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SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Supplemento al numero odierno del Sole 24 Ore Poste Italiane Sped. in A.p. -D.l. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c.1, Dcb Milano ILLUSTRAZIONE DI STEFANO MARRA Boom di Etf, costi bassi e qualche rischio di Christian Martino B orse tutte in rialzo, tassi sem-pre più negativi e maggior at-tenzione ai costi da parte degli investitori. In questo scenario conti- nua il boom degli Etf. Gli exchange- traded fund sono fondi d’investimen- to che replicano a commissioni conte- nute indici azionari o obbligazionari. A gennaio 2020 questi strumenti hanno segnato nuovi record a livello mondia- le superando i 6mila miliardi di dollari di raccolta. Per dare un’idea della forte accelerazione ci sono voluti negli Usa 8 anni per raggiungere mille miliardi mentre negli ultimi due anni la raccol- ta è salita da 3 a 4mila miliardi. Buona parte del successo degli Etf è legato ai bassi costi che hanno rispetto ai fondi attivi. Ad esempio su investi- menti azionari legati all'indice Euro- stoxx l’onere per gli Etf si attesta tra 0,12 e 0,15% mentre quello dei fondi attivi si attesta tra lo 0,7% (per classi istituzio- nali) e il 2% (retail). Anche sul fronte delle performance gli Etf spesso danno punti alle gestioni attive, soprattutto se si considera che negli ultimi 10 anni il 98,6% dei fondi globali in euro non ha battuto il benchmark sottostante. Questo livello di successo sta però portando ad una concentrazione peri- colosa. Come illustra Fabio Brambilla, partner di Controlfida multifamily-offi- ce e asset manager svizzero, ci sono di- versi rischi, alcuni sono legati ai volumi, altri alla concentrazione e alla selezione delle società su cui investire. I volumi de- gli Etf nel 2019 si sono concentrati su un numero limitato di fondi: i top 100 han- no attirato l’83% dei capitali. Non solo. C’è anche un rischio che nasce dalla con- centrazione che questi fondi passivi hanno sulle società più grandi. » pag 3 all’interno BORSA Più liquidità sulle Pmi Incorvati» pagina 13 BREXIT Come scegliere le polizze Pezzatti» pagina 9 INVESTIMENTI FONDI, CHI VINCE LA SFIDA DEI DUE ANNI I gestori che hanno recuperato le perdite dei mercati del 2018 Al top: Dws, Igm, AzFund e JpMorgan IL FOCUS Come valutare i risultati del tuo fondo di investimento e capire il suo grado di sostenibilità MERCATI Le strategie passive hanno la meglio sull’azionario Usa ed Ue Gli attivi creano valore con gli Emergenti ANALISI TECNICA Il focus sui listini cinesi Gennai» pagina 19 IL GESTORE Netflix emittente di bond Della Valle » pagina 20 ilsole24ore.com/sez/risparmio consulentia Il ricambio generazionale sul tavolo dei consulenti finanziari Criscione e Ursino>PAG. 16 eredità La migliore scelta per il risparmiatore tra testamento, donazione e patto Russo >PAG. 11 la posta. ex correntista db lamenta il ritardo nella chiusura del conto >PAG. 14-15 2 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 (1) Solactive Green Bond EUR USD IG Index; https://www.solactive.com/indices/ (2) https://www.climatebonds.net/ (3) https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/label-greenfi n (4) Il costo totale annuo dell’ETF (TER – Total Expense Ratio) non include i costi di negoziazione del proprio intermediario di riferimento, gli oneri fi scali ed eventuali altri costi e oneri. Il valore degli ETF citati può aumentare o diminuire nel corso del tempo e l’investitore potrebbe non essere in grado di recuperare l’intero importo originariamente investito. Questo è un messaggio pubblicitario e non costituisce sollecitazione, offerta, consulenza o raccomandazione all’investimento. Prima dell’investimento negli ETF citati si invita l’investitore a contattare i propri consulenti fi nanziari, fi scali, contabili e legali e a leggere attentamente i Prospetti, i “KIID” e i Documenti di Quotazione, disponibili sul sito www.lyxoretf.it e presso Société Générale, via Olona 2, 20123 Milano, dove sono illustrati in dettaglio i meccanismi di funzionamento, i fattori di rischio, i costi e il regime fi scale dei prodotti. Il Lyxor Green Bond (DR) UCITS ETF, il primo ETF nel suo genere al mondo, punta a replicare un indice Solactive1 che consente un’esposizione alle performance di Green Bond di emittenti Investment Grade quali Stati sovrani, banche, organismi sovranazionali, banche di sviluppo e imprese. I Green Bond contribuiscono a fi nanziare un’economia più “Verde”, con proventi destinati a progetti incentrati sulla mitigazione degli effetti climatici e sugli sforzi di adattamento. Le obbligazioni incluse nell’indice sono defi nite “Green” da Climate Bonds Initiative2. L’ETF, ora quotato su Borsa Italiana, ha ricevuto l’etichetta “Greenfi n” da parte dello Stato francese, che certifi ca la qualità “Green” dei fondi di investimento3. Lyxor quota su Borsa Italiana il primo ETF al mondo su Green Bond Nome ETF ISIN Ticker di Bloomberg Tipologia di Replica TER4 Lyxor Green Bond (DR) UCITS ETF LU1563454310 CLIM IM Fisica 0,25% The original pioneers Contatti: www.lyxoretf.it | info@ETF.it | 800 92.93.00 | Consulenti 02 89.63.25.00 | Istituzionali 02 89.63.25.28 | LYXOR <GO> MESSAGGIO PUBBLICITARIO Il primo ETF al mondo su Green Bond N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 3 sommario ASSIOM FOREX : IL 26ESIMO CONGRESSO FA TAPPA A BRESCIA Assiom Forex : il 26esimo Congresso fa tappa a Brescia Appuntamento a Brescia. Nella mattina di sabato 8 febbraio, dopo la relazione introduttiva del Presidente di Assiom Forex , Massimo Mocio, il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco terrà il suo intervento che verrà trasmesso in diretta streaming su: ww.ilsole24ore.com. Alle 14.30 è prevista la tavola rotonda “Sistema bancario tra tassi sotto zero e Fondo Salva Stati”, organizzata da Il Sole 24 Ore Radiocor con ll’introduzione del Ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e con la partecipazione di Marco Bonometti (Presidente Officine Meccaniche Rezzatesi e Confindustria Lombardia), Giovanni Gorno Tempini (Presidente Cassa Depositi e Prestiti), Victor Massiah (Consigliere delegato Ubi Banca), Domenico Siniscalco (vice chairman Morgan Stanley) e diretta streaming su www.ilsole24ore.com DALLA PRIMA Boom e rischi degli Etf + Ad esempio sul listino S&P i tre grandi asset manager del settore Etf (Blackrock, Vanguard e State Street) detengono in media il 22% delle azio- ni con diritto di voto. Ma quali sono le conseguenze di questa elevatissima concentrazione? Secondo Brambilla in questi anni è progressivamente diminuita la ca- pacità di vendere vicino al miglior prezzo pacchetti significativi di Etf. Anche la concentrazione dei diritti di voto delle società in mano alle tre principali case di fondi passivi rap- presenta un campanello d’allarme perché riduce la capacità degli inve- stitori (in particolare dei fondi attivi- sti) di influenzare le scelte dei consi- gli di amministrazione delle società quotate. C’è poi una distorsione ri- spetto alla selezione delle società sui cui gli Etf investono. La scelta è per dimensione, determinando una maggiore spinta sui titoli che pesano maggiormente sull’indice di riferi- mento. Non è un caso che le società a più elevata capitalizzazione siano anche quelle che hanno corso di più nell’ultimo triennio. Queste distor- sioni aumentano i rischi in contesti di shock di mercato cioè quando simul- taneamente dovessero scattare gli stop loss (vendite a determinati livelli di prezzo) a fronte di un pesante crol- lo dei mercati. Ma oggi i mercati ga- loppano e si tratta di preoccupazioni forse eccessive. Secondo Francesco Lomartire, responsabile di Spdr Etfs per l’Italia, gli Etf sono sempre più utilizzati all’interno di soluzioni di investimento professionale come strumenti di gestione tattica e di lun- go periodo. Acquisti e vendite di quo- te di Etf non necessariamente si tra- ducono in conferimenti e riscatti. Inoltre non necessariamente un fon- do Etf ha una partecipazione “passi-va” in assemblea. Pensare però di avere solo Etf in portafoglio non è una scelta sempre ottimale. Accanto al grande vantag- gio di avere strumenti finanziari a co- sti ridotti c’è però il rischio di avere in portafoglio prodotti che amplificano le oscillazioni di mercato. Gli Etf sono compratori quando tutti comprano e venditori quando tutti vendono. Non possono mai muoversi controcor- rente come invece i gestori attivi do- vrebbero saper fare. Un rischio che va tenuto sempre a mente. — Ch.Ma. ALL’INTERNO DI PLUS24 STORIA DI COPERTINA 4 Il bilancio a due anni America e tecnologia risollevano i fondi di Isabella Della Valle 5 Il bilancio a due anni Multiasset, il fondo si rivaluta quando il gestore è dinamico di Lucilla Incorvati 6 Il bilancio a due anni L’Etf vince la sfida su azioni Usa e Ue di Andrea Gennai 7 Il bilancio a due anni Non solo risultati per i fondi green di Vitaliano D’Angerio RISPARMIO E INVESTIMENTI 9 Assicurazioni Con Brexit più polizze sanitarie in valigia di Federica Pezzatti 11 Patrimoni Testamento o donazione? Ecco cosa fare per l’eredità di Daniela Russo 13 Piazza Affari e Pmi Più liquidità sulle piccole dell’Aim di Lucilla Incorvati 14 Il Sole risolve Ex correntista di DB lamenta il ritardo nella chiusura del c/c di Federica Pezzatti 15 La lettera del risparmiatore Trentatrenne indeciso tra l’acquisto e l’affitto della casa di Federica Pezzatti PROFESSIONISTI DEL RISPARMIO 16 Consulenti finanziari Il ricambio generazionale unisce e divide gli operatori di A.Criscione e G.Ursino 17 Patologie finanziarie Fir sotto shock, no all’anticipo dei rimborsi di Stefano Elli 18 ArtEconomy24 La mappa dell’Australia aborigena di Maria Adelaide Marchesoni INDICI E NUMERI 21 Le cifre in ballo Dalla Cina arrivano anche idee e avvertenze per ia consulenza finanziaria di Gianfranco Ursino 23 Due scenari per i bond La volatità sui mercati favorisce il settore obbligazionario a cura di Skipper Informatica Sezione a cura di Gianfranco Ursino STRUMENTI PER INVESTIRE 19 Analisi tecnica I listini cinesi restano sopra i livelli chiave di Andrea Gennai 20 Il gestore Della Vedova (T. Rowe Price): «Netflix, interessante emittente di bond hy» di Isabella Della Valle Chiuso in redazione alle 20 del 6 febbraio 2020 Illustrazione di STEFANO MARRA direttore responsabile Fabio Tamburini vice direttori Roberto Bernabò (sviluppo digitale e multimediale), Jean Marie Del Bo, Alberto Orioli caporedattore Christian Martino coordinamento operativo Isabella Della Valle in redazione Antonio Criscione,Vitaliano D’Angerio, Stefano Elli, Andrea Gennai, Lucilla Incorvati, Federica Pezzatti, Marilena Pirrelli, Marzia Redaelli, Gianfranco Ursino progetto grafico Adriano Attus con Laura Cattaneo e Francesco Narracci IL BILANCIO AZIONARIO Mondiale (1) in valuta locale 17,93 7,27 8,88 in euro 21,58 7,66 10,56 Europa (1) in valuta locale 13,06 3,25 5,08 in euro 15,13 2,26 5,59 Nord America (1) in valuta locale 21,43 9,64 11,54 in euro 25,84 10,41 13,84 Pacifico (1) in valuta locale 8,44 3,11 5,24 in euro 10,97 4,25 5,88 Paesi emergenti (1) in valuta locale 5,61 4,05 4,30 in euro 7,41 2,88 4,19 Italia (2) in valuta locale 17,45 3,98 2,87 OBBLIGAZIONARIO Mondiale (1) in euro 1,57 3,00 4,40 Europa (1) in euro 2,17 2,23 4,87 Italia (2) in euro 4,65 3,07 5,33 Usa (2) in euro 3,35 3,18 5,50 Giappone (2) in euro -3,05 3,97 2,32 INDICI DI SETTORE Alimentari D. 0,47 18,03 -0,80 11,55 Assicurazioni 1,27 17,75 0,29 15,42 Auto 0,45 -4,35 4,32 5,99 Banche 1,45 1,26 0,01 5,86 Beni Consumo 1,51 20,48 3,95 20,45 Beni Durevoli 2,10 -0,98 1,02 24,14 Chimico 1,97 19,77 1,32 14,90 Commercio 1,22 16,73 0,76 30,14 Costruzioni 0,71 26,43 0,05 10,88 Energia -0,87 -7,59 -2,78 -12,67 Industriali 1,21 24,36 -0,06 8,72 Media 1,21 8,53 0,88 21,80 Salute 1,27 26,79 -0,15 17,09 Servizi Finanz. 1,59 33,02 -0,15 18,98 Tecnologici 2,18 30,38 -0,78 43,69 Telecomunic. -2,33 1,28 -0,51 10,52 Turismo 0,93 6,71 0,55 14,19 Utilities 0,34 25,90 -0,75 20,59 REDDITO FISSO Australia 1,22 2,06 1,04 2,25 Gr. Bretagna 0,80 0,92 0,60 1,22 Canada 1,64 1,67 1,39 1,94 Danimarca -0,40 -0,31 -0,35 0,32 Svezia -0,80 -0,80 0,06 0,41 Giappone -0,18 -0,25 -0,04 -0,01 Svizzera -0,69 -0,71 -0,64 -0,29 Usa 1,57 4,76 1,65 2,70 Area euro -0,40 -0,31 -0,37 0,17 rendim. annuo % paese/ indici 1 anno 5 anni 10 anni rendim. annuo % paese/ indici 1 anno 5 anni 10 anni dj stoxx msci var. % var. % settore sett. anno sett. anno mercato obbligazioni monetario governative a 3 anni a 10 anni paesi ultimo 1 anno ultimo 1 anno Note: (1) Indici MSCI senza dividendi reinvestiti. (2) Indice Comit. Note: (1) Indici JP Morgan Global. (2) Indice JP Morgan delle aree di riferimento. ONLINE . ilsole24ore.com/sez/risparmio Previdenza Portogallo, stop alla detassazione per i pensionati stranieri Aim ai raggi X Ricavi +24,5% a 14,4 milioni per il mobile marketing di Amm Analisi tecnica L’azionario globale si allontana dai massimi, balzo della volatilità 4 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 cover story America e tecnologia risollevano i fondi il bilancio a due anni I migliori fondi che hanno recuperato le perdite dei mercati del 2018 e chi ancora soffre FONTE: Lipper BILANCIATI FLESSIBILI 80,90 91,02 115,32 73,80 111,39 176,35 72,34 69,88 117,79 167,98 65,36 101,16 176,23 -30,75 -13,49 -37,17 -28,87 -41,53 -49,16 -27,82 -39,07 -47,32 -26,21 -14,10 2,25 -23,43 -10,52 -11,06 Igm FdF Fless ibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99 Pumt Cau ous GB0005292593 37,50 42,90 32,60 Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89 Igm FdF Bi lanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69 Mi l ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20 Fondersel Ac ve Selec on IT0005157919 -26,91 -26,55 Esperia Funds - Duemme Beta Neutra l I LU1340021077 -23,14 -20,35 Bg Selec on Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36 Jupiter Global Levered Abs Return LU1649226930 -21,44 Carthes io Analy ca Equity Fund B LU1228799505 -20,02 -14,42 1. Dws Invest Brazil ian Eq. LU0616856935 80,90 91,02 115,32 2. Jpm Us Technology LU0082616367 73,80 111,39 176,35 - - - - - - -- - 3. Bail l ie Gifford Wldwd Us Eq.G. IE00B8HW2209 72,34 4. Bgf World Technology LU0056508442 69,88 117,79 167,98 5. Polar Capital Global Tech. IE0030772275 65,36 101,16 176,23 1. Dws Tuerkei LU0209404259 -30,75 -13,49 -37,17 2. Schroder Isf Gl.Energy LU0256331488 -28,87 -41,53 -49,16 3. Invesco Energy LU0123357419 -27,82 -39,07 -47,32 4. Echiquier Value Euro FR0011360700 -26,21 -14,10 2,25 5.Cb - Accent Asian Century LU0299668342 -23,43 -10,52 -11,06 1. Igm FdF Flessibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99 2. Pumt Cautious GB0005292593 37,50 42,90 32,60 3. Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89 4. Igm FdF Bilanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69 5. Mil ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20 1. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55 2. Esperia Funds - Duemme B N I LU1340021077 -23,14 -20,35 3. Bg Selection Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36 4. Jupiter Global Levered Abs R LU1649226930 -21,44 5. Carthesio Analytica Equity F B LU1228799505 -20,02 -14,42 AZIONARI PERF.% 2 ANNI PERF.% 3 ANNI PERF.% 5 ANNIISINI migliori 5 I peggiori 5 OBBLIGAZIONARI I migliori 5 I peggiori 5 PERF.% 2 ANNI PERF.% 3 ANNI PERF.% 5 ANNIISINI migliori 5 I peggiori 5 I migliori 5 I peggiori 5 1. Dws Vors. Rentenfonds XL D. LU0414505502 41,50 41,47 32,67 2. Franklin Gl Convertible Secs LU0727122425 39,30 34,28 50,72 IE00BYXWVS54 31,83 33,89 4. BlueBay Financial Capital B. LU1163203125 28,81 35,84 62,39 5. Franklin GCC B. LU0962741061 28,73 20,74 37,37 1. Diaman Sicav Dyn.I. LU0277560859 -16,69 -17,23 -16,83 2. Zeus Capital Cons. LU0937842861 -15,85 -15,35 -20,61 3. AZ Fund 1 - Gl Unconstr. LU0499091444 -13,67 -19,44 -15,43 4. Prosperise Credit Val. IE00B79ZQ625 -9,13 -5,55 -7,86 5. Templeton Global B. LU0170474422-7,87 -9,31 -4,35 3. Barings Emerg. M. Sov. Debt 1. AZ Fund 1 - American Trend LU0107998642 26,12 25,41 21,89 2. Azimut Trend America IT0001055075 24,88 25,06 25,17 3. Generali IS - Global Equity DX LU0260158638 22,87 30,97 43,85 4. UBS Kss-Global Allocation LU0197216392 18,23 20,20 20,16 5. Schroder Global Em. M. Opp LU0269904917 17,90 37,29 44,94 1. Theam Euro Long Vol I FR0010602466 -32,71 -51,00 -64,02 2. AZ Fund 1 - Global Macro LU0738948750 -29,93 -43,47 -54,40 3. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55 4. Lux Im Short Equities D.C. LU0338791055 -19,54 -32,78 -45,58 5. Amundi Sf E. Commodities LU0271695388 -18,32 -20,08 -33,39 Isabella Della Valle + L’investimento in un fondo co- mune per definizione è di medio lungo termine. Assodato questo, so- no molti i risparmiatori che, dopo essere saliti loro malgrado sulle montagne russe dei mercati finan- ziari nel 2018, ora si chiedono se i prodotti sui quali hanno investito si- ano riusciti, non solo a recuperare le perdite, ma anche a guadagnare qualcosa, visto soprattutto l’ottimo andamento dei listini nel 2019. E la risposta in molti casi è sì. Nelle tabelle in pagina è possibile vedere quali sono stati i fondi che so- no saliti di più e quelli che, invece, hanno perso terreno nell’ultimo bi- ennio. E quello che emerge in ma- niera abbastanza evidente in primo luogo tra i prodotti azionari che si so- no piazzati ai vertici della classifica, è la netta prevalenza di fondi che di- versificano il portafoglio negli Stati Uniti e nel settore tecnologico. Del resto il Nasdaq da inizio 2018 a oggi ha incrementato il proprio va- lore di oltre il 38% e l’S&P 500 si è ri- valutato del 25 per cento. Tra questi top performer va comunque segna- lato che il prodotto cresciuto di più in assoluto nel biennio ha scommesso sul mercato brasiliano e ha ottenuto una rivalutazione dell’81% (si tratta del Dws Brazilian Equity). Da un esame più generale dei ren- dimenti, nell’universo di fondi ven- duti in Italia al pubblico retail e map- pati da Refinitiv-Lipper, su un totale di 2.054 fondi azionari, 893 hanno chiuso il biennio con il segno positi- vo, mentre tra i 684 flessibili il segno più è tornato a fianco di 363 prodotti e tra i 1.294 bilanciati, quelli che si so- no rivalutati sono 893. Ma se il raggio dell’analisi si allar- ga anche ai periodi più lunghi, si ve- de chiaramente che gli stessi fondi che svettano in testa alla graduato- ria a due anni, hanno portato a casa risultati brillanti pure a tre e, soprat- tutto, a cinque anni. Chi non si è fat- to guidare da fattori emotivi nelle fasi di ribasso dei listini e ha invece saputo tener fede alla scelta iniziale di investimento, ha spuntato rendi- menti anche nell’ordine delle tre ci- fre. È il caso in particolare di Jpm Us Technology (176,35%), di Polar Ca- pital Global Tech (176,23%) e Bgf World Technology (168%). Niente male se si pensa che questo periodo coincide più o meno con l’inizio del- lo scenario di tassi a zero che dura ancora oggi. Certo, chi ha fatto scelte del genere ha evidentemente corso dei rischi, ma l’importante è esserne consapevoli e destinare a tali asset class una porzione di capitale che ci si può permettere di perdere, picco- la o grande che sia. Tra le fila dei prodotti più penaliz- zati, invece, sono quelli specializzati sul settore energetico, in Asia e in Turchia. Più trasversale l’andamen- to dei bilanciati, dal momento che prodotti che si sono comportati me- glio (Igm Flessibile quello che ha re- so di più) , in genere investono su una sfera globale (tranne i top performer specializzati anche in questo caso negli Usa come Janus Henderson Balanced e Miller Opportunity), pro- prio come quelli che hanno reso me- no. Ancora più determinante, quindi in questo caso il valore aggiunto del gestore nelle scelte di investimento. E ora? Dopo aver archiviato un periodo complesso, i fondi si sono affacciati su un anno che tra le novi- tà può contare su una sempre più forte attenzione alla sostenibilità, ormai ingrediente essenziale per i gestori, e dal ritorno in scena dei pia- ni individuali di risparmio (Pir), ri- spolverati dopo oltre un anno di le- targo. Si vedrà nei prossimi mesi se la spinta che ne ha contraddistinto l’esordio nel 2017 verrà replicata an- che oggi, stimolando le famiglie a ri- posizionare una parte del portafo- glio su questi prodotti. Non manca- no però i punti interrogativi sullo sfondo: timori recessivi, possibile normalizzazione monetaria, ele- zioni americane, incognite legate alla Brexit, eventi difficilmente pre- vedibili come il coronavirus. I gesto- ri sono chiamati ancora una volta a fare (bene) la loro parte. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ecco i passi per valutare i risultati di un fondo di investimento + Guardiamo i risultati del fondo di investimento che abbiamo sotto- scritto e siamo sorpresi, perché il va- lore del capitale è sceso o è salito trop- po rispetto a quanto ci era stato pro- spettato.In entrambi i casi, è bene in- dagare i motivi dello scostamento tra le aspettative e la realtà. il punto di partenza La prima cosa da fare per capire se il fondo è ben gestito è verificare co- me investa esattamente. Nel Kiid (Key Investor Information Docu- ment), il documento che illustra le caratteristiche “chiave” del fondo, è indicato il benchmark, cioè il para- metro scelto dal gestore per rappre- sentare l’universo di riferimento dei titoli in portafoglio. Il bench- mark è costituito da uno o più indici di mercato, in proporzioni che ris- pecchiano la suddivisione del patri- monio. Per esempio, il benchmark di un fondo azionario Italia può es- sere costituito per il 95% dall’indice Ftse Mib della borsa milanese e per il restante 5% da un indice del merca- to monetario, come l’Mts BoT. Non tutti i benchmark sono facili da interpretare, perché alcuni sono costituiti da più indici - magari 3,4 o addirittura 5 - non sempre conosciu- ti dai risparmiatori. L’investitore ita- liano può avere un’idea di come è an- data Piazza Affari e recuperare velo- cemente l’informazione. Invece, non è immediato sapere come è an- dato l’indice Bloomberg Barclays Euro Treasury Bill (un indicatore del mercato monetario) o il J.P. Morgan aggregate Us bond index (un para- metro delle obbligazioni americane) . La frammentazione del patrimonio non è di per sé un segnale di rischio- sità. Anzi, la diversificazione è un principio prudenziale. Però se si hanno difficoltà a capire dove si in- veste è meglio chiedere spiegazioni a chi ci ha proposto il fondo e commi- Hanno investito così i prodotti che dal 2018 hanno recuperato più Il migliore di tutti ha puntato sul Brasile 80,9% LA PERFORMANCE È il rendimento del fondo che nel biennio ha reso di più (Dws Invest Brazilian Equity). A 5 anni Jpm Technology in rialzo del 176%. Circoscrivere l’universo di riferimento e valutare differenze, costi e rischi N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 5 America e tecnologia risollevano i fondi il bilancio a due anni I migliori fondi che hanno recuperato le perdite dei mercati del 2018 e chi ancora soffre FONTE: Lipper BILANCIATI FLESSIBILI 80,90 91,02 115,32 73,80 111,39 176,35 72,34 69,88 117,79 167,98 65,36 101,16 176,23 -30,75 -13,49 -37,17 -28,87 -41,53 -49,16 -27,82 -39,07 -47,32 -26,21 -14,10 2,25 -23,43 -10,52 -11,06 Igm FdF Fless ibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99 Pumt Cau ous GB0005292593 37,50 42,90 32,60 Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89 Igm FdF Bi lanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69 Mi l ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20 Fondersel Ac ve Selec on IT0005157919 -26,91 -26,55 Esperia Funds - Duemme Beta Neutra l I LU1340021077 -23,14 -20,35 Bg Selec on Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36 Jupiter Global Levered Abs Return LU1649226930 -21,44 Carthes io Analy ca Equity Fund B LU1228799505 -20,02 -14,42 1. Dws Invest Brazil ian Eq. LU0616856935 80,90 91,02 115,32 2. Jpm Us Technology LU0082616367 73,80111,39 176,35 - - - - - - -- - 3. Bail l ie Gifford Wldwd Us Eq.G. IE00B8HW2209 72,34 4. Bgf World Technology LU0056508442 69,88 117,79 167,98 5. Polar Capital Global Tech. IE0030772275 65,36 101,16 176,23 1. Dws Tuerkei LU0209404259 -30,75 -13,49 -37,17 2. Schroder Isf Gl.Energy LU0256331488 -28,87 -41,53 -49,16 3. Invesco Energy LU0123357419 -27,82 -39,07 -47,32 4. Echiquier Value Euro FR0011360700 -26,21 -14,10 2,25 5.Cb - Accent Asian Century LU0299668342 -23,43 -10,52 -11,06 1. Igm FdF Flessibi le IT0004383003 41,48 40,94 39,99 2. Pumt Cautious GB0005292593 37,50 42,90 32,60 3. Janus Henderson Balanced IE0004445015 32,48 34,87 48,89 4. Igm FdF Bilanciato Azionario IT0004382708 29,49 34,20 36,69 5. Mil ler Opportunity IE00BF01W231 29,13 36,15 40,20 1. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55 2. Esperia Funds - Duemme B N I LU1340021077 -23,14 -20,35 3. Bg Selection Short Strategies LU0343765656 -22,11 -34,47 -48,36 4. Jupiter Global Levered Abs R LU1649226930 -21,44 5. Carthesio Analytica Equity F B LU1228799505 -20,02 -14,42 AZIONARI PERF.% 2 ANNI PERF.% 3 ANNI PERF.% 5 ANNIISINI migliori 5 I peggiori 5 OBBLIGAZIONARI I migliori 5 I peggiori 5 PERF.% 2 ANNI PERF.% 3 ANNI PERF.% 5 ANNIISINI migliori 5 I peggiori 5 I migliori 5 I peggiori 5 1. Dws Vors. Rentenfonds XL D. LU0414505502 41,50 41,47 32,67 2. Franklin Gl Convertible Secs LU0727122425 39,30 34,28 50,72 IE00BYXWVS54 31,83 33,89 4. BlueBay Financial Capital B. LU1163203125 28,81 35,84 62,39 5. Franklin GCC B. LU0962741061 28,73 20,74 37,37 1. Diaman Sicav Dyn.I. LU0277560859 -16,69 -17,23 -16,83 2. Zeus Capital Cons. LU0937842861 -15,85 -15,35 -20,61 3. AZ Fund 1 - Gl Unconstr. LU0499091444 -13,67 -19,44 -15,43 4. Prosperise Credit Val. IE00B79ZQ625 -9,13 -5,55 -7,86 5. Templeton Global B. LU0170474422 -7,87 -9,31 -4,35 3. Barings Emerg. M. Sov. Debt 1. AZ Fund 1 - American Trend LU0107998642 26,12 25,41 21,89 2. Azimut Trend America IT0001055075 24,88 25,06 25,17 3. Generali IS - Global Equity DX LU0260158638 22,87 30,97 43,85 4. UBS Kss-Global Allocation LU0197216392 18,23 20,20 20,16 5. Schroder Global Em. M. Opp LU0269904917 17,90 37,29 44,94 1. Theam Euro Long Vol I FR0010602466 -32,71 -51,00 -64,02 2. AZ Fund 1 - Global Macro LU0738948750 -29,93 -43,47 -54,40 3. Fondersel Active Selection IT0005157919 -26,91 -26,55 4. Lux Im Short Equities D.C. LU0338791055 -19,54 -32,78 -45,58 5. Amundi Sf E. Commodities LU0271695388 -18,32 -20,08 -33,39 surare obiettivi e rischiosità dello strumento con i propri. I fondi flessi- bili, inoltre, non necessariamente hanno un benchmark, proprio per la libertà di assemblare un paniere a se- conda delle fasi di mercato e dei con- vincimenti del gestore. c’è perdita e perdita Se la perdita, al netto delle commis- sioni, è in linea con quella del bench- mark, molto probabilmente il gesto- re replica esattamente il paniere di ti- toli presenti nell’indice di riferimen- to, senza prendere posizioni dettate dall’analisi dei mercati. Però in que- sto caso gli oneri di una gestione atti- va non sono giustificati e tanto vale scegliere un fondo che replichi in mo- do automatico un mercato, come un Etf (i fondi passivi quotati che hanno spese molto più basse dei fondi atti- vi). Nel Kiid sono elencate le commis- sioni di sottoscrizione e di rimborso e le commissioni correnti che gravano sul capitale investito, oltre alle even- tuali commissioni sul guadagno del fondo. Dunque, è possibile fare un calcolo approssimativo del valore ag- giunto o sottratto dal gestore al pro- dotto. La società di gestione deve an- che inviare al cliente un consuntivo dei costi sostenuti in valore assoluto. Così come nella relazione annuale spiega eventuali scelte che determi- nano una performance del fondo peggiore di quella del mercato. attenzione ai risultati strepitosi È consigliabile anche valutare la bon- tà di un risultato positivo, soprattutto se è strabiliante o molto più elevato rispetto agli obiettivi. Bisogna assi- curarsi che l’incremento del patri- monio non sia stato perseguito soste- nendo un rischio maggiore di quello dichiarato nel mandato. Nel Kiid è in- dicato il grado di rischio del fondo se- condo la volatilità degli ultimi cinque anni, classificato in una scala da 1 a 7 (per esempio il 4 corrisponde a un ri- schio medio e a una volatilità annua della quota tra il 5% e il 10%). La differenza tra fondo e bench- mark non giustificata dalle spese è frutto delle scelte del gestore. L’anno scorso, per esempio, Piazza Affari ha guadagnato il 27%; quindi un pari rialzo di un classico fondo azionario Italia non ha nulla di strepitoso di per sé. Piuttosto, insinua qualche dubbio sul contributo del gestore e sull’equi- tà delle commissioni. Viceversa, se il fondo per mandato ha un patrimo- nio concentrato su un numero relati- vamente basso di titoli è lecito atten- dersi ampi scostamenti rispetto al mercato. — Ma.R. © RIPRODUZIONE RISERVATA Multiasset, il fondo si rivaluta quando il gestore è dinamico Lucilla Incorvati + Quanto rendono gli investimenti affidati ai fondi comuni di investi- mento? La risposta è “dipende” per- ché al risultato concorrono una serie di fattori: dal fondo selezionato, al ti- po di gestione, da quando si entra in un determinato prodotto e ovvia- mente da quanto si è disposti a ri- schiare. Da ormai un decennio per contrastare i fattori “imprevedibili” dei mercati (dalla volatilità dei listini ai bassi tassi d’interesse, dall’incer- tezza politica al coronavirus) l’indu- stria ha cavalcato l’onda dei fondi multi asset, divenuta in Europa tra le più fiorenti (solo tra il 2017 e il 2018 sono stati lanciati oltre 700 prodot- ti). Per molti colossi dell’asset mana- gement i multi-asset sono diventati dei veri blockbuster come Carmi- gnac Patrimoine, Fidelity Global MultiAsset Income, Invesco Global Targeted Returns, Nordea 1 Stable Returns. Tra gli altri c’è anche JP- Morgan Global Income, primo fondo multiasset arrivato in Italia nel 2008 con una strategia orientata alla ricer- ca di rendimento, seguito poi da un’altra più conservativa. «Per la no- stra società - spiega Lorenzo Alfieri, country head per l’Italia- il Global In- come è il fondo più grande per patri- monio in gestione e le strategie mul- tiasset rappresentano il 43% degli asset totali. I mercati finanziari si so- no molto evoluti e oggi offrono uno spettro sempre più ampio di possibi- lità: entrare però in certi mercati o in certi settori richiede una conoscenza molto approfondita. Le strategie multiasset consentono agli investi- tori di partecipare alla crescita di un ampio spettro di asset class, lascian- do al gestore il compito di seleziona- re di volta in volta settori e titoli più interessanti». Secondo più impor- tante player in Europa che punta al multiasset è Amundi con 262 miliar- di di patrimonio (il 17% del totale) so- lo su queste soluzioni. Ma in che termini queste soluzioni hanno portato valore nei portafogli? «Nel 2019 abbiamo avuto a che fa- re con un contesto piuttosto difficile, che ha sofferto per i timori sul rallen- tamento economico globale e per le incertezze politiche, da una parte con le tensioni commerciali, dall’altra con la prospettiva di una hard Brexit - sottolinea Serge Pizem, capo globale degli investimenti Multi-Asset di AXA IM - ecco perché nel portafoglio del fondo AXA WF Global Optimal Inc. abbiamo mantenuto un profilo di rischio moderato fino al terzo tri- mestre, con meno del 50% investito in azioni e abbiamo favorito strategie focalizzate sul carry (via credito inve- stment grade, obbligazioni high yield e debito emergente) e poi alla fi- ne dell’anno in controtendenza al sentiment diffuso sul mercato abbia- mo incrementato l’esposizione al- l’azionario. Questa scelta ci ha pre- miato e abbiamo chiuso il 2019 con una performance del 12,6%, mentre in tre anni il fondo ha guadagnato ol- tre il 19% e in cinque anni il 30%». Attenzione, però, considerando che spessoper la loro complessità questi prodotti hanno anche com- missioni di un certo peso non tutti sono hanno dato gli stessi risultati: a cinque anni per esempio il Car- mignac Patrimoni ha reso lo 0,97%, il già citato JPMorgan Global Inco- me il 2,51%, l’M&G Income Alloca- tion il 4,16% e l’ Amundi Global Multi-Asset 2,42%. E per il futuro? «Considerando l’attuale contesto di mercato caratterizzato da tensioni geopolitiche e tassi estremamente bassi - ricorda Juan Nevado del team di multi-asset di M&G - nel 2020 sarà cruciale per gli investitori fare affida- mento su un approccio flessibile e di- namico, in grado di adattarsi a condi- zioni di mercato mutevoli». «Negli ultimi dieci anni - gli fa eco Francesco Sandrini, a capo della divisione di Amundi - queste solu- zioni hanno garantito la partecipa- zione ai rialzi per gli investitori, ma anche il raggiungimento di obiettivi di distribuzione significativi. Tutta- via, il contesto non si è rivelato otti- male per evidenziare il suo reale punto di forza, ovvero la riduzione del rischio tramite diversificazione degli asset e gestione attiva. Pensia- mo sarà più promettente per queste soluzioni il triennio 2020-2022 gra- zie a una gestione attiva sia nella se- lezione dei titoli sia nell’asset allo- cation». Strategie, queste, destinate a contrastare soprattutto il pericolo di una possibile recessione ed un progressivo percorso di normaliz- zazione monetaria. © RIPRODUZIONE RISERVATA Saper diversificare bene tra mercati, settori, titoli fa la grande differenza rendimenti a confronto 13,3% performance annua Del fondo M&G Income che a 3 anni ha messo a segno una performance del 5,78%. A un anno il fondo Amundi Global Multiasset registra un risultato del 9,34% e a tre anni del 3,76% 7,25% performance annua Del fondo JPMorgan Income che a tre anni ha segnato un + 3% 6 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 cover story il bilancio a due anni L’Etf vince la sfida su azioni Usa e Ue Per costi e rendimenti bene i cloni che puntano sugli asset americani I fondi attivi fanno meglio sugli Emergenti Andrea Gennai + L’eterna sfida tra Etf e fondi ha avuto un bel banco di prova nel 2019. Tutte le asset class sono praticamente salite con guadagni vistosi soprattutto sul fronte azionario. In questo contesto le strategie passive hanno avuto la meglio ed è stato complicato bat- tere i mercati. Wall Street è il mercato dove gli Etf danno il meglio di sè in termi- ni di contenimento di costi e di performance: è molto difficile fa- re meglio di Wall Street e così i fondi attivi e i fondi indicizzati non tengono il passo della com- petizione. Non a caso il mercato dei titoli Usa a larga capitalizza- zione è stato quello che ha ricevu- to i maggiori afflussi in un quarto trimestre record per gli Etf globa- li (con oltre 200 miliardi di dolla- ri). Anche a Piazza Affari le mi- gliori performance degli Etf (sen- za contare quelli a leva) ha inte- ressato strumenti esposti agli asset azionari statunitensi. «Guardando all’azionario Usa - spiega Giovanni Folgori, chief investment officer Euclidea -non c’è confronto. Gli Etf e i fondi pas- sivi battono i fondi attivi in termi- ni di performance e come costi. Stessa cosa in Europa anche se nel Vecchio Continente si può trova- re qualche fondo attivo che fa me- glio del mercato». La distinzione tra fondi attivi e fondi indicizzati mette in luce la sempre maggiore diffusione di questi ultimi strumenti, che sono una sorta di via di mezzo. «Nel- l’analisi delle categorie - continua Folgori - oltre ad Etf e fondi attivi vanno considerati anche gli index fund, si tratta di fondi passivi che non sono acquistabili dall’investi- tore individuale ma sono accessi- bili indirettamente attraverso po- lizze e gestioni». Sono strumenti che stanno crescendo e che hanno il vantaggio di avere costi contenu- ti come gli Etf. Rispetto ai fondi at- tivi, il divario dei costi con gli Etf è spesso vicino al punto percentuale nella classe istituzionale e ancor più alto per la classe retail. «Il discorso cambia - continua Folgori - sull’azionario Emergen- te dove i fondi attivi nell’ultimo anno, ad esempio, hanno fatto meglio delle altre classi, seppure non di molto. In campo obbliga- zionario l’impatto dei costi dei fondi è molto più rilevante e la dif- ferenza di performance con gli Etf è minimale. Per quanto riguarda l’obbligazionario emergente lo scorso anno abbiamo avuto un exploit dei fondi indicizzati e que- sto è dovuto a fattori di mercato le- gato alle mosse della Fed». Anche il 2019 ha confermato, statistiche alla mano, il vantaggio dell’utilizzo degli Etf in molti seg- menti di mercato e questo giustifi- ca l’anno record registrato dai “cloni” in termini di flussi a livello globale. Gli asset sono saliti a 6.300 miliardi di dollari: di fatto raddop- piando in meno di 5 anni. Il settore azionario è quello più attrattivo per il mondo Etf con ol- tre 4.800 miliardi di dollari e dove il mercato statunitense fa la parte del leone. La novità più interes- sante è la forte crescita degli Etf le- gati al mondo obbligazionario: gli asset hanno superato i 1.000 mi- liardi di dollari con il mondo degli “investment grade” a guidare la classifica (si veda altro pezzo in pagina). Il tema dei costi è molto importante nel successo di questi “cloni” perché la differenza anche di pochi punti percentuali si sente molto in un mondo obbligaziona- rio dove i rendimenti sono com- pressi per effetto dei tassi a zero. E fare gestione attiva sull’obbliga- zionario poi non è facile. © RIPRODUZIONE RISERVATA Le strategie azionarie a bassa volatilità attirano sempre più flussi Nel settore smart beta resta alto l’interesse anche per i dividendi + Il forte aumento dei flussi verso gli Etf ha interessato anche i “clo- ni” del segmento smart beta, vale a dire gli strumenti “intelligen- ti” che non replicano puri indici passivi ma strategie ad hoc. «Il 2019 - spiega Andrea Fave- ro, Head of Asset Managers BlackRock Italy - è stato un anno record per gli Etf smart beta con ben 80,5 miliardi di dollari di flussi verso strumento domici- liati prevalentemente negli Usa. Per gli strumenti europei sono stati sfiorati i 10 miliardi con una crescita tre volte superiore ri- spetto al 2018. Per il secondo an- no consecutivo il fattore più im- portante è stato quello della bas- sa volatilità, che ha attratto 26 miliardi di dollari». Gli investitori a livello globale che si sono esposti sull’azionario sono andati sempre di più alla ri- cerca di approcci prudenziali, per limitare i rischi legati alle oscilla- zioni della volatilità. Una strategia più difensiva che ha fatto peggio del mercato generale pur con ri- sultati interessanti. In termini di performance nel 2019, infatti, l’in- dice Msci World generale ha gua- dagnato il 27% a fronte del 23% dell Msci World minimun volatility: la strategia a bassa volatilità ha por- tato a casa un risultato di tutto ri- spetto tenendo maggiormente sotto controllo i rischi. Gli smart beta a livello globale hanno raggiunto i 610 miliardi di dollari di asset, poco meno del 10% di tutte le masse globali. Il da- to 2019, in termini di peso, è so- stanzialmente in linea con l’anno precedente. Tra le varie sottocate- gorie a dominare la scena resta quella dei dividendi: Si tratta di Etf che investono su sottostanti azio- nari con alte cedole. Una strategia che ha ancora molti sostenitori per il giusto mix tra rischio azionario e benefici legati all’incasso delle ce- dole periodiche. In termini di flussi, come antici- pato, è la strategia a bassa volatilità ad aver attratto percentualmente i maggiori investimenti: gli asset totali sono balzati a fine 2019 sopra i 100 miliardi. Accanto agli smart beta si stanno diffondendo anche gli Etf attivi, che oggi hanno asset per circa 150 miliardi di dollari. «In termini di flussi l’indu- stria globale degli Etf - continua Favero - ha fatto registrare il se- condo anno migliore di sempre con 560 miliardi. Solo il 2017 ave- va fatto meglio. L’obbligaziona-rio cresce in maniera molto forte e questo rivela un nuovo utilizzo dei “cloni” nell’ambito del reddi- to fisso. Nel wealth si tende ad as- sumere posizioni long term sem- pre di più con gli Etf, gli istituzio- nali hanno ampliato il loro utiliz- zo anche in chiave tattica o di copertura». — An.Gen. © RIPRODUZIONE RISERVATA flussi 4 trimestre flussi 2019 asset Dividend 13,1 31,3 264 Multi Factor 1,2 10,5 111 Low Volatility 0,7 25,8 106 Equal Weight 1,0 -2,6 52 Single Factor 7,7 14,1 74 Fixed Income 0,3 1,4 11 Totale 24,0 80,5 618 Gli Etf intelligenti Le dinamiche degli Etf smart Beta per categorie a livello globale Dati in miliardi di dollari fonte: elab. su dati BlackRock Il trend L’andamento delle masse degli Etp a livello globale – in miliardi di dollari fonte: Elab. su dati BlackRock 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 79 109 146 218 319 428 598 851 772 1.139 1.446 1.490 1.905 2.354 2.743 2.953 3.497 4.754 4.792 6.304 AZIONI REDDITO FISSO COMMODITY tipologia ritorno %a un anno ritorno % a 3 anni commissioni area investimento Etf 30,56 36,72 0,31% EquityUs Fund 28,95 31,89 1,33% EquityUs Index_fund 32,77 39,22 0,27% EquityUs Etf 26,04 24,74 0,34% EquityEurope Fund 23,40 18,41 1,54% EquityEurope Index_fund 26,36 19,30 0,28% EquityEurope Etf 18,18 24,51 0,53% Equity emergenti Fund 20,47 24,26 1,48% Equity emergenti Index_fund 19,51 25,12 0,46% Equity emergenti Etf 3,65 4,45 0,16% BondEuro Fund 4,77 4,17 0,78% BondEuro Index_fund 4,54 2,70 0,25% BondEuro Etf 12,78 9,28 0,44% Bond emergenti valuta forte Fund 10,90 9,77 0,94% Bond emergenti valuta forte Index_fund 13,78 12,46 0,20% Bond emergenti valuta forte A confronto armonizzati ue nel 2019 Etf, fondi attivi e passivi: costi (fondi per istituzionali) e performance medie valore quota al variaz. % 31/01/20 31/01/1931/01/19 31/01/20 PRIMI 8 Invesco Technology S&P US Select Sector Etf 140,76 212,99 51,31 Spdr S&P US Technology Select Sector Ucits Etf 29,19 44,135 51,20 Xtrackers MSCI World Information Tech Ucits Etf 1C 23,16 33,96 46,63 Lyxor MSCI Wld Information Tech TR Ucits Etf C-Eur 225,43 329,87 46,33 Lyxor New Energy Ucits ETF Dist 21,19 29,54 39,41 Lyxor MSCI Greece Ucits Etf Dist 0,7669 1,0506 36,99 iShares Nasdaq 100 Ucits Etf USD (Acc) 336,07 457,6 36,16 Amundi Nasdaq-100 Ucits Etf - Eur (C) 66,32 90,17 35,96 ULTIMI 8 iShares MSCI South Africa Ucits ETF USD (Acc) 29,3 26,94 -8,05 Lyxor MSCI Thailand UCITS ETF - Acc 214,65 196,99 -8,23 Ubs Etfs plc - Cmci Comp SF Ucits Etf (EUR) A-acc 53,97 49,425 -8,42 Lyxor Msci South Africa UCITS ETF - Acc 34,415 31,465 -8,57 Invesco Bloomberg Commodity Ucits Etf Eur Hdg 38,935 35,5 -8,82 Invesco Morningstar US Energy Infra MLP Ucits Etf 67,83 61,44 -9,42 Lyxor Msci Eastern Europe Ex Russia Ucits Etf Acc 21,875 19,716 -9,87 L&G US Energy Infrastructure Mlp Ucits Etf 4,6755 3,929 -15,97 fonte: Ufficio Studi Sole 24 Ore effetto usa I migliori e peggiori Etf (non a leva) quotati a Milano - in euro fonte: elab. su dati Euclidea N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 7 il bilancio a due anni Quando Rambo entra in portafoglio I titoli «socialmente irresponsabili» che vincono in Borsa Stefano Elli + Heckler & Koch. Motto: “Nessun compromesso”. Sede in Germania, Baden-Württemberg. Fabbrica armi leggere. Del suo fucile mitragliatore Hk33 è dotato il “Regiment”: il cele- brato Special air service (Sas) britan- nico. Ma anche i nostri Carabinieri paracadutisti del Tuscania. La società ha emesso un bond (cedola 9,5% e scadenza 15 maggio 2018, denomina- ta in euro; codice Isin XS0626438112), poi ritirato. «Ne avevamo comprati parecchi – dice il gestore che vuole re- stare anonimo – Ma una cliente, ap- pena saputo di che si trattava, ha fatto “l’angelo a quattro” perché le vendes- simo. Così abbiamo fatto. Ma non le è andata male. Ha incassato una di- screta performance». Discreto perio- do anche per altri produttori di armi. L’American Outdoor Corp di Spring- field, meglio conosciuta con il nome che portava sino al 2016: Smith & Wesson. Il 27 febbraio del 2019 veniva scambiata sul Russell 3000 a 13,8 dol- lari, precipitata a 5,74 il 3 settembre, oggi si è ripresa e il 5 febbraio 2020 era scambiata a 10,14 dollari. Analogo il percorso della Sturm Ruger di Sou- thport (Connecticut). Il 31 luglio veni- va scambiata a 56,50 dollari. Crollata in un mese a 40,62 dollari ( il 27 ago- sto) il 5 febbraio 2020 si era riportata su valori superiori ai 50 dollari (51,26). Per gli investitori amanti del settore made in Italy (Leonardo e Fincantieri a parte) non c’è trippa. La Beretta, produttrice degli Ar e Sc 70/90, fucili mitragliatori imbracciati dai nostri militari (per esempio nell’operazione “Strade sicure”) non emette bond. Né ha la minima intenzione di quotarsi. Altra eccellenza italiana: i veicoli blindati Lince (soprannominati San Lince dai soldati italiani scampati a numerosi attentati in Afghanistan grazie alla robusta blindatura del mezzo) sono prodotte dalla Iveco De- fence Vehicles di Bolzano. Il brand è nel perimetro di Cnh industrial. Quo- tata a New York e a Milano. Il “voto” però è disperso su un portafoglio di troppi marchi per poter essere identi- ficato come una partecipazione di na- tura “militare”. Più in generale fondi che si identifichino in modo scoperto con «emissioni insostenibili» ce ne sono pochissimi. Perché autoetichet- tarsi come fondo del vizio quando è possibile infarcire i portafogli con ciò che si vuole? Dell’ex Vice fund (oggi Vitium Global Fund, codice Isin US 90347D3026 scambiato a poco più di 30 dollari (30,16) da notare c’è il logo: un quadrato rovesciato sui vertici: in alto c’è un dado da gioco, a destra un calice di vino, a sinistra un jet da com- battimento e in basso un pacchetto di sigarette. Se qualcuno ancora avan- zasse dei dubbi. © RIPRODUZIONE RISERVATA Non solo risultati per i fondi green Fa discutere l’arrivo del bollino verde Ue per i prodotti finanziari sostenibili. Soglie e criteri nel mirino Vitaliano D’Angerio + Oltre le performance c’è il bolli- no. Quello verde. L’arrivo entro l’anno dell’Ecolabel per i fondi so- stenibili, ha creato dibattito nella comunità finanziaria italiana. C’è chi si lamenta di nuovi costi dimen- ticando però che il bollino è volon- tario. E chi invece lo considera una buona iniziativa perché in tal modo si evita che ogni Paese europeo sta- bilisca le proprie regole come già avviene in Francia e Belgio per esempio. L’Ecolabel tra l’altro non riguarda i prodotti biologici (come erroneamente scritto la scorsa set- timana, ndr). bollino unico in europa «L’Ecolabel per i prodotti finanzia- ri è un’iniziativa molto importante perché aumenta la comprensione e la fiducia da parte degli investitori interessati ai prodotti sostenibili – dichiara Simona Merzagora, ma- naging director in Italia di NN In- vestment Partners –. È cruciale, per i fondi socialmente responsa- bili, avere criteri uniformi e traspa- renti in tutta Europa e il bollino ver- de va proprio in questa direzione». Aggiunge: «I nostri fondi respon- sabili adottano già criteri stringen- ti. Guardiamo quindi con attenzio- ne gli sviluppi di questa nuova ini- ziativa per comprendere i criteri che verranno definiti dalla Com- missione europea». Sulla necessità di criteri omoge- nei per l’Ecolabel, insiste anche Lo- renzo Solimene, associate partner di Kpmg Advisory ed esperto di so- stenibilità: «L’Ecolabel per i pro- dotti finanziari è un’iniziativa inte- ressante ma allo stesso tempo è ne- cessario che i criteri siano omoge- nei per tutti. Prendiamo il caso, per esempio, delle dichiarazioni non finanziarie – aggiunge –. La diret- tiva europea sulle Dnf ha lasciato molta discrezionalità ai singoli Stati. C’è dunque differenza fra cri- teri applicati nel reporting non fi- nanziario dei Paesi europei e ciò rende difficile la comparabilità». sbilanciato sul green Fra i gestori c’èchi evidenzia poi che il bollino verde è appunto troppo sbilanciato sul green men- tre nella sigla Esg ci sono anche le parole social e governance. È quanto sottolinea Wolfgang Pin- ner, responsabile Sri di Raiffeisen Capital Management: «È un label (etichetta, ndr) sbilanciato. In re- lazione agli altri label sul mercato, come Fng Label o l’Ecolabel au- striaco, la bozza dell’Unione euro- pea si focalizza quasi esclusiva- mente sul tema della protezione del clima e di altri aspetti ecologi- ci. Dunque la parte E di Esg, ovve- ro l’ambiente». C’è quindi molto lavoro ancora da fare. obbligazioni verdi I lavori degli esperti europei si è concentrato molto sulle soglie gre- en dei fondi azionari. Ci sono però anche i fondi obbligazionari: su questi prodotti la discussione, a quanto si sa, è stata meno accesa fra gestori e associazioni di consuma- tori; la bozza sull’Ecolabel prevede che il 70% del portafoglio obbliga- zionario dovrà essere investito in EU green bond. «Al momento però – rileva Pinner – non abbiamo al- cuna possibilità di valutare il mer- cato dei green bond secondo i crite- ri della tassonomia europea futura. Gli emittenti globali potrebbero decidere di richiedere una certifi- cazione, ma non ne abbiamo la cer- tezza». Sul green finanziario siamo ancora nella fase “lavori in corso”. v.dangerio@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA news sostenibili commissioni Bnl fa lo sconto sui fondi responsabili Fino al 31 marzo, Bnl (gruppo BnpParibas) azzera le commissioni di ingresso sulle nuove somme investite in fondi socialmente responsabili. È quanto annunciato dai vertici dell’istituto in occasione della nuova puntata della campagna di comunicazione #PositiveBanking. finanza religiosa Arriva il primo manuale per investitori cattolici La «Guida alla finanza sostenibile per investitori cattolici» rappresenta il primo esempio di manuale rivolto specificamente agli investitori cattolici, per accompagnarli a conoscere il mondo della finanza sostenibile e responsabile (Sri) e a impatto sociale. Sono 68 pagine, suddivise in 4 capitoli e 15 paragrafi e passa in rassegna le buone pratiche di finanza Sri attuate da investitori religiosi. Gli autori sono Alessandra Viscovi, Chiara Tintori e Andrea Di Turi. Il libro è scaricabile dal sito www.nummus.info/#page il bollino verde ue per la finanza che cos’è Ecolabel è il marchio di qualità ecologica dell’Ue che contraddistingue prodotti e servizi con elevati standard prestazionali e caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita. Entro l’anno verranno approvate le linee guida per usarlo anche sui prodotti finanziari green: sarà volontario e chi vorrà utilizzarlo dovrà garantire standard molto stringenti a livello di portafoglio titoli (azioni, bond e derivati). Per approfondimenti vedi Plus24 del primo febbraio. Mettiamo al servizio dei consulenti finanziari la nostra esperienza di quasi cento anni nella gestione attiva. MFS è un gestore attivo che opera dal 1924 con un obiettivo principale: creare valore per gli investitori attraverso un’allocazione responsabile del capitale. Ciò implica una gestione attiva del rischio, l’individuazione di opportunità d’investimento e un’enfasi sui risultati a lungo termine. Scopri di più su mfs.com/italia 44783.1 Non è uno spreco di TEMPO L’ESPERIENZA se si utilizza con saggezza — Auguste Rodin 8 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 ISIN CERTIFICATO PANIERE (WORST OF) VALORE INIZIALE AZIONI / STRIKE BARRIERA (% STRIKE) PREMIO1 BOOST (MESI 1 - 9) PREMIO1 (MESI 10 - 36) XS2088360644 Atlantia Banco BPM UniCredit STM 20,7 € 1,9745 € 12,556 € 27,0 € 10,35 € (50%) 0,98725 € (50%) 6,278 € (50%) 13,5 € (50%) 1,50€ (1,5%) 0,50€ (0,5%) XS2088360305 STM Vallourec Davide Campari Enel 27,0 € 2,39 € 8,63 € 7,62 € 13,5 € (50%) 1,195 € (50%) 4,315 € (50%) 3,81 € (50%) 1,50€ (1,5%) 0,50€ (0,5%) XS2088361295 JP Morgan Chase Netflix Spotify Technology Tesla 136,54 $ 349,6 $ 148,97 $ 572,2 $ 68,27 $ (50%) 174,8 $ (50%) 74,485 $ (50%) 286,1 $ (50%) 1,50€ (1,5%) 0,50€ (0,5%) N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 9 risparmio & investimenti assicurazioni Previdenza, ora l’adesione va di fretta di Marco lo Conte U n vero e proprio spot afavore di fondi pensione.Anche se involontario. L’Inps, in una circolare pubblicata negli ultimi giorni, ha reso nota la sua interpretazione della norma prevista nella normativa quadro di settore (d. lgsl.252/2005) su delicato tema del Tfr pregresso. Dice l’Inps che se un lavoratore attivo in azienda con almeno 50 dipendenti, dopo aver deciso di non aderire a un fondo pensione ci ripensa, non può contare sullo stock di Tfr in precedenza conferito in azienda e quindi al Fondo Tesoreria dell’Inps ma solo sul flusso di Tfr ed eventualmente i contributi volontari e datoriali maturandi. Per rientrare in possesso del proprio Tfr, ha stabilito l’Inps, il lavoratore dovrà attendere la fine del rapporto di lavoro: una nuova occupazione, licenziamento o pensione. Il Fondo Tesoreria dell’Inps, com’è noto, raccoglie il Tfr dei lavoratori dipendenti di azienda con almeno 50 addetti. Doveva finanziare opere infrastrutturali, ma in realtà gira i 6 miliardi di flusso annuo al Tesoro, che lo usa per le esigenze di cassa. Denaro prezioso, per un Paese indebitato come l’Italia che di conseguenza non considera - nei fatti - gli investimenti infrastrutturali prioritari. Il pensionamento di una quantità consistente di occupati, dicono alcuni studi, porterà nei prossimi anni a un default del Fondo Tesoreria. Ma al di là di questo problema, chi ha procrastinato la fatale decisione magari facendo conto proprio sul Tfr maturato per la propria pensione e volesse aderire ora, si troverebbe con ben poche munizioni: perché minore è il tempo per far maturare i contributi e minore sarà la pensione che andrà a integrare un assegno di primo pilastro, già di per sé sempre minore. A differenza dei lavoratori attivi in aziende fino a 49 dipendenti che, in base ad accordi aziendali, possono trasferire a previdenza tutto lo stock di Tfr maturato al fondo pensione che prediligono. Una possibilità suffragata dai pronunciamenti dell’Agenzia delle Entrate e dalla Covip, commissione di vigilanza sui fondi pensione. Com’è noto la previdenza complementare offre rendimenti maggiori del Tfr e maggiore liquidabilità dei contributi. Per questo quello dell’Inps è uno spot perfetto per spingere ad aderire appena possibile al fondo pensione. Perché il tempo è il miglior gestore e per farlo fruttare a dovere - per una volta - è bene aver fretta. © RIPRODUZIONE RISERVATA soldi in testa Con Brexit più polizze sanitarie in valigia L’impatto sui contratti sarà light per il 2020 Dal 2021 meno tutele sulla salute dei cittadini Ue che vanno a Londra Per i Lloyd’s Londra resta il cervello intervista Vittorio Scala Country manager dei Lloyd’s + La tradizione “british” dei Lloyd’s si è già adeguata. E Brexit, per il mer- cato degli assicuratori dei Lloyd's, at- tivi da oltre 330 anni proprio nel cuo- re di Londra, è già una “old news”. Lo spiega Vittorio Scala, rappresen- tante generale e country manager dei Lloyd’s in Italia dove il gruppo as- sicura, attualmente, soprattutto i professionisti e i rischi emergenti non coperti dalle compagnie tradi- zionali (sharing economy e nuove professioni non ancora riconosciu- te, per esempio). Come vi siete riorganizzati? Fin dal 2016 i Lloyd’s hanno comin- ciato a cercare la miglior soluzione con l’obiettivo di continuare a con- sentire l’accesso al mercato del tut- to peculiare in cui operiamo a tutti gli assicurati europei. Ci sono volu- ti circa sei mesi per optare per Bru- xelles dove a luglio 2017 è nata Lloyd’s insurance company Sa, la compagnia europea sottoposta al regolatore belga e avente tutte le caratteristichedi capitalizzazione e di compliance richieste dalla Ue. Così da gennaio 2019 i Lloyd’s han- no cambiato la veste giuridica di tutte le polizze relative al business europeo. I contraenti assicurati che hanno residenza all’interno Ue già dal 1° gennaio dello scorso anno sono ufficialmente assicurati at- traverso Lloyd’s con sede a Bruxel- les. I contratti, che per noi sono quasi tutti annuali, sono stati risti- pulati in Belgio. Non c’è il pericolo di una perdita di know how e di identità per voi che siete storicamente molto radi- cati sul mercato londinese? Quello che è peculiare di questa ope- razione è che le attività di sottoscri- zione dei rischi e la gestione sinistri vengono comunque effettuate dal mercato dei Lloyd's di Londra, pro- prio per non privarci del know-how dei sindacati. Abbiamo infatti realiz- zato un accordo con il regolatore bel- ga per cui la società dei Lloyd’s, che ha sede a Bruxelles, ha delegato l’un- derwriting (ossia la sottoscrizione dei rischi e la loro gestione) a Londra e dunque, a livello di esperienza pra- tica, non cambia nulla: gli stessi sin- dacati continuano a fare la stessa identica attività, ma non la fanno più in nome e per conto del sindacato, ma in nome della compagnia belga. I sinistri verranno pagati da Londra? No. L’onere del contratto (liability) è della compagnia europea come pure la giurisdizione. E per le vecchie garanzie? Per la problematica tipica dei con- tratti di responsabilità civile (che possono generare sinistri fino a dieci anni dopo la fine contratto) abbiamo attivato una procedura denominata “Part VII”, soggetta all’approvazione della Corte britannica, attraverso la quale abbiamo trasferito la liability da un ente ad un altro. Così eventuali responsabilità derivanti da contratti stipulati dal 1994 al 2018 dalla com- pagnia britannica verranno trasferi- te sull’impresa europea. Quali sono le polizze che offrite ai clienti Italiani? In Italia abbiamo circa 500 interme- diari che collaborano con noi e in questo momento assicuriamo so- prattutto l’Rc professionale per mol- te categorie (commercialisti, avvo- cati ) ed in particolare per le nuove professioni che non sono ancora ri- conosciute: web designer, Data pro- tection officier (Dpo). Inoltre siamo molto attivi nella sharing economy dove, per esempio ,assicuriamo le case Airbnb. — Fe.Pe. f.pezzatti@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA Federica Pezzatti + Dal 1° febbraio 2020 il Regno Uni- to non è più uno Stato membro del- l’Unione Europea. Che cosa accade a chi ha una polizza emessa in quello Stato? E cosa succederà a chi viagge- rà verso Londra e dintorni? Se lo chiedono in molti ma per essere pre- cisi nella risposta bisognerà avere più certezze sull’evoluzione futura delle trattative. Come è noto l’accor- do di recesso prevede un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020, durante il quale la normativa europea continua ad applicarsi co- me se il Regno Unito fosse ancora uno stato membro. Per l’anno in corso, quindi, per quanto riguarda il settore assicurativo è prorogato di diritto l’attuale regime di mutuo riconoscimento delle auto- rizzazioni e del sistema di vigilanza (il cosiddetto regime di passaporto). Al termine di questa fase, agli operatori britannici che operano nell’Ue si ap- plicherà la normativa relativa ai sog- getti di paesi terzi, se nel frattempo non saranno stati raggiunti tra le due parti gli accordi di libero scambio. Nel dettaglio, fatti salvi gli esiti dei negoziati di tali accordi, al termine della fase transitoria le imprese di as- sicurazione e gli intermediari assicu- rativi con sede legale nel Regno Unito perderanno la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi. Secondo quanto spiega Ivass, i cambiamenti che potranno interveni- re a livello societario a seguito della Brexit non limiteranno o condizione- ranno le coperture assicurative esi- stenti né l’importo dei premi. Va ricor- dato innanzitutto che a inizio 2019 le compagnie inglesi operative in Italia erano 53 (di cui 47 nel settore danni), e che raccoglievano annualmente pre- mi per circa 1,7 miliardi di euro. da 9,7 milioni di assicurati italiani. Ora è presumibile pensare che que- sti dati forniti dall’Ivass lo scorso anno si siano sgonfiati anche alla luce del fatto che molte compagnie si sono tra- sferite in altri paesi rimasti nell’Unio- ne europea proprio per non perdere il passaporto europeo. Fatta questa pre- messa, secondo quanto riportato dalla stessa Authority di vigilanza italiana, non vi è motivo di chiudere un contrat- to di assicurazione solo a causa della Brexit, tanto più che talvolta tale ope- razione può essere penalizzante. Chi avesse bisogno di informazioni potrà comunque contattare direttamente l’impresa nel Regno Unito o l’interme- diario. Per informazioni generali è in- vece possibile anche rivolgersi al Con- tact Center dell’Ivass (800-486661). Un altro capitolo che verrà tocca- to dalla rivoluzione Brexit è quello delle coperture per i viaggi. Dal 1° gennaio 2021 i cittadini dell’Ue non potranno più accedere all’assistenza sanitaria nel Regno Unito con la loro tessera europea di assicurazione malattia, che resterà in vigore per tutto l’anno in corso: con la tessera sanitaria italiana è dunque ancora possibile ricevere cure e assistenza di base negli ospedali pubblici. In futuro potrebbe esserci un maggiore ricorso a forme di assicu- razione privata, per ora poco getto- nate da chi si reca nel Regno Unito. In pochi si assicurano e la quasi totalità delle coperture stipulate da chi è di- retto nel Regno Unito riguarda viag- gi di breve periodo (inferiore a 60 giorni), e solo una minoranza si assi- cura per periodi più lunghi. «Lato co- perture assicurative per il Regno Unito – spiega Massimiliano Sibilio, head of travel sales and marketing di Europ Assistance – al momento non ci sono variazioni e sarà così per tut- to il 2020. Eventuali cambiamenti dipenderanno dagli accordi presi tra il Regno Unito e l’Ue». Le destinazio- ni per cui ci si assicura di più sui ca- nali diretti (telefono e web di Europ assistance) sono per ora gli Usa, se- guiti da Thailandia, Marocco, Brasi- le, Spagna e Russia, paese dove l’as- sicurazione sanitaria è obbligatoria per l’ottenimento del visto). © RIPRODUZIONE RISERVATA AFP Brexit. Cosa cambia per chi vola 10 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 11 risparmio & investimenti patrimoni «Conviene pianificare per tempo la successione» e la distrazione, un continuo riman- dare. Ma se è vero che per affrontare certi argomenti c'è sempre tempo, è altrettanto realistico immaginare che una corretta pianificazione rap- presenti lo strumento per evitare l'insorgere di controversie e contra- sti successivi. «Nei Paesi anglosas- soni – spiega Giulio Biino, consi- gliere nazionale del Notariato – ol- tre il 75% della popolazione fa testa- mento. In Italia, la percentuale è ferma al 17 per cento. Incide un im- portante fattore culturale». Italiani e successione, quale rapporto li lega? In media gli italiani non affrontano questo tema. La pianificazione, inve- ce, è fondamentale, soprattutto in un contesto sociale come quello attuale. Il numero crescente di famiglie allar- gate, infatti, richiederebbe maggiore attenzione alla successione, sia te- stamentaria che effettuata attraver- so la donazione in vita. Si pensi al ca- so di persone separate ma non divor- ziate, quindi con diritto di eredità, o di una coppia unita in seconde nozze e poi divorziata, con figli da prece- denti matrimoni. La strada per evita- re l'insorgere di controversie e, allo stesso tempo, far rispettare la volon- tà di chi lascia i propri beni è proprio la pianificazione. Donazione e testamento, quale strada scelgono gli italiani? Si tratta di due strumenti ancora po- co utilizzati. Le differenze principali sono di carattere fiscale ma è oppor- tuno ricordare che la donazione pri- va il soggetto del bene quando è an-cora in vita. Per questa ragione, an- che in caso di beneficiari di fiducia, come coniugi o figli, suggeriamo sempre grande cautela nel perse- guire questa strada. Dal punto di vi- sta fiscale, invece, la differenza è re- lativa alle imposte. Quelle per dona- zioni e testamenti sono quasi simili, solo che la prima strada prevede il pagamento anticipato sulla base di una normativa certa, quella attuale. Per il testamento, invece, si potreb- be incorrere nelle riforme, di cui da tempo si parla, con possibili rincari sulle aliquote. Rispetto all'Europa, infatti, la normativa italiana preve- de aliquote particolarmente basse, con franchigie elevate. Non è da escludere un intervento di bilancia- mento in questa direzione. Quali sono le valutazioni da fare nella scelta della successione? La prima è relativa proprio alla strada da seguire: testamento o donazione. Vanno, poi, valutati i desiderata dei beneficiari, senza dimenticare che la successione è un tema molto delica- to, influenzato anche dai rapporti fa- miliari. Inoltre, non bisogna perdere di vista il fatto che si tratta di un mo- mento in cui le volontà da rispettare sono quelle di chi è venuto a manca- re. Il testamento va interpretato co- me il suo ultimo messaggio: un aspetto fondamentale, perché rac- chiude un valore etico e morale di cui non si può non tenere conto. Infine, è fondamentale il supporto di un pro- fessionista durante il percorso. Le soluzioni fai da te sono da sconsiglia- re, rischiano di creare frizioni e pro- blemi anche in modo involontario. Quanto pesa l'approccio cul- turale? Molto, non solo influendo sulla scelta o meno di pianificare la successione. Entrano in gioco rapporti familiari, modelli educativi. Il problema cultu- rale ci allontana dalla realtà di molti Paesi esteri. Questo vale anche nella gestione dei capitali ereditati, che non dovrebbero essere considerati come una rendita. I capitali finanzia- ri tramandati, infatti, se da stimolo alla produttività si trasformano in una sorta di entrata fissa, rischiano di non contribuire né allo sviluppo dell'individuo né a quello della socie- tà. In alcuni casi è bene lavorare an- che in questa direzione, come un percorso educativo per la gestione dell'eredità stessa. — D.Ru. © RIPRODUZIONE RISERVATA intervista Giulio Biino Consigliere nazionale del Notariato Testamento o donazione? Cosa fare per l’eredità Entra in vigore il Regolamento relativo all’iscrizione in via telematica degli atti di ultima volontà Daniela Russo + Entra oggi in vigore il Regolamen- to relativo alle modalità di iscrizione in via telematica degli atti di ultima volontà nel Registro generale dei Te- stamenti su richiesta del notaio o del capo dell'archivio notarile. Pur se- gnando un trend di crescita positivo, con un numero di iscrizioni al Regi- stro del Ministero della Giustizia che passa da 115.887 del 2017 a 120.524 del 2018, i testamenti restano quasi un argomento tabù in Italia. Dal 1989 al 2018, come emerge dall'ultima Analisi dei dati e delle rile- vazioni statistiche desunte dal Regi- stro generale dei Testamenti, le regi- strazioni di questi strumenti sono state 866.506, considerando solo quelli pubblici, che hanno quindi vi- sto un ruolo attivo da parte del notaio. La tipologia preferita per disporre del proprio patrimonio dopo la morte è il testamento olografo che, redatto di- rettamente dall'interessato, non è soggetto all'obbligo di iscrizione al Registro. Nel 2018 è la scelta effettua- ta dal 77,74% di chi ha espresso le ulti- me volontà. I pubblici si attestano al 22,17% e quelli segreti si fermano allo 0,09 per cento. Ma quanti sono gli strumenti a di- sposizione delle famiglie per pianifi- care al meglio la successione? Due le strade principali: il testamento, nelle sue diverse declinazioni, e la dona- zione. Un capitolo a sé è rappresenta- to dai Patti di Famiglia, nati con l'obiettivo di agevolare il passaggio generazione in azienda. il testamento La Guida per il Cittadino “Successioni Tutelate”, realizzata dal Consiglio nazionale del Notariato, in collabora- zione con 12 associazioni di catego- ria, ricorda che l'ordinamento italia- no prevede tre diverse tipologie di te- stamento ordinario: pubblico (per at- to di notaio), olografo (redatto dallo stesso testatore), segreto (in parte un atto del testatore e in parte del nota- io). A queste vanno poi ad aggiunger- si i testamenti speciali e quello inter- nazionale, meno diffusi. è bene ricor- dare, quando ci si appresta a dividere i propri beni tra i cari, che la legge pre- vede la “legittima” o quota di riserva. Alcuni soggetti, nello specifico coniu- ge, figli e genitori del defunto, hanno diritto a una quota di eredità, della quale non possono essere privati. Non si tratta di una percentuale fissa, ma destinata a variare a seconda della composizione familiare: un esempio su tutti, la presenza o meno di figli. La Guida si sofferma anche sugli aspetti fiscali. In caso di successione, gli eredi sono chiamati al pagamento della re- lativa imposta, che si applica solo al valore della quota o dei beni ecceden- te la franchigia spettante in base al rapporto di parentela che intercorre tra beneficiario e defunto. Se l'erede è il coniuge o un parente in linea retta, ad esempio, l'imposta di successione si applica solo sulla parte della base imponibile che supera la franchigia di 1.000.000,00 euro. la donazione A differenza della procedura testa- mentaria, con la donazione è possi- bile trasferire il proprio patrimonio al soggetto beneficiario in vita. È un contratto con il quale il donante tra- sferisce in modo del tutto libero da interessi beni o diritti al donatario. Oggetto della donazione possono essere: beni immobili, crediti, azien- de, denaro, veicoli, opere d'arte, azioni e quote di società o titoli del debito pubblico, quote di fondi di in- vestimento e di gestioni patrimonia- li. La donazione deve essere fatta per atto pubblico, ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni. In caso contrario è da considerarsi nulla. Co- me per la successione testamentaria, anche in questo caso spetta al benefi- ciario il pagamento dell'imposta di donazione per i beni e i diritti ricevu- ti. Si tratta di un tributo che si applica solo al valore della base imponibile eccedente la franchigia che spetta in base al rapporto di parentela inter- corrente tra donante e beneficiario. Aliquote e franchigie seguono fedel- mente quelle previste in caso di im- posta di successione. i patti di famiglia E per le imprese? L'ordinamento ita- liano considera nulli gli accordi con cui si dispone della propria succes- sione. Non è, quindi, possibile in vita definire con i propri eredi i termini della successione. Fa eccezione solo il patto di famiglia, nato per consentire agli imprenditori di trasferire in tutto o in parte l'azienda o le quote societa- rie agli eredi. Si tratta di uno strumen- to nato con l'obiettivo di favorire il passaggio generazionale e assicurare continuità gestionale, produttiva, oc- cupazionale alle aziende. Per i trasfe- rimenti di aziende familiari, effettua- ti anche tramite i patti di famiglia, è previsto un regime fiscale agevolato a favore dei discendenti, che si impe- gnino a continuare l'attività nei suc- cessivi cinque anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA + Cambia il tessuto sociale, le fami- glie si allargano ma la vecchia abitu- dine tutta italiana di rimandare l'appuntamento con il notaio per pianificare la successione resta quasi immutata. Il rapporto con do- nazioni e testamenti, infatti, è forte- mente influenzato da un retaggio culturale a metà tra la scaramanzia Le scelte per l’eredità fonte: Consiglio Nazionale del Notariato (*) Oltre la franchigia: se coniuge o parente in linea retta: 4%; se parente sino al 4° grado, affine in linea retta o affine in linea collaterale entro il 3° grado: 6%; negli altri casi: 8% Tabella riepilogativa delle imposte di successione eredi imposta di trascrizione imposta catastale 200€ 200€ 2% 1% - -200€ 200€ 2% 1% - - 200€ 200€ 2% 1% - - Coniuge Parenti in linea retta Fratelli e sorelle Parenti fino al 4° grado diversi da fratelli e sorelle Affini in linea retta Affini in linea collaterale sino al 3° grado 200€ 200€ 2% 1% - - Altri soggetti 200€ 200€ Riconosciuto grave a sensi legge 5.2.1992 n.104 Soggetti portatori di handicap PRIMA CASA ALTRI IMMOBILI ALTRI BENI imposta di successione Sul valore complessivo dei beni e diritti franchigia per ogni erede 1.000.000 euro oltre la franchigia: 4% PRIMA CASA ALTRI IMMOBILI ALTRI BENI Sul valore complessivo dei beni e diritti franchigia per ogni erede 100.000 euro oltre la franchigia: 6% PRIMA CASA ALTRI IMMOBILI ALTRI BENI Sul valore complessivo dei beni e diritti: 6% PRIMA CASA ALTRI IMMOBILI ALTRI BENI Sul valore complessivo dei beni e diritti: 8% PRIMA CASA Sul valore complessivo dei beni e diritti franchigia per ogni erede 1.500.000 euro* 12 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 13 risparmio & investimenti piazza affari & pmi Più liquidità sulle piccole dell’Aim Italia La ricerca di KT&Partners sottolinea per il listino un aumento dei volumi scambiati nel 2019 Lucilla Incorvati + I mercati registrano performance molto positive. Diminuiscono i volu- mi scambiati su Mta, mentre cresco- no in proporzione quelli su Aim Ita- lia; il capitale medio raccolto nelle Ipo, nonostante il boom di quotazio- ni nell'ultimo anno, si riduce un poco e la tendenza a concentrare il debutto in Borsa tra giugno e agosto potrebbe in futuro rivelarsi un fattore negati- vo del listino le cui prospettive per il 2020 sono positive grazie alla spinta che arriverà dai nuovi Piani indivi- duali di risparmio. Sono alcune delle evidenze dello studio “Welcome back PIRs” di KT&Partners, società indipendente di consulenza finan- ziaria, attiva nell'advisory per la quo- tazione e nella ricerca azionaria del segmento mid-market che analizza i principali trend che caratterizzano gli indici italiani dedicati al mondo delle piccole aziende quotate. performance a confronto I rendimenti dei principali mercati delle small caps nel 2019 sono stati positivi: il FTSE Italia STAR è cre- sciuto del 28,04% su base annua, fa- cendo meglio dello STOXX Europe Small 200 dell'1,79%, del MSCE EM Small Cap del 17,06% e del US Small Cap (Russel 2000) del 4,36%. «Seb- bene le performance del mercato sia- no state positive, l'MTA ha registrato un calo dei volumi del 10,5% - sottoli- nea Kevin Tempestini,ceo di KT&Partners - e una riduzione del controvalore degli scambi del 13,31% su base annua». A pesare sul risultato borsistico di Aim Italia c’è stato il caso Bio-On. In- fatti, la ricerca sottolinea che, se è ve- ro che l'indice FTSE AIM ha chiuso il 2019 con un -6,31%, se si escludesse Bio-On, il mercato AIM Italia avrebbe raggiunto una performance positiva dell'8,38%. Inoltre, c'è da notare co- me i volumi del mercato AIM Italia si- ano cresciuti del 56% su base annua, aumentando da 512 mila a 799 mila euro, e anche il controvalore degli scambi 2019 ha avuto un incremento del 19,21%, passando da 2,4 miliardi a 2,9 miliardi di euro. Non solo. Facen- do un confronto con le società dello Star con una capitalizzazione sotto i 150milioni si vede che le più liquide dell’Aim hanno un controvalore di scambi decisamente più elevato. capitali raccolti Nel 2019 su Aim Italia,come è noto, c’è stato un boom di quotazioni con 30 operazioni concluse (+ 57% sul- l’anno precedente), a fronte delle quali il capitale totale raccolto è sta- to di 172,2 milioni, quota in linea agli anni precedenti per una capita- lizzazione media pari a 23,9 milio- ni. «Il capitale medio raccolto è però diminuito del 32,4% su base annua a 5,74 milioni - aggiunge Tempestini, con una valutazione pre-money media delle società di 18,2 milioni. Il costo complessivo di quotazione è stato di 31 milioni, con un'incidenza sul capitale raccolto del 18%». Posi- tivo, invece, il dato delle perfor- mance azionarie delle neo quotate; infatti, 22 delle 30 società sbarcate su Aim nel 2019 hanno registrato un rendimento medio complessivo del 31% dalla data dell'Ipo. pmi innovative A fare la parte da leone nei debutti in Borsa per le note ragioni di “conve- nienza fiscale” per gli investitori ci sono le Pmi innovative che a fine di- cembre su Aim Italia erano ben 44 società. Solo nel 2019 su 30 Ipo ben 18 hanno riguardato Pmi Innovati- ve. Non solo. Hanno un flottante medio del 35% quindi più alto e mol- te se non fosse per la market cap avrebbero i requisiti di andare sullo Star. «Anzi, proprio per queste so- cietà ci attendiamo molti passaggi di listino - dice Tempestini- e se per certi versi oggi queste società sono più rischiose delle altre perché lega- te ad attività in via di sviluppo e spesso con business model in tran- sizione il loro potenziale è più alto». Lo studio sottolinea un neo del mer- cato, vale a dire la concentrazione delle quotazioni nel trimestre giu- gno-agosto. Per una migliore reatti- vità da parte degli investitori sareb- be opportuno regolarizzare meglio durante tutto l’anno le operazioni. Infine, KT&Partners sottolinea la necessità di dotare proprio le small cap di una ricerca indipendente. «Abbiamo iniziato dieci anni fa sullo Star - conclude Tempestini - e ab- biamo visto di come dotarsi di una ricerca indipendente abbia valore proprio per chi è piccolo . La ricerca permette di ampliare la profondità e l'interesse degli investitori perché ogni analista finisce per avere un suo modo anche se le valutazioni fi- nali possono essere simili». © RIPRODUZIONE RISERVATA Sotto la lente fonte: Borsa italiana, KT&P’s la concentrazione mensile delle ipo su aim lo sbarco delle pmi innovative sul listino aim il confronto tra i listini milanesi . 0 5 10 15 20 1 1 1 1 1 1 3 3 4 3 5 7 7 1 1 1 2 2 2 3 3 1 4 1 2 2 2 2 2 3 0 5 10 15 20 0 2 4 6 8 Gen 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic 2016 IPO TOTALI (SCALA SX) CAPITALE AZIONARIO RACCOLTO (SCALA DX) 2017 2018 2019 MTA Domestic numero scambi gen-dic 2018 numero scambi gen-dic 2019 var. % su anno precedente STAR Domestic MTA Foreign STAR Foreign AIM MIV Invest. Companies Global Equity Market TOTALE 62.037.019 6.368.117 1.996.706 36.793 512.103 15.112 208.824 71.174.674 55.113.438 6.102.178 989.271 19.198 799.541 4.802 257.387 63.285.815 -11,16 -4,18 -50,45 -47,82 56,13 -68,22 23,26 -11,08 14 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 la posta del risparmiatore Ex correntista di DB lamenta il ritardo nella chiusura del c/c Il 18 settembre 2019 inviavo (ricevuta il 24/09) una avviso di ricevimento direttamente alla sede di Milano della Deutsche Bank nella quale chiedevo la liquidazione di tutto ciò che era nel mio conto corrente, la chiusura del conto titoli e dello stesso conto. La liquidazione è avvenuta in tempi ragionevolmente rapidi, circa 30 giorni, comprese le minus. Lo stesso non si può dire per il conto corrente, che dopo circa quattro mesi è ancora aperto. Nel frattempo ho scritto al servizio clienti che mi ha liquidato con due parole, ma almeno lo ha fatto, il 13 dicembre direttamente alla mail dell’agenzia, mail che mi risulta letta direttamente dal responsabile il quale ha ricevuto e letto ( sono in possesso del rapporto di lettura) ma non ha sentito che meritassi il rispetto di una risposta. Possibile che non esistono dei tempi che si devono rispettare per la chiusura di un conto? In un momento in cui la fiducia della gente per l’istituzione bancaria è veramente bassa, possibile che non si possa fare qualcosa affinché queste persone abbiano un po’ di rispetto verso il consumatore, visto che da soli non riescono ? Enrico Mazza (via e-mail) RISPONDE DEUTSCHE BANK Siamo dispiaciuti per quanto accadu- to al signor Enrico Mazza,da cui non abbiamo mai ricevuto alcun reclamo, e ricostruiamo di seguito i fatti con le informazioni in nostro possesso. Dalle verifiche effettuate abbia- mo motivo di ritenere che il ritardo nella chiusura del conto corrente possa essere ascritto a un mero di- sguido ed escludiamo fermamente che non si sia voluta attribuire alla comunicazione del signor Mazza la giusta importanza. La ragione pre- valente che ha ritardato l’esecuzio- ne della sua richiesta è stata la man- canza di alcune informazioni ne- cessarie a eseguirla quali ad esem- pio la data, il numero di conto corrente e i riferimenti del dossier titoli, segnalati anche al suo consu- lente finanziario personale. Considerata, a ogni modo, la sua volontà palesata di procedere al- l’estinzione sia del conto che del dos- sier titoli, confermiamo che è già in corso la loro chiusura definitiva. Attendiamo istruzioni in merito alla carta prepagata e agli altri servi- zi attivi, che non risultano ancora pervenute. Tenuto conto, infine, del disagio rappresentatoci dal Signor Mazza, abbiamo già predisposto sul suo con- to in chiusura un accredito di 49,92 euro, quale indennizzo previsto dalla normativa di settore. Rammaricati per il disguido e con l’auspicio di aver chiarito l’accaduto, restiamo a disposizione del Signor Mazza e della redazione per ogni even- tuale ulteriore approfondimento. © RIPRODUZIONE RISERVATA 1 Ha 33 anni è un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato in un’azienda di Milano Cogliendo l’opportunità concessa dalla vostra redazione, volevo sottoporvi la mia situazione. Io e i miei fratelli siamo in possesso di alcuni titoli emessi da Banca Popolare di Bari. In particolare questo è il nostro portafoglio: 6.018 bond subordinati Bpb 30/12/2021 , cedola 6,5% (Isin IT0005067019); 1.573 azioni della Banca popolare di Bari (Isin IT0000220514), 164 azioni ordinarie Banca Popolare di Bari (Isin IT0005389496). I titoli furono acquistati molto tempo fa da mia mamma su invito della banca. Quando mia mamma è venuta a mancare, i titoli sono entrati in successione e quindi arrivati a noi. Volevo capire cosa possiamo fare con questi titoli ed avere un consiglio da parte vostra. Stefano Indini (via e-mail) RISPONDE ANDREA ZANELLA & PARTNERS Il fatto che i titoli siano stati ricevu- ti in eredità esclude la possibilità di dimostrare una vendita non coe- rente con il profilo di rischio dei lettori. L’unica strada percorribile a mio parere è quella di dimostrare che in base al profilo di rischio at- tribuito ai clienti nel momento del cambio di titolarità passati in suc- cessione, la banca avesse l’obbligo di suggerirne la liquidazione. Quindi va controllato il profilo di rischio assegnato dal questio- nario Mifid ai fratelli e se questo fosse incongruente con la rischio- sità di obbligazioni subordinate e di titoli azionari. Come si evince dal grafico il ti- tolo si è mosso vertiginosamente, dimostrando una volatilità (e quindi un rischio) particolarmen- te elevata. Naturalmente va seguito quanto verrà indicato dalla banca circa un eventuale ristoro per gli obbliga- zionisti e i loro eredi. Anche per i piccoli soci sembrerebbe ci sia un’apertura per un parziale ricono- scimento, ma è ancora troppo pre- sto per avere notizie più precise. Resta aperto il ricorso all’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) istituito dalla Consob (www.acf.con- sob.it). Ricordo che questa istituzio- ne decide «su controversie che han- no ad oggetto la violazione da parte degli intermediari degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che la normativa pone a loro carico quando prestano servizi di investimento e il servizio di gestio- ne collettiva del risparmio». Per predisporre l’esposto non serve rivolgersi a un legale e non ha costi. Importante è leggere alcune decisioni già prese per capire come e cosa scrivere. Nella sezione del sito “Decisioni del collegio” scorrendo in basso la pagina degli istituti inadempienti si trovano molte decisioni non adempiute dalla Popolare di Bari. Normalmente la risposta avvie- ne entro 180 giorni. Non è vinco- lante per la banca, ma è importante per poter dimostrare un eventuale comportamento non corretto. L’azionista della Popolare Puglia e Basilicata non può vendere Mia madre ha acquistato delle azioni ordinarie della Banca Popolare Puglia e Basilicata Isin IT0001069860 che vista l’estrema illiquidità del titolo non riesce più a vendere. In realtà il prezzo del titolo avrebbe raggiunto più volte il prezzo di vendita da lei indicato alla Banca ma nonostante ciò la vendita non è stata eseguita. Come si può risolvere la questione e riuscire a vendere queste azioni quotate sull’Hi-Mtf o altrove? S.M. (via e-mail) RISPONDE CONSULTIQUE Il titolo Banca Popolare di Puglia e Basilicata è scambiato unicamente sul sistema multilaterale di nego- ziazione Hi-Mtf, sul quale è quotato dal 29 dicembre 2017. «Il prezzo di quotazione allora era pari a 4,3 euro, divenuto nelle ultime trattazioni pari a 1,37 euro –spiega Rocco Probo, analista di Consultique –. Chiaramente per massimizzare le scarse possibilità di vendita è necessario immettere un prezzo di vendita pari a 1,37 eu- ro, attuale limite minimo di inseri- mento degli ordini. Ciò tuttavia non basta dato che alla data del 4 febbraio sul book erano presenti 314.179 unità in vendita, contro 1.320 unità in acquisto allo stesso prezzo». La forte pressione in ven- dita non compensata da sufficien- ti offerte in acquisto è la ragione dell’estrema illiquidità testimo- niata dal caso sottoposto. Le parti- colarità del sistema multilaterale a cui si deve fare attenzione sono legate all’eventualità che i limiti possano allargarsi al termine dei periodi intermedi (l’attuale perio- do intermedio termina il 28 feb- braio 2020) e alla durata di validità degli ordini “validi sino a data”. Tali ordini non potranno infatti avere validità superiore a 60 gior- ni, quindi sarà necessario reinse- rire l’ordine se non eseguito. © RIPRODUZIONE RISERVATA 33enne indeciso tra l’acquisto e l’affitto della casa Vi contattavo perché ho un dubbio: meglio comprare un appartamento o vivere in affitto? Sul lato previdenza e risparmio, da anni ho un fondo previdenziale dove verso regolarmente; ho investito in un Pir e ho diversificato ulteriormente con un fondo azionario europeo puro, un conto deposito e ho aperto un deposito titoli perché sto valutando di acquistare alcune azioni di aziende italiane (mi piacciono molto Amplifon, Technogym, Interpump). Ho 33 anni, sono dipendente a tempo indeterminato e non so se impegnarmi in un mutuo o vivere in affitto. Attualmente mi trovo a Milano e i prezzi degli appartamenti stanno salendo mese dopo mese. Meglio puntare sulla previdenza, integrando ulteriormente, oppure comprare casa? Mi potete dare gentilmente un’indicazione di massima? Antongiulio Staniscia (via e-mail) sportello reclami il sole risolve la lettera Filo diretto sulle banche illiquide SCRIVI A PLUS 24 pagine a cura diFederica Pezzatti Redazione Plus 24 - Lettere Indirizzo: via Monte Rosa, 91 20149 Milano Online email: plus@ilsole24ore.com ilsole24ore.com/sez/risparmio Bond della Banca Popolare di Bari (scadenza 2021) Luglio 2018 Dicembre 2019 45 55 65 75 85 95 105 Andamento del titolo In euro N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 15 2 Ha già aderito a strumenti di previdenza complementare e ha investito in un Pir, in un fondo azionario e in conti di deposito 3 Visto l’incremento degli immobili che caratterizza la sua zona si chiede se non sia il momento di comprare casa evitando l’affitto risponde Federica Pezzatti f.pezzatti@ilsole24ore.com Iniziamo con il dire che il mercato immobiliare è fortemente condi- zionato dalla qualità dell’immobile, dalla sua posizione e dalle poten- zialità di sviluppo della zona in cui lo stesso è ubicato. Lei attualmente vive a Milano che è uno dei centri più dinamici e che sta giàrecupe- rando quanto perso negli ultimi an- ni. Con immobili che, anche negli anni di crisi, nelle zone più solide non hanno conosciuto i ribassi che hanno caratterizzato per esempio alcune zone più perificeriche. Secondo l’ufficio Studi di Tecno- casa, per esempio, tendenzialmente le aree centrali tengono maggior- mente il valore. Nelle grandi città ita- liane, dall’inizio della crisi ad oggi, gli immobili in centro hanno perso in- torno al 22%, contro una media na- zionale del 38,6%. In alcune città, tra cui Milano, appunto, e Firenze, le zo- ne centrali negli ultimi anni hanno addirittura recuperato valore. Maggiori difficoltà si sono ri- scontrate nelle zone periferiche e semicentrali che vanno comunque monitorate, soprattutto se sono og- getto di operazioni di trasformazio- ne e recupero, che possono incre- mentare il valore immobiliare. «Milano si sta rivelando un mer- cato decisamente dinamico con- frontato con le altre grandi città – spiega Fabiana Megliola, responsa- bile ufficio studi Gruppo Tecnocasa, per analizzare il suo caso -. I prezzi, infatti, nella prima parte del 2019 sono aumentati del 5,7% e la tenden- za è ancora al rialzo per i prossimi mesi. Vero è che anche i canoni di lo- cazione sono aumentati in maniera importante nel capoluogo mene- ghino: +6,1% i monolocali, +4,2% i bi- locali e 5,3% i trilocali». Secondo l’analista di settore alla luce dei bassi tassi di interesse sareb- be il caso di valutare l’acquisto in una città che ha davanti ottime prospetti- ve di rivalutazioni future. «Nella valutazione se acquistare o meno l’abitazione ricordiamo che la rata non deve superare un terzo del reddito mensile e che occorre avere almeno il 20% di liquidità più la som- ma necessaria per sostenere le spese accessorie di acquisto e di accensio- ne mutuo. A titolo di esempio per una casa di 285 mila euro la rata di un mu- tuo a 25 anni potrebbe essere intorno a 950 euro, il canone di affitto 100 eu- ro in più», continua Megliola. Se poi si aggiungono le opportunità offerte dal bonus ristrutturazione che con- sente di recuperare il 50% delle spese sostenute per eventuale rifacimento dell’appartamento (in dieci anni). Nel suo caso poi l’immobile viene utilizzato per viverci e bisogna met- tere in conto anche il risparmio del- l’affitto che attualmente paga e che in città come Milano è un onere abba- stanza elevato (in zona semicentrale un bilocale costa mensilmente circa dagli 800 ai 1.200 euro). Inoltre ipotizzando di mantene- re la proprietà dell’immobile si ha la possibilità di poter beneficiare anche di un’eventuale rivalutazio- ne sempre che il trend di mercato risulti favorevole. Il focus centrale dunque riguarda innanzitutto la sua stabilità lavorati- va: Milano resterà la sua sede defini- tiva? E la sua disponibilità economi- ca: ha abbastanza capitali per affron- tare acquisto e ristrutturazione e per sostenere il costo della rata? Una prima casa di proprietà ri- sponde certamente al bisogno di si- curezza e di stabilità, ma bisogna comunque anche valutare se l’in- vestimento corrisponde alle esi- genze attuali ma anche future. Tra i pro dell’affitto c’è invece la possibi- lità di non immobilizzare il capita- le, a volte di importo cospicuo, che così può essere destinato ad altri utilizzi o ad altre attività. © RIPRODUZIONE RISERVATA la lettera le vostre domande le regole delle lettere quando si scrive a plus24 Una volta inviata una lettera di reclamo a «Plus24» , essa verrà comunque pubblicata anche in caso di risoluzione della vertenza con l’intermediario con cui si ha un contenzioso. Eventuali ripensamenti non verranno assecondati, questo nell’interesse di tutti i lettori di «Plus24» che si trovassero in una situazione simile Sono interessato ad effettuare il riscatto della laurea ai fini pensionistici usufruendo del regime agevolato recentemente introdotto. Sono nato nel 1988 e vorrei riscattare i 5 anni del mio corso di studi (laurea triennale + laurea magistrale) che ho iniziato nel 2007 e ho terminato nel 2012 (in corso). Ho iniziato a lavorare l'anno successivo (nel 2013). In seguito alla recente circolare Inps 6/2020 mi è parso di capire che i benefici del riscatto agevolato siano stati ridotti ma non ho capito in cosa consistano questi minori benefici e se anche la mia situazione si impattata da tali modifiche. Mi potreste aiutare ad avere un quadro più chiaro circa vantaggi e svantaggi di un mio eventuale riscatto agevolato? Carlo Marelli (via e-mail) + Il riscatto agevolato di laurea, disciplinato dal Decreto-Legge n. 4 del 28/01/2019, è al centro del- l’attenzione a seguito della circo- lare Inps n. 6 del 22/01/2020. Es- so consente di pagare un importo fisso, piuttosto contenuto (5.260 euro nel 2020) per ogni anno ri- scattato. La circolare ha ampliato la pla- tea dei lavoratori che possono ri- chiedere tale forma di riscatto. In particolare, il riscatto di laurea si può richiedere anche se il periodo si colloca negli anni ante 1996 a condizione di richie- dere il ricalcolo contributivo dell’intera posizione. In linea generale, come spie- gato dal Sole-24Ore del 3 febbraio 2020, il riscatto light con preven- tiva opzione per il contributivo può essere giustificabile se si punta alla pensione anticipata or- dinaria, attualmente raggiungi- ble con 42 anni e 10 mesi di contri- buti, un anno in meno le donne o all’anzianità contributiva richie- sta da quota 100 (38 anni) o da Op- zione donna (35). Più in generale invece per chi punta alla pensione di vecchiaia tale operazione non determina vantaggio in presenza del requi- sito già maturato dei 20 anni. Venendo a quanto richiesto dal lettore, secondo quanto pre- visto dalla Riforma Dini, posso- no richiedere il ricalcolo contri- butivo coloro che hanno meno di 18 anni di contributi al 31 di- cembre 1995, hanno almeno 15 anni di contribuzione comples- siva di cui almeno 5 nel sistema contributivo. Inoltre, la circolare chiarisce che ai fini della maturazione del diritto a pensione, i periodi og- getto di riscatto vengono consi- derati nella loro collocazione temporale, quindi un soggetto, a seguito del riscatto, potrebbe ac- quisire la decorrenza della pen- sione in data antecedente a quel- la della domanda di riscatto. In questo caso però, ai fini della misura della pensione, la rivalutazione del montante in- dividuale dei contributi ha ef- fetto dalla data di domanda di riscatto, quindi in sostanza il contributo del riscatto non viene valorizzato come versa- to ab origine. «Questa circolare non ha quindi portato alcun effetto sul giovane lettore, che essendo contributivo puro, già da prima poteva riscattare gli anni di laurea in forma agevolata – spiegano da Consultique che ha analizzato il caso –. Ipotiz- zando che sia nato a gennaio 1988 e che abbia iniziato a lavo- rare a gennaio 2013, senza ri- scatto di laurea, sulla base della normativa attuale, accederà al pensionamento a gennaio 2055, all’età di 67 anni, con il requisito degli attuali 64 anni di età con 20 anni di contribu- zione (requisito anagrafico da adeguare all’aspettativa alla speranza di vita)». Riscattando 5 anni di corso le- gale di laurea, il lettore anticipe- rà la decorrenza della pensione a luglio 2053, ovvero accederà al pensionamento 1 anno e 6 mesi prima rispetto alla decorrenza stimata in ipotesi di non riscatto, in quanto accederà secondo il re- quisito contributivo degli attuali 42 anni e 10 mesi, requisito da adeguare all’aspettativa alla speranza di vita. «Considerando che manca- no ancora diversi anni al pen- sionamento e che il beneficio al momento in termini di decor- renza della pensione sembra essere irrisorio, si consiglia di rimandare la scelta del riscatto o meno degli anni di laurea al- l’avvicinarsi dell'età pensiona- bile, quanto sarà anche mag- giormente delineata l’effettiva posizione contributiva», con- cludono da Consultique. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il riscatto della laurea light e il perimetro che si allarga Mi trovo in portafoglio azioniBio On, società fallita recentemente. Vi chiedo se esiste un modo legale per poter almeno evitare di perdere la relativa minusvalenza, visto che all’estero mi dicono sia semplicissimo, mentre per l’Italia ho solo trovato informazioni contradditorie. Lettera firmata (via e-mail) + La tematica sollevata dal lettore è purtroppo comune a molti inve- stitori che, loro malgrado, deten- gono azioni riconducibili ad im- prese finite in dissesto. In tale si- tuazioni ci si chiede se la minusva- lenza così creatasi sia o meno rilevante ai fini fiscali. «Per rispon- dere occorre riferirsi all’art 67 c 1 lett c bis) Tuir laddove plus e minus sono rilevanti se “realizzate me- diante cessione a titolo oneroso” mentre la successiva lett c ter) rela- tiva alle obbligazioni oltre alla ces- sione prevede anche il “rimborso di titoli” – spiega Renzo Parisotto, consulente fiscale del gruppo Ubi –. Ciò significa che la minusvalen- za sui titoli azionari per poter esse- re considerata ai fini fiscali deve scaturire da una cessione sulla cui effettività e sui valori così espressi l’Amministrazione ha potere di ve- rifica». Detto altrimenti il rispar- miatore dovrà essere in grado di documentare/giustificare il prez- zo esposto e la genuinità della ces- sione : «Valgono in tal senso le ge- nerali definizioni contenute nell'articolo 10 bis dello Statuto del contribuente in tema di abuso del diritto (legge 212/2000) – continua Parisotto –. Va segnalato come nel passato siano state avanzate, pe- raltro senza seguito, proposte legi- slative volte a rendere più semplice la procedura in particolare dietro dichiarazione degli organi giudi- ziari preposti alle crisi d'impresa». © RIPRODUZIONE RISERVATA L’azionista Bio-on vuole recuperare la minus riscatto laurea agevolato 5.260 euro È la cifra da versare per ogni anno di laurea da riscattare con il metodo agevolato previsto dal decreto legge 4/2019. Con la circolare Inps 6/2020 è stata prevista la possibilità di utilizzare il riscatto light anche per i periodi ante 1996 purchè l’interessato scelga il metodo contributivo. 16 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 professionisti del risparmio consulenti finanziari La via della consulenza comportamentale S pesso si sente dire che gliitaliani non sono “alfabetizzati” in campo finanziario. E tra gli indicatori di questo ritardo c’è il fatto che non riescono a cogliere il rapporto necessario tra rischio e rendimento. Quelli più affezionati agli anglicismi direbbero il trade off rischio rendimento. Ma siamo sicuri che questo sia un passaggio necessario? A Consulentia 2020, Ruggero Bertelli (che Plus24 aveva sentito per il numero di sabato scorso) ha ricordato che raramente le persone, nell’intraprendere un’azione si pongono la questione dei rischi che corrono. Ed effettivamente nessuno che prenda un’automobile si chiede quali siano le possibilità (che poi non sono neanche tanto remote date le statistiche) di fare un incidente. O che andando in spiaggia valuti la possibilità di essere divorato da uno squalo una volta sceso in acqua (questa invero è una possibilità molto più remota di quanto si tema). Parlare di rischio a un investitore, da parte di un consulente, attiva nella sua mente una sola idea: che tutto il suo capitale possa andare perduto. «Quello che occorre fare – ha spiegato Bertelli – è sostituire nel dialogo con il risparmiatore al discorso sul rischio quello sull’orizzonte temporale. Perché se il punto centrale è l’analisi dei bisogni, allora occorre parlare di un tempo sufficiente all’investimento per rispondere ai bisogni dell'investitore». Anche perché di per se il rischio in finanza non è necessariamente legato alla perdita, ma indica piuttosto che si tratta di un sistema aleatorio, in cui concentrarsi sul “rischio” può far perdere valore agli investimenti. «Il sistema finanziario – spiega Bertelli – è un sistema che oscilla mentre sale. Questo è difficile coglierlo se si resta focalizzati sul breve periodo». Il compito del consulente finanziario in questo senso è quello di accompagnare il cliente a non commettere errori di prospettiva. E – come illustrato da Plus24 di sabato scorso – fissare dei punti di riferimento per il cliente che non ne determinino errori di questo tipo. E se l’ancoraggio è tipicamente un bias comportamentale, il consulente può creare dei riferimenti (a cui il risparmiatore si ancora) che lo mettano nella giusta prospettiva di investitore. Insomma il primo passaggio per evitare gli errori comportamentali del cliente è quello che ci sia una corretta consulenza comportamentale. © RIPRODUZIONE RISERVATA analisi Il ricambio generazionale unisce e divide gli operatori Tutti sono favorevoli a un patto tra le reti per agevolare l’inserimento dei giovani nel settore, ma le idee sono diverse Pagina a cura di Antonio Criscione e Gianfranco Ursino + Tutti concordano che occorre fare sistema,lavorare di squadra con un’at- tività progettuale e azioni concrete per rendere più attrattiva la professione del consulente finanziario attrattiva per i giovani. Il tema del ricambio ge- nerazionale è un’annosa sfida per le reti distributive che fanno perno sulla figura del consulente finanziario e alla relazione umana che quest’ultimo in- staura con i clienti. Finora le società si sono mosse in ordine sparso, con risul- tati non sempre in linea con le attese auspicate. L’età media dei consulenti finanziari iscritti all’Albo è superiore ai 50 anni e meno del 2% ha meno di 30 anni. Nel partecipare alla tavola roton- da del convegno inaugurale di ConsulenTia20, l’evento ornanizzato in settimana dall’Anasf a Roma, gli esponenti delle principali reti distribu- tive presenti in Italia hanno tutti espresso la necessità di aprire un tavo- lo ed investire per avviare una strategia condivisa per avvicinare i giovani alla professione di consulente finanziario. Ma dalla parola occorre adesso passare ai fatti. E non è del tutto semplice, per- ché - come emerso da molteplici inter- venti - i giovani costano: nell’imme- diato sono un investimento e serve tempo perché possano essere piena- mente operativi. Ad aprire il dibattito è stato Paolo Martini, Ad di Azimut Holding, che nel ricordare i successi conseguiti dall’in- dustria della distribuzione di prodotti finanziari negli ultimi anni in termini di crescita di masse amministrate e quote di mercato, ha però sottolineato che «dove il settore non è riuscito ancora ad incidere in maniera importante è sul te- ma dei giovani. Gli sforzi fatti su questo fronte dall’industria nel suo complesso non sono stati sufficienti, manca una strategia sistemica. Se desideriamo fa- re qualcosa di pratico propongo di co- stituire una Academy, un luogo dove tutte le reti investono un po’ di soldi, an- che perché i bilanci quest’anno lo per- mettono. Con accordi con le principali università e con l’Anasf, possiamo fi- nalmente costruire una scuola di giova- ni certificati. Dobbiamo smetterla di av- viare singole iniziative che lasciano il tempo che trovano, come del resto evi- denziano i numeri». Le reti stanno per chiudere bilanci 2019 molto positivi e possono quindi permettersi di investi- re nella formazione e nel ricambio ge- nerazionale, anche se la prosettiva deve essere di lungo termine. Nel condividere che occorre trovare una strategia comune Marco Bernardi, vice Dg di Banca Generali, ha affermato che «non sono così convinto che creare una scuola sia la via da seguire, abbia- mo visto diverse iniziative non pro- durre gli effetti sperati. Il nostro è un mestiere che non si impara sui banchi di scuola, ma sul campo a fianco di qualcuno che aiuta il giovane ad entra- re nel settore. L’idea di fare un patto tra le reti per trovare una soluzione al pro- blema va comunque bene». Una via apprezzata anche da Giuseppe Baia- monte, responsabile coordinamento consulenti di Fideuram Ispb per il qua- le «Un’attività progettuale devepartire dall’affiancamento dei giovani ai mi- gliori consulenti per seguirli nel loro percorso di crescita all’interno di un te- am. Occorre poi creare le condizioni per abbracciare la digitalizzazione con investimenti in tale direzione per for- mare i consulenti del futuro e dargli strumenti adeguati per offrire il mi- glior servizio al cliente». Per Mario Ruta, direttore commer- ciale di Allianz Bank, «manca un ap- proccio sistemico a livello di Paese. Ai giovani vengono date poche opportu- nità e le reti hanno fatto una serie di ten- tativi negli anni per favorire il ricambio generazione con un approccio top down, appoggiandosi alle università, che non ha funzionato. In Allianz cer- chiamo di farci segnalare le persone dal territorio, che sono conosciute a livello sociale e economico nella loro realtà di provincia per poi affiancarli a consu- lenti senior all’interno di team». Una via seguita anche da FinecoBank. «Ac- colgo benevolmente l’idea del patto tra le reti per i giovani - ha affermato Mau- ro Albanese, direttore commerciale di FinecoBank -. Da parte nostra abbiamo avviato un’azione concreta rafforzan- do il progetto giovani allungando il supporto economico con una retribu- zione in parte fissa per i giovani fino a 36 mesi, per consentire loro di avere il tempo necessario per inserirsi all’in- terno di team molto flessibili. Un “fis- so” che decresce con il passare del tem- po e la crescita delle masse». Senza usare giri di parole Stefano Lenti, responsabile area consulenti di IWBank, ha aggiunto che «tutti voglio- no il ricambio generazionale ma esisto- no dei fattori oggettivi che lo contrasta- no. Il primo è l’anti-economicità per le mandanti: per una giovane leva ci vuole un po’ di tempo per andare a regime e per la rete si tratta di un investimento, che non tutti sostengono. Inoltre, in te- ma di reclutamento si guarda al portafo- glio medio. Un parametro importante per una rete, un dato che andrebbe però valutato e parametrato anche all’età media del consulente. E da qui che biso- gna partire». Nel chiudere gli interventi Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, ha detto che ac- coglie «le “provocazioni” di Martini con grande interesse e disponibilità, ma de- vo dire che il nostro Paese ha fatto scuola in una cosa che non va seguita, ovvero l’incapacità di fare sistema». © RIPRODUZIONE RISERVATA Quelle minacce percepite dalle reti + Il perdurare di tassi sul mercato ai minimi termini o addirittura nega- tivi, la pressione regolamentare e la maggiore trasparenza sul fronte dei costi che rende la clientela sempre più consapevole della remunera- zione che deve riconoscere a tutta la filiera dell’industria finanziaria, so- no le tre principali minacce che pre- occupano i vertici delle reti distribu- tive nel breve termine. E allargando l’orizzonte temporale al medio- lungo termine le attenzioni degli operatori si spostano verso temi più strategici: il primo elemento di pre- occupazione è su come rendere il modello delle reti attrattivo per la futura nuova generazione di clienti e, in seconda battuta, su come af- frontare il potenziale rischio di en- trata sul mercato dei giganti della tecnologia che stanno muovendo i primi passi nell’offerta di servizi di investimento, da Amazon a Google. Sono queste le principali eviden- ze dell’indagine presentata a ConsulenTia20 da Maurizio Pri- manni, fondatore di Excellence Consulting, condotta mettendo a confronto i vertici delle principali reti distributive sulle prospettive future dell’industria e sui fattori de- cisivi per la valorizzazione del ruolo dei consulenti finanziari. «In parti- colare - ha sottolineato Primanni - i tassi negativi implicano un cambio di paradigma per chi svolge questa professione perché rendono più difficile la pianificazione finanzia- ria sull’orizzonte temporale di bre- ve termine e la stessa definizione degli obiettivi con il cliente ancor prima di concordare su come rag- giungerli. Inoltre i tassi ai minimi termini generano dei costi per le stessi reti, che hanno dovuto impor- re a loro volta degli oneri alla clien- tela in funzione della liquidità dete- nuta sul conto corrente». Tutti ele- menti che in prospettiva avranno un impatto via via sempre più rilevante nel modello di business delle reti. © RIPRODUZIONE RISERVATA Nel breve preoccupano tassi bassi, nuove norme e trasparenza dei costi I pericoli percepiti dalle reti nel breve periodo Risultati dell’indagine condotta da Excellence Consulting fra i vertici delle principali reti di consulenza finanziaria. Dati in % fonte: Excellence Counsulting 70 30 Tassi bassi o negativi 10 10 80 Ingresso nel mercato dei giganti tecnologici (es. Amazon, Google, etc.) 30 60 10 Ulteriore pressione regolamentare, nuove norme, etc. 10 80 10 Crescita diffusione prodotti passivi 30 40 30 Trasparenza sui costi e maggiore consapevolezza della clientela 20 20 60 Evoluzione della clientela (es. millennial) 30 70 Più concorrenza delle banche e nuovi competitor (es. Fintech, etc.) MEDIAALTA BASSA N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 17 professionisti del risparmio patologie finanziarie Fir sotto shock, stop all’anticipo dei rimborsi L’emendamento al mille proroghe è «inammissibile» M5S: «Ricorso presentato Restiamo fiduciosi» Mercatone Uno tutti assolti Decisiva la perizia di Roberto Tasca Sentenza a sorpresa del Gup bolognese: il fatto non sussiste + Tutti assolti. Nel processo svoltosi con rito abbreviato agli imputati per la bancarotta di Mercatone uno il Gup bolognese Domenico Truppa, ha assolto tutti gli imputati con la for- mula più ampia: perchè il fatto non sussiste. Il reato di cui tutti gli impu- tati erano stati accusati era bancarot- ta fraudolenta per distrazione. A giu- dizio, tra gli altri, c’erano le tre figlie del fondatore, Romano Cenni, scom- parso nel 2017. Per le figlie di Cenni, Elisabetta, Micaela e Susanna, la Pro- cura, rappresentata dal pm Michele Martorelli, aveva chiesto rispettiva- mente condanne per 2 anni e 8 mesi e di 4 anni e 4 mesi per le ultime due. Chiesti anche 4 anni e 4 mesi per l’ex amministratore Giovanni Beccari e 2 anni per l’ex consigliere Ilaro Ghisel- li. Due anni e due mesi erano stati chiesti dal Pm per Gianluca Valenti- ni, figlio di Luigi, fondatore insieme a Cenni della società. Secondo le accu- se degli investigatori della Guardia di Finanza, ritenute senza fondamento dal giudice, i sei avrebbero attuato dal 2005 al 2013 diverse operazioni societarie per depauperare l’azien- da, arrivando a sottrarre nel tempo 300 milioni di euro. Completamente differente la ricostruzione del perito nominato dal Gup, Roberto Tasca, assessore al bilancio del Comune di Milano. Secondo la ricostruzione del super consulente del giudice in real- tà quella di Mercatone Uno sarebbe stato un caso di «bancarotta ripara- ta». E l’evoluzione cronologica ed economica dello spin off immobilia- re che ha dato vita alla newco immo- biliare, la Cve, con la relativa distri- buzione di dividendi in fasi diverse dal 2007 al 2012 è stata oggetto di va- lutazioni totalmente difformi tra ac- cusa e difesa. Determinanti ai fini della sentenza sarebbero state poi le robuste iniezioni di liquidità nelle casse di Mercatone Uno iniettate nel 2014 dai soci, proprio ai fini di evitare la dichiarazione di insolvenza. — St.E. © RIPRODUZIONE RISERVATA Stefano Elli + Sembrava fatta. L’emendamento al «mille proroghe» presentato dal M5S che avrebbe offerto ai rispar- miatori danneggiati dalle quattro banche risolte (CariChieti, Banca delle Marche, Banca Etruria, e Cari- Fe) e dalle due venete in Lca (Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza) la possibilità di accelerare i tempi dei rimborsi con un aumento degli ac- conti sino al 40% sui risarcimenti ri- chiesti era già stato dato come “ope- rativo”. Ma i conti senza l’oste non si fanno. Così la notizia giunta nella mattinata di giovedì della sua boc- ciatura (inammissibilità) ad opera dei presidenti delle commissioniAf- fari costituzionali e Bilancio della Camera dei deputati ha spiazzato molti osservatori e ancor di più i nu- merosi interessati. L’emendamento prevedeva, appunto, l’innalzamen- to al 40% della soglia dell’anticipo massimo degli indennizzi erogati dal Fir (Fondo indennizzi ai rispar- miatori) agli investitori attraverso la Consap, una circostanza che avreb- be consentito di sbloccare final- mente una situazione da troppo tempo in stallo e di dare ossigeno so- prattutto alle parti più deboli degli azionisti e degli obbligazionisti tra- volti dal crollo delle sei banche. Ales- sio Villarosa, sottosegretario alle Fi- nanze, che ha seguito personalmen- te sin dall’inizio l’odissea dei rispar- miatori, nel pomeriggio di giovedì ha annunciato ricorso contro la de- cisione e non intende mollare la pre- sa. Quello che spera il M5S è ripre- sentarlo sotto forma di proroga. L’annuncio dell’emendamento era stato dato nei giorni scorsi dall’As- sociazione di risparmiatori veneti Ezzelino III da Onara e dava per cer- ta la sua approvazione. Ma nell’ iter parlamentare si sarebbero ravvisate delle ragioni ostative di natura tec- nica (e non di merito) che hanno spinto i presidenti delle due com- missioni a pronunciarsi in senso ne- gativo. Sino a questo momento sono intorno ai 56mila gli investitori che hanno presentato istanza di rim- borso attraverso il sito della Consap, la Concessionaria Servizi Assicura- tivi Pubblici, società interamente controllata dal ministero dell’Eco- nomia, che avrà il compito materiale di dare corso ai pagamenti. Altro ca- pitolo spinoso che investe indiretta- mente la vicenda dei risparmiatori danneggiati è quello che riguarda gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) che hanno sostituito gli Studi di settore. Il rischio individuato dal- l’esperto tributarista incaricato dal- l’associazione Loris Mazzon è che la novità dell’indice di accertamento possa essere stato sottovalutato da coloro che hanno presentato istanza di rimborso alla Consap e che dopo le verifiche triennali delle loro posi- zioni effettuate dagli organi prepo- sti possano emergere situazioni an- che parzialmente difformi da quelle dichiarate in origine. Con effetti in- tuibili. A questo proposito Mazzon ha presentato un interpello al- l’Agenzia delle Entrate in cui si che- dono chiarimenti sulla possibilità da parte del risparmiatore contri- buente di fruire dei benefici previsti dalla norma anche se i dati sono stati dichiarati tardivamente. Risposta positiva dell’Agenzia: è possibile, anche se la dichiazione è tardiva, se presentata entro 90 giorni dalla sca- denza dei termini. © RIPRODUZIONE RISERVATA IMAGOECONOMICA Risparmio tradito. Risparmiatori di Banca Etruria (una delle banche risolte) 18 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 professionisti del risparmio art economy24 pagina a cura di Marilena Pirrelli La mappa dell’Australia aborigena Maria Adelaide Marchesoni + Dal 14 marzo all’8 giugno si svolge- rà la 22ª Biennale di Sydney curata dall’artista indigeno australiano Brook Andrew, dal titolo «Nirin», che nel linguaggio dei Wiradjuri, indige- ni del New South Wales occidentale, significa “bordo”. Molti degli artisti selezionati affronteranno il tema della razza e del colonialismo a 250 anni dall’arrivo in Australia del- l’esploratore britannico James Cook. Tematiche ricorrenti nell’arte au- straliana, uno spaccato della con- temporaneità artistica è stato ben in- dagato nella mostra «Australia. Sto- rie dagli antipodi», al Pac di Milano, che si chiude domani 9 febbraio, cu- rata da Eugenio Viola, senior curator dal 2017 al 2019 al Perth Institute of Contemporary Arts. La mostra è un’ampia ricognizione dell’arte con- temporanea australiana, la più peri- ferica e autoreferenziale scena arti- stica al mondo, attraverso il lavoro di 32 artisti per il 50% appartenenti a va- rie etnie aborigene, a diverse genera- zioni e background culturali. Nel pa- norama australiano, alcuni artisti so- no ormai storicizzati, altri conosciuti e ben presenti nel sistema interna- zionale già esposti in grandi rasse- gne, come Biennali e Documenta, ma vi sono altri ancora sconosciuti alla platea occidentale. «Gli artisti appartenenti alle etnie aborigene sono i più politicizzati perché arrabbiati – spiega Viola – e raccontano la grande diversità etni- ca, culturale e religiosa del continen- te australiano». Nyapanyapa Yunu- pingu, una delle artiste aborigene più celebrate, realizza opere astratte e figurative con una varietà di lin- guaggi espressivi. Yunupingu ap- partiene a una remota comunità aborigena, Gumatj, ma nella sua pra- tica artistica si allontana dal linguag- gio visivo tradizionale e per le sue opere utilizza un approccio speri- mentale e soggettivo. A fianco di ma- teriali sintetici, come acetato e pen- narelli, l’artista aggiunge gli elemen- ti naturali, ocre e cortecce, come vuo- le la tradizione (da Roslyn Oxley9 Gallery, Sydney i suoi lavori presen- tano un price range compreso tra 3.800-55.000 dollari australiani - AU$). Megan Cope, classe 1982, della tribù Quandamooka, si confronta con questioni d’identità, ambiente e mappatura attraverso le sue installa- zioni scultoree site specific, i suoi la- vori video e i suoi dipinti (da Milani Gallery, Brisbane, il range di prezzo è compreso tra 1.000 e 75.000 AU$). Al suo interno, l’arte australiana beneficia di un mercato forte e com- petitivo trainato da un’attenta e fede- le comunità di collezionisti, anche giovani, oltre a benificiare del sup- porto delle istituzioni pubbliche. Tuttavia l’arte australiana soffre del- l’isolamento del paese, per cui sul fronte internazionale, pur con i ne- cessari distinguo, c’è molto da co- struire e il livello dei prezzi si presen- ta ancora ragionevole rispetto agli standard europei o americani. L’artista aborigeno non è necessa- riamente colui che vive nelle comu- nità remote, ma al contrario ha stu- diato nelle scuole d’arte delle città e utilizza un vocabolario espressivo ed intermediale come quello dei discen- denti della tradizione occidentale. Tra i senior artist troviamo Mike Parr (i prezzi dei lavori da Anna Schwartz Gallery di Melbourne vanno da 20mila a 250mila euro) è sicuramen- te uno dei maestri più rappresentati- vi a livello internazionale e figura centrale delle poetiche performative. Altra figura storica, Jill Orr che lavora ancora oggi con le stesse tematiche legate al paesaggio, ricorda che in Australia l’elemento naturale è pre- ponderante ed è presente nel lavoro di molti artisti. Distruzione dell’am- biente, corruzione, storie coloniali e fragilità umana si ritrovano nel lavo- ro di Fiona Hall che ha rappresentato il paese alla Biennale del 2015. Da guardare con attenzione gli ar- tisti nati alla fine degli ’70, come Dr Christian Thompson, (1978). Primo australiano aborigeno ad essere am- messo ad Oxford dove ha realizzato l’opera «Museum of Others» del 2016 che documenta un lungo lavoro di ri- cerca legato ai concetti di identità. Da Michael Reid, unica galleria che oltre a Sydney ha una sede in Europa a Ber- lino propone le sue opere sul sito con i relativi prezzi: una fotografia della serie «Museum of Others (Othering the Anthropologist, Walter Baldwin Spencer)», 2016 in edizione di 6 +2AP costa 12.500 AU$ senza cornice. Altri artisti della stessa generazione sono Tony Albert (1981) che utilizza il testo come strumento provocatorio (da Gallery Sullivan+Strumpf, Sydney prezzi da 2.000 a 100.000 AU$) e Ni- cholas Mangan (1979) che presenta un lavoro politicizzato dove è messa in crisi la narrazione comunemente accettata. Artista multidisciplinare lavora con una varietà di media, la sua fascia di prezzo oscilla da circa 5.000 AU$ per un’opera fotografica 2D a circa 200.000 AU$ per un’instal- lazione di grandi dimensioni. Un universo forse ancora da scoprire. © RIPRODUZIONE RISERVATA COURTESY THE ARTIST PAC MILANO «Bleeding Tree», 1979 di Jill Orr in mostra «Australia. Storie agli antipodi» a cura di Eugenio Viola,PAC - Milano 17.12.2019-9.2.2020 L’arte indigena conquista l’America + Dall’Australia all’Europa l’arte abo- rigena australiana ha sperimentato nel 2019 un anno di forza proseguendo il positivo trend di crescita dell’ultimo decennio e approdando con una mag- giore consapevolezza anche sul mer- cato americano grazie ad alcune mo- stre. A New York, Salon94 ha esposto per la prima volta una serie di dipinti dell’artista aborigeno Yukultji Napan- gati (1970) , una delle ultime indigene ad entrare in contatto con il mondo oc- cidentale a metà degli anni ‘80. Il suo re- cord è stato «Marrapinti», 2007 vendu- ta da Deutscher & Hackett a Melbourne nel 2016 a 26.840 di dollari australiani (AU$ e 20.702 $) . Sempre l’anno scorso dalla blasonata Gagosian la mostra «Desert Painters of Australia» espone- va alcune opere – non in vendita – della collezione d’arte aborigena dell’attore Steve Martin. Tra gli artisti Emily Kame Kngwarreye che ha partecipato alla 56ª Biennale di Venezia nella mostra «All the world’s futures» curata da Okwui Enwezor con il dipinto «Earth’s Crea- tion I», 1994. Nel 2007 l’opera è stata venduta per 1,1 milioni di AU$ (829mila $) da Fine Art Bourse e nel 2017 ha rad- doppiato il prezzo in asta a Sydney, rag- giungendo 2,1 milioni di AU$ (1,6 milio- ni di $) segnando un record per l’artista. Il record in asta per l’opera aborige- na più costosa al mondo appartiene ancora a Clifford Possum Tjapaltjarri (1932–2002) con «Warlugulong» ven- duta da Sotheby’s per 2,4 milioni di AU$ (2,1 milioni di $) alla National Gal- lery of Australia nel 2007. Altri artisti in mostra da Gagosian come Makinti Napanangka (un suo dipinto su lino in asta da Bonhams a Sydney ha rag- giunto 9.760 AU$ nel giugno 2017) e Bill Whiskey Tjapaltjarri (record a 72.000 AU$ per «Rockholes and coun- try neary ney the Olgas» del 2006 ven- duto a Melbourne da Deutscher & Hackett nel 2012). L’attenzione delle gallerie americane ha accresciuto non solo la visibilità del- l’arte aborigena, ma ha anche favorito l’asta inaugurale di Sotheby’s a New York lo scorso 13 dicembre. Dopo aver battuto in Australia dal 1997 al 2009 e a Londra dal 2015 (l’ultima edizione nel marzo 2018 ha generato un turnover di 1,6 milioni di £, pari a 2,2 milioni di $) Sotheby’s ha trasferito il settore sulla piazza americana con un risultato molto positivo: dei 33 lotti offerti 29 hanno tro- vato un acquirente e diversi artisti han- no stabilito record come Ronnie Tjam- pitjinpa che con «Tingari Ceremonies at the Site of Pintjun» ha raggiunto i 243.750 $, tra i primi aborigeni a dipinge- re con l’acrilico su tavola nell’insedia- mento del deserto occidentale di Papun- ya Tula nei primi anni ’70. Sebbene in ascesa anche l’arte abori- gena australiana soffre di controversie su autenticità e provenienza: nel 2001 il mercante John O’Loughlin fu condan- nato per frode dopo aver venduto opere false attribuite a Clifford Possum Tjapal- tjarri, acquistate da istituzioni interna- zionali come il Museum of Contempo- rary Art di Sydney e la Art Gallery of New South Wales. — M. A. M. © RIPRODUZIONE RISERVATA Nella 22ª Biennale di Sydney focus sulla questione First Nation Brook Andrew è il primo artista nativo a curare l’evento + L’artista multidisciplinare Brook Andrew è il primo australiano del- l’eredità indigena a prendere il timo- ne di una Biennale: curerà la 22ª edi- zione della Biennale di Sydney e farà luce sui popoli delle First Nations e sulle antiche culture di tutto il mon- do. La mostra sfiderà le narrazioni incentrate sull’Occidente mettendo in primo piano le inquietudini irri- solte per la crisi climatica, la ricerca della sovranità e dell’autodetermi- nazione dei popoli indigeni di tutto il mondo. John McDonald, curatore e art critic di base a Sydney, dichiara di essere: «ottimista sulla programma- zione artistica della prossima Bien- nale, ma di solito di rimanerne delu- so». Il critico spera che Brook Andrew metta insieme una bella collezione di opere della “prima nazione”. «Il tema – prosegue McDonald - è appropriato perché l’arte indigena gioca un ruolo importante nella scena artistica au- straliana e nel modo in cui l’Australia è percepita a livello internazionale. In passato – prosegue – abbiamo speri- mentato numerose Biennali senza meta e senza forma, con star minori in auge nel momento: è ora che un cu- ratore adotti un approccio diverso e sarò felice di vedere artisti prove- nienti da Nepal, Georgia, Afghani- stan, Sudan ed Ecuador. La mia prin- cipale preoccupazione – conclude McDonald - è che non sia uno show in cui la buona politica e le buone inten- zioni prevalgano sull’interesse visi- vo. È il pericolo di quando ci si appas- siona a particolari questioni». I 98 partecipanti sono un mix poli- ticamente molto interessante, vivo- no in paesi a maggioranza bianca o in altri luoghi poco valorizzati dal mon- do dell’arte contemporanea. Tra questi Anna Boghiguian, Mohamed Bourouissa, Lawrence Abu Hamdan e Arthur Jafa che esporrà l’opera «The White Album» premiata con il Leone d’Oro a Venezia. Tra le altre scelte cu- ratoriali, il lavoro dell’artista della tri- bù Wiradjuri, Karla Dickens, che sim- boleggia il numero sproporzionato di donne indigene australiane incar- cerate e un’opera di grandi dimen- sioni dell’artista della tribù Pitjantja- tjara, Kunmanara Mumu Mike Wil- liams, scomparso l’anno scorso. In Biennale tra le artiste selezionate an- che la peruviana Fátima Rodigo Gon- zales che ha ricreato in una tv il pro- gramma latino degli anni ’60, «Saba- do Gigante», e l’artista multidiscipli- nare e musicista di Tlingit/Unangax (Alaska) Nicholas Galanin che indaga il cambiamento e l’identità tra comu- nità native e non native e la neozelan- dese Lisa Reihana che presenterà «Nomads of the Sea» (2018), installa- zione multicanale in 3D che esplora la cultura dei Maori e dei popoli del Pa- cifico già presentata alla 14ª edizione della Sharjah Biennial, «Leaving the Echo Chamber». — M. A. M. © RIPRODUZIONE RISERVATA In mostra nelle gallerie blasonate e in asta da Sotheby’s New York COURTESY SOTHEBY’S «Summer celebration», circa 1910-1996 di Emily Kame Kngwarreye, dalla stima tra 300-400.000 $ aggiudicato a 596.000 $ nell’asta di Sotheby’s «Aboriginal Art» di New York del 13 dicembre 2019 L’esposizione al Pac di Milano rivela un’arte in lotta contro i colonialismi vecchi e nuovi N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 19 strumenti per investire analisi tecnica agenda Settimana dal 8 al 14 febbraio I listini cinesi restano sopra i livelli chiave Andrea Gennai + Le Borse cinesi hanno per il momento retto l’urto dell’ondata di vendite seguita all’acuirsi del coronavirus. La verifica era mol- to temuta dagli investitori inter- nazionale: la riapertura di Shan- ghai, dopo la chiusura per le fe- stività, è stata decisamente pe- sante ma non ha intaccato il trend di lungo. Il calo di oltre il 7% di inizio settimana è stato in parte poi riassorbito. L’indice Csi 300, che misura i titoli a maggiore capitalizza- zione a Shanghai, è precipitato da 4.000 a 3.600 punti. Un livel- lo non casuale: si tratta del sup- porto che ha sostanzialmente frenato tutti i tentativi di disce- sa nel corso del 2019. Una sua rottura al ribasso per alcune se- dute potrebbe alimentare nuo- ve vendite rendendo la situa- zione della piazza cinese anco- ra più pesante. A metà gennaio l’indice era arrivato in area 4.200 punti, regi- strando il massimo degli ultimi due anni. Poi la discesa e il crollo con il profondo gap ribassista. Probabile che il mercato possa costruire una base intorno al supporto in area 3.600 punti an- che se occorrerà chiudere il “bu- co” che si è aperto sul grafico giornaliero riagguantando i 4mila punti. La tensione sul rischio epide- mia si è estesa anche a Hong Kong. L’indice Hang Seng è stato interessato dalle vendite e in po- che sedute è scivolato da 29mila a 26mila punti. Anche in questo ca- so il supporto strategico di 25mila punti non è statointacca- to e solo discese sotto questo li- vello potrebbero aggravare la si- tuazione. Pure sull’indice Hang Seng si è aperto un gap ribassista che verrà chiuso con il ritorno so- pra 28mila punti. I mercati cinesi pesano per il circa il 34% sull’indice Msci Emerging: si tratta della voce più rilevante (basti pensare che Taiwan è in seconda posizione con un peso dell’11%). È soprat- tutto l’indice Hang Seng a giocare un ruolo chiave mentre Shanghai è entrato recentemente nella composizione dell’indice Msci ma ha ancora un peso marginale. Le vendite sui titoli cinesi han- no zavorrato il continente asiati- co e anche l’indice settoriale. L’indice Msci Emerging aveva toccato il massimo da un anno e mezzo a metà gennaio, poi sono arrivate le vendite trascinate dal- l’area cinese e asiatica. Nelle ulti- me sedute l’indice sta rimbalzan- do e al momento ha tenuto il sup- porto in area 1.050 punti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ora paese dato periodo precedente SABATO 8 11.30 ITA Discorso di Visco (BCE) LUNEDÌ 10 07.30 FRA Tasso di disoccupazione T4 8,6% 10.00 ITA eeProduzione industriale m/m dic 0,1% 19.45 USA Discorso di Daly (Fed) 21.15 USA Discorso di Harker (Fed) MARTEDÌ 11 10.30 GB eProduzione industriale m/m dic -1,2% 10.30 GB Bilancia commerciale (totale - GBP) dic -5.256 Mld £ 10.30 GB Bilancia commerciale (non UE - GBP) dic 1.734 Mld £ 10.30 GB ePIL t/t 1a stima T4 0,4% 12.00 USA Discorso di Daly (Fed) 16.00 USA eAudizione di Powell di fronte alla commissione affari finanziari della Camera per la presentazione del Monetary Policy Report 17.30 EUR eDiscorso di Schnabel (BCE) 19.30 USA Discorso di Bullard (Fed) 20.15 USA Discorso di Kashkari (Fed) MERCOLEDÌ 12 11.00 EUR eeProduzione industriale m/m dic 0,2% 14.30 USA Discorso di Harker (Fed) 16.00 USA eAudizione di Powell di fronte alla commissione affari finanziari della Camera per la presentazione del Monetary Policy Report GIOVEDÌ 13 08.00 GER eIPCA m/m finale gen prel -0,8% 08.00 GER eCPI (Lander) m/m finale gen prel -0,6% 08.00 GER CPI (Lander) a/a finale gen prel 1,7% 08.00 GER IPCA a/a finale gen prel 1,6% 09.30 OLA ePIL a/a prelim T4 1,8% 09.30 OLA ePIL t/t prelim T4 0,4% 09.30 EUR Discorso di Hernandez De Cost (BCE) 14.30 USA Richieste di sussidio settim 202X1000 14.30 USA eCPI m/m gen 0,2 14.30 USA CPI (escluso alimentari, energia) a/a gen 2,3% 14.30 USA CPI a/a gen 2,3% 14.30 USA eeCPI (escluso alimentari, energia) m/mgen 0,1% 16.00 USA Audizione al Senato per la nomina di Shelton e Wallercome membri del Board della Fed VENERDÌ 14 08.00 GER eePIL s.a. t/t prelim T4 0,1% 08.00 GER ePIL s.a. a/a prelim T4 0,5% 09.00 SPA IPCA a/a finale gen prel 1,1% 10.00 ITA Bilancia commerciale (EU) dic 0,702 Mld € 10.00 ITA Bilancia commerciale (totale) dic 4.872 Mld € 11.00 GIA Discorso di Amamiya (BoJ) 11.00 EUR ePIL a/a 2a stima T4 prel 1,0% 11.00 EUR eePIL t/t 2a stima T4 prel 0,1% 14.30 USA Prezzi all'import m/m gen 0,3% 14.30 USA eeVendite al dettaglio m/m gen 0,3% 14.30 USA eeVendite al dettaglio ex-auto m/m gen 0,7% 15.15 USA Produzione industriale m/m gen -0,3% 15.15 USA Impiego capacità produttiva gen 77,0% 16.00 USA Scorte delle imprese m/m dic -0,2% 16.00 USA Fiducia famiglie (Michigan) prelim feb 99,8 17.45 USA Discorso di Mester (Fed) Ancora prematuro sottopesare + Dalla chiusura del mercato finanziaro cinese, il 23 gennaio, fino alla sua riapertura, il 3 febbraio, il mercato ha vissuto nel pieno dell’incertezza. Il Bund è passato da -0,20% a -0,44%, così come il BTp decennale si è portato da 1,45% a 0,92%, ma dal 3 di febbraio il mercato ha ridotto l’acquisto di obbligazionario ed è ritornato velocemente sugli asset a rischio. Le motivazioni sono molteplici. Si temeva un rinvio dell’apertura dei mercati cinesi e un intervento debole della Banca Centrale, che invece ha soddisfatto le aspettative dei player. Notizie positive sui farmaci, dazi ed altro ancora stanno amplificando il movimento positivo degli asset a rischio, ma in queste fasi gli eccessi di panico e di euforia si alternano in modo veloce e i valori raggiunti dagli asset non si possono dare per acquisiti. Non c’è la reale rimozione della causa, che ha causato lo shock esogeno, non sappiamo se rimarrà circoscritta alla Cina e non possiamo stimare l’impatto della crisi sulla crescita e sull’inflazione. Di certo sappiamo che ogni modifica delle politiche monetarie, in un’ottica restrittiva, è sospesa. Da questo possiamo dedurre che è ancora presto per sottopesare l’obbligazionario. Il Bund potrà ritracciare in zona -0,15%-0,25%, ma potrebbe essere un’occasione d’acquisto. Invece per avere un Bund, che punta diretto al minimo di quota -0,73%, ci sarà bisogno di un ritorno della debolezza dell'azionario e di uno scenario recessivo acquisito. © RIPRODUZIONE RISERVATA La violenta discesa di Shanghai e Hong Kong si è arrestata vicino a supporti importanti Scattate ricoperture le aste dei titoli di stato Aste degli emittenti sovrani dell’area dell’euro (mld di €) e degli Usa (mld di $ paese titolo durata ammontarein emissione data regolamento LUNEDÌ 10 GER Bubill 6 mesi 3 12/02/2020 USA T-bill 3 mesi 13/02/2020 T-bill 6 mesi 13/02/2020 MARTEDÌ 11 USA T-note 3Y 18/02/2020 MERCOLEDÌ 12 ITA BOT 1Y 6,75* 14/01/2020 GER Bund 0% 02/2030 4 14/01/2020 USA T-note 10Y 18/02/2020 GIOVEDÌ 13 ITA BTP 3Y 3,25* 17/02/2020 BTP 7Y 3* 17/02/2020 BTP ≥15y 1* 17/02/2020 USA T-bill 1 mese 18/02/2020 T-note 30Y 18/02/2020 mercati ed eventi (*) previsioni \fonte: Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche zona bund di Francesco Paglianisi legenda: e importante; eemolto importante; ds, destagionalizzata; ret, rettificata per i giorni lavorativi; nella colonna “precedente” in parentesi il dato antecedente la revisione; nds, serie grezza; 3mm, media mobile di 3 termini; CPI = prezzi al consumo; HICP = prezzi al consumo armonizz.; WPI = prezzi ingrosso; PPI = prezzi alla produzione; C/A = partite correnti; PIL = prodotto interno lordo; PCE = consumi delle famiglie; Cepr EurOCOIN = vedi www.cepr.org fonte: a cura di Intesa Sanpaolo-Servizio Studi e ricerche Grafici indice csi 300 shanghai andamento nell’ultimo anno indice hang seng hong kong Andamento nell’ultimo anno rendimento % bund decennale Andamento nell’ultimo anno il quadro I mercati da tenere d’occhio + L’andamento dell’indice azio- nario Csi 300 di Shanghai, dell’in- dice Hang Seng e il rendimento del Bund decennale nell’ultimo anno con i valori aggiornati a giovedì, giorno di chiusura di Plus. 3247,4 3899,8 3200 3475 3750 4025 4300 01/02/2019 06/02/2020 27930,7 27493,7 24000 25750 27500 29250 31000 01/02/2019 06/02/2020 0,166 -0,357 01/02/2019 06/02/2020 -0,8 -0,6 -0,4 -0,2 0,0 0,2 20 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 strumenti per investire il gestore della settimana «Netflix, interessante emittente di bond hy» Isabella Della Valle + In genere i bond high yield sono considerati un’allocazione strate- gica di lungo termine. Vale anche nel contesto attuale? Sul lungo termine i bond high yield hanno generato rendimenti simili a quelli dell’azionario, con una volatili- tà inferiore. Inoltre, guardando ai rendimenti annuali dal 1980 a oggi, i bond Hy (secondo i dati dell’indice Jp Morgan Global High Yield) hanno avuto solo sei periodi di rendimenti negativi, mai per anni consecutivi. Date queste performance e l’alto li- vello di income attualmente offerto dall’asset class, riteniamo che essa meriti un’allocazione strategica per- manente e di lungo termine. Dopo un solido 2019, restiamo cautamente ot- timisti sul mercato Hy. I fondamen- tali restano stabili in gran parte delle aree geografiche e ci aspettiamo che i tassi di default resteranno ben al di sotto della media storica. Le obbligazioni Hy sono predi- sposte ad avere buone performance in contesti di bassi tassi e crescita eco- nomica stabile, dato che queste so- cietà sono generalmente più sensibili ai fattori macroeconomici. Le politi- che delleprincipali banche centrali sono state di grande supporto per la performance degli asset rischiosi l’anno scorso e il contesto monetario è ancora chiaramente favorevole. La direzione intrapresa dalle principali banche centrali con- tinuerà a stimolare la domanda di reddito? Il nostro team di economisti non con- divide l’idea che gran parte del mon- do sviluppato si stia muovendo verso una fase di stagnazione secolare, ma ritiene invece che la domanda resti debole a causa del deleveraging. In questo contesto, è probabile che i tas- si resteranno bassi nei mercati svi- luppati su un orizzonte medio, il che è di supporto per l’asset class. L’high yield resta ben posizionato rispetto ad altri settori del fixed income: infat- ti, la domanda da parte degli investi- tori di asset che generino alti livelli di reddito continua a rappresentare un importante elemento di supporto. Quanto vale il segmento high yield a livello globale? Il mercato dei bond societari Hy a oggi ha superato i $4.500 miliardi. Rispetto a dieci anni fa è molto più vasto, con contributi internazionali crescenti provenienti da Europa e Mercati Emergenti. All’opposto, il mercato HY statunitense si è lieve- mente ridotto. Ci aspettiamo che questi trend continuino. Il segmen- to corporate ad alto rendimento dei mercati emergenti ha visto una cre- scita enorme e ora è vicino ai $1.000 miliardi. Le società negli emergenti hanno utilizzato il mercato dei bond corporate soprattutto per rifinan- ziare prestiti esistenti a termini più vantaggiosi. E a livello settoriale? Troviamo valore negli operatori via cavo, in alcune securities tier1 di ban- che europee con focus globale e in di- versi nomi nel comparto finanziario non bancario europeo. In termini di rendimenti meglio gli Usa o l’Europa? I mercati high yield globali si sono evoluti rispetto al tradizionale set di opportunità in Nord America e ci aspettiamo che questo trend prose- gua. Sebbene i rendimenti nominali siano più elevati negli Usa, dal punto di vista di un investitore europeo, alla luce delle attuali dinamiche di merca- to, i rendimenti tra Usa ed Europa sembrano su livelli corretti, una volta considerata la copertura valutaria. Troviamo opportunità interes- santi nel mercato europeo high yield. Questo mercato presenta una qualità di molto superiore a quella che si tro- va negli Stati Uniti, con oltre il 70% delle emissioni con rating BB. Oppor- tunità molto interessanti possono essere trovate tra i nuovi emittenti con profili di credito in miglioramen- to, che non sono ancora stati apprez- zati dal mercato. La cedola più elevata e le maturità più brevi dei bond B nel mercato high yield europeo possono inoltre offrire protezione in un conte- sto di turbolenze. Quali rischi dovrebbe monito- rare chi investe sul segmento hi- gh yield? Investire in obbligazioni HY compor- ta rischi significativi, tra cui il rischio di default per i singoli emittenti, i ri- schi legati a fattori geopolitici in gra- do di influenzare in generale la pro- pensione al rischio degli investitori e i rischi legati ai fattori ESG. Date le va- lutazioni più elevate rispetto a un an- no fa, un rigoroso processo di ricerca bottom-up è sempre più cruciale per identificare le migliori opportunità a livello globale. Quali sono le emissioni obbliga- zionarie high yield che meritano maggiore attenzione oggi e perché? Uno dei segmenti più interessanti al momento è quello degli operatori via cavo. In particolare, abbiamo una view positiva su Netflix e Altice. Net- flix è un raro esempio di emittente Hy che sembra essere dal lato giusto del cambiamento, mentre Altice ha fatto progressi notevoli nel migliorare il proprio bilancio. Vediamo prospetti- ve interessanti anche per molti emit- tenti nel settore alimentare. Tra que- sti vi è Chobani, un brand leader nel mercato dello yoghurt greco, e Alber- tsons, una delle più grandi catene di negozi alimentari negli Usa. La lea- dership di Chobani nel mercato e l’enfasi posta sull’innovazione di prodotto continua a sostenere le ven- dite, facendo crescere gli Ebitda e mi- gliorando i flussi di cassa. Albertsons è riuscita ad integrare con successo un’acquisizione di proporzioni si- gnificative, generando sinergie e cre- ando opportunità per investire nella logistica e abbassare i prezzi. Un’altra opportunità interessante è Minerva, il terzo produttore di carne di manzo in Brasile. Nel breve-medio termine, i produttori di carne di manzo dovreb- bero beneficiare dell’aumento della domanda per via dell’impatto della peste suina africana sull’offerta di carne di maiale. Nel lungo termine, la crescente popolarità della carne di manzo nei mercati emergenti do- vrebbe supportare la performance di Minerva e favorirne il deleveraging. Un’ultima opportunità è la società te- desca di sviluppo immobiliare resi- denziale Consus Real Estate: in Ger- mania vi è una carenza strutturale di abitazioni e la società è ben posizio- nata nelle città chiave. © RIPRODUZIONE RISERVATA ‘96 ‘98 ‘00 ‘02 ‘04 ‘06 ‘08 ‘10 ‘12 ‘14 ‘16 ‘18 1.000 0 2.000 3.000 5.000 4.000 Il mercato High Yield dal 1996. Dati al 30 giugno 2019 fonte: J.P. Morgan Chase & Co. and Credit Suisse.it Hy Usa Hy Europa Hy Società emergenti Leveraged Loan Usa Leveraged Loan Europa Il grafico illustra la crescita del mercato High Yield a partire dal 1996 e l'evoluzione nei pesi relativi delle diverse componenti. Dal grafico si può vedere come il mercato HY europeo abbia più che quadruplicato le proprie dimensioni dal 2008 e sia pari ormai a quasi un terzo del mercato HY statunitense. Il mercato europeo ha un'esposizione decisamente inferiore ai settori legati all'energia, cosa che rappresenta un vantaggio quando i prezzi delle commodity sono in calo. 5% 6% 7% 8% 9% 10% Re nd im en to m ed io an nu al iz za to a 1 5 an ni Deviazione Standard (volatilità) fonte: ICE BofA/ML Globa High Yield, ICE BofA/ML U.S. High Yield Constrained, S&P500, MSCI ACWI. 6% 7% 8% 9% 10% 11% 12% 13% 14% 15% 16% Rischi e rendimenti dell'obbligazionario HY negli ultimi 15 anni. Dati ad agosto 2019, in percentuale indice msci ac world s&p500 hy globale hy usa I fondamentali delle società restano stabili nella maggior parte delle aree geografiche e vediamo numerose opportunità in diversi settori. Gli operatori via cavo sono particolarmente interessanti, dato che il settore beneficia di ricavi costanti e prevedibili, oltre che di trend secolari come il cambiamento nelle abitudini di fruizione dei media, restando tuttavia al riparo dall'impatto delle tensioni commerciali globali. Nel settore healthcare, sono attraenti le società che non sono intaccate dall'Affordable Care Act statunitense e dalla crisi degli oppiacei, come Bausch Health. Anche il settore alimentare appare interessante. Michael Della Vedova ha 26 anni di esperienza negli investimenti, di cui 10 in T. Rowe Price. In precedenza, è stato co-fondatore e partner di Four Quarter Capital, un hedge fund focalizzato sul debito societario europeo con rating al di sotto di Investment Grade. Per sei anni inoltre è stato analista senior e Assistant Portfolio Manager a Londra presso Muzinich & Company Limited. Della Vedova ha conseguito sia un Bachelor of Laws che un Bachelor of Commerce in finanza presso la University of New South Wales e un Graduate Diploma of Legal Practice presso la University of Technology, Sydney, Australia. Ha anche ottenuto la qualifica di solicitor presso la Supreme Court of New South Wales, Sydney. emittente isin cedola(%) yield to worst* (%) paese settore Bausch Health US91911XAW48 8,50 4,28 Usa Healthcare Tenet Healthcare US88033GCX60 6,25 3,79 Usa Healthcare Altice XS2053846262 3,38 2,67 Francia Operatorivia cavo iHeartMedia US45174HBD89 3,38 5,25 Usa Broadcasting Netflix XS2076099865 4,63 3,22 Usa Operatori via cavo Panther BF Aggregator 1 LP US69867DAC20 8,50 6,88 USA Automotive Albertsons Inv. Holdings LLC US013093AD145,75 4,41 USA Supermarket Scientific Games US80874YBA73 8,25 5,11 USA Giochi RegionalCare Hospital Partners US53219LAR06 9,75 4,87 USA Healthcare Constellium XS1713568811 4,25 2,00 USA Estrazione «Mi piace anche Altice; ha fatto grandi progressi nel migliorare il bilancio. Un’altra opportunità interessante è Minerva» la crescita tabella emissioni hy flash Società presente in 16 Paesi Fondata nel 1937 a Baltimora da Thomas Rowe Price jr., T. Rowe Price è diventata una delle società di gestione attiva più grandi al mondo, con circa 1.200 miliardi di $ di AuM (1.210 $ al 31.12.19), secondo il principio che il successo della società è conseguenza di quello dei clienti. Presente in 16 paesi, offre una gamma completa di strategie obbligazionarie, azionarie e multi-asset in classi di attivi, capitalizzazioni, settori, stili e regioni diversi. La vocazione all'eccellenza, testimoniata dalle maggiori società di rating, è alimentata dalla piattaforma interna di ricerca e gestione con oltre 600 professionisti. Quotata dal 1986 sul Nasdaq T. Rowe Price sin dall'Ipo ha distribuito dividendi. Lo sprint Hy: rendimenti simili alle azioni con meno volatilità mike della vedova (t. rowe price ) Co-gestore nota: * Yield to Worst (YTW): indica il minor rendimento possibile che può essere realizzato su un'obbligazione escludendo la possibilità di un default dell'emittente, e considerando invece la possibilità di pagamenti anticipati e altre eventualità. Tecnicamente, lo YTW è definito come il valore più basso tra Yield to Maturity (YTM) e Yield to Call (YTC) N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 21 indici & numeri le cifre in ballo la settimana INDICE DATI IN PERCENTUALE - VALORE ASSOLUTO DATI IN PERCENTUALE indici borsa italiana obbligazioni il settore top FTSE MIB sv Variazione % da inizio anno +4,19 Valore indice 24.490,35 Variazione % della settimana +2,98 Dow Jones sv Variazione % da inizio anno +2,80 Valore indice 29.338,22 Variazione % della settimana +1,66 MSCI World sv Variazione % da inizio anno +2,63 Valore indice 601,25 Variazione % della settimana +1,57 Stoxx sv Variazione % da inizio anno +2,32 Valore indice 425,49 Variazione % della settimana +2,49 S&P 500 sv Variazione % da inizio anno +3,47 Valore indice 3.342,75 Variazione % della settimana +1,80 BORSE MONDIALI prezzo/utile dividendo/ rend azioni/ volatilità rendim (1) prezzo (2) obbligaz. (3) annual. (4) annuo media media media media ult. 10 ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni anni(5) Usa Dow Jones Ind. 22,48 17,12 2,26 2,47 2,70 2,46 12,14 13,80 11,33 S&P 500 24,00 19,10 1,80 2,06 — — 11,99 14,44 12,01 Regno Unito FTSE 100 16,50 16,76 4,38 3,73 10,15 3,04 12,10 14,51 3,99 FTSE 350 17,16 16,68 4,15 3,57 — — 11,71 14,17 4,73 Germania Dax index 15,40 14,60 2,96 3,05 -17,58 6,41 10,05 17,77 5,97 Italia Comit 30 15,40 16,20 4,31 4,23 6,70 1,96 12,72 20,56 2,11 Comit Global 14,44 16,76 — — — — — 18,55 1,81 Francia Cac 40 21,50 16,70 2,83 3,49 -29,63 3,90 13,51 19,02 5,39 Giappone Nikkey 500 15,48 20,64 2,34 2,02-164,04 10,54 11,18 18,28 10,19 Topix 15,40 15,80 2,30 1,99 — — 11,93 19,96 -7,50 Canada Tsx Composite 16,20 17,70 2,90 2,88 4,45 2,74 7,08 11,40 4,59 Belgio Bel 20 16,00 19,20 2,57 3,21-154,55 2,99 14,24 17,21 3,27 Danimarca Kfx 28,40 19,40 1,88 2,17 -10,00 4,38 14,16 16,74 11,98 Svezia Affarsvandn Gen 17,40 15,60 3,11 3,53 97,66 4,93 11,65 15,89 8,96 Olanda Aex Index 19,90 16,40 2,84 3,37 -18,50 4,70 12,37 16,12 5,47 Irlanda Ireland-DS-Market 18,70 20,40 1,75 1,25 -19,65 1,63 16,82 17,27 9,79 Spagna Ibex 35 17,60 15,10 3,59 4,28 19,10 2,25 11,94 19,93 2,80 Singapore Straits Times 11,58 11,90 3,70 3,10 5,20 3,95 10,29 12,02 1,20 Malaysia Kuala Lumpur SE Emas 18,30 17,10 3,47 3,09 1,85 1,92 7,47 8,73 2,02 Hong Kong Hang Seng 10,70 11,95 3,71 3,46 6,97 4,87 16,31 17,52 3,14 Filippine Philippines SE Comp. 15,60 19,80 1,88 1,92 0,93 0,97 14,30 15,86 10,46 Thailandia Bangkok SET 18,56 17,24 3,27 3,18 3,45 1,90 11,72 14,59 8,30 INDICI PAESI prezzo/utile dividendo/ rend azioni/ volatilità rendim (1) prezzo (2) obbligaz. (3) annual. (4) annuo media media media media ult. 10 ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni ultimo 10 anni anni(5) World 19,10 16,50 2,48 2,56 — — 8,47 12,17 6,56 America 23,70 19,50 2,00 2,07 — — 11,63 14,35 11,07 Europa 16,70 14,90 3,29 3,26 — — 10,84 17,49 3,49 Far East 15,50 14,50 2,38 2,31 — — 9,27 12,84 4,15 Pacifico 15,20 14,30 2,64 2,62 — — 9,19 13,34 4,05 Argentina 7,50 11,80 2,79 2,62 — — 71,08 31,67 27,68 Australia 17,80 16,70 3,94 4,31 5,42 1,84 12,11 13,23 4,39 Austria 11,30 15,60 3,52 2,80 -47,05 4,50 9,82 16,09 3,34 Brasile 16,40 14,20 3,43 3,64 0,91 0,63 15,09 18,80 6,23 Cile 15,10 18,10 4,11 3,07 2,01 1,14 19,19 11,45 0,46 Cina 11,80 9,10 2,02 3,57 2,78 3,10 17,94 22,01 1,37 Corea Sud 15,30 13,20 2,13 1,54 4,08 2,61 13,70 15,10 3,83 Finlandia 23,20 17,00 3,96 4,12 -26,69 4,54 12,38 18,34 4,98 Grecia 14,00 11,90 3,07 2,32 4,13 0,83 16,12 33,86 -14,73 India 22,10 19,80 1,33 1,43 0,69 0,65 13,93 14,02 7,66 Indonesia 19,00 18,70 2,57 2,25 0,79 0,72 12,69 17,46 8,94 Italia 14,30 16,70 3,46 3,55 7,21 1,91 13,95 21,00 2,90 Messico 16,00 18,70 2,99 1,98 1,92 1,86 11,20 11,56 5,01 Norvegia 17,90 14,40 4,12 4,04 3,91 3,26 13,25 17,20 5,21 N. Zelanda 23,80 18,20 3,12 4,01 3,21 1,54 10,57 8,10 10,01 Portogallo 18,40 15,60 4,16 4,51 23,61 1,37 10,80 17,91 -1,66 Russia 6,00 7,20 6,49 4,15 2,65 1,67 11,01 17,78 7,55 Sud Africa 15,30 17,40 3,46 3,12 0,83 0,68 14,85 16,19 7,63 Svizzera 25,20 19,20 2,71 3,03 -6,19 14,27 10,18 13,66 6,30 Taiwan 18,30 15,30 3,86 3,60 8,04 5,45 13,77 14,78 5,26 Turchia 10,80 10,50 2,58 2,60 0,94 0,90 25,30 21,20 11,30 Note: (1) L’ultimo p/u inferiore alla media degli ultimi 10 anni è un segnale di sottovalutazione. (2) L’ultimo dividendo/prezzo superiore alla media degli ultimi 10 anni è un segnale di sottovalutazione. (3) Il rendimento azionario è il rapporto utile per azione/prezzo. Il rendimento obbligazionario è il rendimento a scadenza del titolo di Stato a 10 anni del Paese di riferimento. L’ultimo rapporto rendimento azionario/rendimento obbligazionario superiore alla media degli ultimi 10 anni è un segnale di sottovalutazione. (4) La volatilità degli ultimi 6 mesi superiore alla media degli ultimi 3 anni è un segnale di tensione dei prezzi e di mutamento di scenario. (5) In valuta locale. fonte: elaborazione Ufficio Studi del Sole 24 Ore e Thomson Reuters Datastream (dati al mercoledì) Usa Tit. Stato 1,49 1,37 1,38 1,56 2,02 Tassi Swap (1) 1,61 1,40 1,38 1,51 1,70 Germania Tit. Stato -0,61 -0,68 -0,62 -0,41 0,10 Italia Tit. Stato -0,32 0,01 0,34 0,95 1,98 Francia Tit. Stato -0,59 -0,59 -0,47 -0,15 0,65 Euro Tassi Swap (1) -0,36 -0,34 -0,27 -0,02 0,39 Giappone Tit. Stato -0,14 -0,16 -0,16 -0,07 0,34 Tassi Swap (1) — -0,03 -0,04 0,03 0,27 Uk Tit. Stato 0,50 0,36 0,36 0,49 0,99 Tassi Swap (1) 0,66 0,61 0,63 0,71 0,80 MONDO rendimenti obbligazionari 12 mesi 3 anni 5 anni 10 anni 30 anni Titoli di Stato Italiani -0,37 -0,30 -0,14 0,02 Campione di Obbligazioni -0,30 -0,26 -0,18 -0,10 EUROPA rendimenti obbligazionari 6 mesi 1 anno 2 anni 3 anni Generale -0,20 +0,89 +3,60 +11,59 BoT -0,01 -0,02 -0,06 +0,03 CcT +0,17 +0,53 +2,56 +6,08 BTp -0,24 +1,01 +4,05 +13,32 CTz -0,01 +0,08 +0,14 +0,84 INDICI MTS variazione (%) sett. 3 mesi 6 mesi 1 anno 1 It Way -9,32 -8,14 -12,15 -36,63 2 Fiera Milano -8,82 -2,59 20,87 10,25 3 Biancamano -8,60 10,87 5,81 42,86 4 Gabetti Prop. S. -8,26 14,04 17,67 5,05 5 Acotel -6,78 6,11 20,44 -6,78 6 Mondo TV -5,74 -21,83 55,12 23,59 7 Zucchi -5,51 -10,69 -15,20 -21,14 8 Ima -4,64 -7,85 -10,78 -0,26 9 El.En -4,43 -8,77 10,38 83,15 10 Aedes -4,33 17,50 31,73 11,04 I TITOLI PEGGIORI variazione (%) sett. 1 mese 3 mesi 1 anno 1 Unicredit 12,06 5,46 10,06 34,32 2 Ascopiave 10,71 18,29 17,36 45,56 3 Elica 10,26 28,67 33,39 172,11 4 Maire Tecnimont 9,56 4,56 9,02 -26,13 5 B. Profilo 8,49 3,60 31,81 44,65 6 Prysmian 7,97 4,40 3,62 15,437 Acsm-Agam 7,97 11,70 22,09 17,65 8 Intesa Sanpaolo 7,86 5,39 5,48 21,12 9 C. Valtellinese 7,77 0,86 8,60 2,46 10 Buzzi Unicem 7,36 3,62 4,57 36,27 I TITOLI MIGLIORI variazione (%) sett. 1 mese 3 mese 1 anno Note: (1) Tassi swap calcolati rispetto al parametro variabile semestrale, tranne i tassi swap Usd calcolati rispetto al Libor 3mesi. fonte: a cura di Intesa Sanpaolo - Direzione Studi e Ricerche fonte: Banco di Desio e della Brianza fonte: MTS Markets INDICI I MIGLIORI I PEGGIORI Finanza var. (%) sett. 1 Sv. Handelsban A(SE) +14,12 2 Deutsche Bank(DE) +12,26 3 Unicredit(IT) +12,06 1 Bco De Sabadell(ES) -10,59 2 Hargreaves Ls(GB) -9,10 3 Conafi(IT) -2,86 Industria var. (%) sett. 1 Bombardier B(CA) +17,74 2 Skf B(SE) +10,76 3 Easyjet(GB) +10,59 1 Fiera Milano(IT) -8,82 2 Biancamano(IT) -8,60 3 Openjobmetis(IT) -8,22 Beni Immobili var. (%) sett. 1 Wdp-Sicafi(BE) +8,95 2 Daiwa House In(JP) +6,46 3 Mitsui Fudosan(JP) +5,05 1 Gabetti(IT) -8,26 2 Aedes(IT) -4,33 3 Unibail Rodam We(NL) -1,53 Informatica var. (%) sett. 1 Fujitsu Ltd(JP) +22,52 2 Intl Bus Machine(US) +14,75 3 Infineon Tech(DE) +9,04 1 It Way(IT) -9,32 2 Gefran(IT) -3,24 3 Saes Getters(IT) -2,91 Beni voluttuari var. (%) sett. 1 Panasonic(JP) +14,61 2 Elica(IT) +10,26 3 Just Eat Takeaw(GB) +9,87 1 Giglio(IT) -7,09 2 Ford Motor Co(US) -6,50 3 Zucchi(IT) -5,51 Dalla Cina arrivano anche buone idee per la consulenza finanziaria di Gianfranco Ursino Non solo coronavirus e il suo im-patto sui mercati finanziari.Per il mondo della consulenza finanziaria dalla Grande Muraglia arri- vano anche spunti di riflessione per il futuro della professione che sono stati argomento di discussione a Consulen- Tia, la kermesse organizzata in setti- mana a Roma dall’Anasf. In Cina il mercato della consulenza agli investimenti è in forte espansio- ne, con un aumento medio degli asset finanziari nell’ultimo lustro del 30% annuo. «Un Paese - ha ricordato Mau- rizio Primanni, Ceo e fondatore di Excellence Consulting - pronto a di- ventare il secondo più grande mercato dell’asset management dopo gli Stati Uniti. E in un mercato emergente che cresce in maniera così significativa il ruolo delle reti di distribuione dei pro- dotti finanziari è ricosciuto come un modello di servizio efficace per aiutare le familgie ad approcciare il mondo degli investimenti». In Cina singole società-reti hanno raggiunto la cifra di oltre 50 miliardi di dollari di masse in pochi anni e continuano a crescere. Numeri che fanno gola anche agli in- termediari italiani che iniziano a en- trare sul mercato cinese con proprie strutture, anche grazie a collaborazio- ni e acquisizioni di realtà locali. In particolare è stato anche ricorda- to che in Cina l’offerta è molto focaliz- zata su un tema di cui si sente tanto par- lare oggi in Italia, ovvero gli asset alter- nativi. Le infrastrutture cinesi sono in- fatti finanziate anche da prodotti finanziari che vengono collocati nei portafogli dei risparmiatori cinesi che finanziano quindi l’economia reale. Un po’ quello che ha auspicato il ministro dell’Economia Gualtieri nel corso del suo intervento a ConsulenTia20. Un altro tema emerso è la vicinanza tra la tecnologia e la finanza, che in Ci- na è molto stretta.E in un grande mer- cato la tecnologia può creare casi di grande successo, basti pensare a Yue- bao, il più grande fondo di money- market al mondo che gestisce oltre 180 miliardi di dollari e viene alimentato dal “resto” delle transazioni di acqui- sto che vengono fatte su Alibaba. Un al- tro caso esemplare è quello di ICBC In- vestment Platform, un robo advisor con un sistema di profilazione del cliente comportamentale basata su l’intelligenza artificiale in sostituzione del questionario di profilatura. Ma c’è un’altra idea che arriva dalla cina e potrebbe essere già seguita in Italia, ovvero il verbale di consulenza che viene stilato e consegnato al cliente ala fine di ogni colloquio con il proprio consulemte finanziario. Non solo le telefonate, ma anche gli incon- tri allo sportello potrebbero quindi essere archiviati a futura memoria per l’intermediario e soprattutto per il cliente. sarebbe un bel passo in avanti sul fronte della trasparenza. gianfranco.ursino@ilsole24ore.com @g_ursino © RIPRODUZIONE RISERVATA 22 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903 indici & numeri fondi pensione aperti a cura di GUIDA ALLA LETTURA Performance %: è calcolata alla data dell'ultima variazione della quota disponibile: 31 dicembre 2019, ad eccezione delle linee delle società contrassegnate con * che sono aggiornate a fine luglio 2019 Caratteristiche del Rating Consultique: l'insieme dei dati disponibili sui Fondi pensione Aperti confluisce in un indicatore sintetico delle qualità del Fondo, ovvero il rating elaborato da Consultique, espresso con un numero di stelle (da una a cinque), utile per una prima selezione dei Fondi Pensione Aperti. Elementi chiave per l'attribuzione di un rating sono l'esistenza del Fondo e dei relativi dati da almeno tre anni; la metodologia prevede l'utilizzo di variabili quantitative (costi e rendimenti) e qualitative (garanzia del capitale e dimensione del patrimonio): la media ponderata dei posizionamenti delle varie linee esprime la posizione nella classifica generale. I pesi assegnati ad ogni variabile tengono conto delle valutazioni dell'Ufficio Studi e Ricerche Consultique in merito alla loro rilevanza. In tabella sono riportati i prodotti con un rating riferito alle adesioni individuali. fondo linea/comparto rating individuale perf 1y perf 3y perf 5y ALLIANZ Insieme Azionaria (Ex Dinamica) mmmmm 16,374 20,913 32,597 Insieme Bilanciata (Ex Serena) mmmmm 9,250 11,408 18,154 Insieme Flessibile con Garanzia Rest.Cap. mmmmm 5,730 5,800 8,906 Insieme Multiasset mmmmm 5,455 6,203 n.d. Insieme Obbligazionaria (Ex Tranquilla) mmmmm 2,763 2,526 4,872 Insieme Obbligazionaria Breve Termine mmmmm -0,091 -1,223 n.d. Insieme Obbligazionaria Lungo Termine mmmmm 2,040 1,365 n.d. Previdenza Azionaria mmmmm 14,910 17,881 27,454 Previdenza Bilanciata mmmmm 9,482 10,693 16,683 Previdenza Flessibile con Garanzia Rest. Cap. mmmmm 6,524 5,265 n.d. Previdenza Multiasset mmmmm 4,860 4,538 n.d. Previdenza Obbligazionaria Breve Termine mmmmm -0,333 -2,034 n.d. Previdenza Obbligazionaria Lungo Termine mmmmm 1,926 0,537 n.d. AMUNDI Secondapensione Bilanciata mmmmm 10,108 9,109 17,279 Secondapensione Espansione mmmmm 15,764 14,933 29,016 Secondapensione Garantita mmmmm 2,608 1,600 4,015 Secondapensione Prudente mmmmm 4,986 2,894 5,954 Secondapensione Sviluppo mmmmm 12,383 11,851 23,203 ANIMA Arti e Mestieri Conservazione 3+ mmmmm 1,636 0,139 4,962 Arti e Mestieri Crescita 25+ mmmmm 13,730 17,294 28,951 Arti e Mestieri Garanzia 1+ mmmmm -0,385 -1,897 -2,152 Arti e Mestieri Incremento e Garanzia 5+ mmmmm 4,255 4,304 9,630 Arti e Mestieri Rivalutazione 10+ mmmmm 8,361 8,948 17,232 ARCA Arca Previdenza Alta Crescita mmmmm 11,150 10,709 16,620 Arca Previdenza Crescita mmmmm 8,956 8,249 15,376 Arca Previdenza ObiettivoTFR mmmmm 0,742 -0,208 0,499 Arca Previdenza Rendita mmmmm 5,587 4,824 10,148 ASSICURAZIONI GENERALI Generali Global Azionario Globale (ex Azionario) mmmmm 15,979 12,824 20,675 Generali Global Multi Asset (ex Bilanciato) mmmmm 5,452 3,416 8,293 Generali Global Obbligazionario* mmmmm 5,709 4,087 n.d. ASSIMOCO VITA Il Melograno Dinamica mmmmm 17,438 13,265 19,687 Il Melograno Equilibrata mmmmm 11,118 8,419 13,019 Il Melograno Garantita mmmmm 4,545 2,112 3,943 Il Melograno Prudente mmmmm 1,647 0,213 2,153 AVIVA Aviva Azionario mmmmm 13,333 11,089 22,230 Aviva Bilanciato mmmmm 8,480 6,453 13,454 Aviva Con Garanzia di rend. Minimo mmmmm 4,995 2,920 5,980 Aviva Con Garanzia di restituz. capitale mmmmm 4,647 2,203 3,932 Aviva Obbligazionario mmmmm 6,453 5,146 9,926 Ubi Previdenza Aggressivo mmmmm 15,473 10,324 20,559 Ubi Previdenza Capitale Sicuro mmmmm 1,565 -0,200 0,513 Ubi Previdenza Dinamico mmmmm11,254 7,360 16,595 Ubi Previdenza Garantito mmmmm 0,000 -1,457 -1,863 Ubi Previdenza Moderato mmmmm 7,214 4,499 11,487 Ubi Previdenza Prudente mmmmm 4,438 2,552 6,905 AXA ASSICURAZIONI Axa Conservativo mmmmm -0,746 -2,604 -3,582 Axa Dinamico mmmmm 16,405 10,715 16,007 Axa Equilibrato mmmmm 11,519 7,159 10,937 Axa Garantito mmmmm 2,122 -0,544 -0,454 Axa Prudente mmmmm 5,915 2,805 5,498 AXA MPS Prev. in Azienda Combinata mmmmm 13,318 13,065 22,237 Prev. in Azienda Equilibrio mmmmm 8,516 7,558 14,154 Prev. in Azienda Sicura mmmmm 2,138 0,305 -0,612 Prev. in Azienda Sviluppo mmmmm 16,750 16,962 27,156 Prev. in Azienda Tenuta mmmmm 3,880 2,339 3,332 Prev. per Te Crescita mmmmm 16,878 16,819 26,279 Prev. per Te Garantita mmmmm 1,908 -0,166 -1,633 Prev. per Te Mista mmmmm 13,347 12,780 21,087 Prev. per Te Moneta mmmmm 3,654 1,965 2,572 Prev. per Te Stabilità mmmmm 8,374 7,227 13,302 AZIMUT Prev. Azimut Crescita mmmmm 12,852 1,577 9,161 Prev. Azimut Equilibrato mmmmm 9,520 4,921 14,227 Prev. Azimut Garantito mmmmm 4,343 2,081 4,041 BANCASSURANZA POPOLARI Bap Pens. 2007 Equilibrio mmmmm 6,555 2,962 3,765 fondo linea/comparto rating individuale perf 1y perf 3y perf 5y Bap Pens. 2007 Investimento mmmmm 12,838 9,369 11,830 Bap Pens. 2007 TFR mmmmm 2,897 0,183 -0,999 BCC RISPARMIO & PREVIDENZA Aureo Azionario mmmmm 16,226 15,332 24,650 Aureo Bilanciato mmmmm 9,881 9,085 15,255 Aureo Garantito mmmmm -0,255 -1,684 -1,931 Aureo Obbligazionario mmmmm 2,705 1,427 2,586 BIM VITA Bim Vita Bilanciata Globale mmmmm 9,371 6,143 11,572 Bim Vita Bond mmmmm 2,067 -0,240 1,299 Bim Vita Equilibrio mmmmm 4,804 2,626 5,386 Bim Vita Equity mmmmm 13,288 7,783 15,150 CREDEMVITA CredemPrev. Azionario mmmmm 18,346 16,420 26,903 CredemPrev. Bilanciato mmmmm 13,386 11,080 19,939 CredemPrev. Flessibile* mmmmm 6,159 6,275 9,754 CredemPrev. Obbligazionario Garantito mmmmm 7,946 5,622 10,166 CREDIT AGRICOLE VITA Cr.Agricole Vita Dinamica mmmmm 15,476 16,511 29,058 Cr.Agricole Vita Garantita mmmmm 6,247 5,427 7,988 Cr.Agricole Vita Moderata mmmmm 13,967 13,931 22,937 CREDITRAS VITA Unicredit Dinamica Azionaria Int. mmmmm 15,818 12,497 23,888 Unicredit Serena Bilanciata mmmmm 9,789 7,672 13,611 Unicredit Sicura Obbl. con Garanzia Rend. mmmmm 3,839 1,601 0,753 Unicredit Tranquilla Ob.Mista Gar. Rest. Cap. mmmmm 5,923 3,893 7,695 HDI ASSICURAZIONI Azione Prev. Dinamica mmmmm 17,450 16,322 33,475 Azione Prev. Equilibrata mmmmm 11,855 11,444 19,097 Azione Prev. Garantita mmmmm 7,339 7,412 10,993 Azione Prev. Prudente mmmmm 5,950 6,663 9,199 INTESA SAN PAOLO PREVIDENZA SIM Giustiniano Azionaria mmmmm 17,229 17,215 28,450 Giustiniano Bilanciata mmmmm 12,426 12,758 21,232 Giustiniano Monetaria mmmmm 0,179 -1,079 -0,830 Giustiniano Obbligazionaria mmmmm 5,534 5,188 8,782 Giustiniano TFR + mmmmm 2,165 0,054 0,209 Il Mio Domani Breve Termine mmmmm 0,350 -0,560 -0,433 Il Mio Domani Lungo Termine mmmmm 11,504 9,683 17,690 Il Mio Domani Medio Termine mmmmm 5,726 4,600 11,009 Il Mio Domani TFR mmmmm 2,455 0,457 1,974 Previd-System Accumulazione Bilanciata mmmmm 11,094 9,402 16,953 Previd-System Crescita Dinamica mmmmm 5,845 4,031 8,086 Previd-System Crescita Prudente mmmmm 3,901 1,767 4,946 Previd-System Rivalutazione Azionaria mmmmm 16,130 14,595 24,638 Previd-System TFR + mmmmm 2,114 -0,189 -0,222 ITAS VITA Plurifonds ActivITAS mmmmm 14,492 11,934 19,395 Plurifonds AequITAS mmmmm 7,589 7,035 12,902 Plurifonds SecurITAS mmmmm 5,448 4,087 5,713 Plurifonds SerenITAS mmmmm 5,758 5,118 8,308 Plurifonds SolidITAS mmmmm 11,724 9,930 16,253 PENSPLAN INVEST Raiffeisen Activity mmmmm 8,966 8,362 13,528 Raiffeisen Dynamic mmmmm 14,015 12,418 19,943 Raiffeisen Safe mmmmm 2,241 1,002 3,404 PENSPLAN INVEST Popolare Vita PopolareBond mmmmm 0,413 -1,534 -0,165 Popolare Vita PopolareGest mmmmm 4,018 2,580 6,205 Popolare Vita PopolareMix mmmmm 13,861 11,686 18,460 SOCIETA' REALE MUTUA DI ASSICURAZIONE Teseo Garantita Etica mmmmm 1,476 1,342 2,618 VITTORIA ASSICURAZIONI Formula Lavoro Previdenza Capitalizzata mmmmm 15,824 12,084 20,874 Formula Lavoro Previdenza Equilibrata mmmmm 9,503 6,094 12,205 Formula Lavoro Previdenza Garantita mmmmm 5,240 1,771 5,500 ZURICH INVESTIMENT LIFE Zurich Contrib. Conservativa mmmmm 4,384 2,148 7,665 Zurich Contrib. Dinamica mmmmm 14,924 12,593 22,712 Zurich Contrib. Garantita mmmmm 2,081 0,972 3,510 ZED OMMIFUND Zed Omnifund Azionaria mmmmm 17,553 13,248 23,260 Zed Omnifund Bilanciata 30 mmmmm 9,235 6,914 14,809 Zed Omnifund Bilanciata 65 mmmmm 14,265 11,242 20,557 Zed Omnifund Garantita mmmmm 1,451 -1,155 -1,178 Zed Omnifund Obbligazionaria mmmmm 5,799 3,818 9,570 N. 903 | SABATO 8 FEBBRAIO 2020 Plus24 - Il Sole 24 Ore | 23 indici & numeri FONDI CHIUSI QUOTATI prezzo nav sconto canoni/ div 12m/ controv rendim rendim rendim data dati al 06/02/2020 (1) (2) valore prezzo settim annuo annuo 1sett 2019 scadenza nome fondo e scadenza immob (3) (4) euro (5) prezzo (6) nav (7) massima Atlantic 1 (12/2022) 273,00 477,000 -42,7 +6,5 — 597472 +3,42 +5,87 -2,19 -6,83 12/2022 Atlantic 2 (12/2018) — 6,000 — — — — — +7,34 — — 12/2018 Estense G.D. (12/2016)* 757,00 422,000 — — — — +4,40 +3,56 — — 12/2016 Europa Imm. 1 (12/2017) — 491,000 — — — — — -2,53 — — 12/2017 FondoAlpha (06/2019) 1179,00 1907,000 -38,2 +15,2 — 160544 +3,81 +5,05 +0,75 -1,85 12/2033 FondoBeta (12/2017) 49,00 102,000 — — — — +7,44 +7,81 — — 12/2017 FondoDelta (12/2017) 85,00 85,900 — — — — -1,02 -0,92 — — 12/2017 Imm. dinamico (12/2020) 102,00 156,000 -34,5 +6,2 — 298002 -2,40 -0,48 +0,63 -5,27 12/2023 Immobilium 2001 (12/2020) 1675,00 1946,000 -13,9 +2,2 — 21786 -0,57 -0,10 -0,07 +2,13 12/2022 Invest Real Sec. (12/2016)* 10,00 21,000 — — — — -7,77 -7,77 — — 12/2016 Investietico (12/2018)* 25,00 32,000 — — — — +3,58 +3,59 — — 12/2018 Med. RE - A (12/2021) 4,59 5,850 -21,5 +9,1 — 24354 +0,43 +1,98 +3,11 +9,25 12/2027 Med. RE - B (12/2021) 2,80 3,570 -21,7 +9,1 +4,2 151381 +0,83 +2,03 +0,34 +1,80 12/2027 Obelisco (12/2018) — — — — — — -61,59 -61,59 — — 12/2018 Opportunità Italia (12/2022) 1274,00 2565,000 -50,3 +2,6 +3,5 561406 -9,17 +1,39 +3,14 +12,71 12/2024 Polis (12/2020) 111,00 330,000 -66,4 +30,7 +45,1 565564 +0,70 +1,36 +16,59 +17,91 12/2020 Portfolio Imm. (12/2016)* 467,00 448,000 — +7,9 — — -1,32 -1,40 — — 12/2016 RE Europa (12/2021) 1190,00 1663,000 -28,5 +9,2 — 832987 +0,49 +1,59 +2,45 +0,56 12/2022 RE Italia (12/2021) 912,00 1622,000 -43,8 +11,9 — 99485 +0,05 +1,99 +1,90 +1,33 12/2021 Risp. Imm.1 Energia (12/2021) 3700,00 3618,000 +2,3 +9,2 — — -5,87 -6,02 — — 12/2024 Securfondo (12/2019) — 140,000 — — — — — +2,86 — — 12/2019 Socrate (12/2020) 241,00 484,000 -50,1 +14,0 — 276854 -3,71 +1,11 +4,07 +6,34 12/2020 Tecla (12/2017) 56,00 22,000 — — — — — +8,75 — — 12/2017 Unicredito Imm.1 (12/2020) 216,00 247,000 -12,5 +0,6 — 68764 +1,84 +1,90 +0,84 +2,49 12/2020 Valore Imm. glob. (12/2022) 569,00 749,000 -24,0 +3,3 — 15936 +0,58 +0,82 +1,28 -1,09 12/2022 (Norisk presta occasionalmente e autonomamente attività di consulenza a favore degli emittenti degli strumenti finanziari oggetto di analisi) GUIDA ALLA LETTURA (1) Ultimo Nav annuale disponibile (31/12/2018), rettificato per eventuali dividendi e rimborsi distribuiti. (2) rapporto tra prezzo di mercato e Nav. (3) Canoni/ Valore immobili: è calcolato rapportando l'ultimo dato diffuso sui canoni annui e il valore degli immobili implicito nei prezzi di borsa. (4) Div.12m/prezzo: calcolato rapportando il dividendo cumulato negli ultimi 12 mesi rispetto all'ultimo prezzo disponibile. Eventuali distribuzioni di capitale non sono state computate, se debitamente comunicate e dettagliate. Diversi fondi hanno distribuito plusvalenze monetizzate derivanti dalla cessione di immobili e alcuni hanno posto in pagamento proventi riconducibili ad esercizi precedenti. (5) Controvalore settimanale: somma del controvalore scambiato nelle ultime cinque sedute di borsa. (6) Rendimento annuo da collocamento (prezzo): tasso annualizzato, tiene conto dei dividendi corrisposti con riferimentoalla data di calcolo della tabella considerando come valore di uscita l'ultimo prezzo di mercato. (7) Rendimento annuo da collocamento (Nav): tasso annualizzato, tiene conto dei dividendi corrisposti con riferimento alla data di calcolo della tabella considerando come valore di uscita l’ultimo Nav rettificato. * Fondi delistati dal 29/12/2016 e dal 17/01/2019 fondi immobiliari a cura di Il mercato rimane in attesa di chiarimenti dai rendiconti annuali + Il nuovo anno ha portato sui mercati fi- nanziari un innalzamento della volatilità come conseguenza del Coronavirus, ma nel comparto immobiliare europeo la discesa dei valori di mercato è stata meno pronun- ciata. I fondi immobiliari quotati a Milano da inizio anno hanno ottenuto un rialzo me- dio del 2,8%, con dinamiche non omogene- ae: se Polis ha ottenuto un rialzo del 17%, At- lantic 1 ha corretto per il 6,8% dopo aver re- gistrato un vistoso apprezzamento nella parte finale del 2019. È doveroso notare co- me il fondo stia trattando con uno sconto molto ampio tra il prezzo di mercato e il pa- trimonio netto. L'incertezza sulle tempisti- che di vendita del portafoglio immobiliare residuo costituisce un freno alla continua- zione della fase rialzista. Ed è auspicabile che nel rendiconto annuale prossimo ad es- sere diffuso vi siano delle indicazioni e chia- rimenti sullo stato del processo di dismis- sione. Invece nel caso di Polis il fondo andrà a distribuire un rimborso di 45 euro pro- quota con stacco il 10 febbraio. Amundi RE Italia ha firmato un contratto di vendita di un immobile commerciale per 1,5 milioni che era stato acquistato nel lontano 2003 per 3,9 milioni, registrando quindi una si- gnificativa perdita di valore. Si continuano a registrare scambi vivaci su Opportunità Ita- lia che ha ottenuto un rialzo del 3,1% portan- do il progresso da inizio anno a +12,7%. Il fondo era precipitato sotto i 1000 euro al- l’inizio del 2019 ma, sebbene la quotazione attuale sia risalita a 1271 euro, lo strumento continua a scambiare a prezzi ben distanti dal Nac con uno sconto del 50%. 06.02.2020 titolo rating data data quantità prezzo rend spread dura- performance perf. fra 1 anno isin emissione scadenza media listino effett rend tion da da rend rend trattata lordo stato lorda 1 anno 3 mesi +0.5% -0.5% IT0005108490 Autostrade gn-23 1.625% 12-06-2015 12-06-2023 3346 98,980 1,94 1,89 3,25 1,37 -1,58 0,82 3,07 XS1928480166 Mediobanca 25-01-24 su 25-01-2019 25-01-2024 1128 104,600* 0,80 0,64 3,86 5,28 1,03 -0,59 2,26 XS2083187059 Alerion 19-12-25 3.125% call 05-12-2019 19-12-2025 924 102,190 2,71 2,27 5,44 — — 0,55 4,98 IT0001200390 Comit 17-02-28 zc 17-02-1998 17-02-2028 676 88,720 1,50 0,78 8,03 15,34 1,51 -1,92 5,10 IT0005188351 Mediobanca gn-26 3.75% call subord 16-06-2016 16-06-2026 548 111,200 1,86 1,35 5,69 10,59 0,60 -0,47 4,24 XS2049317808 Ivs 18-10-26 3% call 01-10-2019 18-10-2026 542 103,980 2,35 1,79 6,13 — 2,89 -0,19 4,94 IT0001203253 Mc.Centrale fb-28 zc 10-02-1998 10-02-2028 490 87,340 1,70 0,98 8,01 15,88 0,53 -1,69 5,32 XS1800025022 Mairetec 30-04-24 2.625% call 18-04-2018 30-04-2024 412 102,430 2,03 1,83 4,01 6,06 1,21 0,53 3,55 IT0004917842 Mediobanca ap-23 5.75% subord 18-04-2013 18-04-2023 407 114,260 1,17 1,14 2,91 7,70 0,98 0,18 2,12 XS0161100515 Telecomfin ge-33 7.75% 24-01-2003 24-01-2033 325 150,610* 2,98 1,74 9,46 31,35 2,11 -1,10 7,36 FR0010014845 Giepsatresor st-33 6% 19-09-2003 19-09-2033 308 151,930* 1,69 0,39 10,34 26,73 5,07 -2,82 6,55 DE000A2TEDB8 Thyssen 22-02-24 2.875% call 22-02-2019 22-02-2024 297 103,410* 1,99 1,82 3,78 — 0,28 0,56 3,35 IT0001205589 Mc.Lombardo fb-28 zc 18-02-1998 18-02-2028 272 88,730 1,50 0,78 8,04 17,88 1,56 -1,94 5,09 XS1747134564 Carraro 31-01-25 3.5% call 31-01-2018 31-01-2025 266 103,730 2,71 2,38 4,62 7,66 1,66 0,91 4,54 DE000DB7XJJ2 Deutschebank fb-25 2.75% subord 17-02-2015 17-02-2025 240 106,510* 1,40 1,07 4,66 10,87 3,51 -0,45 3,23 XS0213101073 Pemex 24-02-25 5.5% 24-02-2005 24-02-2025 240 115,800* 2,16 1,83 4,39 12,14 3,07 0,39 3,81 IT0005333627 Alerion 29-12-24 3.75% call 19-06-2018 29-12-2024 239 103,690 2,93 2,62 4,48 6,59 0,81 1,15 4,63 IT0005118796 Mediobanca gn-25 2.75% call 12-06-2015 12-06-2025 234 104,210 1,91 1,54 4,97 4,98 0,12 -0,07 3,92 IT0000966017 Comit 08-01-27 zc 08-01-1997 08-01-2027 205 91,090 1,36 0,77 6,92 13,89 1,32 -1,56 4,36 IT0005177032 Unicredit 10-06-26 zc 10-06-2016 10-06-2026 189 92,720* 1,20 0,69 6,34 10,16 0,14 -1,42 3,91 GUIDA ALLA LETTURA I titoli in tabella sono stati selezionati sulla base delle seguenti caratteristiche : quotati sui mercati MOT, EuroMOT e TLX, di emittenti bancari o corporate, a Tasso Fisso, StepUp, StepDown e Zerocoupon con vita residua di almeno due anni, con lotto minimo acquistabile non superiore a 10mila euro e con una quantità trattata media negli ultimi 10 giorni di almeno mille euro. Isin: Codice identificativo del prestito obbligazionario- Descrizione: Descrizione dell'emittente, della data di scadenza e delle principali caratteristiche anagrafiche secondo la seguente legenda: su: step-up, sd: step-down, oc: one coupon, zc: zerocoupon, tf: tasso fisso, subord: obbligazioni subordinate per le quali i possessori sono soddisfatti successivamente agli altri creditori in caso di liquidazione dell'ente emittente, call: obbligazione con facoltà di rimborso anticipato da parte dell'emittente. Data Scadenza: è la data in cui viene rimborsata l'ultima quota di capitale (normalmente l'unica) del titolo. Rating: Giudizio sull'affidabilità dell'emittente in merito al pagamento delle cedole e dei rimborsi previsti dal titolo. Quantità media trattata: è la quantità media trattata sul mercato negli ultimi 10 giorni lavorativi. In migliaia di euro. Prezzo di listino: prezzo di chiusura sul mercato di quotazione del titolo (MOT, EuroMOT oppure TLX se presente *): per i titoli zerocoupon si intende tel-quel, cioè comprensivo della parte di interessi maturata alla data, altrimenti si intende sempre corso secco, cioè non comprensivo del rateo cedola. Rend. Lordo %: indica il rendimento effettivo lordo nell'ipotesi che il titolo venga tenuto fino a scadenza e che tutti i flussi vengano reinvestiti allo stesso tasso. Duration Lorda: è la vita media finanziaria espressa in anni e frazioni d'anno: è il baricentro temporale dei flussi (cedole e rimborsi) futuri attualizzati. La duration rappresenta un indicatore di rischio: maggiore è la duration, maggiore è la rischiosità intesa come reattività del prezzo del titolo al variare del suo rendimento. Spread %: esprime la differenza di rendimento effettivo lordo dell'obbligazione rispetto ad un titolo di Stato Italiano di similare durata. Performance passate: Rappresenta il rendimento di periodo ottenuto nel caso di acquisto dell'obbligazione nel passato (un anno fa o tre mesi fa) e di vendita sul mercato alla data di riferimento e al prezzo di listino, ipotizzando il non reinvestimento dei flussi incassati nel periodo. Performance tra 1 anno: Indica il rendimento di periodo che si otterrebbe in caso di acquisto dell'obbligazione, alla data di riferimento e al prezzo di listino, e di vendita del titolo tra un anno, a fronte di uno scenario di variazione dei tassi rispettivamente positivo o negativo di 50 basis points e nell'ipotesi di non reinvestire gli eventuali flussi che saranno incassati nel periodo: Rend +0.5%: performance prevista in caso di aumento dei tassi di interesse di 0.5%; Rend -0.5%: performance prevista in caso di diminuzione dei tassi di interesse di 0.5%. due scenari per i bond a cura di La volatilità dei mercati favorisce le obbligazioni + Rilevante nell’ultimo mese il calo dei rendi- menti dei titoli di Stato italiani i cui tassi sono scesi di 10 punti base nella parte breve della curva e di 40 pb nella parte lunga. Tra le cause la ricerca di rendimento su asset considerati più sicuri in fasi di mercato molto volatili. Anche i titoli corporate e finanziari hanno visto cre- scere quotazioni e volumi. In controtendenza il bond ThyssenKrupp scadenza febbraio2024 i cui rendimenti sono saliti al 2% dopo le di- chiarazioni del Ceo, Martina Merz, di voler vendere la divisione Elevator e aver annuncia- to sacrifici per le ristrutturazioni. Il titolo resta comunque molto volatile. Più che dimezzato, rispetto ai picchi di metà gennaio, il rendimento del bond Auto- strade giugno 2023 a seguito del nuovo sce- nario con possibile esito positivo sulle con- cessioni per il gruppo Atlantia. Nonostante la recente crescita di circa 8 punti del prezzo, la performance trimestrale risulta però ancora negativa dell’1,58%. Rimano alto l’interesse per i titoli zerocou- pon; sono ben cinque in tabella con scadenze tra il 2026 e il 2028 e con eccellenti performance an- nuali comprese tra il 10,16% e il 17,88%. Tra le performance trimestrali spicca il 5.07% del bond Giepsatresor, scadenza 2033, la cui quota- zione ha beneficiato della notizia dell’intenzio- ne della famiglia Peugeot di voler aumentare le proprie quote nella nuova società che sorgerà a seguito della fusione col gruppo Fca. Ma atten- zione all’alta duration del titolo: è sufficiente un aumento dello 0,5% del suo rendimento per ge- nerare una performance futura annua negativa di quasi 3 punti percentuali. 24 | Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 8 FEBBRAIO 2020 | N. 903