinanza modenese « in presentia consulum Mutine », Ugone de Gorzano, Ugo de Tado, « Guidoni iudicis, domini Martelli (iudicis) », Carnelvario di Martino e di altri testimoni. (Arch. com. Modena, Registrum Privilegiorum, n. 39, copia sec. XIII). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., II, n. 437; SIMEONI-VICINI, Registrum Privilegiorum comunis Mutinae, I, n. 11. 39 1168, maggio 24, Modena. Il sacerdote Giovanni, canonico della Chiesa di Modena, per ordine « domini V. eiusdem ecclesie archipresbiteri et ex consilio suorum fratrum canonicorum », concede ai consoli di Modena, Bernardo Malvezo, buccabadata, Ugo de Gorzano, « Guidoni Iudici »e Ugo de Tado, tutti gli uomini e possessi della canonica « in episcopatu regino ». (Arch. com. Modena, Registrum Privilegiorum, n.36) Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 438. SIMEONI–VICINI, Reg. Priv. com. Mutinae, I, n. 12. 40 1168, maggio 24, Modena. « In presentia et testimonio » tra gli altri di « Albertus de Sancto Marino », Alberto da Varana per sè e il nipote Alberto figlio del fu Enrico e Rainuccino da Varana, danno e concedono « per presentem cartulam » ai consoli di Modena, Bernardo Malvezo, Buccabadata, Ugo de Gorzano, « Guidoni causidico e Carnelvario, tutti gli uomini e possessi loro nel vescovado di Reggio Emilia « ad tutelam et defensionem et curam comunis Mutine ». 16 (Arch. com. Modena, Registrum Privilegiorum, n. 38). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 439; SIMEONI-VICINI, Registrum Privilegiorum comunis Mutinae, I, n. 13. 41 1169, aprile 11, Solara. Sentenza pronunciata nel giudizio presieduto dal cardinale Ildebrando Grassi nella lite tra il vescovo di Modena, Enrico e l’abate di Nonantola Alberto, presenti i giudici nonantolani Adigerio e Azo, « Guidottus iudex », « Cattanus iudex pisanus », nonchè « Daiferius magister de Benevento », nella quale si fa cenno al « libellum contra abbatem factum » che il vescovo « porrexit » ad Ildebrando, quindi all’uso giudiziale del libello scritto. La causa termina con la « redditio possessionis ». (Arch. monastero di Silvestro di Nonantola, Cart. X, n. 96, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.N., n. 324. 42 1169, agosto 7, Bologna. Giovanni vescovo di Bologna, giudice delegato del Pontefice Alessandro III, pronuncia sentenza tra Guido abate di Pomposa e Monaldo priore di S. Maria di Porto, presenti tra gli altri « sapientes » « dominus Iacobus vir prudentissimus », « magister Aldricus », « Uthelricus de Malconscilio », « Gaitanus de Pisis », « Pillius Medicinensis ». (Arch. Stato di Milano, fondo monastero di Pomposa, Corporazioni soppresse, cart. 713, n. 298, fasc. I). Edizioni: SAVIOLI, II, 2, n. 197 (= Chart. Pilii, n. 1) 43 1169, agosto 27, Modena. Il vescovo di Modena Enrico fa una concessione « per cartula precharii atque emphiteocarii iuris nomine » a Rainiero figlio di Calloello da Renno riguardante una « petiam terre iuris S. Geminiani » posta « in Runchis de Vacillio », alla presenza di « magister Guido », « Albertus de S. Marino » e altri testimoni. 17 (Arch. cap. Modena, F. 6 CCXXXVI, originale) Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 594. 44 1170, giugno 23, Bologna. « Actum in claustro S. Salvatoris ». Sentenza di Guido priore di S. Maria di Reno, giudice delegato del Pontefice Alessandro III, nella controversia vertente tra i monaci di Nonantola e la pieve di S. Maria di Panico, alla presenza di « Odericus (de Malconsigli) » « legis doctor », « magister Oddo romanus huius cause assessor », « magister Aldricus », « Galitianus, Henricus de Bails », « Guilielmus Gosia, legum doctores ». (Archivio del monastero di S. Silvestro di Nonantola, Cart. XI, n. 5, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.N., n. 329. 45 1176, novembre, Modena. Vendita di vari beni fatta da Giovanni figlio di Corrado da Canossa al monastero diMarola, alla presenza di « Iacobus de Mandria » e di altri testi. (Arch. Stato di Modena, fondo del monastero di Marola, Cart. III, n. 23, originale). 46 1179, febbraio 1, Modena. Ardizzone vescovo di Modena concede « prechario atque emphiteocario iure » a Girardino di Montegibbio « qui dicitur Albertus de Malliatica » e ai di lui figli e nipoti una certa « pecia » di terra « iuris S. Geminiani » posta « in Maçaditio », presente « Martinus doctor » e altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, G.I. CCCLXXXIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 711. 47 1179, ottobre 7, Parma. 18 I giudici Guido e Musone « assessores » dei consoli di Parma nella lite tra Ardizzone vescovo di Modena e Bretto Gualzi per una certa terra posta « in Basilicanola » e « in Mamiano » provvedono, in assenza del convenuto, « quia ad sententiam audiendam Brettus stare contempsit », a costituire il vescovo stesso possessore dei beni controversi, alla presenza tra altri testi di « Guiscardus de Colurnio ». (Arch. Cap. Modena, F. 26. CCCLXXXVI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 720. 48 1180, luglio 22, Modena. Giuramento di « abitanza » di Guidotto Manfredi al podestà di Modena Gerardo Rangoni e ai consoli di Modena, in presenza « domini Guidonis de Papia advocati » e di altri testimoni. (Arch. com. Modena, Registrum Privilegiorum, n. 31). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., IV, 165; TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 505; SIMEONIVICINI, Reg. Priv. com. Mutinae, I, n. 45. 49 1180, settembre 9, Bologna. Sentenza di Giovanni vescovo di Bologna e di Alberto arciprete della Chiesa cattedrale bolognese, giudici delegati papali nella lite promossa dal « magister » Uberto « agens nomine Mutinensis canonice » e l’arciprete Lanfranco di Bondeno « de quadam ecclesia posita in Modena » alla presenza di « dominus Hodericus legis doctor, Rolandus de Rodulfus (de Guarino), Ilbertinus causidici, magister Ubaldus ». (Arch. Cap. Modena, B.G. 2. CCCXCVI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 732. 50 1180, ottobre 5-6, Rubbiera, « intra ecclesiam ». Bonifacio preposito del capitolo di Modena investe i « domini de Herberia » della corte e del castello di Panzano « iure recti et honorifici feudi », presente trai testi « dominus Guido de Papia ». 19 (Arch. Cap. Modena, Lib. H, cc. 153, copia XIII secolo). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 508. Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 734. 51 1181, gennaio 4, Modena. Bonifacio abate di Nonantola investe « prechario atque emphiteocario iure » Bonafide figlio di Urso, che accetta per sè e il di lui fratello Gilio e i suoi figlie nipoti di una « pecia » di terra posta « in villa S. Ambrosi », presente tra i testi « dominus Pileus ». (Arch. Segreto Vaticano, monastero di S. Silvestro di Nonantola, originale). Regesti: GULLOTTA, Regesto nonantolano tratto dal fondo del monastero di S. Silvestro di Nonantola dell’Archivio Segreto Vaticano, n. 29 (inedito), che dovrà essere pubblicato nella Collana « Studi e Testi » della Biblioteca Apostolica Vaticana, fu annunciato nel Catalogo dei libri editi dalla stessa Biblioteca nel 1951. (= Chart. Pilii, n. 2). 52 1182, gennaio 11, Modena. L’abate Bonifacio di Nonantola concede « prechario acque emphiteotico iure » a Marsilio e ai suoi figli e nipoti cinque « pecie » di terra poste « in villa de Runco », presente « dominus Pilius » e altri testimoni. (Arch. monastero di S. Silvestro di Nonantola, Cart. XII, n. 15, originale). (=Chart. Pilli, n. 3). 53 1182, giugno 16, Modena. Il giudice Arlotto « ex delegatione Ardicionis Mutinensis episcopi cognitor litis » che verteva tra « Guilia f.q. Blanci de Porcile » e Gosberto (de Porcile) emana la sua decisione, presente « dominus Pilius » tra altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, G. 6. CCCCXVIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 753 (=Chart. Pilli, n. 4). 54 1183, luglio 4, Modena. 20 Ardizzone vescovo di Modena fa una concessione « iure locationis et conductionis usque in terciam generationem expletam » a Pietro Navono « de Porcili » e ai suoi figli e nipoti di « una certa pecia » di terra posta « in corte Porcilis », presenti tra i testimoni « dominus Martellus (iudex) », « dominus Wiçardus (de Colornio) ». (Arch. Cap. Modena, G. 9. CCCCXXXV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 766. 55 1183, ottobre 28, Modena. Ardizzone vescovo di Modena fa una concessione « prechario atque emphiteocario iure Usque in quintam generationem expletam » ad Alberta Pildeguerre e ai suoi figli e nipoti, riguardante « totam terrain iuris S. Geminiani » già detenuta da Pietro Cavalerio e Andrea Bonaçoli « in Mugnano », presente tra i testimoni « dominus Wido Papiensis iuris preceptor » (Arch. Cap. Modena, G. 9. CCCCXXXIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 769. 56 1183, novembre 16, Modena. Ardizzone vescovo di Modena fa una concessione « iure locationis et conductionis usque in terciam generationem expletam » a Trenco e a Girardo figlio del di lui fratello defunto Petracca riguardante « xviii. pedas terre iuris S. Geminiani » poste in Mugnano, presenti tra i testimoni « dominus Arlottus (iudex) » e « dominus Wiçardus (de Colornio?) ». (Arch. Cap. Modena, G. 10, CCCCXXXVIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 770. 57 1183, dicembre 19, Modena. « Il dominus » Beccafaba e suoi figlio Giovanni vendono al Ardizzone vescovo di Modena tutto ciò che possiedono « tam donicata quam vassallos et homines universos in tota curte et castro de Benedello », in Iddiano, « Flabiano », Bibone, Palude e in tutti gli altri luoghi che stanno al di sopra di Coscogno, cioè 21 nel Frignano, presenti trai testimoni « dominus Pilius iuris preceptor, dominos Girardus (de Baioaria) iudex, dominus Gandulfus (de Saltino) iudex ». « Actum in Mutine palatio ». (Arch. Cap. Modena, G. 8: CCCCXXVI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 771 (=Chart. Pilli, n. 5). 58 1185, giugno 10, Modena. L’abate Bonifacio di Nonantola fa una concessione « precario atque enphiteocario iure » a « Guiçolus de Runco » e al di lui fratello Beninsegna, loro figli e nipoti, alla quale presenzia tra i testimoni « Guido da Pavia ». Beni situati « in Runco et Gajo vel alibi ». (Arch. monastero S. Silvestro di Nonantola, Cart. XII, n. 55, originale). 59 1186, febbo 20, Modena Martino preposto della Chiesa di Modena concede « prechario atque emphiteocario iure » a Lamberto del fu Dati « quandam peciam terre » situata in Albareto, presenti tra gli altri « Ribafutus medicus » e « Martinus Doctoris ». (Arch. Cap. Modena Lib. H, cc. 107, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 789. 60 1186, febbraio 20, Modena. Martino pseposito della Chiesa di Modena fa una concessione « prechario atque emphiteocario iure » a « Martino Doctori » e ai suoi figli e nipoti di « iiii. pecisa terre, iuris canonice, in Albareto ». (Arch. Cap. Modena, Lib. H, cc. 107, copia XIII secolo). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 790. 61 1186, giugno 15, Bazzano. 22 Lite tra « dominus Gunterius Leonensis abbas » essendo suo procuratore « dominus Obertus » priore di Panzano e « dominus Raineris abbas S.Stehpani » di Bologna circa la chiesa di S. Biagio di Vogulo avanti ai giudici delegati del ponteifce Urbano III, che erano Raniero arciprete della Chiesa di Bologna , « magister Martinus » preposito modenese e « dominus Albertus » priore di S. Cesario, nella quale viene fatta una « concordia iure transactionis » alla presenza di vari testimoin tra i quali figura « dominus Pilius iuris preceptor » (Arch. Stato Bologna, fondo monastero di S. Stefano, b. 15/591 n. 22, originale). Edizioni: M. SARTI-M. FATTORINI, De claris Archigymnasii Bononiensis professoribus a sae. XI usque ad saec. XIV, (1a ed. Bologna, 1769-1772), 2a ed. acura di G. ALBICINI e C. MALAGOLA, Bononiae, 1888-1896, t. II, doc. IV; Chartularium Studii Bononiensis, III, ed. BELVEDERI, 1916, n. CXXIV (772), (=Chart. Pilii, n. 6) 62 1187, gennaio 25, Modena « Mafredus Piçi » podestà di Modena « una cum cnsulibus et advocatis suis, domino guizardo de Pançano, domino Odone de Gorçano, domino Alberto Grasulfi..., domino Gerardo iudice, domino Matheo », per volontà del consiglio grosso del comune di Modena, concede a Michele abate del monastero di S. Pietro per la « restauratio » del canale del monastero stesso « quendam rivolum ex canale comunis Mutine quod fluit per pratum de Battalia » e ciò « in presentia et testimonio domini Guidonis Papiensis iuris periti » primo tra i « testes ». (Arch. com. Modena, Registrum Privilegiorum, n.151) Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 548; SIMEONI-VICINI, Reg. Priv. Mutinae, I, n. 60. 63 1187, luglio 6, Modena.« In monasterio S. Petri ». Controversia tra l’arciprete della chiesa di S. Martino « de Cautino » e l’economo della pieve di S. Michele di Nonantola « de tota illa decima » che la pieve di Nonantola teneva tra il Besentolo, il fiume di Pontelongo, il Musone e il Panaro « vetus »; presenti « dominus Iordaunus de Pisis », « dominus Pilius 23 Medicinensis » e altri testimoni. (Arch. monastero di S. Silvestro di Nonantola, Cart. XII, n. 106, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.N., n. 364, (=Chart. Pilli, n. 7). 64 1188, marzo 17, Modena. Il vescovo di Modena Ardizzone concede « in perpetuum » alla badessa Maria del monastero di S. Eufemia « quandam postam molendini cum aquario et accessione et ingressu in canale qui venit a Sancto Leonardo ... ubi pro volunate abbatissae molendinum commodius fieri posit », alla presenza del « dominus Wido Papiensis », assieme ad altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, G. 15, CCCCLXII, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 557. Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 804. 65 1188, aprile 29, Modena. L’abate Bonifacio di Nonantola concede « precario atque emphiteocario iure » al giurisperito « Pilio Medicinensi » e ai suoi figli e nipoti « Gandulfum de Sancto Ambrosio cum omni tenuta sua, quam habebat et tenebat ab ecclesia Sancti Silvestri in villa Sancti Ambrosii », nonché i « Marchesellos de Solara cum omni tenuta eorum ». (Arch. Segreto Vaticano, fondo monastero S. Silvestro di Nomatola, originale). Regesti: GULLOTTA, Reg. n. 36, (=Chart. Pilli, n. 8). 66 1188, agosto I, Reggio Emilia, piazza di S. Prospero. Giuramento di salvezza e di aiuto reciproco tra Modenesi e Reggiani; presenti tra gli altri « dominus Wido Papiensis ». (Arch. com. Modena, Reg. Privil., n. 121-122 e 110-112-113). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., IV, 335; 353; 355; 361; SIMEONI-VICINI, Reg. Priv. com. Mutinae, I, n. 64-66, 68-69; GATTA, Liber Grossus, I, n. VI (=R.P. n. 110; SIMEONI-VICINI, Reg. priv., I, 66). 24 67 1188, agosto 2, Modena, « in maiori ecclesia ». Giuramento dei Modenesi per l’alleanza coi Parmigiani e i Reggiani, presente tra i Modenesi che giurano « dominus Pilius », accanto a « magister Panzanus ». (Arch. Stato Reggio Emilia, archivio antico del comune, serie « capitoli », « Liber grossus antiquus comunis Regii », cc. 75r 75v, 76r, copia XIII sec.) Edizioni: F.S. GATTA, Liber grossus antiquus comunis Regii, (Bibl. Dep. Storia patria Emilia e Romagna, Sezione di Modena), I, Reggio Emilia, 1944, I, CXLIX. (= Chart. Palii, n. 9). 68 1188, agosto 7, Modena. « In presentia et testimonio », tra gli altri del « dominus Widonus Papiensis » e di « Bernardus de Parma » Guglielmo del fu Gherardo Rangoni rifiuta ad Alberto Preçenarii, che accetta per il vescovo di Modena, « totum feudum quod habebat et tenebat ab eo et quod habuit pater eius sive in Vacilio vel Mezaditio sive alibi ». (Arch. Cap. Modena, G. 15. CCCCLXIIII, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., III, n. 568. Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 805. 69 1188, 20 ottobre, Modena. L’abate Bonifacio di Nonantola concede « prechario atque emphiteotecario iure » a Giovanni « de Runco » notaio e ai suoi figli e nipoti « medietatem totius terre ac tenute quam Ubaldinus de Gajo... per manentiam habuit et tenuit, ubicumque sit vel invenni potest » presente tra gli altri testi « dominus Pilius ». (Arch. monastero S. Silvestro di Nonantola, Cart. XII, n. 120 originale), (= Chart Pilli, n. 10). 70 25 1188, dicembre 14, Modena. Lodo dei consoli Modenesi tra le opposte fazioni dei Frignanesi, presente « dominus Guiscardus parmensis advocatus comunis Mutine » tra gli altri « de consilio ». (Arch. com. Modena, Reg. priv. n. 46). Edizioni: SIMEONI-VICINI, Reg. Priv. com. Mutine, I, n. 72. 71 1189, giugno 3, Modena, « actum in palatio episcopi Mutinensis ». Lanfranchino « de Limite » « fedt finem » nelle mani di Ardizzone vescovo di Modena « de tota terra qua tenebat ab eo per feudum in curte Fredi », onde riceve un compenso da « Guizardo Colorniensi », il quale viene poi investito dal vescovo « in se et suos heredes masculos et feminas iure recti et honorifici feudi » della stessa terra « secundum regni usum » presente, tra altri « Lotherius Cremonensis ». (Arch. Cap. Modena, G. 17, CCCCLXXI, originale e G. 16, CCCLXX, copia sec. XII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 814. 72 1192, gennaio 23, Modena. « Wido Vicedomini » nella sua qualità di « advocatus comunis Mutine, tempore regiminis domini Alberti de Adegerio potestatis Mutine », essendo « cognitor litis » nella controversia vertente tra « Wazo », procuratore di Ardizzone vescovo di Modena da una parte e Pietro Venetico, agente per sé e per Albertone Venetico, « cui ad hanc litem curator datus est », dall’altra parte; nella quale controversia si chiedeva la restituzione del feudo di Vacilio che essi avevano avuto da Gerardo Rangoni, giacché si trattava di « allodium Sancti Geminiani », emana sentenza favorevole al vescovo, « questione fidelitatis Petri et Albertoni iudicio curie episcopi per pares reservata », alla presenza tra di altri del « dominus Wido Papiensis ». (Arch. Cap. Modena, G. 20. CCCCLXXXVI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 830. 73 1192, novembre 2, Modena. 26 « Concordia illorum qui fuerunt electi pro facto canalis de porta Baioarie », la cui osservanza viene promessa da « Albertus Addegerii Mutine potestas cum advocatis suis pro comuni » e da « Albertus Agi pro domo Sancti » e ciò avviene « in pieno consilio ad campanam sonatam », presente, tra molti altri ragguardevoli « cives », e « de consulibus mercatorum » anche il « dominus Guiçardus de Colornio ». (Arch. com. Modena Registrum Privilegiorum, n. 156 e Arch. Cap. Modena, cod. L, III, cc. 23 copia del sec. XIII e cod. II. ii. CCXIII, copia del sec. XIII). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., V, 87; E.P. VICINI, Statuti e privilegi concessi alla Fabbrica di S. Geminiano, in « Studi e Documenti », Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi, vol. I, fasc. I, (1937), pp. 30- 32. SIMEONI-VICINI, Registrum Privilegiorum comunis Mutinae, I, n. 74. Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 833. 74 1192, novembre 6, Modena. Bonifacio abate di Nonantola fa una concessione « prechario atque emphiteotico iure » a Cornaclono e ai suoi figli e nipoti concernente vari beni posti « in Porciliam in loco ubi dicitur Fratte », presente tra altri testi « dominus Pilius ». (Arch. monastero S. Silvestro di Nonantola, Cart. XIII, n. 45 originale), (= Chart. n. 11). 75 1192, dicembre 11, Cremona, « in camera domini Sycardi Cremonensis episcopi ». Verbale di lettura e pubblicazione di un « breve » imperiale diretto « fidelius suis Conrado Tridentino episcopo, Alberto Adegerii, Pilio legum doctori, Alberto Struxio Cremonensi », ai quali l’imperatore aveva affidata la causa vertente tra di lui e i « Cremenses », con l’ordine di sospenderla durante la sua assenzae cassando gli atti nel frattempo compiuti. (Archivio Stato Cremona, Comune di Cremona, archivio segreto, diplomatico, perg. n. 1913, originale). Edizioni: T. TOECHE, Kaiser Heinrich VI, (Jahrbücher der deutschen 27 Geschichte), Leipzig, 1867, rist. Darmstadt, 1965, App. 12, n. 28. (= Chart. Pilli, n. 12). 76 1192, dicembre 17, Lodi. « Gubertus de Multis Denariis », console del comune di Cremona « ex parte domini Henrici imperatoris et ex parte comunis Cremone » dà e consegna a Corrado vescovo di Trento, ad Alberto Adegerii, « Pillio legum doctori » e ad Alberto Struxio cremonese « litteras apertas sigillatas sigillo domini Henrici imperatoris », il cui tenore era lo stesso del breve precedente. (Arch. Stato Cremona, comune di Cremona, archivio segreto, diplomatico, perg. n. d 2293, originale). Edizioni: T. TOECHE, Kaiser Heinrich VI, App. 12, n. 29. (= Chart. Pilli, n. 13). 77 1194, marzo 22, Modena. « Ugo Vescontus quondam Sigeci de Portiole » rilascia una canula « finis et patti de non petendo » al vescovo di Modena Ardizzone e ai suoi successori « de omni eo, quod habebat et ei pertinebat ex parte ecclesie Sancti Geminiani de Mutina » e confessa di aver ricevuto « pro qua fine » da Gosberto, fratello del predetto vescovo, una certa somma. « Actum Mutine in palatio episcopi ». Il primo dei « testes » è « dominus Guizardus Colorniensis ». (Arch. Cap. Modena, G. 22. CCCCXCIX, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 847. 78 1194, agosto 17, Modena. Girardo sagrestano della Chiesa di S. Geminiano di Modena, mentre giace infermo, confessa, essendo sano di mente « quod episcopus Ribaldus posuit eum in sacrestia ad costudiendum res sacrestie, et sic ipse pro eo et pro aliis successoribus suis custodivit res sacrestie et tesaurum pro eo et aliis successoribus et non pro alla persona vel personis », alla presenza di vari testimoni, il primo dei quali è « dominus Guizardus de Colornio ». 28 (Arch. Cap. Modena, G. 24. DVI, copia dello stesso notaio rogante). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 851 79 1194, ottobre 2, ... « Widolinus Buccacii, Reversus et Manfredus » fratelli fanno « finem et refutationem » al vescovo di Modena Ardizzone di tutto quello che avevano in feudo « in Savignano et eius curte » onde il vescovo ne fa investitura a Oderico di Savignano, presente « dominus Wido Papiensis » tra altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, G. 22.CCCCXCVIII, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 852. 80 1195, agosto 14, Modena. Egidio vescovo di Modena concede « quoddam casamentum, in quo est beccaria, cum canale et ripa ex utroque latere canalis » a Martino preposito della Chiesa di Modena « ad edificandum et habitandum » e ciò « pro anime sue remedio in perpetuum concessit ». « Actum Mutine in palatio episcopi, domino Alberto magiscola, domino Fantebono, domino Iacobo, domino magistra Meçovilano, domino Gosberto et domino Rolandino presentibus » Tra i « testes » figura per primo « dominus Wido Papiensis iuris preceptor ». (Arch. Cap. Modena, C. 25. DXIII, originale). Edizioni: TIRABOSCHI, C.D.M., IV, n. 614. Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 862. 81 1195, settembre 19, Modena. Lambertino di Cantulo di Castelvetro investe « iure recti et honorifici feudi » Guaitone e suo fratello Ariberto, nonché il di lui nipote Guidone « de quadam terre pecia in curte Cestriveteri ubi dicitur Misele ». « Actum Mutine, in ecclesia Sancti Geminiani », presente come primo testimone » dominus Guizardus Colorniensis ». (Arch. Cap. Modena, G. 26. DXVII, originale). 29 Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 864. 82-83 1196, gennaio 30, Modena. La lite vertente tra Egidio vescovo di Modena e Gosberto, relativa alla « domum Tiniosi, mansum Girardi de Carpeneta, terram hominibus de Nirano et terram Turturini et aliquantulam terre in braida de Porcile et duos boues », viene risolta dai « pares curie » nel senso che Gosberto debba giurare « quod omnia predicts et aliud quod habebat, voluntate Ardicionis Mutinensis episcopi habebat » e così Gosberto giura, onde gli stessi « pares curie » decidono che il vescovo debba investire lo stesso « de omnibus predictis rebus et de omni alio quod habeat a Sancto Geminiano » e così íl vescovo investe Gosberto per sè e i suoi eredi « iure recti et honorifici feudi ». « Actum Mutine in palatio episcopi », primo fra i testi « dominus Guido Papiensis ». (Arch. Cap. Modena, H. 1. DXXII, originale e H. 1. DXXIII copia del sec. XIII e H.1. DXXIV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 867-868. 84 1196, febbraio 21-22, Modena. Egidio vescovo di Modena investe Martino del fu Iacano de Sicco « lure recti et honorifici feudi » per sè ed eredi della metà di un « casamentum et casa super se habentem » sito « in porta S. Petri », alla presenza del « dominus Guido Papiensis » e di altri testi. (Arch. Cap. Modena, H. 3. DXXXI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 871. 85 1196, giugno 16, Modena. Egidio vescovo di Modena concede a Malusato di Cognento ed eredi « iure locations et conductionis in perpetuum » un appezzamento di terra « iuris Sancti Geminiani » posto « in loco Cugnenti », presente « dominus Guido Papiensis » e altri testimoni. 30 (Arch. Cap. Modena, H. 3. DXXXII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 875. 86 1196, luglio 11, Nonantola. Bonifacio abate di Nonantola concede « prechario atque emphitioticario iure » a « Viviano Amice de civitate Mutine » e ai suoi figli e nipoti vari beni posti « in curse Sicci », alla presenza di « dominus Pilius iuris doctor » e « dominus Odo de Brixia ». (Arch. monastero S. Silvestro di Nonantola, Cart. XIV, n. 26, originale). (= Chart. Pilii, n. 14). 87 1196, luglio 16-17, Modena. Egidio vescovo di Modena concede a « Mutinensi Ferrariorum » e ai suoi figli e nipoti « precario atque emphiteocario iure » tre appezzamenti di terreno « extra portam Baioarie.« Actum in Mutine palatio », presente « dominus Guido Papiensis » e altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, H. 2. DXXX, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 877. 88 1196, luglio 27, Modena. « In presentia et testimonio domini magiscole, magistri Giratdi, magistri Mediivillani canonici ecclesie Sancti Geminiani, domini Guidoni Papiensis » e di altri, Egidio vescovo di Modena assolve e libera Giovanni Engeçetti, Martino de Calamello e Giovanni del fu Artusio per sè e fratelli « ab omni iugo manentie et habitantie tam in rebus gum in personis », dopodiché li investe di vari appezzamenti di terreno « pro feudo castellantie in curie Saviniani, in villa de Ulmeta ». (Arch. Cap. Modena, H. i. DXXV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 878. 89 31 1196, dicembre 2, Modena. « In domo comunis Mutine, in consilio ad campanam sonato ». Guglielmo Rangone podestà di Modena dà e concede « positam unam molendini iuxta molendinum de meço » alla « domus laborerii Sancti Geminiani », nella persona di « Alberto Agy ipsius domus massario » e ciò in cambio « posite que erat iuxta pontem lapideum, extra portam veterem de Baioaria », alla presenza degli « advocati (comunis) » - Giberto e Iannello, - di molti « milites » e « cives », nonché di « dominus Pyllius ». (Arch. cap. Modena, Cod. O.II.11. cc. 204, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 881 (= Chart. Pilli, n. 15). 90 (1196, dicembre 29-1197 gennaio 5), Ambiliano. Petricino Teberti promette ad Egidio vescovo di Modena di fare una casa nel « castrum Dulioli » entro il Natale prossimo venturo, alla presenza tra altri testi, di « dominus Pilius ». (Arch. Cap. Modena, H. 5. DXLIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 883, (Chart. Pilii, n. 16). 91 1197, maggio 6, Modena. Egidio vescovo di Modena concede ad Albertino del fu Cornalino « pro dimidia » e a Martino del fu Savignano« pro alia dimidia » e loro eredi « iure locationis et conductionis in perpetuum » tre iugeri di terra nella corte di Baggiovara, presente « dominus Guido Papiensis » tra altri testimoni. (Arch. cap. Modena, H. 5. DXLIIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 890. 92 1197, luglio 17 (agosto 17?), Modena. « Alda quondam Bertoloti » che dichiara di avere più di 25 anni, col consenso di Rolando suo marito, vende ad Alberto Agy massario della « domus laborerii Sancti Geminiani » una certa « clausura » posta fuori della porta dì Baggiovara. « Actum Mutine in eccelsia Sancti Geminiani », presente « dominus Guidone 32 Papiensis » tra altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, Cod. O. II. ii, cc. 205, copia XIII secolo). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 893. 93 1197, luglio 25-26, Modena. « In presentia et testimonio domini Guidonis Papiensis ... magistri Martini de Ganaceto » e di altri, Rainerio e Giacomo di Parma, fratelli, restituiscono nelle mani di Egidio vescovo di Modena la terza parte di quattro iugeri di terra in Vacilio; ciò fatto il vescovo investì della suddetta terza parte « Guiçardo de Tancreda » e i suoi figli e nipoti « prechario atque emphyteotico iure ». (Arch. Cap. Modena, H.5. DXLI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 894. 94 1197, agosto 29, Modena. Lite e controversia vertente tra Domenico « scindicus » del monastero di S. Pietro di Modena da una parte e Martino « scindicus » della pieve di S. Vito dall’altra « super eccelsiam Sancte Marie de Asseribus »; coll’intervento di Egidio vescovo di Modena, « Lotari cremonensis, « Pappe subdiaconi », giudici delegati a definire questa causa, « composicio de utriusque partis assensu facts est » e ne vengono definiti i particolari. Presenti come « testes »: « Arlottus (iudex?), Girardus de Baioaria (iudex), Guido Papiensis, Otto Brixiensis ». (Arch. Stato Modena, fondo monastero di S. Pietro, Cart. V, n. 62) 95 1197, novembre 18, Modena, « actum Mutine palatio episcopi ». Egidio vescovo di Modena concede « prechario atque emphiteocario iure » ai figli di Rodolfo de Rocca, Adriano e Roco, e ai loro figli e nipoti « medietatem .xii. iugerum pro indiviso terrç iuris Sancti Geminiani » posti in Braids e in altri luoghi non distanti dalla città, in presenza di « dominus Pilius » e di altri testimoni. 33 (Arch. Cap. Modena, H. 3. DXXXV, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 898, (= Chart. Pilli, n. 17). 96 1198, marzo 7, Modena. Martino « Mutinensis ecclesie prepositus » concede, col consenso degli altri canonici tra i quali figurano « Albertus magiscola », « magister Girardus », « magister Meçivilanus », a Giovanni di Michele di Giovanni Orie e ai suoi eredi in perpetuo « totam terrain et tenutam, quam a canonica in Albareto habere et tenere consueverant », presente « dominus Pilius iuris preceptor » e altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, Lib. H, cc. 88, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 903, (= Chart. Pilli, n. 18). 97 1198, marzo 31, Modena. Egidio vescovo di Modena concede « Petro Ferrario » e ai suoi figli e nipoti « prechario atque emphiteotico iure » tre appezzamenti di terra « iuris Sancti Geminiani » in Curtatone e in altri luoghi, presente « dominus Guido Papiensis » e altri testimoni. « Actum in Mutine palatio ». (Arch. Cap. Modena, H. 7. DLIIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 905. 98 1198, aprile 30, Modena. « In presentia et testimonio domini Guidoni Papiensis » e di altri, Ugolino e Geradino da Campiglio confessano, alla presenza del vescovo Egidio, che tutto quello che essi possedevano o altri possedevano per loro « in curia Sancti Severi » apparteneva a S. Geminano « et constituerunt se possiedere nomine Sancti Geminiani ». (Arch. Cap. Modena, H. 6. DXLVIII, copia dello stesso notaio rogante « Bertolottus »). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 907. 34 99 1198, maggio 24, Modena. Egidio vescovo di Modena concede « prechario atque emphiteotico iure » ad Albertino e Martino fratelli del fu Pietro de Rozo de Fredo e ai loro figli e nipoti un appezzamento di terra « in Boceto », presente « dominus Guido Papiensis » e altri testimoni. (Arch. Cap. Modena, H. 6. DXLVIIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 911. 100 - 106 1198, giugno 29, Nonantola. L’abate Bonifacio di Nonantola rilascia varie concessioni « prechario atque emphiteotico iure » nelle quali è ricordato « dominus Octo (de Brixia) iurisperitus », tra i testimoni. Nella terza di esse (n. 20) sottoscrive anche « Ugiço episcopus Ferrariensis », delegato papale a sovraintendere alla amministrazione della abbazia. (Arch. Segreto Vaticano, fondo monastero S. Silvestro di Nonantola, originale). Regesti: GULLOTTA, Reg. n. 47 (dr. Arch. monastero S. Silvestro di Nonantola, Cart. XV, n. 19-23, 41, stessa data, originali) 107 1198, dicembre 5, Modena. Ugo preposito della Chiesa di Parma presenta in giudizio avanti a Sicardo vescovo di Cremona, Legato papale in Lombardia, il « lihPllus » introduttivo della lite contro Guglielmo Rangoni, Guidotto Adelardi e Radaldo di Ganaceto, che detenevano « iniuste » terre di proprietà della Chiesa di Parma situate in Marzaglia e nella sua corte; alla presenza di « dominus Pillius doctor legum, dominus Guido de Papis doctor legum, dominus Opto (nome in parte abraso) magistri Albuini doctor legum ». (Arch. Cap. Parma, Sec. XII, n. CCCXXI), (= Chart. Pill, n. 19). 108 35 1199, marzo 1, Modena. Egidio vescovo di Modena investe « Giradus Capud Agnelli » e i suoi eredi « iure recti et honorifici feudi » del feudo già tenuto da Bonifacio di Casinalbine per (sub) investitura del predetto Girardo e del feudo già tenuto dai figli di Armannino Norberti per (sub) investitura del medesimo Girardo, alla presenza di « dominus Pilius » e di altri testimoni. « Actum Mutine in palatio episcopi ». (Arch. Cap. Modena, H. 9. DLXI, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 916, (= Chart. Pilii, n. 20). 109 1199, marzo 28, … « In presentia et testimonio domini Guidoni Papiensis » e di altri, tra cui « magister Iordanus », Palmerio del fu Alberto Brenderii restituisce ad Egidio vescovo di Modena un appezzamento di terreno posto in Saliceto, del quale il medesimo vescovo investe poi l’arciprete di Saliceto. (Arch. Cap. Modena, H. 8. DLVIIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 917. 110 1199, aprile 7-9, Ferrara. Compromesso e lodo pronunciato dal podestà di Ferrara e da altri arbitri in una controversia tra i mercanti modenesi e gli « asaçatores » ferraresi circa il pagamento dei diritti per la condotta del sale, presente tra gli altri « dominus Guiçardus de Colornio, iudex domini comitis Ugolini de Panico potestatis Mutine, et iudex comunis Mutine », il quale, assieme a « Benencasa, consul mercatorum Mutine », rappresenta il comune di Modena quale « nuntius ». (Arch. comunale Modena, Registrum privilegiorum, n. 93; Registrum Antiquum, n. 63). Edizioni: MURATORI, Ant. ital., IV, 709; SIMEONI-VICINI, Reg. Priv. com. Mutinae, I, n. 88. Regesti: TIRABOSCHI, C.D.M., IV., n. 635. 111 1199, aprile 20, … 36 « In presentia domini Guidoni Papiensis » e di altri testimoni Egidio vescovo di Modena investe Guglielmino per sè ed eredi « de tota terra et decima », che lui e i suoi antenati avevano tenuto « a Sancto Geminano in villa Albareti vel in eius pertinentiis » e ciò « iure recti et honorifici feudi pro quo iuravit fidelitatem domino episcopo ». (Arch. Cap. Modena, H. 3. DXXXIII, copia sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 918. 112 1199, arile 24, Modena. « Martinus quondam Arpalini de Rocha Sancte Marie » dà e concede al vescovo di Modena Egidio « in causa offersionis » tutto il suo allodio e le cose mobili e immobili che aveva « in plebatu Sancte Marie de Rocha». « Actum Mutine in palatio episcopi », presente tra altri testimoni « dominus Guido Papiensis e « magister Iordanus ». (Arch. Cap. Modena, H. 8. DLVIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 919. 113 1199, novembre 29, Modena. Egidio vescovo di Modena investe Deodato e Benedetto figli del fu Alberico Montanari e i loro figli e nipoti « iure recti et honorifici feudi » di due appezzamenti di terra posti: in Vaciglio e Fontanese, alla presenza di « Iacopinus Otte » e di altri testimoni. « Actum Mutine in palatio episcopi ». (Arch. Cap. Modena, H. 8. DLX, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 922. 114 1199, dicembre 12, Modena. Egidio vescovo di Modena concede un casamento « in quo est beccaria » a Martino preposito della Chiesa di Modena, che riceve a nome della canonica. « Actum Mutine in palatio episcopi », alla presenza di « dominus Alberto magiscola ... domino magistro Girardo ... domino magistro Meçovilano », nonché di « dominus Wido Papiensis iuris preceptor » e di « magister Ribufatus 37 ». (Arch. Cap. Moden, H. 9, DLXIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 923. 115 1200, gennaio 12. Egidio vescovo di Modena investe Buvolotto per se ed eredi « iure recti et honorifici feudi » di dieci biolche di terra « in Quiniente », che appartengono alla tenuta di Andrea Giusti e che rimangono da cinque iugeri, detenuti dal « dominus Guido Papiensis », presente tra i testi lo stesso « dominus Guido Papiensis ». (Arch. Cap. di Modena, H. 10. DLXVII, copia del sec. XIII). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 924. 116 1200, maggio 22, Modena. Enrico abate del monastero di S. Pietro di Modena concede « prechario atque emphiteotico iure » a « Gandolfo quondam Ramisini » vari beni posti « in loco et vocabulo qui dicitur Teçis », presente tra altri testi « dominus Pilius ». (Arch. Stato Modena, fondo monastero di S. Pietro, Cart. V, n. 77, originale). (= Chart. Pilli, n.21). 117 1200, settembre 29, Modena. Il vescovo di Modena Egidio concede « prechario atque emphiteotico iure » a « Biaque » e ai suoi figli e nipoti vari beni posti non distanti dalla città, in Albareto, Maçadizio e in altri luoghi, presente tra gli altri testimoni « dominus Pilius ». (Arch. Cap. Modena, H. 11. DLXXIIII, originale). Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 930. (= Chart. Pilli, n. 22). 118 38 1200, novembre 24, Modena. Egidio vescovo di Modena concede a Teuzo ed eredi « iure locationis et conductionis usque ad .xx. annos » varie terre in Duliolo e « unum molendinum » presente tra altri testi « dominus Pilius ». (Arch. Cap. Modena, H. 10. DLXVIIII, originale). (Regesti: VICINI, Reg. Ch. Modena, II, n. 937, (= Chart. Pilli, n. 23).