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® Il Sole 24 Ore Plus 8 Febbraio 2020

Matéria sobre o boom dos ETFs: crescimento global (mais de US$6 trilhões), baixas taxas (ETFs 0,12–0,15% vs fundos ativos 0,7–2%), riscos de concentração (top 100 receberam 83% dos capitais) e lançamento do Lyxor Green Bond ETF.

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SABATO 8 FEBBRAIO 2020
Supplemento al numero odierno del Sole 24 Ore
Poste Italiane Sped. in A.p. -D.l. 353/2003
conv. L. 46/2004, art. 1, c.1, Dcb Milano
ILLUSTRAZIONE DI STEFANO MARRA
Boom di Etf,
costi bassi e
qualche rischio
di Christian Martino
B orse tutte in rialzo, tassi sem-pre più negativi e maggior at-tenzione ai costi da parte degli
investitori. In questo scenario conti-
nua il boom degli Etf. Gli exchange-
traded fund sono fondi d’investimen-
to che replicano a commissioni conte-
nute indici azionari o obbligazionari. A
gennaio 2020 questi strumenti hanno
segnato nuovi record a livello mondia-
le superando i 6mila miliardi di dollari 
di raccolta. Per dare un’idea della forte 
accelerazione ci sono voluti negli Usa 8
anni per raggiungere mille miliardi 
mentre negli ultimi due anni la raccol-
ta è salita da 3 a 4mila miliardi.
Buona parte del successo degli Etf è
legato ai bassi costi che hanno rispetto 
ai fondi attivi. Ad esempio su investi-
menti azionari legati all'indice Euro-
stoxx l’onere per gli Etf si attesta tra 0,12
e 0,15% mentre quello dei fondi attivi si
attesta tra lo 0,7% (per classi istituzio-
nali) e il 2% (retail). Anche sul fronte 
delle performance gli Etf spesso danno
punti alle gestioni attive, soprattutto se
si considera che negli ultimi 10 anni il 
98,6% dei fondi globali in euro non ha 
battuto il benchmark sottostante. 
Questo livello di successo sta però
portando ad una concentrazione peri-
colosa. Come illustra Fabio Brambilla, 
partner di Controlfida multifamily-offi-
ce e asset manager svizzero, ci sono di-
versi rischi, alcuni sono legati ai volumi, 
altri alla concentrazione e alla selezione 
delle società su cui investire. I volumi de-
gli Etf nel 2019 si sono concentrati su un 
numero limitato di fondi: i top 100 han-
no attirato l’83% dei capitali. Non solo. 
C’è anche un rischio che nasce dalla con-
centrazione che questi fondi passivi 
hanno sulle società più grandi. 
» pag 3
all’interno
BORSA
Più liquidità sulle Pmi
Incorvati» pagina 13
BREXIT
Come scegliere le polizze
Pezzatti» pagina 9
INVESTIMENTI
FONDI, CHI VINCE
LA SFIDA DEI DUE ANNI
I gestori che hanno 
recuperato le perdite 
dei mercati del 2018
Al top: Dws, Igm, 
AzFund e JpMorgan
IL FOCUS
Come valutare
i risultati del tuo
fondo di investimento
e capire il suo grado
di sostenibilità
MERCATI
Le strategie passive
hanno la meglio 
sull’azionario Usa ed Ue
Gli attivi creano valore
con gli Emergenti
ANALISI TECNICA
Il focus sui listini cinesi
Gennai» pagina 19
IL GESTORE 
Netflix emittente di bond
Della Valle » pagina 20
ilsole24ore.com/sez/risparmio
consulentia
Il ricambio generazionale
sul tavolo dei consulenti finanziari
Criscione e Ursino>PAG. 16
eredità
La migliore scelta per il risparmiatore
tra testamento, donazione e patto
Russo >PAG. 11
la posta. ex correntista db lamenta il ritardo nella chiusura del conto >PAG. 14-15
2 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
(1) Solactive Green Bond EUR USD IG Index; https://www.solactive.com/indices/
(2) https://www.climatebonds.net/ 
(3) https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/label-greenfi n 
(4) Il costo totale annuo dell’ETF (TER – Total Expense Ratio) non include i costi di negoziazione del proprio intermediario di riferimento, gli oneri fi scali ed eventuali altri costi e oneri.
Il valore degli ETF citati può aumentare o diminuire nel corso del tempo e l’investitore potrebbe non essere in grado di recuperare l’intero importo originariamente investito. Questo è un messaggio pubblicitario e non 
costituisce sollecitazione, offerta, consulenza o raccomandazione all’investimento. Prima dell’investimento negli ETF citati si invita l’investitore a contattare i propri consulenti fi nanziari, fi scali, contabili e legali 
e a leggere attentamente i Prospetti, i “KIID” e i Documenti di Quotazione, disponibili sul sito www.lyxoretf.it e presso Société Générale, via Olona 2, 20123 Milano, dove sono illustrati in dettaglio i meccanismi di 
funzionamento, i fattori di rischio, i costi e il regime fi scale dei prodotti.
Il Lyxor Green Bond (DR) UCITS ETF, il primo ETF nel suo genere al mondo, punta 
a replicare un indice Solactive1 che consente un’esposizione alle performance di 
Green Bond di emittenti Investment Grade quali Stati sovrani, banche, organismi 
sovranazionali, banche di sviluppo e imprese. I Green Bond contribuiscono a 
fi nanziare un’economia più “Verde”, con proventi destinati a progetti incentrati 
sulla mitigazione degli effetti climatici e sugli sforzi di adattamento. Le obbligazioni 
incluse nell’indice sono defi nite “Green” da Climate Bonds Initiative2. L’ETF, 
ora quotato su Borsa Italiana, ha ricevuto l’etichetta “Greenfi n” da parte dello 
Stato francese, che certifi ca la qualità “Green” dei fondi di investimento3.
Lyxor quota su Borsa Italiana 
il primo ETF al mondo su Green Bond 
Nome ETF ISIN Ticker di Bloomberg Tipologia di Replica TER4
Lyxor Green Bond (DR) UCITS ETF LU1563454310 CLIM IM Fisica 0,25%
The original pioneers
Contatti: www.lyxoretf.it | info@ETF.it | 800 92.93.00 | Consulenti 
02 89.63.25.00 | Istituzionali 02 89.63.25.28 | LYXOR <GO>
MESSAGGIO PUBBLICITARIO
Il primo ETF al mondo 
su Green Bond
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 3
sommario
ASSIOM FOREX : IL 26ESIMO CONGRESSO FA TAPPA A BRESCIA
Assiom Forex : il 26esimo 
Congresso fa tappa a Brescia
Appuntamento a Brescia. Nella 
mattina di sabato 8 febbraio, dopo 
la relazione introduttiva del 
Presidente di Assiom Forex , 
Massimo Mocio, il Governatore 
della Banca d'Italia Ignazio Visco 
terrà il suo intervento che verrà 
trasmesso in diretta streaming su: 
ww.ilsole24ore.com. Alle 14.30 è 
prevista la tavola rotonda “Sistema 
bancario tra tassi sotto zero e Fondo 
Salva Stati”, organizzata da Il Sole 
24 Ore Radiocor con ll’introduzione 
del Ministro dell'Economia e delle 
Finanze Roberto Gualtieri e con la 
partecipazione di Marco Bonometti 
(Presidente Officine Meccaniche 
Rezzatesi e Confindustria 
Lombardia), Giovanni Gorno 
Tempini (Presidente Cassa Depositi 
e Prestiti), Victor Massiah 
(Consigliere delegato Ubi Banca), 
Domenico Siniscalco (vice 
chairman Morgan Stanley) e diretta 
streaming su www.ilsole24ore.com
DALLA PRIMA
Boom e rischi
degli Etf
+ Ad esempio sul listino S&P i tre 
grandi asset manager del settore Etf 
(Blackrock, Vanguard e State Street) 
detengono in media il 22% delle azio-
ni con diritto di voto. Ma quali sono le
conseguenze di questa elevatissima 
concentrazione? 
Secondo Brambilla in questi anni
è progressivamente diminuita la ca-
pacità di vendere vicino al miglior 
prezzo pacchetti significativi di Etf. 
Anche la concentrazione dei diritti di
voto delle società in mano alle tre 
principali case di fondi passivi rap-
presenta un campanello d’allarme 
perché riduce la capacità degli inve-
stitori (in particolare dei fondi attivi-
sti) di influenzare le scelte dei consi-
gli di amministrazione delle società 
quotate. C’è poi una distorsione ri-
spetto alla selezione delle società sui 
cui gli Etf investono. La scelta è per 
dimensione, determinando una 
maggiore spinta sui titoli che pesano
maggiormente sull’indice di riferi-
mento. Non è un caso che le società a
più elevata capitalizzazione siano
anche quelle che hanno corso di più 
nell’ultimo triennio. Queste distor-
sioni aumentano i rischi in contesti di
shock di mercato cioè quando simul-
taneamente dovessero scattare gli 
stop loss (vendite a determinati livelli
di prezzo) a fronte di un pesante crol-
lo dei mercati. Ma oggi i mercati ga-
loppano e si tratta di preoccupazioni 
forse eccessive. Secondo Francesco 
Lomartire, responsabile di Spdr Etfs 
per l’Italia, gli Etf sono sempre più 
utilizzati all’interno di soluzioni di 
investimento professionale come 
strumenti di gestione tattica e di lun-
go periodo. Acquisti e vendite di quo-
te di Etf non necessariamente si tra-
ducono in conferimenti e riscatti. 
Inoltre non necessariamente un fon-
do Etf ha una partecipazione “passi-va” in assemblea. 
Pensare però di avere solo Etf in
portafoglio non è una scelta sempre 
ottimale. Accanto al grande vantag-
gio di avere strumenti finanziari a co-
sti ridotti c’è però il rischio di avere in 
portafoglio prodotti che amplificano 
le oscillazioni di mercato. Gli Etf sono
compratori quando tutti comprano e 
venditori quando tutti vendono. Non
possono mai muoversi controcor-
rente come invece i gestori attivi do-
vrebbero saper fare. Un rischio che va
tenuto sempre a mente. — Ch.Ma.
ALL’INTERNO DI PLUS24
STORIA DI COPERTINA
4 Il bilancio a due anni
America e tecnologia 
risollevano i fondi
di Isabella Della Valle
5 Il bilancio a due anni
Multiasset, il fondo si rivaluta
quando il gestore è dinamico
di Lucilla Incorvati
6 Il bilancio a due anni
L’Etf vince la sfida 
su azioni Usa e Ue 
di Andrea Gennai
7 Il bilancio a due anni
Non solo risultati 
per i fondi green
di Vitaliano D’Angerio
RISPARMIO E INVESTIMENTI
9 Assicurazioni
Con Brexit
più polizze sanitarie
in valigia
di Federica Pezzatti
11 Patrimoni 
Testamento o donazione?
Ecco cosa fare
per l’eredità
di Daniela Russo
13 Piazza Affari e Pmi
Più liquidità 
sulle piccole 
dell’Aim
di Lucilla Incorvati
14 Il Sole risolve 
Ex correntista di DB 
lamenta il ritardo 
nella chiusura del c/c
di Federica Pezzatti
15 La lettera del risparmiatore
Trentatrenne indeciso 
tra l’acquisto 
e l’affitto della casa
di Federica Pezzatti
PROFESSIONISTI DEL RISPARMIO
16 Consulenti finanziari
Il ricambio generazionale
unisce e divide 
gli operatori
di A.Criscione e G.Ursino
17 Patologie finanziarie
Fir sotto shock,
no all’anticipo 
dei rimborsi
di Stefano Elli
18 ArtEconomy24
La mappa dell’Australia 
aborigena 
di Maria Adelaide Marchesoni
INDICI E NUMERI
21 Le cifre in ballo
Dalla Cina arrivano anche idee
e avvertenze per ia consulenza
finanziaria
di Gianfranco Ursino
23 Due scenari per i bond 
La volatità sui mercati 
favorisce il settore 
obbligazionario
a cura di Skipper Informatica
Sezione a cura di
Gianfranco Ursino
STRUMENTI PER INVESTIRE
19 Analisi tecnica
I listini cinesi 
restano sopra 
i livelli chiave
di Andrea Gennai
20 Il gestore
Della Vedova 
(T. Rowe Price): 
«Netflix, interessante 
emittente di bond hy»
di Isabella Della Valle
Chiuso in
redazione 
alle 20 del
6 febbraio 2020
Illustrazione di
STEFANO
MARRA
direttore responsabile
Fabio Tamburini
vice direttori
Roberto Bernabò (sviluppo digitale 
e multimediale), Jean Marie Del Bo,
Alberto Orioli
caporedattore
Christian Martino
coordinamento operativo
Isabella Della Valle
in redazione
Antonio Criscione,Vitaliano D’Angerio,
Stefano Elli, Andrea Gennai,
Lucilla Incorvati, Federica Pezzatti,
Marilena Pirrelli, Marzia Redaelli, 
Gianfranco Ursino
progetto grafico
Adriano Attus
con Laura Cattaneo e Francesco Narracci
IL BILANCIO
AZIONARIO
Mondiale (1)
in valuta locale 17,93 7,27 8,88
in euro 21,58 7,66 10,56
Europa (1)
in valuta locale 13,06 3,25 5,08
in euro 15,13 2,26 5,59
Nord America (1)
in valuta locale 21,43 9,64 11,54
in euro 25,84 10,41 13,84
Pacifico (1)
in valuta locale 8,44 3,11 5,24
in euro 10,97 4,25 5,88
Paesi emergenti (1)
in valuta locale 5,61 4,05 4,30
in euro 7,41 2,88 4,19
Italia (2)
in valuta locale 17,45 3,98 2,87
OBBLIGAZIONARIO
Mondiale (1)
in euro 1,57 3,00 4,40
Europa (1)
in euro 2,17 2,23 4,87
Italia (2)
in euro 4,65 3,07 5,33
Usa (2)
in euro 3,35 3,18 5,50
Giappone (2)
in euro -3,05 3,97 2,32
INDICI DI SETTORE
Alimentari D. 0,47 18,03 -0,80 11,55
Assicurazioni 1,27 17,75 0,29 15,42
Auto 0,45 -4,35 4,32 5,99
Banche 1,45 1,26 0,01 5,86
Beni Consumo 1,51 20,48 3,95 20,45
Beni Durevoli 2,10 -0,98 1,02 24,14
Chimico 1,97 19,77 1,32 14,90
Commercio 1,22 16,73 0,76 30,14
Costruzioni 0,71 26,43 0,05 10,88
Energia -0,87 -7,59 -2,78 -12,67
Industriali 1,21 24,36 -0,06 8,72
Media 1,21 8,53 0,88 21,80
Salute 1,27 26,79 -0,15 17,09
Servizi Finanz. 1,59 33,02 -0,15 18,98
Tecnologici 2,18 30,38 -0,78 43,69
Telecomunic. -2,33 1,28 -0,51 10,52
Turismo 0,93 6,71 0,55 14,19
Utilities 0,34 25,90 -0,75 20,59
REDDITO FISSO
Australia 1,22 2,06 1,04 2,25
Gr. Bretagna 0,80 0,92 0,60 1,22
Canada 1,64 1,67 1,39 1,94
Danimarca -0,40 -0,31 -0,35 0,32
Svezia -0,80 -0,80 0,06 0,41
Giappone -0,18 -0,25 -0,04 -0,01
Svizzera -0,69 -0,71 -0,64 -0,29
Usa 1,57 4,76 1,65 2,70
Area euro -0,40 -0,31 -0,37 0,17
rendim. annuo %
paese/ indici 1 anno 5 anni 10 anni
rendim. annuo %
paese/ indici 1 anno 5 anni 10 anni
dj stoxx msci
var. % var. %
settore sett. anno sett. anno
mercato obbligazioni
monetario governative
a 3 anni a 10 anni
paesi ultimo 1 anno ultimo 1 anno
Note:
(1) Indici MSCI senza dividendi reinvestiti.
(2) Indice Comit.
Note:
(1) Indici JP Morgan Global.
(2) Indice JP Morgan delle aree di riferimento.
ONLINE
. ilsole24ore.com/sez/risparmio
Previdenza
Portogallo, stop alla detassazione 
per i pensionati stranieri 
Aim ai raggi X
Ricavi +24,5% a 14,4 milioni per il 
mobile marketing di Amm
Analisi tecnica
L’azionario globale si allontana dai 
massimi, balzo della volatilità
4 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
cover story
America 
e tecnologia 
risollevano 
i fondi
il bilancio a due anni
I migliori fondi che hanno recuperato le perdite dei mercati del 2018 e chi ancora soffre FONTE: Lipper
BILANCIATI
FLESSIBILI
80,90 91,02 115,32
73,80 111,39 176,35
72,34
69,88 117,79 167,98
65,36 101,16 176,23
-30,75 -13,49 -37,17
-28,87 -41,53 -49,16
-27,82 -39,07 -47,32
-26,21 -14,10 2,25
-23,43 -10,52 -11,06
Igm FdF Fless ibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99
Pumt Cau ous GB0005292593 37,50 42,90 32,60
Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89
Igm FdF Bi lanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69
Mi l ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20
Fondersel Ac ve Selec on IT0005157919 -26,91 -26,55
Esperia Funds - Duemme Beta Neutra l I LU1340021077 -23,14 -20,35
Bg Selec on Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36
Jupiter Global Levered Abs Return LU1649226930 -21,44
Carthes io Analy ca Equity Fund B LU1228799505 -20,02 -14,42
1. Dws Invest Brazil ian Eq. LU0616856935 80,90 91,02 115,32
2. Jpm Us Technology LU0082616367 73,80 111,39 176,35
- -
-
-
-
-
--
-
3. Bail l ie Gifford Wldwd Us Eq.G. IE00B8HW2209 72,34
4. Bgf World Technology LU0056508442 69,88 117,79 167,98
5. Polar Capital Global Tech. IE0030772275 65,36 101,16 176,23
1. Dws Tuerkei LU0209404259 -30,75 -13,49 -37,17
2. Schroder Isf Gl.Energy LU0256331488 -28,87 -41,53 -49,16
3. Invesco Energy LU0123357419 -27,82 -39,07 -47,32
4. Echiquier Value Euro FR0011360700 -26,21 -14,10 2,25
5.Cb - Accent Asian Century LU0299668342 -23,43 -10,52 -11,06
1. Igm FdF Flessibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99
2. Pumt Cautious GB0005292593 37,50 42,90 32,60
3. Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89
4. Igm FdF Bilanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69
5. Mil ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20
1. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55
2. Esperia Funds - Duemme B N I LU1340021077 -23,14 -20,35
3. Bg Selection Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36
4. Jupiter Global Levered Abs R LU1649226930 -21,44
5. Carthesio Analytica Equity F B LU1228799505 -20,02 -14,42
AZIONARI
PERF.%
2 ANNI
PERF.%
3 ANNI
PERF.%
5 ANNIISINI migliori 5
I peggiori 5
OBBLIGAZIONARI
I migliori 5
I peggiori 5
PERF.%
2 ANNI
PERF.%
3 ANNI
PERF.%
5 ANNIISINI migliori 5
I peggiori 5
I migliori 5
I peggiori 5
1. Dws Vors. Rentenfonds XL D. LU0414505502 41,50 41,47 32,67
2. Franklin Gl Convertible Secs LU0727122425 39,30 34,28 50,72
IE00BYXWVS54 31,83 33,89
4. BlueBay Financial Capital B. LU1163203125 28,81 35,84 62,39
5. Franklin GCC B. LU0962741061 28,73 20,74 37,37
1. Diaman Sicav Dyn.I. LU0277560859 -16,69 -17,23 -16,83
2. Zeus Capital Cons. LU0937842861 -15,85 -15,35 -20,61
3. AZ Fund 1 - Gl Unconstr. LU0499091444 -13,67 -19,44 -15,43
4. Prosperise Credit Val. IE00B79ZQ625 -9,13 -5,55 -7,86
5. Templeton Global B. LU0170474422-7,87 -9,31 -4,35
3. Barings Emerg. M. Sov. Debt 
1. AZ Fund 1 - American Trend LU0107998642 26,12 25,41 21,89
2. Azimut Trend America IT0001055075 24,88 25,06 25,17
3. Generali IS - Global Equity DX LU0260158638 22,87 30,97 43,85
4. UBS Kss-Global Allocation LU0197216392 18,23 20,20 20,16
5. Schroder Global Em. M. Opp LU0269904917 17,90 37,29 44,94
1. Theam Euro Long Vol I FR0010602466 -32,71 -51,00 -64,02
2. AZ Fund 1 - Global Macro LU0738948750 -29,93 -43,47 -54,40
3. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55
4. Lux Im Short Equities D.C. LU0338791055 -19,54 -32,78 -45,58
5. Amundi Sf E. Commodities LU0271695388 -18,32 -20,08 -33,39
Isabella Della Valle
+ L’investimento in un fondo co-
mune per definizione è di medio
lungo termine. Assodato questo, so-
no molti i risparmiatori che, dopo 
essere saliti loro malgrado sulle
montagne russe dei mercati finan-
ziari nel 2018, ora si chiedono se i
prodotti sui quali hanno investito si-
ano riusciti, non solo a recuperare le
perdite, ma anche a guadagnare
qualcosa, visto soprattutto l’ottimo
andamento dei listini nel 2019. E la
risposta in molti casi è sì. 
Nelle tabelle in pagina è possibile
vedere quali sono stati i fondi che so-
no saliti di più e quelli che, invece,
hanno perso terreno nell’ultimo bi-
ennio. E quello che emerge in ma-
niera abbastanza evidente in primo
luogo tra i prodotti azionari che si so-
no piazzati ai vertici della classifica,
è la netta prevalenza di fondi che di-
versificano il portafoglio negli Stati
Uniti e nel settore tecnologico. 
Del resto il Nasdaq da inizio 2018
a oggi ha incrementato il proprio va-
lore di oltre il 38% e l’S&P 500 si è ri-
valutato del 25 per cento. Tra questi
top performer va comunque segna-
lato che il prodotto cresciuto di più in
assoluto nel biennio ha scommesso
sul mercato brasiliano e ha ottenuto
una rivalutazione dell’81% (si tratta
del Dws Brazilian Equity).
Da un esame più generale dei ren-
dimenti, nell’universo di fondi ven-
duti in Italia al pubblico retail e map-
pati da Refinitiv-Lipper, su un totale
di 2.054 fondi azionari, 893 hanno 
chiuso il biennio con il segno positi-
vo, mentre tra i 684 flessibili il segno
più è tornato a fianco di 363 prodotti
e tra i 1.294 bilanciati, quelli che si so-
no rivalutati sono 893. 
Ma se il raggio dell’analisi si allar-
ga anche ai periodi più lunghi, si ve-
de chiaramente che gli stessi fondi
che svettano in testa alla graduato-
ria a due anni, hanno portato a casa
risultati brillanti pure a tre e, soprat-
tutto, a cinque anni. Chi non si è fat-
to guidare da fattori emotivi nelle
fasi di ribasso dei listini e ha invece
saputo tener fede alla scelta iniziale
di investimento, ha spuntato rendi-
menti anche nell’ordine delle tre ci-
fre. È il caso in particolare di Jpm Us
Technology (176,35%), di Polar Ca-
pital Global Tech (176,23%) e Bgf
World Technology (168%). Niente
male se si pensa che questo periodo
coincide più o meno con l’inizio del-
lo scenario di tassi a zero che dura
ancora oggi. Certo, chi ha fatto scelte
del genere ha evidentemente corso
dei rischi, ma l’importante è esserne
consapevoli e destinare a tali asset
class una porzione di capitale che ci
si può permettere di perdere, picco-
la o grande che sia.
Tra le fila dei prodotti più penaliz-
zati, invece, sono quelli specializzati
sul settore energetico, in Asia e in
Turchia. Più trasversale l’andamen-
to dei bilanciati, dal momento che
prodotti che si sono comportati me-
glio (Igm Flessibile quello che ha re-
so di più) , in genere investono su una
sfera globale (tranne i top performer
specializzati anche in questo caso 
negli Usa come Janus Henderson 
Balanced e Miller Opportunity), pro-
prio come quelli che hanno reso me-
no. Ancora più determinante, quindi
in questo caso il valore aggiunto del
gestore nelle scelte di investimento.
E ora? Dopo aver archiviato un
periodo complesso, i fondi si sono
affacciati su un anno che tra le novi-
tà può contare su una sempre più
forte attenzione alla sostenibilità,
ormai ingrediente essenziale per i
gestori, e dal ritorno in scena dei pia-
ni individuali di risparmio (Pir), ri-
spolverati dopo oltre un anno di le-
targo. Si vedrà nei prossimi mesi se
la spinta che ne ha contraddistinto
l’esordio nel 2017 verrà replicata an-
che oggi, stimolando le famiglie a ri-
posizionare una parte del portafo-
glio su questi prodotti. Non manca-
no però i punti interrogativi sullo
sfondo: timori recessivi, possibile 
normalizzazione monetaria, ele-
zioni americane, incognite legate 
alla Brexit, eventi difficilmente pre-
vedibili come il coronavirus. I gesto-
ri sono chiamati ancora una volta a
fare (bene) la loro parte. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco i passi
per valutare
i risultati
di un fondo
di investimento
+ Guardiamo i risultati del fondo di
investimento che abbiamo sotto-
scritto e siamo sorpresi, perché il va-
lore del capitale è sceso o è salito trop-
po rispetto a quanto ci era stato pro-
spettato.In entrambi i casi, è bene in-
dagare i motivi dello scostamento tra
le aspettative e la realtà.
il punto di partenza
La prima cosa da fare per capire se il
fondo è ben gestito è verificare co-
me investa esattamente. Nel Kiid
(Key Investor Information Docu-
ment), il documento che illustra le
caratteristiche “chiave” del fondo, è
indicato il benchmark, cioè il para-
metro scelto dal gestore per rappre-
sentare l’universo di riferimento
dei titoli in portafoglio. Il bench-
mark è costituito da uno o più indici
di mercato, in proporzioni che ris-
pecchiano la suddivisione del patri-
monio. Per esempio, il benchmark
di un fondo azionario Italia può es-
sere costituito per il 95% dall’indice
Ftse Mib della borsa milanese e per il
restante 5% da un indice del merca-
to monetario, come l’Mts BoT. 
Non tutti i benchmark sono facili
da interpretare, perché alcuni sono 
costituiti da più indici - magari 3,4 o
addirittura 5 - non sempre conosciu-
ti dai risparmiatori. L’investitore ita-
liano può avere un’idea di come è an-
data Piazza Affari e recuperare velo-
cemente l’informazione. Invece,
non è immediato sapere come è an-
dato l’indice Bloomberg Barclays
Euro Treasury Bill (un indicatore del
mercato monetario) o il J.P. Morgan
aggregate Us bond index (un para-
metro delle obbligazioni americane)
. La frammentazione del patrimonio
non è di per sé un segnale di rischio-
sità. Anzi, la diversificazione è un
principio prudenziale. Però se si 
hanno difficoltà a capire dove si in-
veste è meglio chiedere spiegazioni a
chi ci ha proposto il fondo e commi-
Hanno investito così
i prodotti che dal 2018
hanno recuperato più
Il migliore di tutti 
ha puntato sul Brasile
80,9%
LA PERFORMANCE
È il rendimento del fondo che nel 
biennio ha reso di più (Dws Invest 
Brazilian Equity). A 5 anni Jpm 
Technology in rialzo del 176%.
Circoscrivere l’universo
di riferimento e valutare
differenze, costi e rischi
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 5
America 
e tecnologia 
risollevano 
i fondi
il bilancio a due anni
I migliori fondi che hanno recuperato le perdite dei mercati del 2018 e chi ancora soffre FONTE: Lipper
BILANCIATI
FLESSIBILI
80,90 91,02 115,32
73,80 111,39 176,35
72,34
69,88 117,79 167,98
65,36 101,16 176,23
-30,75 -13,49 -37,17
-28,87 -41,53 -49,16
-27,82 -39,07 -47,32
-26,21 -14,10 2,25
-23,43 -10,52 -11,06
Igm FdF Fless ibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99
Pumt Cau ous GB0005292593 37,50 42,90 32,60
Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89
Igm FdF Bi lanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69
Mi l ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20
Fondersel Ac ve Selec on IT0005157919 -26,91 -26,55
Esperia Funds - Duemme Beta Neutra l I LU1340021077 -23,14 -20,35
Bg Selec on Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36
Jupiter Global Levered Abs Return LU1649226930 -21,44
Carthes io Analy ca Equity Fund B LU1228799505 -20,02 -14,42
1. Dws Invest Brazil ian Eq. LU0616856935 80,90 91,02 115,32
2. Jpm Us Technology LU0082616367 73,80111,39 176,35
- -
-
-
-
-
--
-
3. Bail l ie Gifford Wldwd Us Eq.G. IE00B8HW2209 72,34
4. Bgf World Technology LU0056508442 69,88 117,79 167,98
5. Polar Capital Global Tech. IE0030772275 65,36 101,16 176,23
1. Dws Tuerkei LU0209404259 -30,75 -13,49 -37,17
2. Schroder Isf Gl.Energy LU0256331488 -28,87 -41,53 -49,16
3. Invesco Energy LU0123357419 -27,82 -39,07 -47,32
4. Echiquier Value Euro FR0011360700 -26,21 -14,10 2,25
5.Cb - Accent Asian Century LU0299668342 -23,43 -10,52 -11,06
1. Igm FdF Flessibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99
2. Pumt Cautious GB0005292593 37,50 42,90 32,60
3. Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89
4. Igm FdF Bilanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69
5. Mil ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20
1. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55
2. Esperia Funds - Duemme B N I LU1340021077 -23,14 -20,35
3. Bg Selection Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36
4. Jupiter Global Levered Abs R LU1649226930 -21,44
5. Carthesio Analytica Equity F B LU1228799505 -20,02 -14,42
AZIONARI
PERF.%
2 ANNI
PERF.%
3 ANNI
PERF.%
5 ANNIISINI migliori 5
I peggiori 5
OBBLIGAZIONARI
I migliori 5
I peggiori 5
PERF.%
2 ANNI
PERF.%
3 ANNI
PERF.%
5 ANNIISINI migliori 5
I peggiori 5
I migliori 5
I peggiori 5
1. Dws Vors. Rentenfonds XL D. LU0414505502 41,50 41,47 32,67
2. Franklin Gl Convertible Secs LU0727122425 39,30 34,28 50,72
IE00BYXWVS54 31,83 33,89
4. BlueBay Financial Capital B. LU1163203125 28,81 35,84 62,39
5. Franklin GCC B. LU0962741061 28,73 20,74 37,37
1. Diaman Sicav Dyn.I. LU0277560859 -16,69 -17,23 -16,83
2. Zeus Capital Cons. LU0937842861 -15,85 -15,35 -20,61
3. AZ Fund 1 - Gl Unconstr. LU0499091444 -13,67 -19,44 -15,43
4. Prosperise Credit Val. IE00B79ZQ625 -9,13 -5,55 -7,86
5. Templeton Global B. LU0170474422 -7,87 -9,31 -4,35
3. Barings Emerg. M. Sov. Debt 
1. AZ Fund 1 - American Trend LU0107998642 26,12 25,41 21,89
2. Azimut Trend America IT0001055075 24,88 25,06 25,17
3. Generali IS - Global Equity DX LU0260158638 22,87 30,97 43,85
4. UBS Kss-Global Allocation LU0197216392 18,23 20,20 20,16
5. Schroder Global Em. M. Opp LU0269904917 17,90 37,29 44,94
1. Theam Euro Long Vol I FR0010602466 -32,71 -51,00 -64,02
2. AZ Fund 1 - Global Macro LU0738948750 -29,93 -43,47 -54,40
3. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55
4. Lux Im Short Equities D.C. LU0338791055 -19,54 -32,78 -45,58
5. Amundi Sf E. Commodities LU0271695388 -18,32 -20,08 -33,39
surare obiettivi e rischiosità dello 
strumento con i propri. I fondi flessi-
bili, inoltre, non necessariamente
hanno un benchmark, proprio per la
libertà di assemblare un paniere a se-
conda delle fasi di mercato e dei con-
vincimenti del gestore.
c’è perdita e perdita
Se la perdita, al netto delle commis-
sioni, è in linea con quella del bench-
mark, molto probabilmente il gesto-
re replica esattamente il paniere di ti-
toli presenti nell’indice di riferimen-
to, senza prendere posizioni dettate 
dall’analisi dei mercati. Però in que-
sto caso gli oneri di una gestione atti-
va non sono giustificati e tanto vale 
scegliere un fondo che replichi in mo-
do automatico un mercato, come un 
Etf (i fondi passivi quotati che hanno
spese molto più basse dei fondi atti-
vi). Nel Kiid sono elencate le commis-
sioni di sottoscrizione e di rimborso e
le commissioni correnti che gravano 
sul capitale investito, oltre alle even-
tuali commissioni sul guadagno del
fondo. Dunque, è possibile fare un
calcolo approssimativo del valore ag-
giunto o sottratto dal gestore al pro-
dotto. La società di gestione deve an-
che inviare al cliente un consuntivo
dei costi sostenuti in valore assoluto. 
Così come nella relazione annuale 
spiega eventuali scelte che determi-
nano una performance del fondo 
peggiore di quella del mercato. 
attenzione ai risultati strepitosi
È consigliabile anche valutare la bon-
tà di un risultato positivo, soprattutto
se è strabiliante o molto più elevato
rispetto agli obiettivi. Bisogna assi-
curarsi che l’incremento del patri-
monio non sia stato perseguito soste-
nendo un rischio maggiore di quello 
dichiarato nel mandato. Nel Kiid è in-
dicato il grado di rischio del fondo se-
condo la volatilità degli ultimi cinque
anni, classificato in una scala da 1 a 7
(per esempio il 4 corrisponde a un ri-
schio medio e a una volatilità annua 
della quota tra il 5% e il 10%).
La differenza tra fondo e bench-
mark non giustificata dalle spese è 
frutto delle scelte del gestore. L’anno
scorso, per esempio, Piazza Affari ha
guadagnato il 27%; quindi un pari
rialzo di un classico fondo azionario
Italia non ha nulla di strepitoso di per
sé. Piuttosto, insinua qualche dubbio
sul contributo del gestore e sull’equi-
tà delle commissioni. Viceversa, se il
fondo per mandato ha un patrimo-
nio concentrato su un numero relati-
vamente basso di titoli è lecito atten-
dersi ampi scostamenti rispetto al 
mercato. — Ma.R.
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Multiasset, il fondo
si rivaluta quando 
il gestore è dinamico
Lucilla Incorvati 
+ Quanto rendono gli investimenti
affidati ai fondi comuni di investi-
mento? La risposta è “dipende” per-
ché al risultato concorrono una serie
di fattori: dal fondo selezionato, al ti-
po di gestione, da quando si entra in
un determinato prodotto e ovvia-
mente da quanto si è disposti a ri-
schiare. Da ormai un decennio per
contrastare i fattori “imprevedibili” 
dei mercati (dalla volatilità dei listini
ai bassi tassi d’interesse, dall’incer-
tezza politica al coronavirus) l’indu-
stria ha cavalcato l’onda dei fondi
multi asset, divenuta in Europa tra le
più fiorenti (solo tra il 2017 e il 2018
sono stati lanciati oltre 700 prodot-
ti). Per molti colossi dell’asset mana-
gement i multi-asset sono diventati
dei veri blockbuster come Carmi-
gnac Patrimoine, Fidelity Global
MultiAsset Income, Invesco Global 
Targeted Returns, Nordea 1 Stable 
Returns. Tra gli altri c’è anche JP-
Morgan Global Income, primo fondo
multiasset arrivato in Italia nel 2008
con una strategia orientata alla ricer-
ca di rendimento, seguito poi da
un’altra più conservativa. «Per la no-
stra società - spiega Lorenzo Alfieri,
country head per l’Italia- il Global In-
come è il fondo più grande per patri-
monio in gestione e le strategie mul-
tiasset rappresentano il 43% degli
asset totali. I mercati finanziari si so-
no molto evoluti e oggi offrono uno
spettro sempre più ampio di possibi-
lità: entrare però in certi mercati o in
certi settori richiede una conoscenza
molto approfondita. Le strategie
multiasset consentono agli investi-
tori di partecipare alla crescita di un
ampio spettro di asset class, lascian-
do al gestore il compito di seleziona-
re di volta in volta settori e titoli più
interessanti». Secondo più impor-
tante player in Europa che punta al
multiasset è Amundi con 262 miliar-
di di patrimonio (il 17% del totale) so-
lo su queste soluzioni. 
Ma in che termini queste soluzioni
hanno portato valore nei portafogli?
«Nel 2019 abbiamo avuto a che fa-
re con un contesto piuttosto difficile,
che ha sofferto per i timori sul rallen-
tamento economico globale e per le 
incertezze politiche, da una parte con
le tensioni commerciali, dall’altra 
con la prospettiva di una hard Brexit -
sottolinea Serge Pizem, capo globale
degli investimenti Multi-Asset di 
AXA IM - ecco perché nel portafoglio 
del fondo AXA WF Global Optimal
Inc. abbiamo mantenuto un profilo 
di rischio moderato fino al terzo tri-
mestre, con meno del 50% investito
in azioni e abbiamo favorito strategie
focalizzate sul carry (via credito inve-
stment grade, obbligazioni high 
yield e debito emergente) e poi alla fi-
ne dell’anno in controtendenza al 
sentiment diffuso sul mercato abbia-
mo incrementato l’esposizione al-
l’azionario. Questa scelta ci ha pre-
miato e abbiamo chiuso il 2019 con
una performance del 12,6%, mentre
in tre anni il fondo ha guadagnato ol-
tre il 19% e in cinque anni il 30%». 
Attenzione, però, considerando
che spessoper la loro complessità
questi prodotti hanno anche com-
missioni di un certo peso non tutti
sono hanno dato gli stessi risultati:
a cinque anni per esempio il Car-
mignac Patrimoni ha reso lo 0,97%,
il già citato JPMorgan Global Inco-
me il 2,51%, l’M&G Income Alloca-
tion il 4,16% e l’ Amundi Global
Multi-Asset 2,42%. 
E per il futuro?
«Considerando l’attuale contesto
di mercato caratterizzato da tensioni
geopolitiche e tassi estremamente
bassi - ricorda Juan Nevado del team
di multi-asset di M&G - nel 2020 sarà
cruciale per gli investitori fare affida-
mento su un approccio flessibile e di-
namico, in grado di adattarsi a condi-
zioni di mercato mutevoli».
«Negli ultimi dieci anni - gli fa
eco Francesco Sandrini, a capo della
divisione di Amundi - queste solu-
zioni hanno garantito la partecipa-
zione ai rialzi per gli investitori, ma
anche il raggiungimento di obiettivi
di distribuzione significativi. Tutta-
via, il contesto non si è rivelato otti-
male per evidenziare il suo reale
punto di forza, ovvero la riduzione
del rischio tramite diversificazione
degli asset e gestione attiva. Pensia-
mo sarà più promettente per queste
soluzioni il triennio 2020-2022 gra-
zie a una gestione attiva sia nella se-
lezione dei titoli sia nell’asset allo-
cation». Strategie, queste, destinate
a contrastare soprattutto il pericolo
di una possibile recessione ed un
progressivo percorso di normaliz-
zazione monetaria. 
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Saper diversificare bene
tra mercati, settori, titoli
fa la grande differenza
rendimenti 
a confronto
13,3%
performance annua
Del fondo M&G Income 
che a 3 anni ha messo
a segno una performance 
del 5,78%. A un anno il fondo 
Amundi Global Multiasset 
registra un risultato del 9,34% 
e a tre anni del 3,76%
7,25%
performance annua
Del fondo JPMorgan Income che
a tre anni ha segnato un + 3%
6 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
cover story
il bilancio a due anni
L’Etf vince la sfida su azioni Usa e Ue
Per costi e rendimenti 
bene i cloni che puntano
sugli asset americani
I fondi attivi fanno
meglio sugli Emergenti
Andrea Gennai
+ L’eterna sfida tra Etf e fondi ha
avuto un bel banco di prova nel
2019. Tutte le asset class sono
praticamente salite con guadagni
vistosi soprattutto sul fronte
azionario. In questo contesto le
strategie passive hanno avuto la
meglio ed è stato complicato bat-
tere i mercati.
Wall Street è il mercato dove gli
Etf danno il meglio di sè in termi-
ni di contenimento di costi e di
performance: è molto difficile fa-
re meglio di Wall Street e così i
fondi attivi e i fondi indicizzati
non tengono il passo della com-
petizione. Non a caso il mercato
dei titoli Usa a larga capitalizza-
zione è stato quello che ha ricevu-
to i maggiori afflussi in un quarto
trimestre record per gli Etf globa-
li (con oltre 200 miliardi di dolla-
ri). Anche a Piazza Affari le mi-
gliori performance degli Etf (sen-
za contare quelli a leva) ha inte-
ressato strumenti esposti agli
asset azionari statunitensi.
«Guardando all’azionario Usa
- spiega Giovanni Folgori, chief
investment officer Euclidea -non
c’è confronto. Gli Etf e i fondi pas-
sivi battono i fondi attivi in termi-
ni di performance e come costi.
Stessa cosa in Europa anche se nel
Vecchio Continente si può trova-
re qualche fondo attivo che fa me-
glio del mercato».
La distinzione tra fondi attivi e
fondi indicizzati mette in luce la
sempre maggiore diffusione di
questi ultimi strumenti, che sono
una sorta di via di mezzo. «Nel-
l’analisi delle categorie - continua
Folgori - oltre ad Etf e fondi attivi
vanno considerati anche gli index
fund, si tratta di fondi passivi che
non sono acquistabili dall’investi-
tore individuale ma sono accessi-
bili indirettamente attraverso po-
lizze e gestioni». Sono strumenti
che stanno crescendo e che hanno
il vantaggio di avere costi contenu-
ti come gli Etf. Rispetto ai fondi at-
tivi, il divario dei costi con gli Etf è
spesso vicino al punto percentuale
nella classe istituzionale e ancor
più alto per la classe retail.
«Il discorso cambia - continua
Folgori - sull’azionario Emergen-
te dove i fondi attivi nell’ultimo
anno, ad esempio, hanno fatto
meglio delle altre classi, seppure
non di molto. In campo obbliga-
zionario l’impatto dei costi dei
fondi è molto più rilevante e la dif-
ferenza di performance con gli Etf
è minimale. Per quanto riguarda
l’obbligazionario emergente lo
scorso anno abbiamo avuto un
exploit dei fondi indicizzati e que-
sto è dovuto a fattori di mercato le-
gato alle mosse della Fed».
Anche il 2019 ha confermato,
statistiche alla mano, il vantaggio
dell’utilizzo degli Etf in molti seg-
menti di mercato e questo giustifi-
ca l’anno record registrato dai
“cloni” in termini di flussi a livello
globale. Gli asset sono saliti a 6.300
miliardi di dollari: di fatto raddop-
piando in meno di 5 anni.
Il settore azionario è quello più
attrattivo per il mondo Etf con ol-
tre 4.800 miliardi di dollari e dove
il mercato statunitense fa la parte
del leone. La novità più interes-
sante è la forte crescita degli Etf le-
gati al mondo obbligazionario: gli
asset hanno superato i 1.000 mi-
liardi di dollari con il mondo degli
“investment grade” a guidare la
classifica (si veda altro pezzo in
pagina). Il tema dei costi è molto
importante nel successo di questi
“cloni” perché la differenza anche
di pochi punti percentuali si sente
molto in un mondo obbligaziona-
rio dove i rendimenti sono com-
pressi per effetto dei tassi a zero. E
fare gestione attiva sull’obbliga-
zionario poi non è facile. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le strategie
azionarie a
bassa volatilità
attirano sempre
più flussi
Nel settore smart beta
resta alto l’interesse
anche per i dividendi 
+ Il forte aumento dei flussi verso
gli Etf ha interessato anche i “clo-
ni” del segmento smart beta, vale a
dire gli strumenti “intelligen-
ti” che non replicano puri indici
passivi ma strategie ad hoc. 
«Il 2019 - spiega Andrea Fave-
ro, Head of Asset Managers
BlackRock Italy - è stato un anno
record per gli Etf smart beta con
ben 80,5 miliardi di dollari di
flussi verso strumento domici-
liati prevalentemente negli Usa.
Per gli strumenti europei sono
stati sfiorati i 10 miliardi con una
crescita tre volte superiore ri-
spetto al 2018. Per il secondo an-
no consecutivo il fattore più im-
portante è stato quello della bas-
sa volatilità, che ha attratto 26
miliardi di dollari».
Gli investitori a livello globale
che si sono esposti sull’azionario
sono andati sempre di più alla ri-
cerca di approcci prudenziali, per
limitare i rischi legati alle oscilla-
zioni della volatilità. Una strategia
più difensiva che ha fatto peggio
del mercato generale pur con ri-
sultati interessanti. In termini di
performance nel 2019, infatti, l’in-
dice Msci World generale ha gua-
dagnato il 27% a fronte del 23% dell
Msci World minimun volatility: la
strategia a bassa volatilità ha por-
tato a casa un risultato di tutto ri-
spetto tenendo maggiormente
sotto controllo i rischi. 
Gli smart beta a livello globale
hanno raggiunto i 610 miliardi di
dollari di asset, poco meno del
10% di tutte le masse globali. Il da-
to 2019, in termini di peso, è so-
stanzialmente in linea con l’anno
precedente. Tra le varie sottocate-
gorie a dominare la scena resta
quella dei dividendi: Si tratta di Etf
che investono su sottostanti azio-
nari con alte cedole. Una strategia
che ha ancora molti sostenitori per
il giusto mix tra rischio azionario e
benefici legati all’incasso delle ce-
dole periodiche. 
In termini di flussi, come antici-
pato, è la strategia a bassa volatilità
ad aver attratto percentualmente i
maggiori investimenti: gli asset
totali sono balzati a fine 2019 sopra
i 100 miliardi. Accanto agli smart
beta si stanno diffondendo anche
gli Etf attivi, che oggi hanno asset
per circa 150 miliardi di dollari. 
«In termini di flussi l’indu-
stria globale degli Etf - continua
Favero - ha fatto registrare il se-
condo anno migliore di sempre
con 560 miliardi. Solo il 2017 ave-
va fatto meglio. L’obbligaziona-rio cresce in maniera molto forte
e questo rivela un nuovo utilizzo
dei “cloni” nell’ambito del reddi-
to fisso. Nel wealth si tende ad as-
sumere posizioni long term sem-
pre di più con gli Etf, gli istituzio-
nali hanno ampliato il loro utiliz-
zo anche in chiave tattica o di
copertura». — An.Gen. 
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flussi 4 trimestre flussi 2019 asset
Dividend 13,1 31,3 264
Multi Factor 1,2 10,5 111
Low Volatility 0,7 25,8 106
Equal Weight 1,0 -2,6 52
Single Factor 7,7 14,1 74
Fixed Income 0,3 1,4 11
Totale 24,0 80,5 618
Gli Etf intelligenti
Le dinamiche degli Etf smart Beta per categorie a livello globale
Dati in miliardi di dollari 
fonte: elab. su dati BlackRock
Il trend
L’andamento delle masse degli Etp 
a livello globale – in miliardi di dollari
fonte: Elab. su dati BlackRock
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017
2018
2019
79
109
146
218
319
428
598
851
772
1.139
1.446
1.490
1.905
2.354
2.743
2.953
3.497
4.754
4.792
6.304
AZIONI REDDITO FISSO
COMMODITY
tipologia ritorno %a un anno
ritorno %
a 3 anni commissioni
area 
investimento
Etf 30,56 36,72 0,31% EquityUs
Fund 28,95 31,89 1,33% EquityUs
Index_fund 32,77 39,22 0,27% EquityUs
Etf 26,04 24,74 0,34% EquityEurope
Fund 23,40 18,41 1,54% EquityEurope
Index_fund 26,36 19,30 0,28% EquityEurope
Etf 18,18 24,51 0,53% Equity emergenti
Fund 20,47 24,26 1,48% Equity emergenti
Index_fund 19,51 25,12 0,46% Equity emergenti
Etf 3,65 4,45 0,16% BondEuro
Fund 4,77 4,17 0,78% BondEuro
Index_fund 4,54 2,70 0,25% BondEuro
Etf 12,78 9,28 0,44% Bond emergenti valuta forte
Fund 10,90 9,77 0,94% Bond emergenti valuta forte
Index_fund 13,78 12,46 0,20% Bond emergenti valuta forte
A confronto
armonizzati ue nel 2019
Etf, fondi attivi e passivi: costi (fondi per istituzionali) e performance medie 
valore quota al variaz. %
31/01/20 
31/01/1931/01/19 31/01/20
PRIMI 8
Invesco Technology S&P US Select Sector Etf 140,76 212,99 51,31
Spdr S&P US Technology 
Select Sector Ucits Etf 29,19 44,135 51,20
Xtrackers MSCI World 
Information Tech Ucits Etf 1C 23,16 33,96 46,63
Lyxor MSCI Wld Information Tech 
TR Ucits Etf C-Eur 225,43 329,87 46,33
Lyxor New Energy Ucits ETF Dist 21,19 29,54 39,41
Lyxor MSCI Greece Ucits Etf Dist 0,7669 1,0506 36,99
iShares Nasdaq 100 Ucits Etf USD (Acc) 336,07 457,6 36,16
Amundi Nasdaq-100 Ucits Etf - Eur (C) 66,32 90,17 35,96
ULTIMI 8
iShares MSCI South Africa 
Ucits ETF USD (Acc) 29,3 26,94 -8,05
Lyxor MSCI Thailand UCITS ETF - Acc 214,65 196,99 -8,23
Ubs Etfs plc - Cmci Comp SF 
Ucits Etf (EUR) A-acc 53,97 49,425 -8,42
Lyxor Msci South Africa UCITS ETF - Acc 34,415 31,465 -8,57
Invesco Bloomberg Commodity 
Ucits Etf Eur Hdg 38,935 35,5 -8,82
Invesco Morningstar US Energy 
Infra MLP Ucits Etf 67,83 61,44 -9,42
Lyxor Msci Eastern Europe 
Ex Russia Ucits Etf Acc 21,875 19,716 -9,87
L&G US Energy Infrastructure Mlp Ucits Etf 4,6755 3,929 -15,97
fonte: Ufficio Studi Sole 24 Ore
effetto usa
I migliori e peggiori Etf (non a leva) quotati a Milano - in euro
fonte: elab. su dati Euclidea
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 7
il bilancio a due anni
Quando Rambo
entra in portafoglio
I titoli «socialmente 
irresponsabili» che 
vincono in Borsa
Stefano Elli
+ Heckler & Koch. Motto: “Nessun
compromesso”. Sede in Germania,
Baden-Württemberg. Fabbrica armi 
leggere. Del suo fucile mitragliatore 
Hk33 è dotato il “Regiment”: il cele-
brato Special air service (Sas) britan-
nico. Ma anche i nostri Carabinieri 
paracadutisti del Tuscania. La società
ha emesso un bond (cedola 9,5% e 
scadenza 15 maggio 2018, denomina-
ta in euro; codice Isin XS0626438112),
poi ritirato. «Ne avevamo comprati 
parecchi – dice il gestore che vuole re-
stare anonimo – Ma una cliente, ap-
pena saputo di che si trattava, ha fatto
“l’angelo a quattro” perché le vendes-
simo. Così abbiamo fatto. Ma non le è
andata male. Ha incassato una di-
screta performance». Discreto perio-
do anche per altri produttori di armi. 
L’American Outdoor Corp di Spring-
field, meglio conosciuta con il nome
che portava sino al 2016: Smith &
Wesson. Il 27 febbraio del 2019 veniva
scambiata sul Russell 3000 a 13,8 dol-
lari, precipitata a 5,74 il 3 settembre,
oggi si è ripresa e il 5 febbraio 2020 era
scambiata a 10,14 dollari. Analogo il
percorso della Sturm Ruger di Sou-
thport (Connecticut). Il 31 luglio veni-
va scambiata a 56,50 dollari. Crollata 
in un mese a 40,62 dollari ( il 27 ago-
sto) il 5 febbraio 2020 si era riportata 
su valori superiori ai 50 dollari (51,26).
Per gli investitori amanti del settore
made in Italy (Leonardo e Fincantieri
a parte) non c’è trippa. La Beretta, 
produttrice degli Ar e Sc 70/90, fucili 
mitragliatori imbracciati dai nostri 
militari (per esempio nell’operazione
“Strade sicure”) non emette bond. Né
ha la minima intenzione di quotarsi. 
Altra eccellenza italiana: i veicoli 
blindati Lince (soprannominati San 
Lince dai soldati italiani scampati a 
numerosi attentati in Afghanistan
grazie alla robusta blindatura del
mezzo) sono prodotte dalla Iveco De-
fence Vehicles di Bolzano. Il brand è 
nel perimetro di Cnh industrial. Quo-
tata a New York e a Milano. Il “voto” 
però è disperso su un portafoglio di 
troppi marchi per poter essere identi-
ficato come una partecipazione di na-
tura “militare”. Più in generale fondi 
che si identifichino in modo scoperto
con «emissioni insostenibili» ce ne 
sono pochissimi. Perché autoetichet-
tarsi come fondo del vizio quando è 
possibile infarcire i portafogli con ciò
che si vuole? Dell’ex Vice fund (oggi 
Vitium Global Fund, codice Isin US
90347D3026 scambiato a poco più di 
30 dollari (30,16) da notare c’è il logo: 
un quadrato rovesciato sui vertici: in 
alto c’è un dado da gioco, a destra un 
calice di vino, a sinistra un jet da com-
battimento e in basso un pacchetto di
sigarette. Se qualcuno ancora avan-
zasse dei dubbi.
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Non solo risultati per i fondi green
Fa discutere l’arrivo
del bollino verde Ue
per i prodotti finanziari 
sostenibili. Soglie 
e criteri nel mirino
Vitaliano D’Angerio
+ Oltre le performance c’è il bolli-
no. Quello verde. L’arrivo entro
l’anno dell’Ecolabel per i fondi so-
stenibili, ha creato dibattito nella
comunità finanziaria italiana. C’è
chi si lamenta di nuovi costi dimen-
ticando però che il bollino è volon-
tario. E chi invece lo considera una
buona iniziativa perché in tal modo
si evita che ogni Paese europeo sta-
bilisca le proprie regole come già
avviene in Francia e Belgio per
esempio. L’Ecolabel tra l’altro non
riguarda i prodotti biologici (come
erroneamente scritto la scorsa set-
timana, ndr).
bollino unico in europa
«L’Ecolabel per i prodotti finanzia-
ri è un’iniziativa molto importante
perché aumenta la comprensione e
la fiducia da parte degli investitori
interessati ai prodotti sostenibili –
dichiara Simona Merzagora, ma-
naging director in Italia di NN In-
vestment Partners –. È cruciale,
per i fondi socialmente responsa-
bili, avere criteri uniformi e traspa-
renti in tutta Europa e il bollino ver-
de va proprio in questa direzione».
Aggiunge: «I nostri fondi respon-
sabili adottano già criteri stringen-
ti. Guardiamo quindi con attenzio-
ne gli sviluppi di questa nuova ini-
ziativa per comprendere i criteri
che verranno definiti dalla Com-
missione europea». 
Sulla necessità di criteri omoge-
nei per l’Ecolabel, insiste anche Lo-
renzo Solimene, associate partner
di Kpmg Advisory ed esperto di so-
stenibilità: «L’Ecolabel per i pro-
dotti finanziari è un’iniziativa inte-
ressante ma allo stesso tempo è ne-
cessario che i criteri siano omoge-
nei per tutti. Prendiamo il caso, per
esempio, delle dichiarazioni non
finanziarie – aggiunge –. La diret-
tiva europea sulle Dnf ha lasciato
molta discrezionalità ai singoli
Stati. C’è dunque differenza fra cri-
teri applicati nel reporting non fi-
nanziario dei Paesi europei e ciò
rende difficile la comparabilità».
sbilanciato sul green
Fra i gestori c’èchi evidenzia poi
che il bollino verde è appunto
troppo sbilanciato sul green men-
tre nella sigla Esg ci sono anche le
parole social e governance. È
quanto sottolinea Wolfgang Pin-
ner, responsabile Sri di Raiffeisen
Capital Management: «È un label
(etichetta, ndr) sbilanciato. In re-
lazione agli altri label sul mercato,
come Fng Label o l’Ecolabel au-
striaco, la bozza dell’Unione euro-
pea si focalizza quasi esclusiva-
mente sul tema della protezione
del clima e di altri aspetti ecologi-
ci. Dunque la parte E di Esg, ovve-
ro l’ambiente». C’è quindi molto
lavoro ancora da fare.
obbligazioni verdi
I lavori degli esperti europei si è
concentrato molto sulle soglie gre-
en dei fondi azionari. Ci sono però
anche i fondi obbligazionari: su
questi prodotti la discussione, a
quanto si sa, è stata meno accesa fra
gestori e associazioni di consuma-
tori; la bozza sull’Ecolabel prevede
che il 70% del portafoglio obbliga-
zionario dovrà essere investito in
EU green bond. «Al momento però
– rileva Pinner – non abbiamo al-
cuna possibilità di valutare il mer-
cato dei green bond secondo i crite-
ri della tassonomia europea futura.
Gli emittenti globali potrebbero
decidere di richiedere una certifi-
cazione, ma non ne abbiamo la cer-
tezza». Sul green finanziario siamo
ancora nella fase “lavori in corso”.
v.dangerio@ilsole24ore.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
news 
sostenibili
commissioni
Bnl fa lo sconto
sui fondi responsabili
Fino al 31 marzo, Bnl (gruppo 
BnpParibas) azzera le 
commissioni di ingresso sulle 
nuove somme investite in fondi 
socialmente responsabili. È 
quanto annunciato dai vertici 
dell’istituto in occasione della 
nuova puntata della campagna 
di comunicazione 
#PositiveBanking.
finanza religiosa
Arriva il primo manuale 
per investitori cattolici
La «Guida alla finanza 
sostenibile per investitori 
cattolici» rappresenta il primo 
esempio di manuale rivolto 
specificamente agli investitori 
cattolici, per accompagnarli a 
conoscere il mondo della finanza 
sostenibile e responsabile (Sri) e 
a impatto sociale. Sono 68 
pagine, suddivise in 4 capitoli e 
15 paragrafi e passa in rassegna 
le buone pratiche di finanza Sri 
attuate da investitori religiosi. 
Gli autori sono Alessandra 
Viscovi, Chiara Tintori e Andrea 
Di Turi. Il libro è scaricabile dal 
sito www.nummus.info/#page 
il bollino verde ue
per la finanza
che cos’è
Ecolabel è il marchio di qualità 
ecologica dell’Ue che 
contraddistingue prodotti e 
servizi con elevati standard 
prestazionali e caratterizzati da 
un ridotto impatto ambientale 
durante l’intero ciclo di vita.
Entro l’anno verranno approvate 
le linee guida per usarlo anche 
sui prodotti finanziari green: 
sarà volontario e chi vorrà 
utilizzarlo dovrà garantire 
standard molto stringenti a 
livello di portafoglio titoli 
(azioni, bond e derivati). Per 
approfondimenti vedi Plus24 del
primo febbraio.
Mettiamo al servizio dei consulenti finanziari 
la nostra esperienza di quasi cento anni nella 
gestione attiva.
MFS è un gestore attivo che opera dal 1924 con un 
obiettivo principale: creare valore per gli investitori 
attraverso un’allocazione responsabile del capitale. 
Ciò implica una gestione attiva del rischio, 
l’individuazione di opportunità d’investimento e 
un’enfasi sui risultati a lungo termine.
Scopri di più su mfs.com/italia 44783.1
Non è uno 
spreco di TEMPO
L’ESPERIENZA
se si utilizza
con saggezza
— Auguste Rodin
8 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
ISIN 
CERTIFICATO
PANIERE 
(WORST OF)
VALORE INIZIALE 
AZIONI / STRIKE
BARRIERA 
(% STRIKE)
PREMIO1 BOOST 
(MESI 1 - 9)
PREMIO1 
(MESI 10 - 36)
 XS2088360644
Atlantia
Banco BPM
UniCredit
STM
20,7 €
1,9745 €
12,556 €
27,0 €
10,35 € (50%)
0,98725 € (50%)
6,278 € (50%)
13,5 € (50%)
1,50€ (1,5%) 0,50€ (0,5%) 
 XS2088360305
STM
Vallourec
Davide Campari
Enel
27,0 €
2,39 €
8,63 €
7,62 €
13,5 € (50%)
1,195 € (50%)
4,315 € (50%)
3,81 € (50%)
1,50€ (1,5%) 0,50€ (0,5%)
 XS2088361295
JP Morgan Chase
Netflix
Spotify Technology
Tesla
136,54 $
349,6 $
148,97 $
572,2 $
68,27 $ (50%)
174,8 $ (50%)
74,485 $ (50%)
286,1 $ (50%)
1,50€ (1,5%) 0,50€ (0,5%)
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 9
risparmio & investimenti
assicurazioni
Previdenza,
ora l’adesione
va di fretta
di Marco lo Conte
U n vero e proprio spot afavore di fondi pensione.Anche se involontario.
L’Inps, in una circolare 
pubblicata negli ultimi giorni, ha 
reso nota la sua interpretazione 
della norma prevista nella 
normativa quadro di settore (d. 
lgsl.252/2005) su delicato tema 
del Tfr pregresso. Dice l’Inps che 
se un lavoratore attivo in azienda 
con almeno 50 dipendenti, dopo 
aver deciso di non aderire a un 
fondo pensione ci ripensa, non 
può contare sullo stock di Tfr in 
precedenza conferito in azienda 
e quindi al Fondo Tesoreria 
dell’Inps ma solo sul flusso di Tfr 
ed eventualmente i contributi 
volontari e datoriali maturandi. 
Per rientrare in possesso del 
proprio Tfr, ha stabilito l’Inps, il 
lavoratore dovrà attendere la fine 
del rapporto di lavoro: una nuova 
occupazione, licenziamento o 
pensione. Il Fondo Tesoreria 
dell’Inps, com’è noto, raccoglie il 
Tfr dei lavoratori dipendenti di 
azienda con almeno 50 addetti. 
Doveva finanziare opere 
infrastrutturali, ma in realtà gira 
i 6 miliardi di flusso annuo al 
Tesoro, che lo usa per le esigenze 
di cassa. Denaro prezioso, per un 
Paese indebitato come l’Italia che 
di conseguenza non considera - 
nei fatti - gli investimenti 
infrastrutturali prioritari. Il 
pensionamento di una quantità 
consistente di occupati, dicono 
alcuni studi, porterà nei prossimi 
anni a un default del Fondo 
Tesoreria. Ma al di là di questo 
problema, chi ha procrastinato la 
fatale decisione magari facendo 
conto proprio sul Tfr maturato 
per la propria pensione e volesse 
aderire ora, si troverebbe con ben 
poche munizioni: perché minore 
è il tempo per far maturare i 
contributi e minore sarà la 
pensione che andrà a integrare 
un assegno di primo pilastro, già 
di per sé sempre minore. A 
differenza dei lavoratori attivi in 
aziende fino a 49 dipendenti che, 
in base ad accordi aziendali, 
possono trasferire a previdenza 
tutto lo stock di Tfr maturato al 
fondo pensione che prediligono. 
Una possibilità suffragata dai 
pronunciamenti dell’Agenzia 
delle Entrate e dalla Covip, 
commissione di vigilanza sui 
fondi pensione. Com’è noto la 
previdenza complementare offre 
rendimenti maggiori del Tfr e 
maggiore liquidabilità dei 
contributi. Per questo quello 
dell’Inps è uno spot perfetto per 
spingere ad aderire appena 
possibile al fondo pensione. 
Perché il tempo è il miglior 
gestore e per farlo fruttare a 
dovere - per una volta - è bene 
aver fretta.
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soldi in testa
Con Brexit più polizze
sanitarie in valigia
L’impatto sui contratti 
sarà light per il 2020
Dal 2021 meno tutele 
sulla salute dei cittadini
Ue che vanno a Londra
Per i Lloyd’s Londra resta il cervello
intervista
Vittorio Scala
Country manager dei Lloyd’s
+ La tradizione “british” dei Lloyd’s
si è già adeguata. E Brexit, per il mer-
cato degli assicuratori dei Lloyd's, at-
tivi da oltre 330 anni proprio nel cuo-
re di Londra, è già una “old news”. 
Lo spiega Vittorio Scala, rappresen-
tante generale e country manager
dei Lloyd’s in Italia dove il gruppo as-
sicura, attualmente, soprattutto i 
professionisti e i rischi emergenti
non coperti dalle compagnie tradi-
zionali (sharing economy e nuove 
professioni non ancora riconosciu-
te, per esempio). 
Come vi siete riorganizzati?
Fin dal 2016 i Lloyd’s hanno comin-
ciato a cercare la miglior soluzione
con l’obiettivo di continuare a con-
sentire l’accesso al mercato del tut-
to peculiare in cui operiamo a tutti
gli assicurati europei. Ci sono volu-
ti circa sei mesi per optare per Bru-
xelles dove a luglio 2017 è nata
Lloyd’s insurance company Sa, la
compagnia europea sottoposta al
regolatore belga e avente tutte le
caratteristichedi capitalizzazione
e di compliance richieste dalla Ue.
Così da gennaio 2019 i Lloyd’s han-
no cambiato la veste giuridica di
tutte le polizze relative al business
europeo. I contraenti assicurati
che hanno residenza all’interno Ue
già dal 1° gennaio dello scorso anno
sono ufficialmente assicurati at-
traverso Lloyd’s con sede a Bruxel-
les. I contratti, che per noi sono
quasi tutti annuali, sono stati risti-
pulati in Belgio.
Non c’è il pericolo di una perdita
di know how e di identità per voi
che siete storicamente molto radi-
cati sul mercato londinese?
Quello che è peculiare di questa ope-
razione è che le attività di sottoscri-
zione dei rischi e la gestione sinistri
vengono comunque effettuate dal
mercato dei Lloyd's di Londra, pro-
prio per non privarci del know-how
dei sindacati. Abbiamo infatti realiz-
zato un accordo con il regolatore bel-
ga per cui la società dei Lloyd’s, che
ha sede a Bruxelles, ha delegato l’un-
derwriting (ossia la sottoscrizione
dei rischi e la loro gestione) a Londra
e dunque, a livello di esperienza pra-
tica, non cambia nulla: gli stessi sin-
dacati continuano a fare la stessa
identica attività, ma non la fanno più
in nome e per conto del sindacato,
ma in nome della compagnia belga.
I sinistri verranno pagati da
Londra?
No. L’onere del contratto (liability) è
della compagnia europea come pure
la giurisdizione. 
E per le vecchie garanzie?
Per la problematica tipica dei con-
tratti di responsabilità civile (che
possono generare sinistri fino a dieci
anni dopo la fine contratto) abbiamo
attivato una procedura denominata
“Part VII”, soggetta all’approvazione
della Corte britannica, attraverso la
quale abbiamo trasferito la liability
da un ente ad un altro. Così eventuali
responsabilità derivanti da contratti
stipulati dal 1994 al 2018 dalla com-
pagnia britannica verranno trasferi-
te sull’impresa europea. 
Quali sono le polizze che offrite
ai clienti Italiani?
In Italia abbiamo circa 500 interme-
diari che collaborano con noi e in
questo momento assicuriamo so-
prattutto l’Rc professionale per mol-
te categorie (commercialisti, avvo-
cati ) ed in particolare per le nuove
professioni che non sono ancora ri-
conosciute: web designer, Data pro-
tection officier (Dpo). Inoltre siamo 
molto attivi nella sharing economy 
dove, per esempio ,assicuriamo le
case Airbnb. — Fe.Pe. 
f.pezzatti@ilsole24ore.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Federica Pezzatti
+ Dal 1° febbraio 2020 il Regno Uni-
to non è più uno Stato membro del-
l’Unione Europea. Che cosa accade a
chi ha una polizza emessa in quello
Stato? E cosa succederà a chi viagge-
rà verso Londra e dintorni? Se lo
chiedono in molti ma per essere pre-
cisi nella risposta bisognerà avere 
più certezze sull’evoluzione futura
delle trattative. Come è noto l’accor-
do di recesso prevede un periodo di
transizione fino al 31 dicembre
2020, durante il quale la normativa
europea continua ad applicarsi co-
me se il Regno Unito fosse ancora
uno stato membro. 
Per l’anno in corso, quindi, per
quanto riguarda il settore assicurativo
è prorogato di diritto l’attuale regime 
di mutuo riconoscimento delle auto-
rizzazioni e del sistema di vigilanza (il 
cosiddetto regime di passaporto). Al 
termine di questa fase, agli operatori 
britannici che operano nell’Ue si ap-
plicherà la normativa relativa ai sog-
getti di paesi terzi, se nel frattempo 
non saranno stati raggiunti tra le due 
parti gli accordi di libero scambio.
Nel dettaglio, fatti salvi gli esiti dei
negoziati di tali accordi, al termine
della fase transitoria le imprese di as-
sicurazione e gli intermediari assicu-
rativi con sede legale nel Regno Unito
perderanno la libertà di stabilimento 
e la libertà di prestazione di servizi.
Secondo quanto spiega Ivass, i
cambiamenti che potranno interveni-
re a livello societario a seguito della
Brexit non limiteranno o condizione-
ranno le coperture assicurative esi-
stenti né l’importo dei premi. Va ricor-
dato innanzitutto che a inizio 2019 le 
compagnie inglesi operative in Italia 
erano 53 (di cui 47 nel settore danni), e
che raccoglievano annualmente pre-
mi per circa 1,7 miliardi di euro. da 9,7 
milioni di assicurati italiani. 
Ora è presumibile pensare che que-
sti dati forniti dall’Ivass lo scorso anno
si siano sgonfiati anche alla luce del 
fatto che molte compagnie si sono tra-
sferite in altri paesi rimasti nell’Unio-
ne europea proprio per non perdere il 
passaporto europeo. Fatta questa pre-
messa, secondo quanto riportato dalla
stessa Authority di vigilanza italiana, 
non vi è motivo di chiudere un contrat-
to di assicurazione solo a causa della 
Brexit, tanto più che talvolta tale ope-
razione può essere penalizzante. Chi 
avesse bisogno di informazioni potrà 
comunque contattare direttamente 
l’impresa nel Regno Unito o l’interme-
diario. Per informazioni generali è in-
vece possibile anche rivolgersi al Con-
tact Center dell’Ivass (800-486661). 
Un altro capitolo che verrà tocca-
to dalla rivoluzione Brexit è quello
delle coperture per i viaggi. Dal 1°
gennaio 2021 i cittadini dell’Ue non
potranno più accedere all’assistenza
sanitaria nel Regno Unito con la loro
tessera europea di assicurazione 
malattia, che resterà in vigore per
tutto l’anno in corso: con la tessera
sanitaria italiana è dunque ancora
possibile ricevere cure e assistenza
di base negli ospedali pubblici. 
In futuro potrebbe esserci un
maggiore ricorso a forme di assicu-
razione privata, per ora poco getto-
nate da chi si reca nel Regno Unito. In
pochi si assicurano e la quasi totalità
delle coperture stipulate da chi è di-
retto nel Regno Unito riguarda viag-
gi di breve periodo (inferiore a 60
giorni), e solo una minoranza si assi-
cura per periodi più lunghi. «Lato co-
perture assicurative per il Regno
Unito – spiega Massimiliano Sibilio,
head of travel sales and marketing di
Europ Assistance – al momento non
ci sono variazioni e sarà così per tut-
to il 2020. Eventuali cambiamenti
dipenderanno dagli accordi presi tra
il Regno Unito e l’Ue». Le destinazio-
ni per cui ci si assicura di più sui ca-
nali diretti (telefono e web di Europ
assistance) sono per ora gli Usa, se-
guiti da Thailandia, Marocco, Brasi-
le, Spagna e Russia, paese dove l’as-
sicurazione sanitaria è obbligatoria
per l’ottenimento del visto).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
AFP
Brexit. Cosa cambia per chi vola
10 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 11
risparmio & investimenti
patrimoni 
«Conviene pianificare per tempo la successione»
e la distrazione, un continuo riman-
dare. Ma se è vero che per affrontare
certi argomenti c'è sempre tempo, è
altrettanto realistico immaginare
che una corretta pianificazione rap-
presenti lo strumento per evitare
l'insorgere di controversie e contra-
sti successivi. «Nei Paesi anglosas-
soni – spiega Giulio Biino, consi-
gliere nazionale del Notariato – ol-
tre il 75% della popolazione fa testa-
mento. In Italia, la percentuale è
ferma al 17 per cento. Incide un im-
portante fattore culturale».
Italiani e successione, quale
rapporto li lega?
In media gli italiani non affrontano 
questo tema. La pianificazione, inve-
ce, è fondamentale, soprattutto in un
contesto sociale come quello attuale.
Il numero crescente di famiglie allar-
gate, infatti, richiederebbe maggiore
attenzione alla successione, sia te-
stamentaria che effettuata attraver-
so la donazione in vita. Si pensi al ca-
so di persone separate ma non divor-
ziate, quindi con diritto di eredità, o
di una coppia unita in seconde nozze
e poi divorziata, con figli da prece-
denti matrimoni. La strada per evita-
re l'insorgere di controversie e, allo 
stesso tempo, far rispettare la volon-
tà di chi lascia i propri beni è proprio 
la pianificazione.
Donazione e testamento, quale
strada scelgono gli italiani?
Si tratta di due strumenti ancora po-
co utilizzati. Le differenze principali
sono di carattere fiscale ma è oppor-
tuno ricordare che la donazione pri-
va il soggetto del bene quando è an-cora in vita. Per questa ragione, an-
che in caso di beneficiari di fiducia,
come coniugi o figli, suggeriamo 
sempre grande cautela nel perse-
guire questa strada. Dal punto di vi-
sta fiscale, invece, la differenza è re-
lativa alle imposte. Quelle per dona-
zioni e testamenti sono quasi simili,
solo che la prima strada prevede il
pagamento anticipato sulla base di
una normativa certa, quella attuale.
Per il testamento, invece, si potreb-
be incorrere nelle riforme, di cui da
tempo si parla, con possibili rincari
sulle aliquote. Rispetto all'Europa,
infatti, la normativa italiana preve-
de aliquote particolarmente basse,
con franchigie elevate. Non è da
escludere un intervento di bilancia-
mento in questa direzione. 
Quali sono le valutazioni da fare
nella scelta della successione?
La prima è relativa proprio alla strada
da seguire: testamento o donazione.
Vanno, poi, valutati i desiderata dei 
beneficiari, senza dimenticare che la
successione è un tema molto delica-
to, influenzato anche dai rapporti fa-
miliari. Inoltre, non bisogna perdere
di vista il fatto che si tratta di un mo-
mento in cui le volontà da rispettare
sono quelle di chi è venuto a manca-
re. Il testamento va interpretato co-
me il suo ultimo messaggio: un
aspetto fondamentale, perché rac-
chiude un valore etico e morale di cui
non si può non tenere conto. Infine, è
fondamentale il supporto di un pro-
fessionista durante il percorso. Le 
soluzioni fai da te sono da sconsiglia-
re, rischiano di creare frizioni e pro-
blemi anche in modo involontario. 
Quanto pesa l'approccio cul-
turale?
Molto, non solo influendo sulla scelta
o meno di pianificare la successione.
Entrano in gioco rapporti familiari, 
modelli educativi. Il problema cultu-
rale ci allontana dalla realtà di molti
Paesi esteri. Questo vale anche nella
gestione dei capitali ereditati, che
non dovrebbero essere considerati
come una rendita. I capitali finanzia-
ri tramandati, infatti, se da stimolo
alla produttività si trasformano in
una sorta di entrata fissa, rischiano
di non contribuire né allo sviluppo
dell'individuo né a quello della socie-
tà. In alcuni casi è bene lavorare an-
che in questa direzione, come un 
percorso educativo per la gestione
dell'eredità stessa. — D.Ru.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
intervista
Giulio Biino
Consigliere nazionale del Notariato
Testamento o donazione?
Cosa fare per l’eredità
Entra in vigore 
il Regolamento 
relativo all’iscrizione 
in via telematica degli 
atti di ultima volontà 
Daniela Russo
+ Entra oggi in vigore il Regolamen-
to relativo alle modalità di iscrizione 
in via telematica degli atti di ultima
volontà nel Registro generale dei Te-
stamenti su richiesta del notaio o del 
capo dell'archivio notarile. Pur se-
gnando un trend di crescita positivo, 
con un numero di iscrizioni al Regi-
stro del Ministero della Giustizia che 
passa da 115.887 del 2017 a 120.524 del
2018, i testamenti restano quasi un 
argomento tabù in Italia. 
Dal 1989 al 2018, come emerge
dall'ultima Analisi dei dati e delle rile-
vazioni statistiche desunte dal Regi-
stro generale dei Testamenti, le regi-
strazioni di questi strumenti sono 
state 866.506, considerando solo 
quelli pubblici, che hanno quindi vi-
sto un ruolo attivo da parte del notaio.
La tipologia preferita per disporre del
proprio patrimonio dopo la morte è il
testamento olografo che, redatto di-
rettamente dall'interessato, non è 
soggetto all'obbligo di iscrizione al 
Registro. Nel 2018 è la scelta effettua-
ta dal 77,74% di chi ha espresso le ulti-
me volontà. I pubblici si attestano al 
22,17% e quelli segreti si fermano allo
0,09 per cento. 
Ma quanti sono gli strumenti a di-
sposizione delle famiglie per pianifi-
care al meglio la successione? Due le 
strade principali: il testamento, nelle 
sue diverse declinazioni, e la dona-
zione. Un capitolo a sé è rappresenta-
to dai Patti di Famiglia, nati con 
l'obiettivo di agevolare il passaggio
generazione in azienda. 
il testamento
La Guida per il Cittadino “Successioni
Tutelate”, realizzata dal Consiglio
nazionale del Notariato, in collabora-
zione con 12 associazioni di catego-
ria, ricorda che l'ordinamento italia-
no prevede tre diverse tipologie di te-
stamento ordinario: pubblico (per at-
to di notaio), olografo (redatto dallo 
stesso testatore), segreto (in parte un 
atto del testatore e in parte del nota-
io). A queste vanno poi ad aggiunger-
si i testamenti speciali e quello inter-
nazionale, meno diffusi. è bene ricor-
dare, quando ci si appresta a dividere
i propri beni tra i cari, che la legge pre-
vede la “legittima” o quota di riserva. 
Alcuni soggetti, nello specifico coniu-
ge, figli e genitori del defunto, hanno 
diritto a una quota di eredità, della 
quale non possono essere privati. 
Non si tratta di una percentuale fissa,
ma destinata a variare a seconda della
composizione familiare: un esempio 
su tutti, la presenza o meno di figli. La
Guida si sofferma anche sugli aspetti 
fiscali. In caso di successione, gli eredi
sono chiamati al pagamento della re-
lativa imposta, che si applica solo al 
valore della quota o dei beni ecceden-
te la franchigia spettante in base al 
rapporto di parentela che intercorre 
tra beneficiario e defunto. Se l'erede è
il coniuge o un parente in linea retta, 
ad esempio, l'imposta di successione 
si applica solo sulla parte della base
imponibile che supera la franchigia 
di 1.000.000,00 euro. 
la donazione
A differenza della procedura testa-
mentaria, con la donazione è possi-
bile trasferire il proprio patrimonio 
al soggetto beneficiario in vita. È un 
contratto con il quale il donante tra-
sferisce in modo del tutto libero da
interessi beni o diritti al donatario. 
Oggetto della donazione possono 
essere: beni immobili, crediti, azien-
de, denaro, veicoli, opere d'arte, 
azioni e quote di società o titoli del
debito pubblico, quote di fondi di in-
vestimento e di gestioni patrimonia-
li. La donazione deve essere fatta per
atto pubblico, ricevuto dal notaio alla
presenza di due testimoni. In caso 
contrario è da considerarsi nulla. Co-
me per la successione testamentaria,
anche in questo caso spetta al benefi-
ciario il pagamento dell'imposta di
donazione per i beni e i diritti ricevu-
ti. Si tratta di un tributo che si applica
solo al valore della base imponibile
eccedente la franchigia che spetta in 
base al rapporto di parentela inter-
corrente tra donante e beneficiario.
Aliquote e franchigie seguono fedel-
mente quelle previste in caso di im-
posta di successione. 
i patti di famiglia
E per le imprese? L'ordinamento ita-
liano considera nulli gli accordi con 
cui si dispone della propria succes-
sione. Non è, quindi, possibile in vita 
definire con i propri eredi i termini 
della successione. Fa eccezione solo il
patto di famiglia, nato per consentire
agli imprenditori di trasferire in tutto
o in parte l'azienda o le quote societa-
rie agli eredi. Si tratta di uno strumen-
to nato con l'obiettivo di favorire il 
passaggio generazionale e assicurare
continuità gestionale, produttiva, oc-
cupazionale alle aziende. Per i trasfe-
rimenti di aziende familiari, effettua-
ti anche tramite i patti di famiglia, è 
previsto un regime fiscale agevolato a
favore dei discendenti, che si impe-
gnino a continuare l'attività nei suc-
cessivi cinque anni. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
+ Cambia il tessuto sociale, le fami-
glie si allargano ma la vecchia abitu-
dine tutta italiana di rimandare
l'appuntamento con il notaio per
pianificare la successione resta
quasi immutata. Il rapporto con do-
nazioni e testamenti, infatti, è forte-
mente influenzato da un retaggio
culturale a metà tra la scaramanzia
Le scelte per l’eredità
fonte: Consiglio Nazionale del Notariato
(*) Oltre la franchigia: se coniuge o parente in linea retta: 4%; se parente sino al 4° grado, affine in linea retta
o affine in linea collaterale entro il 3° grado: 6%; negli altri casi: 8% 
Tabella riepilogativa delle imposte di successione 
eredi
imposta di
trascrizione
imposta
catastale
200€ 200€
2% 1%
- -200€ 200€
2% 1%
- -
200€ 200€
2% 1%
- -
Coniuge
Parenti
in linea
retta
Fratelli
e
sorelle
Parenti fino
al 4° grado
diversi da fratelli
 e sorelle 
Affini in
linea retta
Affini in linea 
collaterale sino
al 3° grado
200€ 200€
2% 1%
- -
Altri
soggetti
200€ 200€
Riconosciuto
grave a sensi
legge 5.2.1992
n.104
Soggetti
portatori
di handicap
PRIMA CASA
ALTRI IMMOBILI
ALTRI BENI
imposta di
successione
Sul valore 
complessivo
dei beni e diritti 
franchigia
per ogni erede 
1.000.000 euro
oltre la 
franchigia:
4%
PRIMA CASA
ALTRI IMMOBILI
ALTRI BENI
Sul valore 
complessivo
dei beni e diritti 
franchigia
per ogni erede 
100.000 euro
oltre la 
franchigia: 
6%
PRIMA CASA
ALTRI IMMOBILI
ALTRI BENI
Sul valore 
complessivo
dei beni e diritti:
6%
PRIMA CASA
ALTRI IMMOBILI
ALTRI BENI
Sul valore 
complessivo
dei beni e diritti:
8%
PRIMA CASA
Sul valore 
complessivo
dei beni e diritti 
franchigia
per ogni erede 
1.500.000 euro*
12 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 13
risparmio & investimenti
piazza affari & pmi
Più liquidità sulle piccole dell’Aim Italia 
La ricerca 
di KT&Partners
sottolinea per il listino
un aumento dei volumi
scambiati nel 2019 
Lucilla Incorvati
+ I mercati registrano performance
molto positive. Diminuiscono i volu-
mi scambiati su Mta, mentre cresco-
no in proporzione quelli su Aim Ita-
lia; il capitale medio raccolto nelle 
Ipo, nonostante il boom di quotazio-
ni nell'ultimo anno, si riduce un poco
e la tendenza a concentrare il debutto
in Borsa tra giugno e agosto potrebbe
in futuro rivelarsi un fattore negati-
vo del listino le cui prospettive per il
2020 sono positive grazie alla spinta
che arriverà dai nuovi Piani indivi-
duali di risparmio. Sono alcune delle
evidenze dello studio “Welcome
back PIRs” di KT&Partners, società 
indipendente di consulenza finan-
ziaria, attiva nell'advisory per la quo-
tazione e nella ricerca azionaria del
segmento mid-market che analizza i
principali trend che caratterizzano
gli indici italiani dedicati al mondo
delle piccole aziende quotate.
performance a confronto
I rendimenti dei principali mercati 
delle small caps nel 2019 sono stati
positivi: il FTSE Italia STAR è cre-
sciuto del 28,04% su base annua, fa-
cendo meglio dello STOXX Europe 
Small 200 dell'1,79%, del MSCE EM
Small Cap del 17,06% e del US Small
Cap (Russel 2000) del 4,36%. «Seb-
bene le performance del mercato sia-
no state positive, l'MTA ha registrato
un calo dei volumi del 10,5% - sottoli-
nea Kevin Tempestini,ceo di
KT&Partners - e una riduzione del
controvalore degli scambi del 13,31%
su base annua». 
A pesare sul risultato borsistico di
Aim Italia c’è stato il caso Bio-On. In-
fatti, la ricerca sottolinea che, se è ve-
ro che l'indice FTSE AIM ha chiuso il
2019 con un -6,31%, se si escludesse
Bio-On, il mercato AIM Italia avrebbe
raggiunto una performance positiva
dell'8,38%. Inoltre, c'è da notare co-
me i volumi del mercato AIM Italia si-
ano cresciuti del 56% su base annua,
aumentando da 512 mila a 799 mila
euro, e anche il controvalore degli 
scambi 2019 ha avuto un incremento
del 19,21%, passando da 2,4 miliardi a
2,9 miliardi di euro. Non solo. Facen-
do un confronto con le società dello
Star con una capitalizzazione sotto i
150milioni si vede che le più liquide
dell’Aim hanno un controvalore di
scambi decisamente più elevato. 
capitali raccolti
Nel 2019 su Aim Italia,come è noto,
c’è stato un boom di quotazioni con
30 operazioni concluse (+ 57% sul-
l’anno precedente), a fronte delle
quali il capitale totale raccolto è sta-
to di 172,2 milioni, quota in linea
agli anni precedenti per una capita-
lizzazione media pari a 23,9 milio-
ni. «Il capitale medio raccolto è però
diminuito del 32,4% su base annua a
5,74 milioni - aggiunge Tempestini,
con una valutazione pre-money
media delle società di 18,2 milioni. Il
costo complessivo di quotazione è
stato di 31 milioni, con un'incidenza
sul capitale raccolto del 18%». Posi-
tivo, invece, il dato delle perfor-
mance azionarie delle neo quotate;
infatti, 22 delle 30 società sbarcate
su Aim nel 2019 hanno registrato un
rendimento medio complessivo del
31% dalla data dell'Ipo.
pmi innovative
A fare la parte da leone nei debutti in
Borsa per le note ragioni di “conve-
nienza fiscale” per gli investitori ci
sono le Pmi innovative che a fine di-
cembre su Aim Italia erano ben 44
società. Solo nel 2019 su 30 Ipo ben
18 hanno riguardato Pmi Innovati-
ve. Non solo. Hanno un flottante
medio del 35% quindi più alto e mol-
te se non fosse per la market cap
avrebbero i requisiti di andare sullo
Star. «Anzi, proprio per queste so-
cietà ci attendiamo molti passaggi di
listino - dice Tempestini- e se per
certi versi oggi queste società sono
più rischiose delle altre perché lega-
te ad attività in via di sviluppo e
spesso con business model in tran-
sizione il loro potenziale è più alto».
Lo studio sottolinea un neo del mer-
cato, vale a dire la concentrazione
delle quotazioni nel trimestre giu-
gno-agosto. Per una migliore reatti-
vità da parte degli investitori sareb-
be opportuno regolarizzare meglio
durante tutto l’anno le operazioni.
Infine, KT&Partners sottolinea la
necessità di dotare proprio le small
cap di una ricerca indipendente.
«Abbiamo iniziato dieci anni fa sullo
Star - conclude Tempestini - e ab-
biamo visto di come dotarsi di una
ricerca indipendente abbia valore
proprio per chi è piccolo . La ricerca
permette di ampliare la profondità e
l'interesse degli investitori perché
ogni analista finisce per avere un
suo modo anche se le valutazioni fi-
nali possono essere simili». 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sotto la lente 
fonte: Borsa italiana, KT&P’s
la concentrazione
mensile delle ipo
su aim
lo sbarco delle pmi
innovative sul
 listino aim
il confronto tra
i listini milanesi 
 
 
 . 
0
5
10
15
20
1 1
1
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8
Gen
2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019
Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
2016
IPO TOTALI
(SCALA SX)
CAPITALE
AZIONARIO
RACCOLTO
(SCALA DX)
2017
2018
2019
MTA Domestic
numero
scambi
gen-dic 2018
numero
scambi
gen-dic 2019
var. %
su anno
precedente
STAR Domestic
MTA Foreign
STAR Foreign
AIM
MIV Invest. Companies
Global Equity Market
TOTALE
62.037.019
6.368.117
1.996.706
36.793
512.103
15.112
208.824
71.174.674
55.113.438
6.102.178
989.271
19.198
799.541
4.802
257.387
63.285.815
-11,16
-4,18
-50,45
-47,82
56,13
-68,22
23,26
-11,08
14 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
la posta del risparmiatore
Ex correntista di DB lamenta 
il ritardo nella chiusura del c/c
Il 18 settembre 2019 inviavo 
(ricevuta il 24/09) una avviso di 
ricevimento direttamente alla sede 
di Milano della Deutsche Bank nella
quale chiedevo la liquidazione di 
tutto ciò che era nel mio conto 
corrente, la chiusura del conto titoli 
e dello stesso conto. 
La liquidazione è avvenuta in tempi 
ragionevolmente rapidi, circa 30 
giorni, comprese le minus. Lo stesso 
non si può dire per il conto corrente, 
che dopo circa quattro mesi è 
ancora aperto. 
Nel frattempo ho scritto al servizio 
clienti che mi ha liquidato con due 
parole, ma almeno lo ha fatto, il 13 
dicembre direttamente alla mail 
dell’agenzia, mail che mi risulta 
letta direttamente dal responsabile 
il quale ha ricevuto e letto ( sono in 
possesso del rapporto di lettura)
ma non ha sentito che meritassi il 
rispetto di una risposta.
Possibile che non esistono dei tempi 
che si devono rispettare per la 
chiusura di un conto?
In un momento in cui la fiducia della 
gente per l’istituzione bancaria è 
veramente bassa, possibile che non 
si possa fare qualcosa affinché 
queste persone abbiano un po’ di 
rispetto verso il consumatore, visto 
che da soli non riescono ?
Enrico Mazza
(via e-mail)
RISPONDE
DEUTSCHE BANK
Siamo dispiaciuti per quanto accadu-
to al signor Enrico Mazza,da cui non 
abbiamo mai ricevuto alcun reclamo,
e ricostruiamo di seguito i fatti con le
informazioni in nostro possesso.
Dalle verifiche effettuate abbia-
mo motivo di ritenere che il ritardo
nella chiusura del conto corrente
possa essere ascritto a un mero di-
sguido ed escludiamo fermamente
che non si sia voluta attribuire alla
comunicazione del signor Mazza la
giusta importanza. La ragione pre-
valente che ha ritardato l’esecuzio-
ne della sua richiesta è stata la man-
canza di alcune informazioni ne-
cessarie a eseguirla quali ad esem-
pio la data, il numero di conto
corrente e i riferimenti del dossier
titoli, segnalati anche al suo consu-
lente finanziario personale. 
Considerata, a ogni modo, la sua
volontà palesata di procedere al-
l’estinzione sia del conto che del dos-
sier titoli, confermiamo che è già in
corso la loro chiusura definitiva. 
Attendiamo istruzioni in merito
alla carta prepagata e agli altri servi-
zi attivi, che non risultano ancora
pervenute.
Tenuto conto, infine, del disagio
rappresentatoci dal Signor Mazza, 
abbiamo già predisposto sul suo con-
to in chiusura un accredito di 49,92
euro, quale indennizzo previsto dalla
normativa di settore.
Rammaricati per il disguido e con
l’auspicio di aver chiarito l’accaduto, 
restiamo a disposizione del Signor 
Mazza e della redazione per ogni even-
tuale ulteriore approfondimento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
1
Ha 33 anni è un lavoratore 
dipendente con contratto
a tempo indeterminato in 
un’azienda di Milano 
Cogliendo l’opportunità concessa 
dalla vostra redazione, volevo 
sottoporvi la mia situazione. 
Io e i miei fratelli siamo in 
possesso di alcuni titoli emessi da 
Banca Popolare di Bari.
In particolare questo è il nostro 
portafoglio: 6.018 bond 
subordinati Bpb 30/12/2021 , 
cedola 6,5% (Isin IT0005067019); 
1.573 azioni della Banca popolare 
di Bari (Isin IT0000220514), 164 
azioni ordinarie Banca Popolare 
di Bari (Isin IT0005389496). 
I titoli furono acquistati molto 
tempo fa da mia mamma su invito
della banca. 
Quando mia mamma è venuta a 
mancare, i titoli sono entrati in 
successione e quindi arrivati a 
noi.
Volevo capire cosa possiamo fare 
con questi titoli ed avere un 
consiglio da parte vostra.
Stefano Indini
(via e-mail)
RISPONDE ANDREA
ZANELLA & PARTNERS
Il fatto che i titoli siano stati ricevu-
ti in eredità esclude la possibilità di
dimostrare una vendita non coe-
rente con il profilo di rischio dei
lettori. L’unica strada percorribile
a mio parere è quella di dimostrare
che in base al profilo di rischio at-
tribuito ai clienti nel momento del
cambio di titolarità passati in suc-
cessione, la banca avesse l’obbligo
di suggerirne la liquidazione. 
Quindi va controllato il profilo
di rischio assegnato dal questio-
nario Mifid ai fratelli e se questo
fosse incongruente con la rischio-
sità di obbligazioni subordinate e
di titoli azionari.
Come si evince dal grafico il ti-
tolo si è mosso vertiginosamente,
dimostrando una volatilità (e
quindi un rischio) particolarmen-
te elevata.
Naturalmente va seguito quanto
verrà indicato dalla banca circa un
eventuale ristoro per gli obbliga-
zionisti e i loro eredi. Anche per i
piccoli soci sembrerebbe ci sia
un’apertura per un parziale ricono-
scimento, ma è ancora troppo pre-
sto per avere notizie più precise.
Resta aperto il ricorso all’Arbitro
per le controversie finanziarie (Acf) 
istituito dalla Consob (www.acf.con-
sob.it). Ricordo che questa istituzio-
ne decide «su controversie che han-
no ad oggetto la violazione da parte 
degli intermediari degli obblighi di
diligenza, correttezza, informazione
e trasparenza che la normativa pone 
a loro carico quando prestano servizi
di investimento e il servizio di gestio-
ne collettiva del risparmio». 
Per predisporre l’esposto non
serve rivolgersi a un legale e non ha
costi. Importante è leggere alcune
decisioni già prese per capire come
e cosa scrivere. 
Nella sezione del sito “Decisioni
del collegio” scorrendo in basso la
pagina degli istituti inadempienti
si trovano molte decisioni non
adempiute dalla Popolare di Bari.
Normalmente la risposta avvie-
ne entro 180 giorni. Non è vinco-
lante per la banca, ma è importante
per poter dimostrare un eventuale
comportamento non corretto.
L’azionista della 
Popolare Puglia 
e Basilicata 
non può vendere 
Mia madre ha acquistato delle 
azioni ordinarie della Banca 
Popolare Puglia e Basilicata Isin 
IT0001069860 che vista l’estrema 
illiquidità del titolo non riesce 
più a vendere. In realtà il prezzo 
del titolo avrebbe raggiunto più 
volte il prezzo di vendita da lei 
indicato alla Banca ma 
nonostante ciò la vendita non è 
stata eseguita.
Come si può risolvere la 
questione e riuscire a vendere 
queste azioni quotate 
sull’Hi-Mtf o altrove?
S.M.
(via e-mail)
RISPONDE 
CONSULTIQUE
Il titolo Banca Popolare di Puglia e
Basilicata è scambiato unicamente
sul sistema multilaterale di nego-
ziazione Hi-Mtf, sul quale è quotato
dal 29 dicembre 2017. 
«Il prezzo di quotazione allora
era pari a 4,3 euro, divenuto nelle
ultime trattazioni pari a 1,37 euro
–spiega Rocco Probo, analista di
Consultique –. Chiaramente per
massimizzare le scarse possibilità
di vendita è necessario immettere
un prezzo di vendita pari a 1,37 eu-
ro, attuale limite minimo di inseri-
mento degli ordini. Ciò tuttavia
non basta dato che alla data del 4
febbraio sul book erano presenti
314.179 unità in vendita, contro
1.320 unità in acquisto allo stesso
prezzo». La forte pressione in ven-
dita non compensata da sufficien-
ti offerte in acquisto è la ragione
dell’estrema illiquidità testimo-
niata dal caso sottoposto. Le parti-
colarità del sistema multilaterale
a cui si deve fare attenzione sono
legate all’eventualità che i limiti
possano allargarsi al termine dei
periodi intermedi (l’attuale perio-
do intermedio termina il 28 feb-
braio 2020) e alla durata di validità
degli ordini “validi sino a data”.
Tali ordini non potranno infatti
avere validità superiore a 60 gior-
ni, quindi sarà necessario reinse-
rire l’ordine se non eseguito. 
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33enne
indeciso
tra 
l’acquisto
e l’affitto
della casa
Vi contattavo perché ho un 
dubbio: meglio comprare un 
appartamento o vivere in 
affitto? Sul lato previdenza e 
risparmio, da anni ho un fondo 
previdenziale dove verso 
regolarmente; ho investito in 
un Pir e ho diversificato 
ulteriormente con un fondo 
azionario europeo puro, un 
conto deposito e ho aperto un 
deposito titoli perché sto 
valutando di acquistare alcune 
azioni di aziende italiane (mi 
piacciono molto Amplifon, 
Technogym, Interpump). 
Ho 33 anni, sono dipendente a 
tempo indeterminato e non so 
se impegnarmi in un mutuo o 
vivere in affitto. 
Attualmente mi trovo a Milano 
e i prezzi degli appartamenti 
stanno salendo mese dopo mese.
Meglio puntare sulla 
previdenza, integrando 
ulteriormente, oppure 
comprare casa?
Mi potete dare gentilmente 
un’indicazione di massima? 
Antongiulio Staniscia
(via e-mail)
sportello reclami il sole risolve la lettera
Filo diretto sulle banche illiquide 
SCRIVI A PLUS 24 pagine a cura diFederica Pezzatti
Redazione Plus 24 - Lettere
Indirizzo: via Monte Rosa, 91
20149 Milano
Online
email: plus@ilsole24ore.com
ilsole24ore.com/sez/risparmio
Bond della Banca Popolare di Bari (scadenza 2021)
Luglio 2018 Dicembre 2019
45
55
65
75
85
95
105
Andamento del titolo
In euro
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 15
2
Ha già aderito a strumenti di 
previdenza complementare e ha 
investito in un Pir, in un fondo 
azionario e in conti di deposito
3
Visto l’incremento degli immobili 
che caratterizza la sua zona si 
chiede se non sia il momento di 
comprare casa evitando l’affitto
risponde Federica Pezzatti
f.pezzatti@ilsole24ore.com
Iniziamo con il dire che il mercato
immobiliare è fortemente condi-
zionato dalla qualità dell’immobile,
dalla sua posizione e dalle poten-
zialità di sviluppo della zona in cui
lo stesso è ubicato. Lei attualmente
vive a Milano che è uno dei centri
più dinamici e che sta giàrecupe-
rando quanto perso negli ultimi an-
ni. Con immobili che, anche negli
anni di crisi, nelle zone più solide
non hanno conosciuto i ribassi che
hanno caratterizzato per esempio
alcune zone più perificeriche.
Secondo l’ufficio Studi di Tecno-
casa, per esempio, tendenzialmente
le aree centrali tengono maggior-
mente il valore. Nelle grandi città ita-
liane, dall’inizio della crisi ad oggi, gli
immobili in centro hanno perso in-
torno al 22%, contro una media na-
zionale del 38,6%. In alcune città, tra
cui Milano, appunto, e Firenze, le zo-
ne centrali negli ultimi anni hanno 
addirittura recuperato valore. 
Maggiori difficoltà si sono ri-
scontrate nelle zone periferiche e
semicentrali che vanno comunque
monitorate, soprattutto se sono og-
getto di operazioni di trasformazio-
ne e recupero, che possono incre-
mentare il valore immobiliare. 
«Milano si sta rivelando un mer-
cato decisamente dinamico con-
frontato con le altre grandi città –
spiega Fabiana Megliola, responsa-
bile ufficio studi Gruppo Tecnocasa,
per analizzare il suo caso -. I prezzi,
infatti, nella prima parte del 2019
sono aumentati del 5,7% e la tenden-
za è ancora al rialzo per i prossimi
mesi. Vero è che anche i canoni di lo-
cazione sono aumentati in maniera
importante nel capoluogo mene-
ghino: +6,1% i monolocali, +4,2% i bi-
locali e 5,3% i trilocali». 
Secondo l’analista di settore alla
luce dei bassi tassi di interesse sareb-
be il caso di valutare l’acquisto in una
città che ha davanti ottime prospetti-
ve di rivalutazioni future. 
«Nella valutazione se acquistare o
meno l’abitazione ricordiamo che la
rata non deve superare un terzo del
reddito mensile e che occorre avere
almeno il 20% di liquidità più la som-
ma necessaria per sostenere le spese
accessorie di acquisto e di accensio-
ne mutuo. A titolo di esempio per una
casa di 285 mila euro la rata di un mu-
tuo a 25 anni potrebbe essere intorno
a 950 euro, il canone di affitto 100 eu-
ro in più», continua Megliola. Se poi
si aggiungono le opportunità offerte
dal bonus ristrutturazione che con-
sente di recuperare il 50% delle spese
sostenute per eventuale rifacimento
dell’appartamento (in dieci anni). 
Nel suo caso poi l’immobile viene
utilizzato per viverci e bisogna met-
tere in conto anche il risparmio del-
l’affitto che attualmente paga e che in
città come Milano è un onere abba-
stanza elevato (in zona semicentrale
un bilocale costa mensilmente circa
dagli 800 ai 1.200 euro). 
Inoltre ipotizzando di mantene-
re la proprietà dell’immobile si ha
la possibilità di poter beneficiare
anche di un’eventuale rivalutazio-
ne sempre che il trend di mercato
risulti favorevole. 
Il focus centrale dunque riguarda
innanzitutto la sua stabilità lavorati-
va: Milano resterà la sua sede defini-
tiva? E la sua disponibilità economi-
ca: ha abbastanza capitali per affron-
tare acquisto e ristrutturazione e per
sostenere il costo della rata? 
Una prima casa di proprietà ri-
sponde certamente al bisogno di si-
curezza e di stabilità, ma bisogna
comunque anche valutare se l’in-
vestimento corrisponde alle esi-
genze attuali ma anche future. Tra i
pro dell’affitto c’è invece la possibi-
lità di non immobilizzare il capita-
le, a volte di importo cospicuo, che
così può essere destinato ad altri
utilizzi o ad altre attività.
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la lettera le vostre domande
le regole
delle lettere
quando si scrive a plus24
Una volta inviata una lettera di 
reclamo a «Plus24» , essa verrà 
comunque pubblicata anche in 
caso di risoluzione della 
vertenza con l’intermediario 
con cui si ha un contenzioso. 
Eventuali ripensamenti non 
verranno assecondati, questo 
nell’interesse di tutti i lettori di 
«Plus24» che si trovassero in 
una situazione simile
Sono interessato ad effettuare il 
riscatto della laurea ai fini 
pensionistici usufruendo del 
regime agevolato 
recentemente introdotto. 
Sono nato nel 1988 e vorrei 
riscattare i 5 anni del mio corso 
di studi (laurea triennale + 
laurea magistrale) che ho 
iniziato nel 2007 e ho terminato 
nel 2012 (in corso). 
Ho iniziato a lavorare l'anno 
successivo (nel 2013). 
In seguito alla recente circolare 
Inps 6/2020 mi è parso di capire 
che i benefici del riscatto 
agevolato siano stati ridotti ma 
non ho capito in cosa consistano 
questi minori benefici e se 
anche la mia situazione si 
impattata 
da tali modifiche. 
Mi potreste aiutare ad avere un 
quadro più chiaro circa 
vantaggi e svantaggi di un mio 
eventuale riscatto agevolato? 
Carlo Marelli
(via e-mail)
+ Il riscatto agevolato di laurea,
disciplinato dal Decreto-Legge n.
4 del 28/01/2019, è al centro del-
l’attenzione a seguito della circo-
lare Inps n. 6 del 22/01/2020. Es-
so consente di pagare un importo
fisso, piuttosto contenuto (5.260
euro nel 2020) per ogni anno ri-
scattato. 
La circolare ha ampliato la pla-
tea dei lavoratori che possono ri-
chiedere tale forma di riscatto. 
In particolare, il riscatto di
laurea si può richiedere anche
se il periodo si colloca negli anni
ante 1996 a condizione di richie-
dere il ricalcolo contributivo
dell’intera posizione. 
In linea generale, come spie-
gato dal Sole-24Ore del 3 febbraio
2020, il riscatto light con preven-
tiva opzione per il contributivo
può essere giustificabile se si
punta alla pensione anticipata or-
dinaria, attualmente raggiungi-
ble con 42 anni e 10 mesi di contri-
buti, un anno in meno le donne o
all’anzianità contributiva richie-
sta da quota 100 (38 anni) o da Op-
zione donna (35). 
Più in generale invece per chi
punta alla pensione di vecchiaia
tale operazione non determina
vantaggio in presenza del requi-
sito già maturato dei 20 anni.
Venendo a quanto richiesto
dal lettore, secondo quanto pre-
visto dalla Riforma Dini, posso-
no richiedere il ricalcolo contri-
butivo coloro che hanno meno
di 18 anni di contributi al 31 di-
cembre 1995, hanno almeno 15
anni di contribuzione comples-
siva di cui almeno 5 nel sistema
contributivo. 
Inoltre, la circolare chiarisce
che ai fini della maturazione del
diritto a pensione, i periodi og-
getto di riscatto vengono consi-
derati nella loro collocazione
temporale, quindi un soggetto, a
seguito del riscatto, potrebbe ac-
quisire la decorrenza della pen-
sione in data antecedente a quel-
la della domanda di riscatto.
In questo caso però, ai fini
della misura della pensione, la
rivalutazione del montante in-
dividuale dei contributi ha ef-
fetto dalla data di domanda di
riscatto, quindi in sostanza il
contributo del riscatto non
viene valorizzato come versa-
to ab origine. 
«Questa circolare non ha
quindi portato alcun effetto sul
giovane lettore, che essendo
contributivo puro, già da prima
poteva riscattare gli anni di
laurea in forma agevolata –
spiegano da Consultique che
ha analizzato il caso –. Ipotiz-
zando che sia nato a gennaio
1988 e che abbia iniziato a lavo-
rare a gennaio 2013, senza ri-
scatto di laurea, sulla base della
normativa attuale, accederà al
pensionamento a gennaio
2055, all’età di 67 anni, con il
requisito degli attuali 64 anni
di età con 20 anni di contribu-
zione (requisito anagrafico da
adeguare all’aspettativa alla
speranza di vita)».
Riscattando 5 anni di corso le-
gale di laurea, il lettore anticipe-
rà la decorrenza della pensione a
luglio 2053, ovvero accederà al
pensionamento 1 anno e 6 mesi
prima rispetto alla decorrenza
stimata in ipotesi di non riscatto,
in quanto accederà secondo il re-
quisito contributivo degli attuali
42 anni e 10 mesi, requisito da
adeguare all’aspettativa alla
speranza di vita.
«Considerando che manca-
no ancora diversi anni al pen-
sionamento e che il beneficio al
momento in termini di decor-
renza della pensione sembra
essere irrisorio, si consiglia di
rimandare la scelta del riscatto
o meno degli anni di laurea al-
l’avvicinarsi dell'età pensiona-
bile, quanto sarà anche mag-
giormente delineata l’effettiva
posizione contributiva», con-
cludono da Consultique.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il riscatto della laurea light
e il perimetro che si allarga
Mi trovo in portafoglio azioniBio 
On, società fallita recentemente.
Vi chiedo se esiste un modo legale 
per poter almeno evitare di 
perdere la relativa 
minusvalenza, visto che 
all’estero mi dicono sia 
semplicissimo, mentre per 
l’Italia ho solo trovato 
informazioni contradditorie. 
Lettera firmata
(via e-mail)
+ La tematica sollevata dal lettore
è purtroppo comune a molti inve-
stitori che, loro malgrado, deten-
gono azioni riconducibili ad im-
prese finite in dissesto. In tale si-
tuazioni ci si chiede se la minusva-
lenza così creatasi sia o meno
rilevante ai fini fiscali. «Per rispon-
dere occorre riferirsi all’art 67 c 1
lett c bis) Tuir laddove plus e minus
sono rilevanti se “realizzate me-
diante cessione a titolo oneroso”
mentre la successiva lett c ter) rela-
tiva alle obbligazioni oltre alla ces-
sione prevede anche il “rimborso
di titoli” – spiega Renzo Parisotto,
consulente fiscale del gruppo Ubi
–. Ciò significa che la minusvalen-
za sui titoli azionari per poter esse-
re considerata ai fini fiscali deve
scaturire da una cessione sulla cui
effettività e sui valori così espressi
l’Amministrazione ha potere di ve-
rifica». Detto altrimenti il rispar-
miatore dovrà essere in grado di
documentare/giustificare il prez-
zo esposto e la genuinità della ces-
sione : «Valgono in tal senso le ge-
nerali definizioni contenute
nell'articolo 10 bis dello Statuto del
contribuente in tema di abuso del
diritto (legge 212/2000) – continua
Parisotto –. Va segnalato come nel
passato siano state avanzate, pe-
raltro senza seguito, proposte legi-
slative volte a rendere più semplice
la procedura in particolare dietro
dichiarazione degli organi giudi-
ziari preposti alle crisi d'impresa».
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L’azionista Bio-on vuole recuperare la minus
riscatto laurea 
agevolato
5.260 euro
È la cifra da versare per ogni 
anno di laurea da riscattare con 
il metodo agevolato previsto 
dal decreto legge 4/2019. Con 
la circolare Inps 6/2020 è stata 
prevista la possibilità di 
utilizzare il riscatto light anche 
per i periodi ante 1996 purchè 
l’interessato scelga il metodo 
contributivo.
16 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
professionisti del risparmio
consulenti finanziari
La via della 
consulenza 
comportamentale
S pesso si sente dire che gliitaliani non sono “alfabetizzati” in campo
finanziario. E tra gli indicatori di 
questo ritardo c’è il fatto che non 
riescono a cogliere il rapporto 
necessario tra rischio e 
rendimento. Quelli più 
affezionati agli anglicismi 
direbbero il trade off rischio 
rendimento. Ma siamo sicuri che 
questo sia un passaggio 
necessario? A Consulentia 2020, 
Ruggero Bertelli (che Plus24 
aveva sentito per il numero di 
sabato scorso) ha ricordato che 
raramente le persone, 
nell’intraprendere un’azione si 
pongono la questione dei rischi 
che corrono. Ed effettivamente 
nessuno che prenda 
un’automobile si chiede quali 
siano le possibilità (che poi non 
sono neanche tanto remote date 
le statistiche) di fare un 
incidente. O che andando in 
spiaggia valuti la possibilità di 
essere divorato da uno squalo 
una volta sceso in acqua (questa 
invero è una possibilità molto 
più remota di quanto si tema). 
Parlare di rischio a un 
investitore, da parte di un 
consulente, attiva nella sua 
mente una sola idea: che tutto il 
suo capitale possa andare 
perduto. «Quello che occorre 
fare – ha spiegato Bertelli – è 
sostituire nel dialogo con il 
risparmiatore al discorso sul 
rischio quello sull’orizzonte 
temporale. Perché se il punto 
centrale è l’analisi dei bisogni, 
allora occorre parlare di un 
tempo sufficiente 
all’investimento per rispondere 
ai bisogni dell'investitore». 
Anche perché di per se il rischio 
in finanza non è 
necessariamente legato alla 
perdita, ma indica piuttosto che 
si tratta di un sistema aleatorio, 
in cui concentrarsi sul “rischio” 
può far perdere valore agli 
investimenti. «Il sistema 
finanziario – spiega Bertelli – è 
un sistema che oscilla mentre 
sale. Questo è difficile coglierlo 
se si resta focalizzati sul breve 
periodo». Il compito del 
consulente finanziario in questo 
senso è quello di accompagnare 
il cliente a non commettere 
errori di prospettiva. E – come 
illustrato da Plus24 di sabato 
scorso – fissare dei punti di 
riferimento per il cliente che non 
ne determinino errori di questo 
tipo. E se l’ancoraggio è 
tipicamente un bias 
comportamentale, il consulente 
può creare dei riferimenti (a cui il 
risparmiatore si ancora) che lo 
mettano nella giusta prospettiva 
di investitore. Insomma il primo 
passaggio per evitare gli errori 
comportamentali del cliente è 
quello che ci sia una corretta 
consulenza comportamentale.
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analisi
Il ricambio generazionale
unisce e divide gli operatori
Tutti sono favorevoli 
a un patto tra le reti
per agevolare l’inserimento
dei giovani nel settore, 
ma le idee sono diverse
Pagina a cura di 
Antonio Criscione 
e Gianfranco Ursino
+ Tutti concordano che occorre fare 
sistema,lavorare di squadra con un’at-
tività progettuale e azioni concrete per
rendere più attrattiva la professione 
del consulente finanziario attrattiva 
per i giovani. Il tema del ricambio ge-
nerazionale è un’annosa sfida per le 
reti distributive che fanno perno sulla 
figura del consulente finanziario e alla 
relazione umana che quest’ultimo in-
staura con i clienti. Finora le società si 
sono mosse in ordine sparso, con risul-
tati non sempre in linea con le attese 
auspicate. L’età media dei consulenti 
finanziari iscritti all’Albo è superiore ai
50 anni e meno del 2% ha meno di 30 
anni. Nel partecipare alla tavola roton-
da del convegno inaugurale di 
ConsulenTia20, l’evento ornanizzato 
in settimana dall’Anasf a Roma, gli 
esponenti delle principali reti distribu-
tive presenti in Italia hanno tutti 
espresso la necessità di aprire un tavo-
lo ed investire per avviare una strategia
condivisa per avvicinare i giovani alla 
professione di consulente finanziario. 
Ma dalla parola occorre adesso passare
ai fatti. E non è del tutto semplice, per-
ché - come emerso da molteplici inter-
venti - i giovani costano: nell’imme-
diato sono un investimento e serve 
tempo perché possano essere piena-
mente operativi.
Ad aprire il dibattito è stato Paolo
Martini, Ad di Azimut Holding, che nel 
ricordare i successi conseguiti dall’in-
dustria della distribuzione di prodotti 
finanziari negli ultimi anni in termini di
crescita di masse amministrate e quote 
di mercato, ha però sottolineato che 
«dove il settore non è riuscito ancora ad
incidere in maniera importante è sul te-
ma dei giovani. Gli sforzi fatti su questo 
fronte dall’industria nel suo complesso 
non sono stati sufficienti, manca una 
strategia sistemica. Se desideriamo fa-
re qualcosa di pratico propongo di co-
stituire una Academy, un luogo dove 
tutte le reti investono un po’ di soldi, an-
che perché i bilanci quest’anno lo per-
mettono. Con accordi con le principali 
università e con l’Anasf, possiamo fi-
nalmente costruire una scuola di giova-
ni certificati. Dobbiamo smetterla di av-
viare singole iniziative che lasciano il 
tempo che trovano, come del resto evi-
denziano i numeri». Le reti stanno per 
chiudere bilanci 2019 molto positivi e 
possono quindi permettersi di investi-
re nella formazione e nel ricambio ge-
nerazionale, anche se la prosettiva deve
essere di lungo termine.
Nel condividere che occorre trovare
una strategia comune Marco Bernardi,
vice Dg di Banca Generali, ha affermato
che «non sono così convinto che creare
una scuola sia la via da seguire, abbia-
mo visto diverse iniziative non pro-
durre gli effetti sperati. Il nostro è un 
mestiere che non si impara sui banchi 
di scuola, ma sul campo a fianco di 
qualcuno che aiuta il giovane ad entra-
re nel settore. L’idea di fare un patto tra
le reti per trovare una soluzione al pro-
blema va comunque bene». Una via 
apprezzata anche da Giuseppe Baia-
monte, responsabile coordinamento 
consulenti di Fideuram Ispb per il qua-
le «Un’attività progettuale devepartire
dall’affiancamento dei giovani ai mi-
gliori consulenti per seguirli nel loro 
percorso di crescita all’interno di un te-
am. Occorre poi creare le condizioni 
per abbracciare la digitalizzazione con
investimenti in tale direzione per for-
mare i consulenti del futuro e dargli 
strumenti adeguati per offrire il mi-
glior servizio al cliente».
Per Mario Ruta, direttore commer-
ciale di Allianz Bank, «manca un ap-
proccio sistemico a livello di Paese. Ai 
giovani vengono date poche opportu-
nità e le reti hanno fatto una serie di ten-
tativi negli anni per favorire il ricambio
generazione con un approccio top 
down, appoggiandosi alle università, 
che non ha funzionato. In Allianz cer-
chiamo di farci segnalare le persone dal
territorio, che sono conosciute a livello 
sociale e economico nella loro realtà di 
provincia per poi affiancarli a consu-
lenti senior all’interno di team». Una 
via seguita anche da FinecoBank. «Ac-
colgo benevolmente l’idea del patto tra 
le reti per i giovani - ha affermato Mau-
ro Albanese, direttore commerciale di 
FinecoBank -. Da parte nostra abbiamo
avviato un’azione concreta rafforzan-
do il progetto giovani allungando il 
supporto economico con una retribu-
zione in parte fissa per i giovani fino a 
36 mesi, per consentire loro di avere il 
tempo necessario per inserirsi all’in-
terno di team molto flessibili. Un “fis-
so” che decresce con il passare del tem-
po e la crescita delle masse».
Senza usare giri di parole Stefano
Lenti, responsabile area consulenti di 
IWBank, ha aggiunto che «tutti voglio-
no il ricambio generazionale ma esisto-
no dei fattori oggettivi che lo contrasta-
no. Il primo è l’anti-economicità per le 
mandanti: per una giovane leva ci vuole 
un po’ di tempo per andare a regime e 
per la rete si tratta di un investimento, 
che non tutti sostengono. Inoltre, in te-
ma di reclutamento si guarda al portafo-
glio medio. Un parametro importante 
per una rete, un dato che andrebbe però 
valutato e parametrato anche all’età 
media del consulente. E da qui che biso-
gna partire». Nel chiudere gli interventi 
Stefano Volpato, direttore commerciale
di Banca Mediolanum, ha detto che ac-
coglie «le “provocazioni” di Martini con 
grande interesse e disponibilità, ma de-
vo dire che il nostro Paese ha fatto scuola
in una cosa che non va seguita, ovvero 
l’incapacità di fare sistema». 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Quelle minacce 
percepite dalle reti
+ Il perdurare di tassi sul mercato ai
minimi termini o addirittura nega-
tivi, la pressione regolamentare e la
maggiore trasparenza sul fronte dei
costi che rende la clientela sempre
più consapevole della remunera-
zione che deve riconoscere a tutta la
filiera dell’industria finanziaria, so-
no le tre principali minacce che pre-
occupano i vertici delle reti distribu-
tive nel breve termine. E allargando
l’orizzonte temporale al medio-
lungo termine le attenzioni degli
operatori si spostano verso temi più
strategici: il primo elemento di pre-
occupazione è su come rendere il
modello delle reti attrattivo per la
futura nuova generazione di clienti
e, in seconda battuta, su come af-
frontare il potenziale rischio di en-
trata sul mercato dei giganti della
tecnologia che stanno muovendo i
primi passi nell’offerta di servizi di
investimento, da Amazon a Google.
Sono queste le principali eviden-
ze dell’indagine presentata a
ConsulenTia20 da Maurizio Pri-
manni, fondatore di Excellence
Consulting, condotta mettendo a
confronto i vertici delle principali
reti distributive sulle prospettive
future dell’industria e sui fattori de-
cisivi per la valorizzazione del ruolo
dei consulenti finanziari. «In parti-
colare - ha sottolineato Primanni - i
tassi negativi implicano un cambio
di paradigma per chi svolge questa
professione perché rendono più
difficile la pianificazione finanzia-
ria sull’orizzonte temporale di bre-
ve termine e la stessa definizione
degli obiettivi con il cliente ancor
prima di concordare su come rag-
giungerli. Inoltre i tassi ai minimi
termini generano dei costi per le
stessi reti, che hanno dovuto impor-
re a loro volta degli oneri alla clien-
tela in funzione della liquidità dete-
nuta sul conto corrente». Tutti ele-
menti che in prospettiva avranno un
impatto via via sempre più rilevante
nel modello di business delle reti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel breve preoccupano 
tassi bassi, nuove norme
e trasparenza dei costi
I pericoli percepiti dalle reti nel breve periodo
Risultati dell’indagine condotta da Excellence Consulting fra i vertici delle 
principali reti di consulenza finanziaria. Dati in %
fonte: Excellence Counsulting
70 30
Tassi bassi o negativi
10 10 80
Ingresso nel mercato dei giganti tecnologici (es. Amazon, Google, etc.)
30 60 10
Ulteriore pressione regolamentare, nuove norme, etc. 
10 80 10
Crescita diffusione prodotti passivi 
30 40 30
Trasparenza sui costi e maggiore consapevolezza della clientela 
20 20 60
Evoluzione della clientela (es. millennial) 
30 70
Più concorrenza delle banche e nuovi competitor (es. Fintech, etc.) 
MEDIAALTA BASSA
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 17
professionisti del risparmio
patologie finanziarie
Fir sotto shock, stop all’anticipo dei rimborsi
L’emendamento 
al mille proroghe
è «inammissibile» 
M5S: «Ricorso presentato
Restiamo fiduciosi»
Mercatone Uno
tutti assolti 
Decisiva 
la perizia di
Roberto Tasca
Sentenza a sorpresa 
del Gup bolognese:
il fatto non sussiste
+ Tutti assolti. Nel processo svoltosi
con rito abbreviato agli imputati per
la bancarotta di Mercatone uno il
Gup bolognese Domenico Truppa,
ha assolto tutti gli imputati con la for-
mula più ampia: perchè il fatto non
sussiste. Il reato di cui tutti gli impu-
tati erano stati accusati era bancarot-
ta fraudolenta per distrazione. A giu-
dizio, tra gli altri, c’erano le tre figlie
del fondatore, Romano Cenni, scom-
parso nel 2017. Per le figlie di Cenni,
Elisabetta, Micaela e Susanna, la Pro-
cura, rappresentata dal pm Michele
Martorelli, aveva chiesto rispettiva-
mente condanne per 2 anni e 8 mesi e
di 4 anni e 4 mesi per le ultime due.
Chiesti anche 4 anni e 4 mesi per l’ex
amministratore Giovanni Beccari e 2
anni per l’ex consigliere Ilaro Ghisel-
li. Due anni e due mesi erano stati
chiesti dal Pm per Gianluca Valenti-
ni, figlio di Luigi, fondatore insieme a
Cenni della società. Secondo le accu-
se degli investigatori della Guardia di
Finanza, ritenute senza fondamento
dal giudice, i sei avrebbero attuato
dal 2005 al 2013 diverse operazioni 
societarie per depauperare l’azien-
da, arrivando a sottrarre nel tempo
300 milioni di euro. Completamente
differente la ricostruzione del perito
nominato dal Gup, Roberto Tasca,
assessore al bilancio del Comune di
Milano. Secondo la ricostruzione del
super consulente del giudice in real-
tà quella di Mercatone Uno sarebbe
stato un caso di «bancarotta ripara-
ta». E l’evoluzione cronologica ed 
economica dello spin off immobilia-
re che ha dato vita alla newco immo-
biliare, la Cve, con la relativa distri-
buzione di dividendi in fasi diverse 
dal 2007 al 2012 è stata oggetto di va-
lutazioni totalmente difformi tra ac-
cusa e difesa. Determinanti ai fini 
della sentenza sarebbero state poi le
robuste iniezioni di liquidità nelle 
casse di Mercatone Uno iniettate nel
2014 dai soci, proprio ai fini di evitare
la dichiarazione di insolvenza.
— St.E.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stefano Elli
+ Sembrava fatta. L’emendamento
al «mille proroghe» presentato dal
M5S che avrebbe offerto ai rispar-
miatori danneggiati dalle quattro
banche risolte (CariChieti, Banca 
delle Marche, Banca Etruria, e Cari-
Fe) e dalle due venete in Lca (Veneto
Banca e Banca popolare di Vicenza)
la possibilità di accelerare i tempi dei
rimborsi con un aumento degli ac-
conti sino al 40% sui risarcimenti ri-
chiesti era già stato dato come “ope-
rativo”. Ma i conti senza l’oste non si
fanno. Così la notizia giunta nella
mattinata di giovedì della sua boc-
ciatura (inammissibilità) ad opera
dei presidenti delle commissioniAf-
fari costituzionali e Bilancio della 
Camera dei deputati ha spiazzato
molti osservatori e ancor di più i nu-
merosi interessati. L’emendamento
prevedeva, appunto, l’innalzamen-
to al 40% della soglia dell’anticipo
massimo degli indennizzi erogati
dal Fir (Fondo indennizzi ai rispar-
miatori) agli investitori attraverso la
Consap, una circostanza che avreb-
be consentito di sbloccare final-
mente una situazione da troppo
tempo in stallo e di dare ossigeno so-
prattutto alle parti più deboli degli
azionisti e degli obbligazionisti tra-
volti dal crollo delle sei banche. Ales-
sio Villarosa, sottosegretario alle Fi-
nanze, che ha seguito personalmen-
te sin dall’inizio l’odissea dei rispar-
miatori, nel pomeriggio di giovedì
ha annunciato ricorso contro la de-
cisione e non intende mollare la pre-
sa. Quello che spera il M5S è ripre-
sentarlo sotto forma di proroga.
L’annuncio dell’emendamento era
stato dato nei giorni scorsi dall’As-
sociazione di risparmiatori veneti
Ezzelino III da Onara e dava per cer-
ta la sua approvazione. Ma nell’ iter
parlamentare si sarebbero ravvisate
delle ragioni ostative di natura tec-
nica (e non di merito) che hanno
spinto i presidenti delle due com-
missioni a pronunciarsi in senso ne-
gativo. Sino a questo momento sono
intorno ai 56mila gli investitori che
hanno presentato istanza di rim-
borso attraverso il sito della Consap,
la Concessionaria Servizi Assicura-
tivi Pubblici, società interamente
controllata dal ministero dell’Eco-
nomia, che avrà il compito materiale
di dare corso ai pagamenti. Altro ca-
pitolo spinoso che investe indiretta-
mente la vicenda dei risparmiatori
danneggiati è quello che riguarda gli
indici sintetici di affidabilità fiscale
(Isa) che hanno sostituito gli Studi di
settore. Il rischio individuato dal-
l’esperto tributarista incaricato dal-
l’associazione Loris Mazzon è che la
novità dell’indice di accertamento
possa essere stato sottovalutato da
coloro che hanno presentato istanza
di rimborso alla Consap e che dopo
le verifiche triennali delle loro posi-
zioni effettuate dagli organi prepo-
sti possano emergere situazioni an-
che parzialmente difformi da quelle
dichiarate in origine. Con effetti in-
tuibili. A questo proposito Mazzon
ha presentato un interpello al-
l’Agenzia delle Entrate in cui si che-
dono chiarimenti sulla possibilità
da parte del risparmiatore contri-
buente di fruire dei benefici previsti
dalla norma anche se i dati sono stati
dichiarati tardivamente. Risposta
positiva dell’Agenzia: è possibile,
anche se la dichiazione è tardiva, se
presentata entro 90 giorni dalla sca-
denza dei termini.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IMAGOECONOMICA
Risparmio tradito. Risparmiatori di Banca Etruria (una delle banche risolte)
18 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
professionisti del risparmio
art economy24 pagina a cura di Marilena Pirrelli 
La mappa dell’Australia aborigena
Maria Adelaide Marchesoni
+ Dal 14 marzo all’8 giugno si svolge-
rà la 22ª Biennale di Sydney curata 
dall’artista indigeno australiano
Brook Andrew, dal titolo «Nirin», che
nel linguaggio dei Wiradjuri, indige-
ni del New South Wales occidentale, 
significa “bordo”. Molti degli artisti
selezionati affronteranno il tema 
della razza e del colonialismo a 250
anni dall’arrivo in Australia del-
l’esploratore britannico James Cook. 
Tematiche ricorrenti nell’arte au-
straliana, uno spaccato della con-
temporaneità artistica è stato ben in-
dagato nella mostra «Australia. Sto-
rie dagli antipodi», al Pac di Milano,
che si chiude domani 9 febbraio, cu-
rata da Eugenio Viola, senior curator
dal 2017 al 2019 al Perth Institute of 
Contemporary Arts. La mostra è 
un’ampia ricognizione dell’arte con-
temporanea australiana, la più peri-
ferica e autoreferenziale scena arti-
stica al mondo, attraverso il lavoro di
32 artisti per il 50% appartenenti a va-
rie etnie aborigene, a diverse genera-
zioni e background culturali. Nel pa-
norama australiano, alcuni artisti so-
no ormai storicizzati, altri conosciuti
e ben presenti nel sistema interna-
zionale già esposti in grandi rasse-
gne, come Biennali e Documenta, ma
vi sono altri ancora sconosciuti alla
platea occidentale. 
«Gli artisti appartenenti alle etnie
aborigene sono i più politicizzati
perché arrabbiati – spiega Viola – e
raccontano la grande diversità etni-
ca, culturale e religiosa del continen-
te australiano». Nyapanyapa Yunu-
pingu, una delle artiste aborigene 
più celebrate, realizza opere astratte
e figurative con una varietà di lin-
guaggi espressivi. Yunupingu ap-
partiene a una remota comunità 
aborigena, Gumatj, ma nella sua pra-
tica artistica si allontana dal linguag-
gio visivo tradizionale e per le sue
opere utilizza un approccio speri-
mentale e soggettivo. A fianco di ma-
teriali sintetici, come acetato e pen-
narelli, l’artista aggiunge gli elemen-
ti naturali, ocre e cortecce, come vuo-
le la tradizione (da Roslyn Oxley9
Gallery, Sydney i suoi lavori presen-
tano un price range compreso tra
3.800-55.000 dollari australiani -
AU$). Megan Cope, classe 1982, della
tribù Quandamooka, si confronta
con questioni d’identità, ambiente e
mappatura attraverso le sue installa-
zioni scultoree site specific, i suoi la-
vori video e i suoi dipinti (da Milani
Gallery, Brisbane, il range di prezzo è
compreso tra 1.000 e 75.000 AU$). 
Al suo interno, l’arte australiana
beneficia di un mercato forte e com-
petitivo trainato da un’attenta e fede-
le comunità di collezionisti, anche 
giovani, oltre a benificiare del sup-
porto delle istituzioni pubbliche. 
Tuttavia l’arte australiana soffre del-
l’isolamento del paese, per cui sul 
fronte internazionale, pur con i ne-
cessari distinguo, c’è molto da co-
struire e il livello dei prezzi si presen-
ta ancora ragionevole rispetto agli
standard europei o americani. 
L’artista aborigeno non è necessa-
riamente colui che vive nelle comu-
nità remote, ma al contrario ha stu-
diato nelle scuole d’arte delle città e
utilizza un vocabolario espressivo ed
intermediale come quello dei discen-
denti della tradizione occidentale. 
Tra i senior artist troviamo Mike Parr
(i prezzi dei lavori da Anna Schwartz
Gallery di Melbourne vanno da
20mila a 250mila euro) è sicuramen-
te uno dei maestri più rappresentati-
vi a livello internazionale e figura 
centrale delle poetiche performative.
Altra figura storica, Jill Orr che lavora
ancora oggi con le stesse tematiche 
legate al paesaggio, ricorda che in 
Australia l’elemento naturale è pre-
ponderante ed è presente nel lavoro
di molti artisti. Distruzione dell’am-
biente, corruzione, storie coloniali e
fragilità umana si ritrovano nel lavo-
ro di Fiona Hall che ha rappresentato
il paese alla Biennale del 2015. 
Da guardare con attenzione gli ar-
tisti nati alla fine degli ’70, come Dr 
Christian Thompson, (1978). Primo
australiano aborigeno ad essere am-
messo ad Oxford dove ha realizzato 
l’opera «Museum of Others» del 2016
che documenta un lungo lavoro di ri-
cerca legato ai concetti di identità. Da
Michael Reid, unica galleria che oltre 
a Sydney ha una sede in Europa a Ber-
lino propone le sue opere sul sito con
i relativi prezzi: una fotografia della 
serie «Museum of Others (Othering 
the Anthropologist, Walter Baldwin
Spencer)», 2016 in edizione di 6 +2AP
costa 12.500 AU$ senza cornice. Altri
artisti della stessa generazione sono 
Tony Albert (1981) che utilizza il testo
come strumento provocatorio (da 
Gallery Sullivan+Strumpf, Sydney
prezzi da 2.000 a 100.000 AU$) e Ni-
cholas Mangan (1979) che presenta 
un lavoro politicizzato dove è messa 
in crisi la narrazione comunemente
accettata. Artista multidisciplinare
lavora con una varietà di media, la 
sua fascia di prezzo oscilla da circa 
5.000 AU$ per un’opera fotografica 
2D a circa 200.000 AU$ per un’instal-
lazione di grandi dimensioni. Un
universo forse ancora da scoprire.
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COURTESY THE ARTIST PAC MILANO
«Bleeding Tree», 1979 di Jill Orr in mostra «Australia. Storie agli antipodi» a cura 
di Eugenio Viola,PAC - Milano 17.12.2019-9.2.2020
L’arte indigena conquista l’America
+ Dall’Australia all’Europa l’arte abo-
rigena australiana ha sperimentato nel
2019 un anno di forza proseguendo il 
positivo trend di crescita dell’ultimo 
decennio e approdando con una mag-
giore consapevolezza anche sul mer-
cato americano grazie ad alcune mo-
stre. A New York, Salon94 ha esposto 
per la prima volta una serie di dipinti 
dell’artista aborigeno Yukultji Napan-
gati (1970) , una delle ultime indigene 
ad entrare in contatto con il mondo oc-
cidentale a metà degli anni ‘80. Il suo re-
cord è stato «Marrapinti», 2007 vendu-
ta da Deutscher & Hackett a Melbourne
nel 2016 a 26.840 di dollari australiani 
(AU$ e 20.702 $) . Sempre l’anno scorso
dalla blasonata Gagosian la mostra 
«Desert Painters of Australia» espone-
va alcune opere – non in vendita – della
collezione d’arte aborigena dell’attore 
Steve Martin. Tra gli artisti Emily Kame
Kngwarreye che ha partecipato alla 56ª
Biennale di Venezia nella mostra «All 
the world’s futures» curata da Okwui 
Enwezor con il dipinto «Earth’s Crea-
tion I», 1994. Nel 2007 l’opera è stata 
venduta per 1,1 milioni di AU$ (829mila
$) da Fine Art Bourse e nel 2017 ha rad-
doppiato il prezzo in asta a Sydney, rag-
giungendo 2,1 milioni di AU$ (1,6 milio-
ni di $) segnando un record per l’artista.
Il record in asta per l’opera aborige-
na più costosa al mondo appartiene 
ancora a Clifford Possum Tjapaltjarri 
(1932–2002) con «Warlugulong» ven-
duta da Sotheby’s per 2,4 milioni di 
AU$ (2,1 milioni di $) alla National Gal-
lery of Australia nel 2007. Altri artisti 
in mostra da Gagosian come Makinti 
Napanangka (un suo dipinto su lino in
asta da Bonhams a Sydney ha rag-
giunto 9.760 AU$ nel giugno 2017) e 
Bill Whiskey Tjapaltjarri (record a 
72.000 AU$ per «Rockholes and coun-
try neary ney the Olgas» del 2006 ven-
duto a Melbourne da Deutscher & 
Hackett nel 2012). 
L’attenzione delle gallerie americane
ha accresciuto non solo la visibilità del-
l’arte aborigena, ma ha anche favorito 
l’asta inaugurale di Sotheby’s a New 
York lo scorso 13 dicembre. Dopo aver 
battuto in Australia dal 1997 al 2009 e a 
Londra dal 2015 (l’ultima edizione nel 
marzo 2018 ha generato un turnover di 
1,6 milioni di £, pari a 2,2 milioni di $) 
Sotheby’s ha trasferito il settore sulla 
piazza americana con un risultato molto
positivo: dei 33 lotti offerti 29 hanno tro-
vato un acquirente e diversi artisti han-
no stabilito record come Ronnie Tjam-
pitjinpa che con «Tingari Ceremonies at
the Site of Pintjun» ha raggiunto i 
243.750 $, tra i primi aborigeni a dipinge-
re con l’acrilico su tavola nell’insedia-
mento del deserto occidentale di Papun-
ya Tula nei primi anni ’70. 
Sebbene in ascesa anche l’arte abori-
gena australiana soffre di controversie 
su autenticità e provenienza: nel 2001 il 
mercante John O’Loughlin fu condan-
nato per frode dopo aver venduto opere 
false attribuite a Clifford Possum Tjapal-
tjarri, acquistate da istituzioni interna-
zionali come il Museum of Contempo-
rary Art di Sydney e la Art Gallery of New 
South Wales. — M. A. M.
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Nella 22ª 
Biennale
di Sydney focus
sulla questione 
First Nation
Brook Andrew è 
il primo artista nativo
a curare l’evento
+ L’artista multidisciplinare Brook 
Andrew è il primo australiano del-
l’eredità indigena a prendere il timo-
ne di una Biennale: curerà la 22ª edi-
zione della Biennale di Sydney e farà
luce sui popoli delle First Nations e 
sulle antiche culture di tutto il mon-
do. La mostra sfiderà le narrazioni
incentrate sull’Occidente mettendo
in primo piano le inquietudini irri-
solte per la crisi climatica, la ricerca
della sovranità e dell’autodetermi-
nazione dei popoli indigeni di tutto il
mondo. John McDonald, curatore e 
art critic di base a Sydney, dichiara di
essere: «ottimista sulla programma-
zione artistica della prossima Bien-
nale, ma di solito di rimanerne delu-
so». Il critico spera che Brook Andrew
metta insieme una bella collezione di
opere della “prima nazione”. «Il tema
– prosegue McDonald - è appropriato
perché l’arte indigena gioca un ruolo
importante nella scena artistica au-
straliana e nel modo in cui l’Australia
è percepita a livello internazionale. In
passato – prosegue – abbiamo speri-
mentato numerose Biennali senza
meta e senza forma, con star minori
in auge nel momento: è ora che un cu-
ratore adotti un approccio diverso e
sarò felice di vedere artisti prove-
nienti da Nepal, Georgia, Afghani-
stan, Sudan ed Ecuador. La mia prin-
cipale preoccupazione – conclude
McDonald - è che non sia uno show in
cui la buona politica e le buone inten-
zioni prevalgano sull’interesse visi-
vo. È il pericolo di quando ci si appas-
siona a particolari questioni». 
I 98 partecipanti sono un mix poli-
ticamente molto interessante, vivo-
no in paesi a maggioranza bianca o in
altri luoghi poco valorizzati dal mon-
do dell’arte contemporanea. Tra
questi Anna Boghiguian, Mohamed
Bourouissa, Lawrence Abu Hamdan 
e Arthur Jafa che esporrà l’opera «The
White Album» premiata con il Leone
d’Oro a Venezia. Tra le altre scelte cu-
ratoriali, il lavoro dell’artista della tri-
bù Wiradjuri, Karla Dickens, che sim-
boleggia il numero sproporzionato
di donne indigene australiane incar-
cerate e un’opera di grandi dimen-
sioni dell’artista della tribù Pitjantja-
tjara, Kunmanara Mumu Mike Wil-
liams, scomparso l’anno scorso. In
Biennale tra le artiste selezionate an-
che la peruviana Fátima Rodigo Gon-
zales che ha ricreato in una tv il pro-
gramma latino degli anni ’60, «Saba-
do Gigante», e l’artista multidiscipli-
nare e musicista di Tlingit/Unangax 
(Alaska) Nicholas Galanin che indaga
il cambiamento e l’identità tra comu-
nità native e non native e la neozelan-
dese Lisa Reihana che presenterà
«Nomads of the Sea» (2018), installa-
zione multicanale in 3D che esplora la
cultura dei Maori e dei popoli del Pa-
cifico già presentata alla 14ª edizione
della Sharjah Biennial, «Leaving the 
Echo Chamber». — M. A. M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In mostra nelle gallerie
blasonate e in asta 
da Sotheby’s New York 
COURTESY SOTHEBY’S
«Summer celebration», circa 1910-1996 di Emily Kame Kngwarreye, dalla stima 
tra 300-400.000 $ aggiudicato a 596.000 $ nell’asta di Sotheby’s «Aboriginal 
Art» di New York del 13 dicembre 2019 
L’esposizione al Pac 
di Milano rivela
un’arte in lotta contro
i colonialismi 
vecchi e nuovi
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 19
strumenti per investire
analisi tecnica agenda Settimana dal 8 al 14 febbraio
I listini cinesi
restano sopra
i livelli chiave
Andrea Gennai
+ Le Borse cinesi hanno per il
momento retto l’urto dell’ondata
di vendite seguita all’acuirsi del
coronavirus. La verifica era mol-
to temuta dagli investitori inter-
nazionale: la riapertura di Shan-
ghai, dopo la chiusura per le fe-
stività, è stata decisamente pe-
sante ma non ha intaccato il
trend di lungo. Il calo di oltre il
7% di inizio settimana è stato in
parte poi riassorbito. 
L’indice Csi 300, che misura i
titoli a maggiore capitalizza-
zione a Shanghai, è precipitato
da 4.000 a 3.600 punti. Un livel-
lo non casuale: si tratta del sup-
porto che ha sostanzialmente
frenato tutti i tentativi di disce-
sa nel corso del 2019. Una sua
rottura al ribasso per alcune se-
dute potrebbe alimentare nuo-
ve vendite rendendo la situa-
zione della piazza cinese anco-
ra più pesante.
A metà gennaio l’indice era
arrivato in area 4.200 punti, regi-
strando il massimo degli ultimi
due anni. Poi la discesa e il crollo
con il profondo gap ribassista.
Probabile che il mercato possa
costruire una base intorno al
supporto in area 3.600 punti an-
che se occorrerà chiudere il “bu-
co” che si è aperto sul grafico
giornaliero riagguantando i
4mila punti.
La tensione sul rischio epide-
mia si è estesa anche a Hong
Kong. L’indice Hang Seng è stato
interessato dalle vendite e in po-
che sedute è scivolato da 29mila a
26mila punti. Anche in questo ca-
so il supporto strategico di
25mila punti non è statointacca-
to e solo discese sotto questo li-
vello potrebbero aggravare la si-
tuazione. Pure sull’indice Hang
Seng si è aperto un gap ribassista
che verrà chiuso con il ritorno so-
pra 28mila punti. 
I mercati cinesi pesano per il
circa il 34% sull’indice Msci
Emerging: si tratta della voce più
rilevante (basti pensare che
Taiwan è in seconda posizione
con un peso dell’11%). È soprat-
tutto l’indice Hang Seng a giocare
un ruolo chiave mentre Shanghai
è entrato recentemente nella
composizione dell’indice Msci
ma ha ancora un peso marginale.
Le vendite sui titoli cinesi han-
no zavorrato il continente asiati-
co e anche l’indice settoriale.
L’indice Msci Emerging aveva
toccato il massimo da un anno e
mezzo a metà gennaio, poi sono
arrivate le vendite trascinate dal-
l’area cinese e asiatica. Nelle ulti-
me sedute l’indice sta rimbalzan-
do e al momento ha tenuto il sup-
porto in area 1.050 punti. 
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ora paese dato periodo precedente
SABATO 8 
11.30 ITA Discorso di Visco (BCE)
LUNEDÌ 10 
07.30 FRA Tasso di disoccupazione T4 8,6%
10.00 ITA eeProduzione industriale m/m dic 0,1%
19.45 USA Discorso di Daly (Fed) 
21.15 USA Discorso di Harker (Fed)
MARTEDÌ 11
10.30 GB eProduzione industriale m/m dic -1,2%
10.30 GB Bilancia commerciale (totale - GBP) dic -5.256 Mld £
10.30 GB Bilancia commerciale (non UE - GBP) dic 1.734 Mld £
10.30 GB ePIL t/t 1a stima T4 0,4%
12.00 USA Discorso di Daly (Fed) 
16.00 USA eAudizione di Powell di fronte alla commissione affari finanziari della Camera per la presentazione del Monetary Policy Report
17.30 EUR eDiscorso di Schnabel (BCE)
19.30 USA Discorso di Bullard (Fed)
20.15 USA Discorso di Kashkari (Fed)
MERCOLEDÌ 12
11.00 EUR eeProduzione industriale m/m dic 0,2%
14.30 USA Discorso di Harker (Fed) 
16.00 USA eAudizione di Powell di fronte alla commissione affari finanziari della Camera per la presentazione del Monetary Policy Report
GIOVEDÌ 13
08.00 GER eIPCA m/m finale gen prel -0,8%
08.00 GER eCPI (Lander) m/m finale gen prel -0,6%
08.00 GER CPI (Lander) a/a finale gen prel 1,7%
08.00 GER IPCA a/a finale gen prel 1,6%
09.30 OLA ePIL a/a prelim T4 1,8%
09.30 OLA ePIL t/t prelim T4 0,4%
09.30 EUR Discorso di Hernandez De Cost (BCE)
14.30 USA Richieste di sussidio settim 202X1000
14.30 USA eCPI m/m gen 0,2
14.30 USA CPI (escluso alimentari, energia) a/a gen 2,3%
14.30 USA CPI a/a gen 2,3%
14.30 USA eeCPI (escluso alimentari, energia) m/mgen 0,1%
16.00 USA Audizione al Senato per la nomina di Shelton e Wallercome membri del Board della Fed
VENERDÌ 14
08.00 GER eePIL s.a. t/t prelim T4 0,1%
08.00 GER ePIL s.a. a/a prelim T4 0,5%
09.00 SPA IPCA a/a finale gen prel 1,1%
10.00 ITA Bilancia commerciale (EU) dic 0,702 Mld €
10.00 ITA Bilancia commerciale (totale) dic 4.872 Mld €
11.00 GIA Discorso di Amamiya (BoJ)
11.00 EUR ePIL a/a 2a stima T4 prel 1,0%
11.00 EUR eePIL t/t 2a stima T4 prel 0,1%
14.30 USA Prezzi all'import m/m gen 0,3%
14.30 USA eeVendite al dettaglio m/m gen 0,3%
14.30 USA eeVendite al dettaglio ex-auto m/m gen 0,7%
15.15 USA Produzione industriale m/m gen -0,3%
15.15 USA Impiego capacità produttiva gen 77,0%
16.00 USA Scorte delle imprese m/m dic -0,2%
16.00 USA Fiducia famiglie (Michigan) prelim feb 99,8
17.45 USA Discorso di Mester (Fed)
Ancora prematuro sottopesare
+ Dalla chiusura del mercato 
finanziaro cinese, il 23 gennaio, fino 
alla sua riapertura, il 3 febbraio, il 
mercato ha vissuto nel pieno 
dell’incertezza. Il Bund è passato da 
-0,20% a -0,44%, così come il BTp 
decennale si è portato da 1,45% a 
0,92%, ma dal 3 di febbraio il 
mercato ha ridotto l’acquisto di 
obbligazionario ed è ritornato 
velocemente sugli asset a rischio. 
Le motivazioni sono molteplici. Si 
temeva un rinvio dell’apertura dei 
mercati cinesi e un intervento 
debole della Banca Centrale, che 
invece ha soddisfatto le aspettative 
dei player. Notizie positive sui 
farmaci, dazi ed altro ancora stanno 
amplificando il movimento positivo 
degli asset a rischio, ma in queste 
fasi gli eccessi di panico e di euforia 
si alternano in modo veloce e i valori
raggiunti dagli asset non si possono 
dare per acquisiti. Non c’è la reale 
rimozione della causa, che ha 
causato lo shock esogeno, non 
sappiamo se rimarrà circoscritta 
alla Cina e non possiamo stimare 
l’impatto della crisi sulla crescita e 
sull’inflazione. Di certo sappiamo 
che ogni modifica delle politiche 
monetarie, in un’ottica restrittiva, è 
sospesa. Da questo possiamo 
dedurre che è ancora presto per 
sottopesare l’obbligazionario. Il 
Bund potrà ritracciare in zona 
-0,15%-0,25%, ma potrebbe essere 
un’occasione d’acquisto. Invece per 
avere un Bund, che punta diretto al 
minimo di quota -0,73%, ci sarà 
bisogno di un ritorno della 
debolezza dell'azionario e di uno 
scenario recessivo acquisito.
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La violenta discesa
di Shanghai e Hong Kong
si è arrestata vicino
a supporti importanti 
Scattate ricoperture
le aste dei titoli di stato
Aste degli emittenti sovrani dell’area dell’euro (mld di €) e degli Usa (mld di $
paese titolo durata ammontarein emissione
data
regolamento
LUNEDÌ 10
GER Bubill 6 mesi 3 12/02/2020
USA T-bill 3 mesi 13/02/2020
 T-bill 6 mesi 13/02/2020
MARTEDÌ 11
USA T-note 3Y 18/02/2020
MERCOLEDÌ 12
ITA BOT 1Y 6,75* 14/01/2020
GER Bund 0% 02/2030 4 14/01/2020
USA T-note 10Y 18/02/2020
GIOVEDÌ 13
ITA BTP 3Y 3,25* 17/02/2020
BTP 7Y 3* 17/02/2020
BTP ≥15y 1* 17/02/2020
USA T-bill 1 mese 18/02/2020
T-note 30Y 18/02/2020
mercati ed eventi 
(*) previsioni \fonte: Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche
zona bund di Francesco Paglianisi
legenda: e importante; eemolto importante; ds, destagionalizzata; ret, rettificata per i giorni 
lavorativi; nella colonna “precedente” in parentesi il dato antecedente la revisione; nds, serie grezza; 
3mm, media mobile di 3 termini; CPI = prezzi al consumo; HICP = prezzi al consumo armonizz.; WPI = 
prezzi ingrosso; PPI = prezzi alla produzione; C/A = partite correnti; PIL = prodotto interno lordo; PCE 
= consumi delle famiglie; Cepr EurOCOIN = vedi www.cepr.org
fonte: a cura di Intesa Sanpaolo-Servizio Studi e ricerche
Grafici
indice csi 300 shanghai
andamento nell’ultimo anno
indice hang seng hong kong
Andamento nell’ultimo anno
rendimento % bund decennale
Andamento nell’ultimo anno
il quadro
I mercati
da tenere
d’occhio
+ L’andamento dell’indice azio-
nario Csi 300 di Shanghai, dell’in-
dice Hang Seng e il rendimento del
Bund decennale nell’ultimo anno 
con i valori aggiornati a giovedì,
giorno di chiusura di Plus. 
3247,4 3899,8
3200
3475
3750
4025
4300
01/02/2019 06/02/2020
27930,7 27493,7
24000
25750
27500
29250
31000
01/02/2019 06/02/2020
0,166 -0,357
01/02/2019 06/02/2020
-0,8
-0,6
-0,4
-0,2
0,0
0,2
20 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
strumenti per investire
il gestore della settimana
«Netflix, interessante
emittente di bond hy»
Isabella Della Valle
+ In genere i bond high yield sono
considerati un’allocazione strate-
gica di lungo termine. Vale anche
nel contesto attuale?
Sul lungo termine i bond high yield
hanno generato rendimenti simili a 
quelli dell’azionario, con una volatili-
tà inferiore. Inoltre, guardando ai
rendimenti annuali dal 1980 a oggi, i 
bond Hy (secondo i dati dell’indice Jp
Morgan Global High Yield) hanno 
avuto solo sei periodi di rendimenti 
negativi, mai per anni consecutivi.
Date queste performance e l’alto li-
vello di income attualmente offerto
dall’asset class, riteniamo che essa 
meriti un’allocazione strategica per-
manente e di lungo termine. Dopo un
solido 2019, restiamo cautamente ot-
timisti sul mercato Hy. I fondamen-
tali restano stabili in gran parte delle 
aree geografiche e ci aspettiamo che i
tassi di default resteranno ben al di
sotto della media storica. 
Le obbligazioni Hy sono predi-
sposte ad avere buone performance
in contesti di bassi tassi e crescita eco-
nomica stabile, dato che queste so-
cietà sono generalmente più sensibili
ai fattori macroeconomici. Le politi-
che delleprincipali banche centrali 
sono state di grande supporto per la 
performance degli asset rischiosi 
l’anno scorso e il contesto monetario 
è ancora chiaramente favorevole. 
La direzione intrapresa dalle
principali banche centrali con-
tinuerà a stimolare la domanda
di reddito? 
Il nostro team di economisti non con-
divide l’idea che gran parte del mon-
do sviluppato si stia muovendo verso
una fase di stagnazione secolare, ma 
ritiene invece che la domanda resti 
debole a causa del deleveraging. In 
questo contesto, è probabile che i tas-
si resteranno bassi nei mercati svi-
luppati su un orizzonte medio, il che è
di supporto per l’asset class. L’high 
yield resta ben posizionato rispetto
ad altri settori del fixed income: infat-
ti, la domanda da parte degli investi-
tori di asset che generino alti livelli di
reddito continua a rappresentare un 
importante elemento di supporto. 
Quanto vale il segmento high
yield a livello globale?
Il mercato dei bond societari Hy a
oggi ha superato i $4.500 miliardi. 
Rispetto a dieci anni fa è molto più 
vasto, con contributi internazionali
crescenti provenienti da Europa e
Mercati Emergenti. All’opposto, il
mercato HY statunitense si è lieve-
mente ridotto. Ci aspettiamo che
questi trend continuino. Il segmen-
to corporate ad alto rendimento dei
mercati emergenti ha visto una cre-
scita enorme e ora è vicino ai $1.000
miliardi. Le società negli emergenti
hanno utilizzato il mercato dei bond
corporate soprattutto per rifinan-
ziare prestiti esistenti a termini più
vantaggiosi.
E a livello settoriale? 
Troviamo valore negli operatori via
cavo, in alcune securities tier1 di ban-
che europee con focus globale e in di-
versi nomi nel comparto finanziario 
non bancario europeo. 
In termini di rendimenti meglio
gli Usa o l’Europa?
I mercati high yield globali si sono 
evoluti rispetto al tradizionale set di
opportunità in Nord America e ci
aspettiamo che questo trend prose-
gua. Sebbene i rendimenti nominali 
siano più elevati negli Usa, dal punto 
di vista di un investitore europeo, alla
luce delle attuali dinamiche di merca-
to, i rendimenti tra Usa ed Europa
sembrano su livelli corretti, una volta
considerata la copertura valutaria. 
Troviamo opportunità interes-
santi nel mercato europeo high yield.
Questo mercato presenta una qualità
di molto superiore a quella che si tro-
va negli Stati Uniti, con oltre il 70% 
delle emissioni con rating BB. Oppor-
tunità molto interessanti possono 
essere trovate tra i nuovi emittenti 
con profili di credito in miglioramen-
to, che non sono ancora stati apprez-
zati dal mercato. La cedola più elevata
e le maturità più brevi dei bond B nel
mercato high yield europeo possono 
inoltre offrire protezione in un conte-
sto di turbolenze. 
Quali rischi dovrebbe monito-
rare chi investe sul segmento hi-
gh yield?
Investire in obbligazioni HY compor-
ta rischi significativi, tra cui il rischio 
di default per i singoli emittenti, i ri-
schi legati a fattori geopolitici in gra-
do di influenzare in generale la pro-
pensione al rischio degli investitori e i
rischi legati ai fattori ESG. Date le va-
lutazioni più elevate rispetto a un an-
no fa, un rigoroso processo di ricerca 
bottom-up è sempre più cruciale per 
identificare le migliori opportunità a 
livello globale. 
Quali sono le emissioni obbliga-
zionarie high yield che meritano
maggiore attenzione oggi e perché?
Uno dei segmenti più interessanti al 
momento è quello degli operatori via
cavo. In particolare, abbiamo una 
view positiva su Netflix e Altice. Net-
flix è un raro esempio di emittente Hy
che sembra essere dal lato giusto del 
cambiamento, mentre Altice ha fatto 
progressi notevoli nel migliorare il 
proprio bilancio. Vediamo prospetti-
ve interessanti anche per molti emit-
tenti nel settore alimentare. Tra que-
sti vi è Chobani, un brand leader nel
mercato dello yoghurt greco, e Alber-
tsons, una delle più grandi catene di 
negozi alimentari negli Usa. La lea-
dership di Chobani nel mercato e
l’enfasi posta sull’innovazione di 
prodotto continua a sostenere le ven-
dite, facendo crescere gli Ebitda e mi-
gliorando i flussi di cassa. Albertsons
è riuscita ad integrare con successo 
un’acquisizione di proporzioni si-
gnificative, generando sinergie e cre-
ando opportunità per investire nella 
logistica e abbassare i prezzi. Un’altra
opportunità interessante è Minerva, 
il terzo produttore di carne di manzo 
in Brasile. Nel breve-medio termine, i
produttori di carne di manzo dovreb-
bero beneficiare dell’aumento della 
domanda per via dell’impatto della
peste suina africana sull’offerta di 
carne di maiale. Nel lungo termine, la
crescente popolarità della carne di 
manzo nei mercati emergenti do-
vrebbe supportare la performance di 
Minerva e favorirne il deleveraging. 
Un’ultima opportunità è la società te-
desca di sviluppo immobiliare resi-
denziale Consus Real Estate: in Ger-
mania vi è una carenza strutturale di 
abitazioni e la società è ben posizio-
nata nelle città chiave. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
‘96 ‘98 ‘00 ‘02 ‘04 ‘06 ‘08 ‘10 ‘12 ‘14 ‘16 ‘18
1.000
0
2.000
3.000
5.000
4.000
Il mercato High Yield dal 1996. Dati al 30 giugno 2019
fonte: J.P. Morgan Chase & Co. and Credit Suisse.it
Hy Usa Hy Europa Hy Società emergenti
Leveraged Loan Usa Leveraged Loan Europa
Il grafico illustra la crescita del 
mercato High Yield a partire 
dal 1996 e l'evoluzione nei pesi 
relativi delle diverse componenti. 
Dal grafico si può vedere come il 
mercato HY europeo abbia 
più che quadruplicato le proprie 
dimensioni dal 2008 e sia pari 
ormai a quasi un terzo del mercato 
HY statunitense. Il mercato 
europeo ha un'esposizione 
decisamente inferiore ai settori 
legati all'energia, cosa che 
rappresenta un vantaggio
quando i prezzi delle commodity 
sono in calo. 
5%
6%
7%
8%
9%
10%
Re
nd
im
en
to
 m
ed
io
an
nu
al
iz
za
to
 a
 1
5 
an
ni
Deviazione Standard (volatilità)
fonte: ICE BofA/ML Globa High Yield, ICE BofA/ML U.S. High Yield Constrained, S&P500, MSCI ACWI.
6% 7% 8% 9% 10% 11% 12% 13% 14% 15% 16%
Rischi e rendimenti dell'obbligazionario HY negli ultimi 15 anni.
Dati ad agosto 2019, in percentuale
indice msci
ac world 
s&p500
hy globale
hy usa
I fondamentali delle società 
restano stabili nella maggior parte 
delle aree geografiche e vediamo 
numerose opportunità in diversi 
settori. Gli operatori via cavo sono 
particolarmente interessanti, dato 
che il settore beneficia di ricavi 
costanti e prevedibili, oltre che di 
trend secolari come il 
cambiamento nelle abitudini di 
fruizione dei media, restando 
tuttavia al riparo dall'impatto delle 
tensioni commerciali globali. Nel 
settore healthcare, sono attraenti 
le società che non sono intaccate 
dall'Affordable Care Act 
statunitense e dalla crisi degli 
oppiacei, come Bausch Health. 
Anche il settore alimentare 
appare interessante. 
Michael Della Vedova ha 26 anni di 
esperienza negli investimenti, di cui 
10 in T. Rowe Price. In precedenza, 
è stato co-fondatore e partner di 
Four Quarter Capital, un hedge 
fund focalizzato sul debito 
societario europeo con rating al di 
sotto di Investment Grade. Per sei 
anni inoltre è stato analista senior e 
Assistant Portfolio Manager a Londra 
presso Muzinich & Company Limited.
Della Vedova ha conseguito sia un 
Bachelor of Laws che un Bachelor of 
Commerce in finanza presso la 
University of New South Wales e 
un Graduate Diploma of Legal 
Practice presso la University of 
Technology, Sydney, Australia. Ha 
anche ottenuto la qualifica di 
solicitor presso la Supreme Court of 
New South Wales, Sydney.
emittente isin cedola(%)
yield to
worst*
(%)
paese settore
Bausch Health US91911XAW48 8,50 4,28 Usa Healthcare
Tenet Healthcare US88033GCX60 6,25 3,79 Usa Healthcare
Altice XS2053846262 3,38 2,67 Francia Operatorivia cavo
iHeartMedia US45174HBD89 3,38 5,25 Usa Broadcasting
Netflix XS2076099865 4,63 3,22 Usa Operatori via cavo
Panther BF 
Aggregator 1 LP US69867DAC20 8,50 6,88 USA Automotive
Albertsons Inv. 
Holdings LLC US013093AD145,75 4,41 USA Supermarket
Scientific Games US80874YBA73 8,25 5,11 USA Giochi
RegionalCare 
Hospital Partners US53219LAR06 9,75 4,87 USA Healthcare
Constellium XS1713568811 4,25 2,00 USA Estrazione
«Mi piace anche Altice;
ha fatto grandi progressi
nel migliorare il bilancio.
Un’altra opportunità
interessante è Minerva»
la crescita
tabella emissioni hy
flash
 
Società presente
in 16 Paesi
Fondata nel 1937 a Baltimora da 
Thomas Rowe Price jr., T. Rowe 
Price è diventata una delle società 
di gestione attiva più grandi al 
mondo, con circa 1.200 miliardi di 
$ di AuM (1.210 $ al 31.12.19), 
secondo il principio che il successo 
della società è conseguenza di 
quello dei clienti. Presente in 16 
paesi, offre una gamma completa 
di strategie obbligazionarie, 
azionarie e multi-asset in classi di 
attivi, capitalizzazioni, settori, stili 
e regioni diversi. La vocazione 
all'eccellenza, testimoniata dalle 
maggiori società di rating, è 
alimentata dalla piattaforma 
interna di ricerca e gestione con 
oltre 600 professionisti. Quotata 
dal 1986 sul Nasdaq T. Rowe Price 
sin dall'Ipo ha distribuito dividendi.
Lo sprint
Hy: rendimenti simili alle azioni con meno volatilità
mike della vedova
(t. rowe price )
Co-gestore 
nota: * Yield to Worst (YTW): indica il minor rendimento possibile che può essere realizzato su 
un'obbligazione escludendo la possibilità di un default dell'emittente, e considerando invece la possibilità di 
pagamenti anticipati e altre eventualità. Tecnicamente, lo YTW è definito come il valore più basso tra Yield to 
Maturity (YTM) e Yield to Call (YTC)
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 21
indici & numeri
le cifre in ballo la settimana
INDICE
DATI IN
PERCENTUALE
-
VALORE
ASSOLUTO
DATI IN
PERCENTUALE
indici borsa italiana 
obbligazioni 
il settore top 
FTSE MIB
sv
Variazione %
da inizio anno
+4,19
Valore
indice
24.490,35
Variazione % della settimana
+2,98
Dow Jones
sv
Variazione %
da inizio anno
+2,80
Valore
indice
29.338,22
Variazione % della settimana
+1,66
MSCI World
sv
Variazione %
da inizio anno
+2,63
Valore
indice
601,25
Variazione % della settimana
+1,57
Stoxx
sv
Variazione %
da inizio anno
+2,32
Valore
indice
425,49
Variazione % della settimana
+2,49
S&P 500
sv
Variazione %
da inizio anno
+3,47
Valore
indice
3.342,75
Variazione % della settimana
+1,80
BORSE MONDIALI prezzo/utile dividendo/ rend azioni/ volatilità rendim
(1) prezzo (2) obbligaz. (3) annual. (4) annuo
media media media media ult. 10
ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni anni(5)
Usa Dow Jones Ind. 22,48 17,12 2,26 2,47 2,70 2,46 12,14 13,80 11,33
S&P 500 24,00 19,10 1,80 2,06 — — 11,99 14,44 12,01
Regno Unito FTSE 100 16,50 16,76 4,38 3,73 10,15 3,04 12,10 14,51 3,99
FTSE 350 17,16 16,68 4,15 3,57 — — 11,71 14,17 4,73
Germania Dax index 15,40 14,60 2,96 3,05 -17,58 6,41 10,05 17,77 5,97
Italia Comit 30 15,40 16,20 4,31 4,23 6,70 1,96 12,72 20,56 2,11
Comit Global 14,44 16,76 — — — — — 18,55 1,81
Francia Cac 40 21,50 16,70 2,83 3,49 -29,63 3,90 13,51 19,02 5,39
Giappone Nikkey 500 15,48 20,64 2,34 2,02-164,04 10,54 11,18 18,28 10,19
Topix 15,40 15,80 2,30 1,99 — — 11,93 19,96 -7,50
Canada Tsx Composite 16,20 17,70 2,90 2,88 4,45 2,74 7,08 11,40 4,59
Belgio Bel 20 16,00 19,20 2,57 3,21-154,55 2,99 14,24 17,21 3,27
Danimarca Kfx 28,40 19,40 1,88 2,17 -10,00 4,38 14,16 16,74 11,98
Svezia Affarsvandn Gen 17,40 15,60 3,11 3,53 97,66 4,93 11,65 15,89 8,96
Olanda Aex Index 19,90 16,40 2,84 3,37 -18,50 4,70 12,37 16,12 5,47
Irlanda Ireland-DS-Market 18,70 20,40 1,75 1,25 -19,65 1,63 16,82 17,27 9,79
Spagna Ibex 35 17,60 15,10 3,59 4,28 19,10 2,25 11,94 19,93 2,80
Singapore Straits Times 11,58 11,90 3,70 3,10 5,20 3,95 10,29 12,02 1,20
Malaysia Kuala Lumpur SE Emas 18,30 17,10 3,47 3,09 1,85 1,92 7,47 8,73 2,02
Hong Kong Hang Seng 10,70 11,95 3,71 3,46 6,97 4,87 16,31 17,52 3,14
Filippine Philippines SE Comp. 15,60 19,80 1,88 1,92 0,93 0,97 14,30 15,86 10,46
Thailandia Bangkok SET 18,56 17,24 3,27 3,18 3,45 1,90 11,72 14,59 8,30
INDICI PAESI prezzo/utile dividendo/ rend azioni/ volatilità rendim
(1) prezzo (2) obbligaz. (3) annual. (4) annuo
media media media media ult. 10
ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni anni(5)
World 19,10 16,50 2,48 2,56 — — 8,47 12,17 6,56
America 23,70 19,50 2,00 2,07 — — 11,63 14,35 11,07
Europa 16,70 14,90 3,29 3,26 — — 10,84 17,49 3,49
Far East 15,50 14,50 2,38 2,31 — — 9,27 12,84 4,15
Pacifico 15,20 14,30 2,64 2,62 — — 9,19 13,34 4,05
Argentina 7,50 11,80 2,79 2,62 — — 71,08 31,67 27,68
Australia 17,80 16,70 3,94 4,31 5,42 1,84 12,11 13,23 4,39
Austria 11,30 15,60 3,52 2,80 -47,05 4,50 9,82 16,09 3,34
Brasile 16,40 14,20 3,43 3,64 0,91 0,63 15,09 18,80 6,23
Cile 15,10 18,10 4,11 3,07 2,01 1,14 19,19 11,45 0,46
Cina 11,80 9,10 2,02 3,57 2,78 3,10 17,94 22,01 1,37
Corea Sud 15,30 13,20 2,13 1,54 4,08 2,61 13,70 15,10 3,83
Finlandia 23,20 17,00 3,96 4,12 -26,69 4,54 12,38 18,34 4,98
Grecia 14,00 11,90 3,07 2,32 4,13 0,83 16,12 33,86 -14,73
India 22,10 19,80 1,33 1,43 0,69 0,65 13,93 14,02 7,66
Indonesia 19,00 18,70 2,57 2,25 0,79 0,72 12,69 17,46 8,94
Italia 14,30 16,70 3,46 3,55 7,21 1,91 13,95 21,00 2,90
Messico 16,00 18,70 2,99 1,98 1,92 1,86 11,20 11,56 5,01
Norvegia 17,90 14,40 4,12 4,04 3,91 3,26 13,25 17,20 5,21
N. Zelanda 23,80 18,20 3,12 4,01 3,21 1,54 10,57 8,10 10,01
Portogallo 18,40 15,60 4,16 4,51 23,61 1,37 10,80 17,91 -1,66
Russia 6,00 7,20 6,49 4,15 2,65 1,67 11,01 17,78 7,55
Sud Africa 15,30 17,40 3,46 3,12 0,83 0,68 14,85 16,19 7,63
Svizzera 25,20 19,20 2,71 3,03 -6,19 14,27 10,18 13,66 6,30
Taiwan 18,30 15,30 3,86 3,60 8,04 5,45 13,77 14,78 5,26
Turchia 10,80 10,50 2,58 2,60 0,94 0,90 25,30 21,20 11,30
Note:
(1) L’ultimo p/u inferiore alla media degli ultimi 10 anni è un segnale di sottovalutazione. (2) L’ultimo dividendo/prezzo superiore alla media
degli ultimi 10 anni è un segnale di sottovalutazione. (3) Il rendimento azionario è il rapporto utile per azione/prezzo. Il rendimento
obbligazionario è il rendimento a scadenza del titolo di Stato a 10 anni del Paese di riferimento. L’ultimo rapporto rendimento
azionario/rendimento obbligazionario superiore alla media degli ultimi 10 anni è un segnale di sottovalutazione. (4) La volatilità degli ultimi
6 mesi superiore alla media degli ultimi 3 anni è un segnale di tensione dei prezzi e di mutamento di scenario. (5) In valuta locale.
fonte: elaborazione Ufficio Studi del Sole 24 Ore e Thomson Reuters Datastream (dati al mercoledì)
Usa Tit. Stato 1,49 1,37 1,38 1,56 2,02
Tassi Swap (1) 1,61 1,40 1,38 1,51 1,70
Germania Tit. Stato -0,61 -0,68 -0,62 -0,41 0,10
Italia Tit. Stato -0,32 0,01 0,34 0,95 1,98
Francia Tit. Stato -0,59 -0,59 -0,47 -0,15 0,65
Euro Tassi Swap (1) -0,36 -0,34 -0,27 -0,02 0,39
Giappone Tit. Stato -0,14 -0,16 -0,16 -0,07 0,34
Tassi Swap (1) — -0,03 -0,04 0,03 0,27
Uk Tit. Stato 0,50 0,36 0,36 0,49 0,99
Tassi Swap (1) 0,66 0,61 0,63 0,71 0,80
MONDO rendimenti obbligazionari
12 mesi 3 anni 5 anni 10 anni 30 anni
Titoli di Stato Italiani -0,37 -0,30 -0,14 0,02
Campione di Obbligazioni -0,30 -0,26 -0,18 -0,10
EUROPA rendimenti obbligazionari
6 mesi 1 anno 2 anni 3 anni
Generale -0,20 +0,89 +3,60 +11,59
BoT -0,01 -0,02 -0,06 +0,03
CcT +0,17 +0,53 +2,56 +6,08
BTp -0,24 +1,01 +4,05 +13,32
CTz -0,01 +0,08 +0,14 +0,84
INDICI MTS variazione (%)
sett. 3 mesi 6 mesi 1 anno
1 It Way -9,32 -8,14 -12,15 -36,63
2 Fiera Milano -8,82 -2,59 20,87 10,25
3 Biancamano -8,60 10,87 5,81 42,86
4 Gabetti Prop. S. -8,26 14,04 17,67 5,05
5 Acotel -6,78 6,11 20,44 -6,78
6 Mondo TV -5,74 -21,83 55,12 23,59
7 Zucchi -5,51 -10,69 -15,20 -21,14
8 Ima -4,64 -7,85 -10,78 -0,26
9 El.En -4,43 -8,77 10,38 83,15
10 Aedes -4,33 17,50 31,73 11,04
I TITOLI PEGGIORI variazione (%)
sett. 1 mese 3 mesi 1 anno
1 Unicredit 12,06 5,46 10,06 34,32
2 Ascopiave 10,71 18,29 17,36 45,56
3 Elica 10,26 28,67 33,39 172,11
4 Maire Tecnimont 9,56 4,56 9,02 -26,13
5 B. Profilo 8,49 3,60 31,81 44,65
6 Prysmian 7,97 4,40 3,62 15,437 Acsm-Agam 7,97 11,70 22,09 17,65
8 Intesa Sanpaolo 7,86 5,39 5,48 21,12
9 C. Valtellinese 7,77 0,86 8,60 2,46
10 Buzzi Unicem 7,36 3,62 4,57 36,27
I TITOLI MIGLIORI variazione (%)
sett. 1 mese 3 mese 1 anno
Note:
(1) Tassi swap calcolati rispetto al parametro variabile semestrale, tranne i tassi swap
Usd calcolati rispetto al Libor 3mesi.
fonte: a cura di Intesa Sanpaolo - Direzione Studi e Ricerche
fonte: Banco di Desio e della Brianza
fonte: MTS Markets
INDICI
I MIGLIORI
I PEGGIORI
Finanza
var. (%)
sett.
1 Sv. Handelsban A(SE) +14,12
2 Deutsche Bank(DE) +12,26
3 Unicredit(IT) +12,06
1 Bco De Sabadell(ES) -10,59
2 Hargreaves Ls(GB) -9,10
3 Conafi(IT) -2,86
Industria
var. (%)
sett.
1 Bombardier B(CA) +17,74
2 Skf B(SE) +10,76
3 Easyjet(GB) +10,59
1 Fiera Milano(IT) -8,82
2 Biancamano(IT) -8,60
3 Openjobmetis(IT) -8,22
Beni
Immobili
var. (%)
sett.
1 Wdp-Sicafi(BE) +8,95
2 Daiwa House In(JP) +6,46
3 Mitsui Fudosan(JP) +5,05
1 Gabetti(IT) -8,26
2 Aedes(IT) -4,33
3 Unibail Rodam We(NL) -1,53
Informatica
var. (%)
sett.
1 Fujitsu Ltd(JP) +22,52
2 Intl Bus Machine(US) +14,75
3 Infineon Tech(DE) +9,04
1 It Way(IT) -9,32
2 Gefran(IT) -3,24
3 Saes Getters(IT) -2,91
Beni
voluttuari
var. (%)
sett.
1 Panasonic(JP) +14,61
2 Elica(IT) +10,26
3 Just Eat Takeaw(GB) +9,87
1 Giglio(IT) -7,09
2 Ford Motor Co(US) -6,50
3 Zucchi(IT) -5,51
Dalla Cina arrivano
anche buone idee
per la consulenza
finanziaria 
di Gianfranco Ursino
Non solo coronavirus e il suo im-patto sui mercati finanziari.Per il mondo della consulenza
finanziaria dalla Grande Muraglia arri-
vano anche spunti di riflessione per il 
futuro della professione che sono stati 
argomento di discussione a Consulen-
Tia, la kermesse organizzata in setti-
mana a Roma dall’Anasf.
In Cina il mercato della consulenza
agli investimenti è in forte espansio-
ne, con un aumento medio degli asset 
finanziari nell’ultimo lustro del 30% 
annuo. «Un Paese - ha ricordato Mau-
rizio Primanni, Ceo e fondatore di 
Excellence Consulting - pronto a di-
ventare il secondo più grande mercato
dell’asset management dopo gli Stati
Uniti. E in un mercato emergente che 
cresce in maniera così significativa il 
ruolo delle reti di distribuione dei pro-
dotti finanziari è ricosciuto come un 
modello di servizio efficace per aiutare
le familgie ad approcciare il mondo 
degli investimenti». In Cina singole 
società-reti hanno raggiunto la cifra di
oltre 50 miliardi di dollari di masse in 
pochi anni e continuano a crescere. 
Numeri che fanno gola anche agli in-
termediari italiani che iniziano a en-
trare sul mercato cinese con proprie 
strutture, anche grazie a collaborazio-
ni e acquisizioni di realtà locali.
In particolare è stato anche ricorda-
to che in Cina l’offerta è molto focaliz-
zata su un tema di cui si sente tanto par-
lare oggi in Italia, ovvero gli asset alter-
nativi. Le infrastrutture cinesi sono in-
fatti finanziate anche da prodotti 
finanziari che vengono collocati nei 
portafogli dei risparmiatori cinesi che 
finanziano quindi l’economia reale. Un
po’ quello che ha auspicato il ministro 
dell’Economia Gualtieri nel corso del 
suo intervento a ConsulenTia20.
Un altro tema emerso è la vicinanza
tra la tecnologia e la finanza, che in Ci-
na è molto stretta.E in un grande mer-
cato la tecnologia può creare casi di 
grande successo, basti pensare a Yue-
bao, il più grande fondo di money-
market al mondo che gestisce oltre 180
miliardi di dollari e viene alimentato 
dal “resto” delle transazioni di acqui-
sto che vengono fatte su Alibaba. Un al-
tro caso esemplare è quello di ICBC In-
vestment Platform, un robo advisor 
con un sistema di profilazione del 
cliente comportamentale basata su 
l’intelligenza artificiale in sostituzione
del questionario di profilatura.
Ma c’è un’altra idea che arriva dalla
cina e potrebbe essere già seguita in 
Italia, ovvero il verbale di consulenza 
che viene stilato e consegnato al 
cliente ala fine di ogni colloquio con il
proprio consulemte finanziario. Non
solo le telefonate, ma anche gli incon-
tri allo sportello potrebbero quindi
essere archiviati a futura memoria
per l’intermediario e soprattutto per 
il cliente. sarebbe un bel passo in
avanti sul fronte della trasparenza. 
gianfranco.ursino@ilsole24ore.com
@g_ursino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
22 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903
indici & numeri
fondi pensione aperti a cura di
GUIDA ALLA LETTURA
Performance %: è calcolata alla data dell'ultima variazione della quota disponibile: 31 dicembre 2019, ad 
eccezione delle linee delle società contrassegnate con * che sono aggiornate a fine luglio 2019
Caratteristiche del Rating Consultique: l'insieme dei dati disponibili sui Fondi pensione Aperti confluisce 
in un indicatore sintetico delle qualità del Fondo, ovvero il rating elaborato da Consultique, espresso con un 
numero di stelle (da una a cinque), utile per una prima selezione dei Fondi Pensione Aperti. Elementi 
chiave per l'attribuzione di un rating sono l'esistenza del Fondo e dei relativi dati da almeno tre anni; la 
metodologia prevede l'utilizzo di variabili quantitative (costi e rendimenti) e qualitative (garanzia del 
capitale e dimensione del patrimonio): la media ponderata dei posizionamenti delle varie linee esprime la 
posizione nella classifica generale. I pesi assegnati ad ogni variabile tengono conto delle valutazioni 
dell'Ufficio Studi e Ricerche Consultique in merito alla loro rilevanza. In tabella sono riportati i prodotti con 
un rating riferito alle adesioni individuali.
fondo linea/comparto rating individuale perf 1y perf 3y perf 5y
ALLIANZ 
Insieme Azionaria (Ex Dinamica) mmmmm 16,374 20,913 32,597
Insieme Bilanciata (Ex Serena) mmmmm 9,250 11,408 18,154
Insieme Flessibile con Garanzia Rest.Cap. mmmmm 5,730 5,800 8,906
Insieme Multiasset mmmmm 5,455 6,203 n.d.
Insieme Obbligazionaria (Ex Tranquilla) mmmmm 2,763 2,526 4,872
Insieme Obbligazionaria Breve Termine mmmmm -0,091 -1,223 n.d.
Insieme Obbligazionaria Lungo Termine mmmmm 2,040 1,365 n.d.
Previdenza Azionaria mmmmm 14,910 17,881 27,454
Previdenza Bilanciata mmmmm 9,482 10,693 16,683
Previdenza Flessibile con Garanzia Rest. Cap. mmmmm 6,524 5,265 n.d.
Previdenza Multiasset mmmmm 4,860 4,538 n.d.
Previdenza Obbligazionaria Breve Termine mmmmm -0,333 -2,034 n.d.
Previdenza Obbligazionaria Lungo Termine mmmmm 1,926 0,537 n.d.
AMUNDI 
Secondapensione Bilanciata mmmmm 10,108 9,109 17,279
Secondapensione Espansione mmmmm 15,764 14,933 29,016
Secondapensione Garantita mmmmm 2,608 1,600 4,015
Secondapensione Prudente mmmmm 4,986 2,894 5,954
Secondapensione Sviluppo mmmmm 12,383 11,851 23,203
ANIMA 
Arti e Mestieri Conservazione 3+ mmmmm 1,636 0,139 4,962
Arti e Mestieri Crescita 25+ mmmmm 13,730 17,294 28,951
Arti e Mestieri Garanzia 1+ mmmmm -0,385 -1,897 -2,152
Arti e Mestieri Incremento e Garanzia 5+ mmmmm 4,255 4,304 9,630
Arti e Mestieri Rivalutazione 10+ mmmmm 8,361 8,948 17,232
ARCA 
Arca Previdenza Alta Crescita mmmmm 11,150 10,709 16,620
Arca Previdenza Crescita mmmmm 8,956 8,249 15,376
Arca Previdenza ObiettivoTFR mmmmm 0,742 -0,208 0,499
Arca Previdenza Rendita mmmmm 5,587 4,824 10,148
ASSICURAZIONI GENERALI
Generali Global Azionario Globale (ex Azionario) mmmmm 15,979 12,824 20,675
Generali Global Multi Asset (ex Bilanciato) mmmmm 5,452 3,416 8,293
Generali Global Obbligazionario* mmmmm 5,709 4,087 n.d.
ASSIMOCO VITA 
Il Melograno Dinamica mmmmm 17,438 13,265 19,687
Il Melograno Equilibrata mmmmm 11,118 8,419 13,019
Il Melograno Garantita mmmmm 4,545 2,112 3,943
Il Melograno Prudente mmmmm 1,647 0,213 2,153
AVIVA 
Aviva Azionario mmmmm 13,333 11,089 22,230
Aviva Bilanciato mmmmm 8,480 6,453 13,454
Aviva Con Garanzia di rend. Minimo mmmmm 4,995 2,920 5,980
Aviva Con Garanzia di restituz. capitale mmmmm 4,647 2,203 3,932
Aviva Obbligazionario mmmmm 6,453 5,146 9,926
Ubi Previdenza Aggressivo mmmmm 15,473 10,324 20,559
Ubi Previdenza Capitale Sicuro mmmmm 1,565 -0,200 0,513
Ubi Previdenza Dinamico mmmmm11,254 7,360 16,595
Ubi Previdenza Garantito mmmmm 0,000 -1,457 -1,863
Ubi Previdenza Moderato mmmmm 7,214 4,499 11,487
Ubi Previdenza Prudente mmmmm 4,438 2,552 6,905
AXA ASSICURAZIONI 
Axa Conservativo mmmmm -0,746 -2,604 -3,582
Axa Dinamico mmmmm 16,405 10,715 16,007
Axa Equilibrato mmmmm 11,519 7,159 10,937
Axa Garantito mmmmm 2,122 -0,544 -0,454
Axa Prudente mmmmm 5,915 2,805 5,498
AXA MPS 
Prev. in Azienda Combinata mmmmm 13,318 13,065 22,237
Prev. in Azienda Equilibrio mmmmm 8,516 7,558 14,154
Prev. in Azienda Sicura mmmmm 2,138 0,305 -0,612
Prev. in Azienda Sviluppo mmmmm 16,750 16,962 27,156
Prev. in Azienda Tenuta mmmmm 3,880 2,339 3,332
Prev. per Te Crescita mmmmm 16,878 16,819 26,279
Prev. per Te Garantita mmmmm 1,908 -0,166 -1,633
Prev. per Te Mista mmmmm 13,347 12,780 21,087
Prev. per Te Moneta mmmmm 3,654 1,965 2,572
Prev. per Te Stabilità mmmmm 8,374 7,227 13,302
AZIMUT 
Prev. Azimut Crescita mmmmm 12,852 1,577 9,161
Prev. Azimut Equilibrato mmmmm 9,520 4,921 14,227
Prev. Azimut Garantito mmmmm 4,343 2,081 4,041
BANCASSURANZA POPOLARI 
Bap Pens. 2007 Equilibrio mmmmm 6,555 2,962 3,765
fondo linea/comparto rating individuale perf 1y perf 3y perf 5y
Bap Pens. 2007 Investimento mmmmm 12,838 9,369 11,830
Bap Pens. 2007 TFR mmmmm 2,897 0,183 -0,999
BCC RISPARMIO & PREVIDENZA 
Aureo Azionario mmmmm 16,226 15,332 24,650
Aureo Bilanciato mmmmm 9,881 9,085 15,255
Aureo Garantito mmmmm -0,255 -1,684 -1,931
Aureo Obbligazionario mmmmm 2,705 1,427 2,586
BIM VITA 
Bim Vita Bilanciata Globale mmmmm 9,371 6,143 11,572
Bim Vita Bond mmmmm 2,067 -0,240 1,299
Bim Vita Equilibrio mmmmm 4,804 2,626 5,386
Bim Vita Equity mmmmm 13,288 7,783 15,150
CREDEMVITA 
CredemPrev. Azionario mmmmm 18,346 16,420 26,903
CredemPrev. Bilanciato mmmmm 13,386 11,080 19,939
CredemPrev. Flessibile* mmmmm 6,159 6,275 9,754
CredemPrev. Obbligazionario Garantito mmmmm 7,946 5,622 10,166
CREDIT AGRICOLE VITA 
Cr.Agricole Vita Dinamica mmmmm 15,476 16,511 29,058
Cr.Agricole Vita Garantita mmmmm 6,247 5,427 7,988
Cr.Agricole Vita Moderata mmmmm 13,967 13,931 22,937
CREDITRAS VITA 
Unicredit Dinamica Azionaria Int. mmmmm 15,818 12,497 23,888
Unicredit Serena Bilanciata mmmmm 9,789 7,672 13,611
Unicredit Sicura Obbl. con Garanzia Rend. mmmmm 3,839 1,601 0,753
Unicredit Tranquilla Ob.Mista Gar. Rest. Cap. mmmmm 5,923 3,893 7,695
HDI ASSICURAZIONI 
Azione Prev. Dinamica mmmmm 17,450 16,322 33,475
Azione Prev. Equilibrata mmmmm 11,855 11,444 19,097
Azione Prev. Garantita mmmmm 7,339 7,412 10,993
Azione Prev. Prudente mmmmm 5,950 6,663 9,199
INTESA SAN PAOLO PREVIDENZA SIM 
Giustiniano Azionaria mmmmm 17,229 17,215 28,450
Giustiniano Bilanciata mmmmm 12,426 12,758 21,232
Giustiniano Monetaria mmmmm 0,179 -1,079 -0,830
Giustiniano Obbligazionaria mmmmm 5,534 5,188 8,782
Giustiniano TFR + mmmmm 2,165 0,054 0,209
Il Mio Domani Breve Termine mmmmm 0,350 -0,560 -0,433
Il Mio Domani Lungo Termine mmmmm 11,504 9,683 17,690
Il Mio Domani Medio Termine mmmmm 5,726 4,600 11,009
Il Mio Domani TFR mmmmm 2,455 0,457 1,974
Previd-System Accumulazione Bilanciata mmmmm 11,094 9,402 16,953
Previd-System Crescita Dinamica mmmmm 5,845 4,031 8,086
Previd-System Crescita Prudente mmmmm 3,901 1,767 4,946
Previd-System Rivalutazione Azionaria mmmmm 16,130 14,595 24,638
Previd-System TFR + mmmmm 2,114 -0,189 -0,222
ITAS VITA 
Plurifonds ActivITAS mmmmm 14,492 11,934 19,395
Plurifonds AequITAS mmmmm 7,589 7,035 12,902
Plurifonds SecurITAS mmmmm 5,448 4,087 5,713
Plurifonds SerenITAS mmmmm 5,758 5,118 8,308
Plurifonds SolidITAS mmmmm 11,724 9,930 16,253
PENSPLAN INVEST 
Raiffeisen Activity mmmmm 8,966 8,362 13,528
Raiffeisen Dynamic mmmmm 14,015 12,418 19,943
Raiffeisen Safe mmmmm 2,241 1,002 3,404
PENSPLAN INVEST 
Popolare Vita PopolareBond mmmmm 0,413 -1,534 -0,165
Popolare Vita PopolareGest mmmmm 4,018 2,580 6,205
Popolare Vita PopolareMix mmmmm 13,861 11,686 18,460
SOCIETA' REALE MUTUA DI ASSICURAZIONE 
Teseo Garantita Etica mmmmm 1,476 1,342 2,618
VITTORIA ASSICURAZIONI 
Formula Lavoro Previdenza Capitalizzata mmmmm 15,824 12,084 20,874
Formula Lavoro Previdenza Equilibrata mmmmm 9,503 6,094 12,205
Formula Lavoro Previdenza Garantita mmmmm 5,240 1,771 5,500
ZURICH INVESTIMENT LIFE 
Zurich Contrib. Conservativa mmmmm 4,384 2,148 7,665
Zurich Contrib. Dinamica mmmmm 14,924 12,593 22,712
Zurich Contrib. Garantita mmmmm 2,081 0,972 3,510
ZED OMMIFUND 
Zed Omnifund Azionaria mmmmm 17,553 13,248 23,260
Zed Omnifund Bilanciata 30 mmmmm 9,235 6,914 14,809
Zed Omnifund Bilanciata 65 mmmmm 14,265 11,242 20,557
Zed Omnifund Garantita mmmmm 1,451 -1,155 -1,178
Zed Omnifund Obbligazionaria mmmmm 5,799 3,818 9,570
N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 23
indici & numeri
FONDI CHIUSI QUOTATI prezzo nav sconto canoni/ div 12m/ controv rendim rendim rendim data
dati al 06/02/2020 (1) (2) valore prezzo settim annuo annuo 1sett 2019 scadenza
nome fondo e scadenza immob (3) (4) euro (5) prezzo (6) nav (7) massima
Atlantic 1 (12/2022) 273,00 477,000 -42,7 +6,5 — 597472 +3,42 +5,87 -2,19 -6,83 12/2022
Atlantic 2 (12/2018) — 6,000 — — — — — +7,34 — — 12/2018
Estense G.D. (12/2016)* 757,00 422,000 — — — — +4,40 +3,56 — — 12/2016
Europa Imm. 1 (12/2017) — 491,000 — — — — — -2,53 — — 12/2017
FondoAlpha (06/2019) 1179,00 1907,000 -38,2 +15,2 — 160544 +3,81 +5,05 +0,75 -1,85 12/2033
FondoBeta (12/2017) 49,00 102,000 — — — — +7,44 +7,81 — — 12/2017
FondoDelta (12/2017) 85,00 85,900 — — — — -1,02 -0,92 — — 12/2017
Imm. dinamico (12/2020) 102,00 156,000 -34,5 +6,2 — 298002 -2,40 -0,48 +0,63 -5,27 12/2023
Immobilium 2001 (12/2020) 1675,00 1946,000 -13,9 +2,2 — 21786 -0,57 -0,10 -0,07 +2,13 12/2022
Invest Real Sec. (12/2016)* 10,00 21,000 — — — — -7,77 -7,77 — — 12/2016
Investietico (12/2018)* 25,00 32,000 — — — — +3,58 +3,59 — — 12/2018
Med. RE - A (12/2021) 4,59 5,850 -21,5 +9,1 — 24354 +0,43 +1,98 +3,11 +9,25 12/2027
Med. RE - B (12/2021) 2,80 3,570 -21,7 +9,1 +4,2 151381 +0,83 +2,03 +0,34 +1,80 12/2027
Obelisco (12/2018) — — — — — — -61,59 -61,59 — — 12/2018
Opportunità Italia (12/2022) 1274,00 2565,000 -50,3 +2,6 +3,5 561406 -9,17 +1,39 +3,14 +12,71 12/2024
Polis (12/2020) 111,00 330,000 -66,4 +30,7 +45,1 565564 +0,70 +1,36 +16,59 +17,91 12/2020
Portfolio Imm. (12/2016)* 467,00 448,000 — +7,9 — — -1,32 -1,40 — — 12/2016
RE Europa (12/2021) 1190,00 1663,000 -28,5 +9,2 — 832987 +0,49 +1,59 +2,45 +0,56 12/2022
RE Italia (12/2021) 912,00 1622,000 -43,8 +11,9 — 99485 +0,05 +1,99 +1,90 +1,33 12/2021
Risp. Imm.1 Energia (12/2021) 3700,00 3618,000 +2,3 +9,2 — — -5,87 -6,02 — — 12/2024
Securfondo (12/2019) — 140,000 — — — — — +2,86 — — 12/2019
Socrate (12/2020) 241,00 484,000 -50,1 +14,0 — 276854 -3,71 +1,11 +4,07 +6,34 12/2020
Tecla (12/2017) 56,00 22,000 — — — — — +8,75 — — 12/2017
Unicredito Imm.1 (12/2020) 216,00 247,000 -12,5 +0,6 — 68764 +1,84 +1,90 +0,84 +2,49 12/2020
Valore Imm. glob. (12/2022) 569,00 749,000 -24,0 +3,3 — 15936 +0,58 +0,82 +1,28 -1,09 12/2022
(Norisk presta occasionalmente e autonomamente attività di consulenza a favore degli emittenti degli strumenti finanziari oggetto di analisi)
GUIDA ALLA LETTURA
(1) Ultimo Nav annuale disponibile (31/12/2018), rettificato per eventuali dividendi e rimborsi distribuiti. (2) rapporto tra prezzo di mercato e Nav. (3) Canoni/ 
Valore immobili: è calcolato rapportando l'ultimo dato diffuso sui canoni annui e il valore degli immobili implicito nei prezzi di borsa. (4) Div.12m/prezzo: 
calcolato rapportando il dividendo cumulato negli ultimi 12 mesi rispetto all'ultimo prezzo disponibile. Eventuali distribuzioni di capitale non sono state 
computate, se debitamente comunicate e dettagliate. Diversi fondi hanno distribuito plusvalenze monetizzate derivanti dalla cessione di immobili e alcuni hanno 
posto in pagamento proventi riconducibili ad esercizi precedenti. (5) Controvalore settimanale: somma del controvalore scambiato nelle ultime cinque sedute di 
borsa. (6) Rendimento annuo da collocamento (prezzo): tasso annualizzato, tiene conto dei dividendi corrisposti con riferimentoalla data di calcolo della tabella 
considerando come valore di uscita l'ultimo prezzo di mercato. (7) Rendimento annuo da collocamento (Nav): tasso annualizzato, tiene conto dei dividendi 
corrisposti con riferimento alla data di calcolo della tabella considerando come valore di uscita l’ultimo Nav rettificato. 
* Fondi delistati dal 29/12/2016 e dal 17/01/2019
fondi immobiliari a cura di
Il mercato rimane
in attesa di chiarimenti
dai rendiconti annuali
+ Il nuovo anno ha portato sui mercati fi-
nanziari un innalzamento della volatilità
come conseguenza del Coronavirus, ma nel
comparto immobiliare europeo la discesa
dei valori di mercato è stata meno pronun-
ciata. I fondi immobiliari quotati a Milano
da inizio anno hanno ottenuto un rialzo me-
dio del 2,8%, con dinamiche non omogene-
ae: se Polis ha ottenuto un rialzo del 17%, At-
lantic 1 ha corretto per il 6,8% dopo aver re-
gistrato un vistoso apprezzamento nella
parte finale del 2019. È doveroso notare co-
me il fondo stia trattando con uno sconto
molto ampio tra il prezzo di mercato e il pa-
trimonio netto. L'incertezza sulle tempisti-
che di vendita del portafoglio immobiliare
residuo costituisce un freno alla continua-
zione della fase rialzista. Ed è auspicabile
che nel rendiconto annuale prossimo ad es-
sere diffuso vi siano delle indicazioni e chia-
rimenti sullo stato del processo di dismis-
sione. Invece nel caso di Polis il fondo andrà
a distribuire un rimborso di 45 euro pro-
quota con stacco il 10 febbraio. Amundi RE
Italia ha firmato un contratto di vendita di
un immobile commerciale per 1,5 milioni
che era stato acquistato nel lontano 2003
per 3,9 milioni, registrando quindi una si-
gnificativa perdita di valore. Si continuano a
registrare scambi vivaci su Opportunità Ita-
lia che ha ottenuto un rialzo del 3,1% portan-
do il progresso da inizio anno a +12,7%. Il
fondo era precipitato sotto i 1000 euro al-
l’inizio del 2019 ma, sebbene la quotazione
attuale sia risalita a 1271 euro, lo strumento
continua a scambiare a prezzi ben distanti
dal Nac con uno sconto del 50%.
06.02.2020 titolo rating data data quantità prezzo rend spread dura- performance perf. fra 1 anno
isin emissione scadenza media listino effett rend tion da da rend rend
trattata lordo stato lorda 1 anno 3 mesi +0.5% -0.5%
IT0005108490 Autostrade gn-23 1.625% 12-06-2015 12-06-2023 3346 98,980 1,94 1,89 3,25 1,37 -1,58 0,82 3,07
XS1928480166 Mediobanca 25-01-24 su 25-01-2019 25-01-2024 1128 104,600* 0,80 0,64 3,86 5,28 1,03 -0,59 2,26
XS2083187059 Alerion 19-12-25 3.125% call 05-12-2019 19-12-2025 924 102,190 2,71 2,27 5,44 — — 0,55 4,98
IT0001200390 Comit 17-02-28 zc 17-02-1998 17-02-2028 676 88,720 1,50 0,78 8,03 15,34 1,51 -1,92 5,10
IT0005188351 Mediobanca gn-26 3.75% call subord 16-06-2016 16-06-2026 548 111,200 1,86 1,35 5,69 10,59 0,60 -0,47 4,24
XS2049317808 Ivs 18-10-26 3% call 01-10-2019 18-10-2026 542 103,980 2,35 1,79 6,13 — 2,89 -0,19 4,94
IT0001203253 Mc.Centrale fb-28 zc 10-02-1998 10-02-2028 490 87,340 1,70 0,98 8,01 15,88 0,53 -1,69 5,32
XS1800025022 Mairetec 30-04-24 2.625% call 18-04-2018 30-04-2024 412 102,430 2,03 1,83 4,01 6,06 1,21 0,53 3,55
IT0004917842 Mediobanca ap-23 5.75% subord 18-04-2013 18-04-2023 407 114,260 1,17 1,14 2,91 7,70 0,98 0,18 2,12
XS0161100515 Telecomfin ge-33 7.75% 24-01-2003 24-01-2033 325 150,610* 2,98 1,74 9,46 31,35 2,11 -1,10 7,36
FR0010014845 Giepsatresor st-33 6% 19-09-2003 19-09-2033 308 151,930* 1,69 0,39 10,34 26,73 5,07 -2,82 6,55
DE000A2TEDB8 Thyssen 22-02-24 2.875% call 22-02-2019 22-02-2024 297 103,410* 1,99 1,82 3,78 — 0,28 0,56 3,35
IT0001205589 Mc.Lombardo fb-28 zc 18-02-1998 18-02-2028 272 88,730 1,50 0,78 8,04 17,88 1,56 -1,94 5,09
XS1747134564 Carraro 31-01-25 3.5% call 31-01-2018 31-01-2025 266 103,730 2,71 2,38 4,62 7,66 1,66 0,91 4,54
DE000DB7XJJ2 Deutschebank fb-25 2.75% subord 17-02-2015 17-02-2025 240 106,510* 1,40 1,07 4,66 10,87 3,51 -0,45 3,23
XS0213101073 Pemex 24-02-25 5.5% 24-02-2005 24-02-2025 240 115,800* 2,16 1,83 4,39 12,14 3,07 0,39 3,81
IT0005333627 Alerion 29-12-24 3.75% call 19-06-2018 29-12-2024 239 103,690 2,93 2,62 4,48 6,59 0,81 1,15 4,63
IT0005118796 Mediobanca gn-25 2.75% call 12-06-2015 12-06-2025 234 104,210 1,91 1,54 4,97 4,98 0,12 -0,07 3,92
IT0000966017 Comit 08-01-27 zc 08-01-1997 08-01-2027 205 91,090 1,36 0,77 6,92 13,89 1,32 -1,56 4,36
IT0005177032 Unicredit 10-06-26 zc 10-06-2016 10-06-2026 189 92,720* 1,20 0,69 6,34 10,16 0,14 -1,42 3,91
GUIDA ALLA LETTURA
I titoli in tabella sono stati selezionati sulla base delle seguenti caratteristiche : quotati sui mercati MOT, EuroMOT e TLX, di emittenti bancari o corporate, a Tasso Fisso, 
StepUp, StepDown e Zerocoupon con vita residua di almeno due anni, con lotto minimo acquistabile non superiore a 10mila euro e con una quantità trattata media negli 
ultimi 10 giorni di almeno mille euro. Isin: Codice identificativo del prestito obbligazionario- Descrizione: Descrizione dell'emittente, della data di scadenza e delle 
principali caratteristiche anagrafiche secondo la seguente legenda: su: step-up, sd: step-down, oc: one coupon, zc: zerocoupon, tf: tasso fisso, subord: obbligazioni 
subordinate per le quali i possessori sono soddisfatti successivamente agli altri creditori in caso di liquidazione dell'ente emittente, call: obbligazione con facoltà di 
rimborso anticipato da parte dell'emittente. Data Scadenza: è la data in cui viene rimborsata l'ultima quota di capitale (normalmente l'unica) del titolo. Rating: Giudizio 
sull'affidabilità dell'emittente in merito al pagamento delle cedole e dei rimborsi previsti dal titolo. Quantità media trattata: è la quantità media trattata sul mercato 
negli ultimi 10 giorni lavorativi. In migliaia di euro. Prezzo di listino: prezzo di chiusura sul mercato di quotazione del titolo (MOT, EuroMOT oppure TLX se presente *): 
per i titoli zerocoupon si intende tel-quel, cioè comprensivo della parte di interessi maturata alla data, altrimenti si intende sempre corso secco, cioè non comprensivo 
del rateo cedola. Rend. Lordo %: indica il rendimento effettivo lordo nell'ipotesi che il titolo venga tenuto fino a scadenza e che tutti i flussi vengano reinvestiti allo stesso 
tasso. Duration Lorda: è la vita media finanziaria espressa in anni e frazioni d'anno: è il baricentro temporale dei flussi (cedole e rimborsi) futuri attualizzati. La duration 
rappresenta un indicatore di rischio: maggiore è la duration, maggiore è la rischiosità intesa come reattività del prezzo del titolo al variare del suo rendimento. Spread %: 
esprime la differenza di rendimento effettivo lordo dell'obbligazione rispetto ad un titolo di Stato Italiano di similare durata. Performance passate: Rappresenta il 
rendimento di periodo ottenuto nel caso di acquisto dell'obbligazione nel passato (un anno fa o tre mesi fa) e di vendita sul mercato alla data di riferimento e al prezzo di 
listino, ipotizzando il non reinvestimento dei flussi incassati nel periodo. Performance tra 1 anno: Indica il rendimento di periodo che si otterrebbe in caso di acquisto 
dell'obbligazione, alla data di riferimento e al prezzo di listino, e di vendita del titolo tra un anno, a fronte di uno scenario di variazione dei tassi rispettivamente positivo o 
negativo di 50 basis points e nell'ipotesi di non reinvestire gli eventuali flussi che saranno incassati nel periodo: Rend +0.5%: performance prevista in caso di aumento 
dei tassi di interesse di 0.5%; Rend -0.5%: performance prevista in caso di diminuzione dei tassi di interesse di 0.5%.
due scenari per i bond a cura di
La volatilità 
dei mercati favorisce
le obbligazioni
+ Rilevante nell’ultimo mese il calo dei rendi-
menti dei titoli di Stato italiani i cui tassi sono
scesi di 10 punti base nella parte breve della
curva e di 40 pb nella parte lunga. Tra le cause la
ricerca di rendimento su asset considerati più
sicuri in fasi di mercato molto volatili. Anche i
titoli corporate e finanziari hanno visto cre-
scere quotazioni e volumi. In controtendenza
il bond ThyssenKrupp scadenza febbraio2024
i cui rendimenti sono saliti al 2% dopo le di-
chiarazioni del Ceo, Martina Merz, di voler
vendere la divisione Elevator e aver annuncia-
to sacrifici per le ristrutturazioni. Il titolo resta
comunque molto volatile. 
Più che dimezzato, rispetto ai picchi di
metà gennaio, il rendimento del bond Auto-
strade giugno 2023 a seguito del nuovo sce-
nario con possibile esito positivo sulle con-
cessioni per il gruppo Atlantia. Nonostante la
recente crescita di circa 8 punti del prezzo, la
performance trimestrale risulta però ancora
negativa dell’1,58%.
Rimano alto l’interesse per i titoli zerocou-
pon; sono ben cinque in tabella con scadenze tra
il 2026 e il 2028 e con eccellenti performance an-
nuali comprese tra il 10,16% e il 17,88%. Tra le 
performance trimestrali spicca il 5.07% del 
bond Giepsatresor, scadenza 2033, la cui quota-
zione ha beneficiato della notizia dell’intenzio-
ne della famiglia Peugeot di voler aumentare le 
proprie quote nella nuova società che sorgerà a 
seguito della fusione col gruppo Fca. Ma atten-
zione all’alta duration del titolo: è sufficiente un
aumento dello 0,5% del suo rendimento per ge-
nerare una performance futura annua negativa
di quasi 3 punti percentuali.
24 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903

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